Introduzione
Chi di voi non ha mai sentito parlare di Abramo? Io penso che tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo sentito parlare di questo fedele servitore di YAHWEH dell’antichità. Un uomo di una fede immensa, tanto da essersi guadagnato il titolo di “padre di tutti quelli che hanno fede“. È l’uomo per mezzo del quale il sovrano signore YAHWEH decise sarebbe venuto il messia. Egli fu disposto a lasciare tutto quello che aveva a Ur dei Caldei, una città ai tempi moderna, per andare a vivere in tende per il resto della sua vita. L’uomo era diventato vecchio, tuttavia si rendeva conto che non aveva un erede a cui lasciare tutto ciò che aveva accumulato nel tempo. È a questo punto che YAHWEH gli comunica queste importanti informazioni, che leggeremo nel capitolo 15 di Genesi, ai versetti da 5 al 15.
È possibile che in quell’occasione YAHWEH stesse dicendo più di quello che potrebbe sembrare da una prima lettura? Nell’esaminare questi versetti cercheremo di trovare gli aspetti meno evidenti e un nesso con i tempi in cui stiamo vivendo.
La discendenza di Abraamo
Al versetto 5 si legge:
Ora [YAHWEH] lo fece uscire fuori [Abramo] e gli disse: “Guarda in alto, suvvia, nei cieli e conta le stelle, se sei in grado di contarle”. E proseguì, dicendogli: “Così diverrà il tuo seme”.
Genesi 15:5
Il versetto 5 quindi esordisce con la promessa di YAHWEH di moltiplicare la discendenza di Abramo, e di renderla come le stelle dei cieli. Spesso leggendo i commenti su questo versetto, notiamo che l’accento in genere è messo sul numero dei figli che saranno come le stelle. Dato che abbiamo a che fare con YAHWEH, è possibile che stia parlando anche della futura natura dei discendenti di Abramo? Spesso nella Bibbia le creature spirituali sono paragonate a stelle.
Se è così, allora in questo caso, YAHWEH stava dicendo che i suoi figli sarebbero diventati creature spirituali, luminose come le stelle dei cieli. Ma sapete che in questo capitolo sta anche accennando al numero effettivo di questi figli? Lo capiremo più avanti nella lettura.
Abraamo ripone fede in Yahweh
Ora leggiamo il versetto 6:
“Ed egli ripose fede in YAHWEH ; ed egli glielo attribuiva a giustizia.”
Genesi 15:6
Come fa notare una nota sulla “Traduzione del nuovo mondo”, “questa è la prima volta che si parla di esercitare fede. Infatti Romani 4:11 dichiara che, Abraamo è “il padre di tutti quelli che hanno fede mentre sono nell’incirconcisione” (Romani 4:13). Come Abramo, oggi la maggioranza dei non ebrei, in effetti può essere approvato da YAHWEH senza essere circoncisa. E grazie al sacrificio di riscatto di Yahoshua, oggi possono accostarsi al Padre di tutte le misericordie.
Il paese dei caldei
“Quindi gli disse ancora: ‘Io sono YAHWEH , che ti fece uscire da Ur dei caldei per darti questo paese, perché tu ne prenda possesso‘.”
Genesi 15:7
Come nel caso di Abramo, anche oggi YAHWEH ci ha fatto uscire dal paese dei Caldei, vale a dire Babilonia la grande. Nel nostro caso il paese dei Caldei (cioè Babilonia), rappresenta la religione istituzionalizzata. Siamo usciti da Babilonia e stiamo vagando per così dire nel deserto, in attesa di poter prendere possesso della “Terra promessa” o Nuovo mondo.
La domanda di Abraamo
Poi il testo continua:
“A ciò disse: ‘Sovrano Signore YAHWEH , da che cosa saprò che ne prenderò possesso?‘”
Genesi 15:8
Come potete notare, in questo caso Abramo chiede per così dire un segno. Proprio come i discepoli di Yahoshua, che chiesero quando sarebbe stata la sua presenza e la fine del mondo, anche Abramo fa una domanda simile a YAHWEH. Ciò che YAHWEH gli risponde credo riguardi anche il nostro tempo, perciò siamo invitati a prestare la massima attenzione.
La risposta di Yahweh
“A sua volta gli disse: ‘Prendimi una giovenca di tre anni e una capra di tre anni e un montone di tre anni e una tortora e un giovane piccione”.
