Il mondo in cui vivevamo non esiste più, questo è diventato evidente con l’inizio della campagna vaccinale, senza la quale forse avremmo vissuto spensierati ancora per un po’.
A questo punto però, che fare? Come comportarsi? Quali scelte compiere nella nostra vita? Quali punti di riferimento ricercare?
Lasciamo che sia la Bibbia a rispondere.
Da dove partire
Immaginiamo di trovarci in un museo con degli amici e di osservare un dipinto in cui è raffigurata una bellissima collina di margherite. Ognuno prova ad immaginare perché l’artista abbia scelto di disegnare proprio quel paesaggio, perché abbia usato una certa tecnica di disegno piuttosto che un’altra, cosa abbia provato mentre disegnava e così via. Tutti sono liberi di formulare le proprie ipotesi, ma l’unica persona che potrà rispondere in modo corretto alle domande è l’artista, perché è suo il disegno, quindi lo conosce alla perfezione.

Ognuno di noi è come quel bellissimo quadro: ricco di particolari, sfumature, bellezza, ma solo uno lo conosce davvero: Dio, il nostro creatore. È normale quindi avere tante domande su come siamo fatti, come possiamo vivere bene e cosa ci riserva il futuro, ma l’unico che potrà rispondere in modo completo a tutti i nostri interrogativi è chi ci ha dato la vita e si è soffermato a curare ogni più piccolo dettaglio di noi.
Fortunatamente esiste un modo estremamente efficace per ottenere la giusta conoscenza e sapienza, grazie alle quali riusciremo a prendere decisioni sagge:
“Poiché Yahweh stesso dà sapienza; dalla sua bocca procedono conoscenza e discernimento.”
Proverbi 2:6
Vediamo meglio come fare, ma prima partiamo dal capire cos’è la sapienza.
La sapienza
Prima di tutto distinguiamo cosa sono (biblicamente parlando) la conoscenza e la sapienza. La conoscenza non è altro che l’insieme di nozioni che si possono apprendere studiando la Bibbia mentre invece la sapienza è la capacità di mettere in pratica queste nozioni nella vita di tutti i giorni, sfruttandole per risolvere problemi, prendere decisioni, raggiungere obiettivi. La differenza sostanziale tra le due è che, come scritto nella scrittura sopra, la sapienza è una qualità che viene da Dio, è lui che la dona. Per capire meglio il concetto, applichiamolo a quest’ultimo periodo: persone che studiano la Bibbia da trenta, quarant’anni, che forse saprebbero recitare il vangelo a memoria dall’inizio alla fine, non hanno compreso che il vaccino è il marchio della bestia. Significa forse che non avevano conoscenza? Non necessariamente. Ciò che probabilmente mancava loro era la sapienza, perché, essendo un dono di Dio, non si acquisisce automaticamente studiando: è un qualcosa di molto, molto più profondo.
Un libro che può aiutarci

Il libro di Proverbi è una specie di manuale di istruzioni per la vita, perciò analizzandolo attentamente possiamo capire come possiamo sforzarci di ricevere sapienza da Dio. Quale sarà il risultato?
“Quando la sapienza sarà entrata nel tuo cuore e la conoscenza stessa sarà divenuta piacevole alla tua medesima anima, la stessa capacità di pensare veglierà su di te, il discernimento stesso ti salvaguarderà“
Proverbi 2:10,11
Questo è il nostro obiettivo: permettere a Dio di far entrare la sapienza nel nostro cuore e far sì che acquistare conoscenza diventi sempre più piacevole, così che il nostro modo di ragionare e di conseguenza di prendere decisioni sia saggio e ci protegga dal male.
I passi da compiere

