Introduzione
Per chi di voi è appassionato di cinema, vi sarà capitato sicuramente di vedere un film in cui si inscena il rapimento degli eletti. Uomini, donne e bambini improvvisamente si smaterializzano e vanno verso l’alto seguendo una luce. Ora, la domanda a cui cercheremo di dare risposta, è: tutti i salvati andranno in cielo?
Perché alcuni salvati potrebbero non soddisfare le esigenze necessarie per questo tipo di speranza? E se non vanno in cielo dove andranno questi ultimi?
Per questo tipo di analisi, credo non ci sia bisogno di essere dogmatici. Spero venga presa per quello che è: un tentativo di far quadrare alcune “aspetti”. Partiamo dallo zoccolo duro della questione, cioè: bambini e disabili, sarebbe a dire le persone incapaci di intendere e volere, andranno in cielo?
La risposta potrebbe sembrare scontata, ma ad un’attenta analisi scopriremo che in realtà non lo è. In questo articolo, quindi, tratteremo alcuni versetti dei Vangeli e del libro biblico di Apocalisse, tentando di rispondere a queste domande.
1 I bambini e la speranza celeste
1.1 L’età possibile di riferimento
La prima domanda che credo dovremmo porci è: a che età Dio considera un bambino capace di comprendere le cose spirituali e di prendere decisioni ragionate in merito? A quest’ultima domanda forse un racconto della vita di Yahoshua potrebbe essere indicativo per noi. Noterete che è l’unico episodio in cui si parla di Yahoshua quale giovane ragazzo. Spesso mi sono chiesto perché questo episodio della vita di Yahoshua fu inserito nei Vangeli. In Luca 2:41, 42 e 46 si legge:
“Ora i suoi genitori avevano l’abitudine di andare tutti gli anni a Gerusalemme per la Festa della Pasqua.(…) Quando Yahoshua aveva 12 anni, salirono secondo la consuetudine della festa.(…) Infine dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, intento ad ascoltarli e a far loro domande.“
Luca 21:41,42,46
Come avete potuto notare, in questa occasione Yahoshua aveva 12 anni. Ciò che seguì fu una istruttoria da parte di Yahoshua ai capi sacerdoti, che stupì con le sue domande e con la sua capacità di comprendere aspetti spirituali. Senza essere dogmatici, potrebbe essere un’indicazione dell’età minima necessaria per comprendere le cose spirituali, secondo i parametri di Dio? Detto in altre parole, potrebbe essere l’età minima per accedere ai cieli? Durante la recente pandemia, non di rado bambini di 12 anni sono stati considerati capaci di decidere se vaccinarsi o meno, anche senza il consenso dei genitori.
Fonte: vaccinazione minorenni
1.2 La questione dell’immortalità
Tutti coloro a cui Dio darà il privilegio di andare in cielo, secondo le scritture riceveranno immortalità e incorruzione. (1Co 15:50-54), (1Co 15:42-49), (Rivelazione 20:6), (Eb 7:16), (2Tm 1:10).
L‘immortalità è diversa dal dono della vita eterna. Si parla infatti di nuova creazione (2 Corinti 5:17; Galati 6:15).
Per esempio gli angeli, o lo stesso Yahoshua prima di venire sulla terra, avevano il dono della vita eterna, qualora fossero rimasti fedeli a Dio. La disobbedienza a YAHWEH avrebbe comportato la distruzione, come nel caso della distruzione futura riservata a Satana e ai suoi angeli. In altre parole, quando Dio concede l’immortalità a una persona, è evidente che essa stessa è stata “provata” da Dio in una misura tale da sapere che non peccherà mai, una volta concessa l’immortalità.
Perciò si può dire che l’immortalità è una condizione irreversibile.
Ora la domanda che ci poniamo è questa: potrebbe Dio concedere l’immortalità a bambini, o persone non provate, quando allo stesso Yahoshua, il figlio di Dio, il prediletto, non fu concesso tale privilegio se non dopo essere stato provato qui sulla Terra?
1.3 Il sigillo di Dio
Rivelazione 7:1-3 dice:
“Dopo ciò vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento né sulla terra né sul mare né su alcun albero.
E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo dell’Iddio vivente. Ai quattro angeli ai quali era stato concesso di colpire la terra e il mare gridò a gran voce: ‘Non colpite né la terra né il mare né gli alberi finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte degli schiavi del nostro Dio!‘”
Rivelazione 7:1-3
Quest’ultimo versetto ci fa capire che ci sarebbe voluto del tempo prima che Dio sigillasse, ovvero considerasse approvati per la vita immortale i discepoli di Yahoshua. La ragione è che Dio avrebbe lavorato su di loro in modo da renderli idonei per questo grande incarico. Ci voleva del tempo per essere qualificati! Per questo è biblicamente improbabile che bambini inconsapevoli ricevano l’immortalità.
Può darsi che, per volontà dei parenti, questi ultimi non abbiano preso il marchio, ma si può dire che abbiano superato la prova, il test finale? Difficilmente.
