Parte 1: SEMITI NERI E I DUE TESTIMONI-Parte 1
Nell’immaginario collettivo, quando si parla di semiti si tende a pensare alle popolazioni arabe, ai magrebini, ai mediorientali o comunque a chi ha la pelle cosiddetta olivastra. Difficilmente si sente parlare di semiti neri, figuriamoci di Ebrei neri.
Nel capitolo 11 dell’Apocalisse, l’apostolo Giovanni parla dei due testimoni. a questo proposito cita anche la misurazione di coloro che si trovano nel tempio:
“Poi mi fu data una canna simile a una verga; e mi fu detto: «Àlzati e misura il tempio di Dio e l’altare e [conta] quelli che vi adorano; (Apocalisse 11:1)“
Come potete notare, il [conta] è stato aggiunto. Quindi si potrebbe voler dire che anche “quelli che vi adorano“, devono essere misurati?
Ovviamente in prima intenzione si tratta di adempimenti in senso spirituale; tuttavia, dato che la “misurazione” del tempio sembra essere anche fisica, potrebbe essere in parte fisica anche la misurazione di “quelli che vi adorano”?
L’immagine che mi viene in mente è quella riportata sotto, da una nota rivista:
In Geremia 25:24 si legge:
“tutti i re degli arabi e tutti i re delle popolazioni miste che vivono nel deserto.“
Come potete notare, gli arabi vengono accostati a popolazioni miste. In effetti storicamente, la zona mediorientale e il nord Africa si è formata dall’unione di diversi popoli.
Elam
Il termine semita deriva dal nome Sem figlio di Noè, il quale, secondo la tradizione biblica, sarebbe stato il progenitore dei popoli semitici. In Genesi 10:22 si legge:
I figli di Sem furono Èlam, Assùr, Arpacsàd, Lud e Àram.
Elam era uno dei cinque figli di Sem da cui discesero “famiglie, secondo le loro lingue, nei loro paesi, secondo le loro nazioni”. Da quanto si legge nel libro perspicacia “il paese di Elam era chiamato Elamtu dagli assiri e dai babilonesi ed Elimaide dagli scrittori greci; a volte era chiamato anche ‘Susiana‘, dalla città di Susa, o Susan, un tempo probabilmente capitale dell’Elam. Sotto l’impero persiano Susa era una residenza reale“.
Parte della popolazione di Elam fu trasferita nelle città della Samaria, in Israele, quando sovrani assiri sconfissero l’esercito elamita. “Il giorno di Pentecoste del 33 E.V. c’erano degli elamiti fra le migliaia di persone che udirono il messaggio pronunciato dai discepoli nella lingua allora correntemente parlata nell’Elam“.
Se avete avuto modo di visitare il museo del Louvre di Parigi, probabilmente vi siete anche imbattuti in dipinti murali rappresentanti gli elamiti. Ecco come apparivano:


È bene ricordare che erano semiti, proprio come gli israeliti!
Fonte: https://www.tehrantimes.com/news/445796/Susa-once-capital-of-Elamite-Achaemenid-empires
Tratti negroide negli Ebrei
Hans Friedrich Karl Günther è stato un antropologo tedesco. Fu un esponente della teoria della razza e sostenitore dell’eugenetica negli anni 30 del secolo scorso. Nel suo libro “TIPOLOGIA RAZZIALE DEL POPOLO EBRAICO”, un testo per me indigeribile, per la sua forte caratterizzazione anti-negro, è tuttavia, anche se a denti stretti, costretto ad ammettere, che anche negli Ebrei moderni c’è una percentuale di afflusso negroide.
A pagina 30, tra le altre cose leggiamo:
“L’innegabile influsso negroide nel popolo ebraico è stato spesso segnalato, ed è stato generalmente ricondotto ai tempi del soggiorno egiziano”. . .
Poi a pagina 45 si legge:
. . . “Diversi ricercatori hanno individuato una palese impronta negroide negli ebrei moderni: “Non ci si sbaglia di certo quando si attribuiscono i capelli spesso crespi, le labbra carnose e il prognatismo di tanti ebrei a mescolanze con elementi negroidi, probabilmente avvenute in Egitto” (3). “Colorito bruno, fronte bassa, capelli crespi, labbra grosse e prognatismo”: ecco, secondo Judt (1) i segni che possono far sospettare un influsso negroide. Secondo lui un influsso del genere sarebbe riscontrabile soprattutto fra gli ebrei della Palestina meridionale, cioè del regno di Giuda. Anche Schleich parla delle “labbra negroidi, protrudenti” (2), e Schaafhausen del prognatismo evidente di molti ebrei (3)”. . . .
Mentre a Pagina 75 si legge:
“Studi fatti negli Stati Uniti d’America indicano che fra gli ebrei il 67% ha i capelli lisci, 26% ondulati, 6% ricciuti e 1% “lanosi” (1). È probabile che fra i ‘capelli lisci’ siano stati inclusi tanti capelli duri e rigidi. Tutto sembra indicare che fra gli ebrei dell’occidente c’è più dell’1% di capelli molto crespi, che indicano un’influsso negroide, anche se questa percentuale non supera di molto l’1% ed è al di sotto di quella che si riscontra fra i samaritani. Anche le immagini date in questo libro lasciano percepire spesso capelli dall’ordito negroide. L’incontro, presso molti ebrei ed ebree, di tratti nordici con tratti negroidi (per esempio, capelli biondi nordici ma crespi negroidi), fa uno strano effetto”.
Fonte: Hans F. K. Günther
Va notato che queste percentuali sono falsate poiché includono gli ebrei Aschenaziti (che costituiscono circa il 75% di tutti gli ebrei oggi), che secondo Koestler nel suo libro La tredicesima tribù, sarebbero a dir suo, discendenti dei Cazari, quindi iafetici, non semiti.
Fonte: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cazari
Shlomo Sand (lui stesso ebreo e professore di storia all’Università di Tel Aviv), “nella sua opera del 2008 riprende l’ipotesi di Koestler e procedendo a ritroso tenta una ricostruzione della vicenda cazara nel suo complesso”. Ho avuto modo di seguire il “dibattito” suscitato dal libro tra lui e la comunità ebraica francese, laddove Shlomo sfidò tutta la comunità ebraica internazionale a dimostrare prove contrarie a quelle da lui presentate. A quanto pare finora nessuno ha potuto tenergli testa!
Prima di continuare, è bene ricordare che oggi esistono ebrei di tutte le razze, il che significa che non sono circoscritti in una sola categoria! Esistono inoltre popoli di religione ebraica e sono anch’essi correttamente chiamati “ebrei”.
La carnagione degli antichi ebrei
Anche sulla carnagione degli antichi Israeliti, si è detto di tutto e di più. Molti, come me, sono stati fuorvianti in questo dalle numerose immagini del re Davide rappresentato come “rosso”, o di Esau chiamato il rosso. Tuttavia è interessante la definizione del dizionario della bibbia di Zondervan, a proposito di rubicondo.
Testo in inglese:

“Rosso, o rubicondo, è una parola utilizzata per riferirsi a una carnagione rossa o chiara, in contrasto con la pelle scura degli ebrei in generale.“
Infatti quando Giacobbe nacque era come i suoi genitori, per cui non fu dato particolare risalto al suo aspetto, a differenza di suo fratello Esaù che era evidentemente diverso.
Ecco come poteva apparire un ebreo nel primo secolo; ecco perché Tacito disse” che molti credono che avessero avuto origine dagli Etiopi, come ho scritto nel primo articolo della serie. Ecco perché potevano andare in Egitto e mescolarsi:
Fonte: Hebrews
continua…


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