A proposito del come ricevere sapienza i primi versetti del capitolo due vengono in nostro soccorso. Ecco cosa viene detto:
“Figlio mio, se riceverai i miei detti e farai tesoro dei miei propri comandamenti presso di te, in modo da prestare attenzione alla sapienza col tuo orecchio, per inclinare il tuo cuore al discernimento;”
Proverbi 2: 1,2
Già solo in queste poche parole sono racchiusi diversi concetti. Prima di tutto si parla di ricevere i detti. La parola ebraica “‘ēmer” qui tradotta “detti” ha il significato di “parola” o “discorso”, perciò, dato che è come se fosse Dio stesso a parlare, capiamo che si riferisce alla sua Parola, la Bibbia.
Poi continua dicendo “se farai tesoro dei miei propri comandamenti”, come se effettivamente non fosse automatico che chi è in possesso della Bibbia faccia tesoro di ciò che essa racchiude.
Poi ci spiega a cosa serve compiere queste due azioni dicendo: “in modo da prestare attenzione alla sapienza col tuo orecchio” oppure, come scritto in altre traduzioni bibliche: “tendendo il tuo orecchio alla sapienza”. Personalmente trovo quest’ultima immagine di “tendere l’orecchio” molto efficace: è un po’ come se ci trovassimo a scuola, in una classe piena di persone che fanno brusio e, mentre tutti gli altri chiacchierano, noi decidessimo di prestare attenzione solo e soltanto al professore. Anche in quel caso staremmo “tendendo l’orecchio alla sapienza”, decidendo di ignorare i compagni di classe per ascoltare l’insegnante. Allo stesso modo, lo studio profondo della Bibbia fa sì che concentriamo la nostra mente sulla sapienza divina, silenziando, per così dire, le opinioni umane. Siccome la sapienza è come abbiamo detto una qualità divina, tendere l’orecchio verso di lei significa, secondo me, mettersi in condizione di riceverla, così come chi è attento in classe si mette in condizione di capire la lezione. Per spiegarla in altre parole l’insegnante rappresenta la sapienza, il brusio dei compagni è il mondo e l’azione di ascoltare è lo studio della Bibbia. Perciò quando studiamo la parola di Dio è come se decidessimo di ascoltare Dio stesso parlare ed è come se gli chiedessimo: “qual è la tua visione del mondo?” o “come posso affrontare questo problema?” o ancora “come ci si comporta in questa situazione?” Ecco che quindi ci mettiamo in condizione di ricevere le risposte a tutte le nostre domande ed è allora che arriva la sapienza, ed ecco come Yahweh la dona a chi è in condizione di riceverla.
Infine ci viene specificato a cosa serve “prestare attenzione alla sapienza” perché dice “per inclinare il tuo cuore al discernimento”. Cosa significa “inclinare il cuore al discernimento”? Il cuore a cui spesso fa riferimento la Bibbia non è altro che la sede dei sentimenti, emozioni e pensieri, una parte profonda di noi che solo Dio conosce davvero (vedi ad esempio 1 Samuele 16:7) mentre il discernimento è inteso come la capacità di comprendere, l’intelligenza, il buon senso. Perciò la sapienza divina porta a capire profondamente il senso e il significato delle cose, non con una visuale umana però, perché per quella basterebbe leggere un libro scritto da umani, qui parliamo di sapienza divina. Se ci pensiamo è logico e ritorniamo al concetto di prima: per capire davvero la vita dobbiamo passare attraverso Dio, che ce l’ha data.
Perciò riassumendo se leggeremo la Parola di Dio e faremo tesoro di ciò che vi è scritto sarà come metterci in condizione di ricevere sapienza da Dio, il che a sua volta ci consentirà di dirigere i nostri pensieri, le nostre emozioni e la nostra più intima persona verso l’intelligenza, cioè la capacità di comprendere il significato profondo di ciò che accade attorno a noi.
Il capitolo continua:
“se, inoltre, chiami l’intendimento stesso e levi la voce per lo stesso discernimento, se continui a cercarlo come l’argento, e continui a ricercarlo come i tesori nascosti, in tal caso comprenderai il timore di Yahweh, e troverai la medesima conoscenza di Dio”
Proverbi 2:4,5
Qui si parla di cercare l’intendimento come l’argento e come i tesori nascosti, ma non solo: viene anche detto di continuare a farlo. Perciò da qui capiamo che:
- l’intendimento non arriva per caso: ci vuole un’azione concreta da parte di ognuno di noi;
- bisogna continuare a cercare e non mollare anche quando è difficile.
Il risultato finale

Abbiamo visto che, come solo l’artista conosce davvero la sua opera, così solo Dio ha una conoscenza profonda e dettagliata del nostro più profondo essere. Se è così perciò, solo il nostro creatore sa davvero come sarebbe la versione migliore di noi stessi.
Non facendo il vaccino sicuramente abbiamo fatto un passo verso quest’ultima, ma questo è stato solo l’inizio! Continuando a rafforzare sempre di più la nostra relazione con Yahweh e sforzandoci di ottenere da lui sapienza, ecco cosa riceveremo:
“Felice è l’uomo che ha trovato la sapienza, e l’uomo che ottiene discernimento, poiché averla come guadagno è meglio che avere come guadagno l’argento e averla come prodotto che l’oro stesso. Essa è più preziosa dei coralli e tutti gli altri tuoi diletti non si possono uguagliare ad essa. Lunghezza di giorni è nella sua destra; nella sua sinistra sono ricchezze e gloria. Le sue vie sono vie di piacevolezza, e tutti i suoi sentieri sono pace. È un albero di vita per quelli che l’afferrano, e quelli che la ritengono saldamente devono chiamarsi felici.”
Proverbi 3:13-18


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