1.4 Dove collocare quindi i bambini
Dove collocarli allora? Io credo dove i bambini crescono, ovvero sulla Terra.
Questo fa presupporre che ci saranno dei superstiti qui sulla terra, i quali aiuteranno questi bambini a crescere.
Mentre meditavo su questi temi, una persona a me molto vicina mi ha raccontato un sogno in cui le veniva affidato un bambino di nome Matteo (Matteo significa dono di Dio). Questo mi ha fatto pensare alle parole di Yahoshua:
“A sua madre disse: ‘Ecco tuo figlio!’ E a Giovanni disse: “Ecco tua madre!” Da quel momento in poi Giovanni si prese cura di Maria proprio come se fosse sua madre.”
Giovanni 19:26,27
Potrebbe accadere qualcosa di simile alla dipartita degli eletti? (Giovanni 19:26, 27). Questi bambini crescerebbero nel nuovo mondo e, allo scadere dei mille anni, verrebbero sottoposti ai test come tutti i risuscitati. (Confronta Apocalisse 20:7-9)
Ricordiamo inoltre che nel primo secolo la salvezza fu prima di tutto concessa agli ebrei (oggi le congregazioni cristiane), poi ai samaritani, i quali praticavano una fede molto vicina a quella ebraica (che oggi accostiamo alle altre religioni abramiche) e infine ai gentili (cioè tutti i non cristiani). È interessante notare che, da quando Pietro usò la prima chiave (cioè predicazione a soli ebrei) a quando usò la terza chiave (cioè predicazione ai gentili), passarono circa 3 anni.
2 Quelli che regnano
In Rivelazione 20:4 si legge:
“Poi vidi dei troni, e a quelli che vi sedevano fu data l’autorità di giudicare. Vidi le anime di quelli che erano stati giustiziati per aver reso testimonianza riguardo a Yahoshua e per aver parlato di Dio, quelli che non avevano adorato né la bestia feroce né la sua immagine e che non avevano ricevuto il marchio sulla fronte o sulla mano. Vennero alla vita e regnarono con il Cristo per 1.000 anni.“
Rivelazione 20:4
Quindi, in base a Rivelazione 20:4, coloro che regnano sono quelle persone che non hanno preso il marchio e hanno anche reso testimonianza riguardo a Yahoshua. Per questo motivo si può ritenere che quelli che regnano debbano essere necessariamente cristiani, in quanto sono i cristiani che rendono testimonianza riguardo al Cristo!
E per quanto riguarda i non cristiani o quelli ritenuti non “pronti” per regnare? Vedremo più avanti.
3 La compagnia mista e la grande folla
3.1 Il cortile fuori dal santuario
In Rivelazione 11:2 si legge:
“. . . Il cortile fuori dal santuario, invece, lascialo da parte e non misurarlo”.
Rivelazione 11:2
Questo cortile che non viene misurato, potrebbe rappresentare la “compagnia mista“, cioè l’insieme di persone giuste dal punto di vista di Dio, ma che non hanno la speranza celeste? Sembrerebbe che Gerusalemme (tutti i credenti all’interno di Babilonia) sarà calpestata per 42 mesi, ma solo il santuario sarà misurato subito, cioè selezionato per l’incarico. Il resto evidentemente, sarebbe stato misurato in seguito.
Inoltre, se mi guardo intorno, vedo che un terzo dell’umanità ha rifiutato il marchio e molti di loro non hanno mai veramente conosciuto YAHWEH. Davvero Dio non darà l’opportunità di salvarsi a chi non l’ha potuto conoscere sufficientemente, ma ha comunque dimostrato di amare la vita rifiutando il marchio? Si può supporre che queste persone non siano pronte a ricevere l’immortalità, in quanto non sono state provate nel tempo sul vivere come veri cristiani. In altre parole questi ultimi, non hanno piena conoscenza di cosa comporti vivere come cristiani. In Colossesi 3:9,10 parlando di ciò che Dio si aspetta dai veri cristiani, leggiamo:
“Non mentite gli uni agli altri. Spogliatevi della vecchia personalità con le sue pratiche e rivestitevi della nuova personalità, che per mezzo della conoscenza accurata si rinnova a immagine di Colui che l’ha creata.“
Colossesi 3:9,10
Quindi per essere all’altezza del Cristo, sarebbe stato necessario acquistare accurata conoscenza e vivere in armonia con essa.
3.2 Analogie con la storia di Mosè
Ma per vivere sulla terra (questi giusti), sarebbero idonei dal punto di vista di Dio? È a questo punto che entra in gioco la storia di Mosè.
Potrebbe essere che il modello da guardare per quanto riguarda le dinamiche della fine del sistema, sia quello di Mosè e che ci sarà una specie di secondo esodo?
Ma questo non è lo stesso concetto di “grande folla” predicato dai Testimoni di Geova? Non esattamente.