Genesi 15:9
YAHWEH chiede ad Abramo un sacrificio. Come potete leggere sopra, specifica chiaramente che, la giovenca, la capra e il montone dovevano avere tre anni. Avete capito che questi sacrifici siamo noi? Anche per quanto riguarda il nostro tempo, per poter accedere ai cieli o al nuovo mondo, sarebbe stato necessario un sacrificio di tre anni. Ciò è avvenuto in particolare a partire dalla primavera del 2019 fino al 1°novembre 2022: tre anni e mezzo. Siamo dovuti essere sacrificati morendo, per così dire, a seguito del nostro rifiuto di vaccinarci. Come ben sapete ciò ha comportato, in buona sostanza, l’esclusione dalla società o morte sociale.
Due sacrifici
Il racconto continua:
“Si prese dunque tutti questi e li tagliò in due e mise ciascuna parte contro l’altra, ma non tagliò gli uccelli in pezzi. E gli uccelli da preda scendevano sui corpi morti, ma Abramo li scacciava.”
Genesi 15:10,11
Da questi versetti, mi sembra di capire che simbolicamente Abramo avesse offerto due tipi di sacrifici: alcuni accettabili mentre altri no.
– Quelli non accettati, sono quelli che non sono stati tagliati a pezzi, cioè gli uccelli;
– quelli accettati sono quelli che sono stati tagliati a pezzi.
Di conseguenza, come sottolinea il brano, gli uccelli da preda scendevano sui loro corpi. Cosa potrebbe rappresentare tutto questo?
– I sacrifici accettati potrebbero rappresentare tutti coloro che, uscendo dalla grande tribolazione, muoiono completamente rispetto al sistema. Questi hanno l’approvazione di YAHWEH.
– I sacrifici non accettati, quelli che non sono stati tagliati, gli uccelli, potrebbero rappresentare coloro che, nel periodo della grande tribolazione, sono per così dire rimasti in vita. Questi ultimi potrebbero rappresentare coloro che rimangono “vivi” all’interno di Babilonia la grande, nel senso che non escono dalla religione organizzata e si vaccinano.
Gli uccelli, vogliamo ricordarlo, erano considerati sacrifici animali di minore valore. Proprio come il sacrificio di Caino non fu accettato, allo stesso modo i sacrifici di coloro che rimangono all’interno delle religioni, saranno considerati di scarso valore e di conseguenza respinti da YAHWEH.
Gli uccelli da preda
Quale sarà la loro fine? Come sottolinea il brano, saranno attaccati dagli uccelli da preda. Come abbiamo già scritto negli articoli precedenti, gli uccelli da preda possono rappresentare governi ostili o anche persone ostili. Quindi Babilonia sarà sbranata dalla bestia selvaggia, ovvero dalle organizzazioni politiche che si rivolteranno contro la religione e la sbraneranno. A dire il vero simbolicamente ciò è già accaduto, resta solo la distruzione completa di tali istituzioni. In Apocalisse 17:16 si legge:
E le 10 corna che hai visto e la bestia feroce odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno completamente nel fuoco.
Apocalisse 17:16
Quindi, in base a questo versetto, presto Babilonia non sarà che un ricordo, mentre, per quanto riguarda i veri cristiani, splenderà su di loro Il sorriso di approvazione del loro padre Celeste.
Le tenebre
Continuando con Genesi 15, al versetto 12 si legge:
Dopo un po’ il sole stava per tramontare, e un profondo sonno cadde su Abramo, ed ecco, tenebre spaventosamente grandi cadevano su di lui.
Genesi 15:12
In questo racconto profetico, non potevano mancare le tenebre. Dopo tutto anche nella profezia di Yahoshua inerente alla fine del sistema, si parla del sole che si sarebbe oscurato, e la luna che non avrebbe dato la sua luce. Anche alla morte di Yahoshua, ci furono tre ore di tenebre. Cosa potrebbe rappresentare tutto ciò? Per comprenderlo sarà sufficiente ricordare la nona piaga che YAHWEH infisse agli dèi d’Egitto.
Le tenebre e la nona piaga
La nona piaga consistette proprio nell’oscuramento del sole, che era considerato una divinità in Egitto. Più o meno velatamente, anche ai nostri giorni le religioni sono immerse nell’adorazione solare. Quindi le profonde tenebre possono rappresentare la fine dell’adorazione solare. In altre parole, la fine della religione così come la conosciamo.