La grande folla di cui si parla in Rivelazione capitolo 7, ci viene detto che è vestita di lunghe vesti bianche, simbolo di purificazione. Questa purificazione, ci viene detto, è dovuta al fatto che hanno “lavato” le loro vesti nel sangue dell’agnello, il che fa pensare che si tratti esclusivamente di cristiani approvati da YAHWEH. Sarebbe a dire che si tratta di persone che hanno dimostrato, lungo la loro vita cristiana e nel momento della prova, di aver mantenuto le loro vesti bianche. Mentre, nel nostro caso, stiamo parlando di una numerosa “compagnia mista”, che include anche persone non cristiane ma che, grazie alla legge della coscienza, Dio considera giuste (leggi Romani 2:12-15). Forse Yahoshua alluse a loro parlando dei cosiddetti giusti in Matteo 25:34-40.
Esattamente come accadde ai tempi di Mosè, ad uscire con gli israeliti c’era una numerosa compagnia mista (non Ebrei). Questi ultimi avevano dimostrato di amare la vita, obbedendo al comando divino di imbrattare gli stipiti delle loro case di sangue di agnello, evitando in questo modo la morte dei loro primogeniti.
Inoltre quando gli israeliti uscirono dall’Egitto, li seguirono. Tutte queste persone, erano ben formate e pronte per l’adorazione di YAHWEH? No! Avevano bisogno di conoscere in profondità le leggi e i principi di Dio, le quali arrivarono prontamente con i dieci comandamenti, o meglio la legge mosaica. Anche gli israeliti avevano bisogno di istruzione divina, di conseguenza sarebbero stati i leviti e i sacerdoti ad impartirla al popolo in generale. Lo stesso accade oggi con molti (cristiani e non cristiani) che hanno rifiutato il marchio.
Ovviamente queste persone avranno bisogno di conoscere meglio Cristo e di accettare la sua direttiva, che sarà impartita tramite i “leviti e i sacerdoti”, sarebbe a dire quelli con speranza celeste. Questi ultimi ritorneranno sulla Terra e per tutto il millennio insegneranno più propriamente le leggi e i comandamenti di Dio. Quindi sarà necessaria una conversione. Questa conversione logicamente va fatta prima di ricevere il premio.
3.3 I salvati che vivranno sulla terra
Rispetto ai testimoni di Geova, inoltre, c’è una differenza in termini di numeri. I Testimoni di Geova ritengono che in sostanza solo loro si salveranno. Il numero dei Testimoni di Geova effettivi, si aggira intorno ai 10 milioni. Mentre noi riteniamo che il numero dei salvati (che vivrà sulla terra) potrebbe anche arrivare a 500 milioni, come da manifesto degli stessi “illuminati” nel loro monumento Georgia Guidestones. È curioso che questo monumento sia stato abbattuto il 7 luglio 2022, un giorno prima dell’8 luglio. È da notare che in quel periodo circa due terzi dell’umanità si era vaccinata.
Fonte: Georgia Guidestones
A proposito del numero 8, consulta questo link: I 1335 giorni
4 I salvati con speranza celeste e i salvati con speranza terrena
4.1 Quando sarebbero state pronte spiritualmente
In Daniele 8:14 noterete che si parla del luogo santo che sarebbe giunto alla purificazione o condizione approvata da parte di Dio. Questo luogo santo, cioè le persone con speranza celeste, sarebbero state pronte spiritualmente, dal punto di vista di Dio prima rispetto al resto dell’umanità che vivrà sulla terra.
4.2 Il rapimento degli unti
Per quanto riguarda gli unti, possiamo ipotizzare il periodo in cui ascenderanno al cielo analizzando sempre cosa successe ai giorni di Mosè:
Nel 1513a.E.V ci furono le 10 piaghe e durante l’ultima gli egiziani furono costretti a lasciare andare Israele. In questa occasione YAHWEH salvò i primogeniti d’Israele ma in compenso prese i leviti (la tribù sacerdotale) come suoi. Altrove abbiamo già scritto che la morte dei primogeniti e l’oscuramento del sole hanno relazione con la distruzione della religione. Perciò l’ascensione potrebbe avvenire in corrispondenza dell’attacco e della conseguente distruzione delle religioni?
4.3 La Pentecoste e la festa delle capanne
Si può notare che la Pentecoste viene chiamata così nelle Scritture greche cristiane per indicare la “festa della mietitura” (Eso 23:16) o “festa delle settimane” (Eso 34:22), chiamata anche “il giorno dei primi frutti maturi”(Nu 28:26).
– I cristiani unti, cioè quelli con la speranza di andare in cielo, vengono chiamati primizie. In quella data i discepoli ricevettero lo spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco (forse ad indicare il loro futuro mutamento in spiriti?)

Perché viene chiamato festa dei primi frutti maturi? Forse per indicare che sono i primi ad essere pronti dal punto di vista di Dio?
Pronti per cosa? Pronti per essere offerti a Dio, quindi andare in cielo?
– E il resto dei frutti? Matura successivamente, durante il millennio. Ricordiamo che, secondo Zaccaria 14;16-19, Sukot (festa delle capanne) assumerà valore di festa universale nell’era messianica, cioè nel regno millenario di Cristo e si può ipotizzare terminerà dopo il test finale!
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