I 400 anni
Il brano prosegue:
Ed egli diceva ad Abramo: “Di sicuro sappi che il tuo seme diverrà residente forestiero in un paese non loro, e dovranno servirli, e questi certamente li affliggeranno per quattrocento anni.
Genesi 15:13
Sembra che questo brano nasconda un mistero. I Quattrocento anni di afflizione, potremmo associarli al periodo della grande tribolazione, ovvero ai tre anni e mezzo che partono dalla primavera del 2019. È stato un periodo di afflizione in quanto siamo stati messi alla prova e forzati ad accettare il vaccino Covid-19. Questo periodo di tribolazione, avrebbe portato alla ribalta gli eletti di Dio. In altre parole dopo questo periodo, sarebbe stato chiaro chi serve Dio e chi non lo serve.
Ricapitolando, quindi, dopo il periodo di afflizione, gli Israeliti sarebbero usciti dall’Egitto, che nel nostro caso avrebbe significato uscire da Babilonia, cioè le religioni. L’uscita dalle religioni avrebbe portato alla creazione, o meglio all’identificazione, di un popolo: il popolo di Dio. Per quanto concerne Israele, quanti sarebbero stati i componenti del nuovo Popolo di Dio? Nel libro di Apocalisse al capitolo 7 ai versetti 4 si legge:
E sentii il numero di quelli che ricevettero il sigillo, 144.000, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele:
Apocalisse 7:4
Quindi, in base a questo versetto, i discendenti di Abramo che sarebbero stati come le stelle, avrebbero dovuto essere 144.000.
Noterete che questo numero sembra essere stato codificato con l’espressione “400 anni di afflizione“. Se moltiplichiamo 400×360 =144.000. Trecentosessanta sono i giorni dell’anno profetico. Detto in altre parole, nella profezia un anno dura 360 giorni. Naturalmente Apocalisse capitolo 7 parla anche della grande folla che viene da ogni nazione lingua e popolo e questa avrebbe rappresentato gli eletti (stelle) del tempo della fine.
I beni
Al versetto 14 si legge:
Ma la nazione che serviranno io la giudicherò, e dopo ciò ne usciranno con molti beni
Genesi 15:14
Al tempo di Mosè i beni con cui il popolo d’Israele uscì dall’Egitto risultarono essere beni materiali. Nel nostro tempo si tratta di beni spirituali. Dalle religioni abbiamo portato come bottino conoscenze basilari della Bibbia, Bibbie, concordanze, programmi per computer come Watchtower Library, che è un’immensa ricchezza di informazioni e ricerche bibliche.
L’errore degli amorrei
Nei versetti 15 e 16 leggiamo:
In quanto a te, andrai dai tuoi antenati in pace; sarai sepolto in buona vecchiaia. Ma alla quarta generazione torneranno qui, perché l’errore degli amorrei non è ancora giunto a compimento”.
Genesi 15:15,16
In questi versetti YAHWEH promette ad Abramo una buona vecchiaia. Promette anche che alla quarta generazione i suoi discendenti sarebbero entrati finalmente nella Terra promessa. Ma perché non era ancora tempo? Il versetto continua dicendo che l’errore degli amorrei non era ancora giunto a compimento. Detto in altre parole, questi amorrei erano grandi peccatori ma non avevano ancora raggiunto lo status di peccatori imperdonabili. Non era ancora tempo.
Analogamente nel nostro tempo, fino a tre anni e mezzo fa, l’errore (peccato) dell’umanità in generale, comprese le religioni, non era ancora giunto a compimento. Ciò è avvenuto in seguito, avendo questi ultimi spinto ed incoraggiato i fedeli alla vaccinazione. Noi riteniamo che la vaccinazione covid-19, rappresenti il marchio della bestia. È a questo punto che l’errore degli amorrei, cioè sia le religioni che il sistema in generale, giunge a compimento. A questo punto YAHWEH deve intervenire.
In che modo sapere questo ci riguarda? Per noi sicuramente è una garanzia che YAHWEH adempirà le sue promesse. Abbiamo tutti la possibilità di scegliere di stare dalla parte di colui che merita di essere adorato. Siamo consapevoli che, finché siamo in questo sistema di cose, rimaniamo sotto attacco. Il nostro nemico, con vari mezzucci, cercherà in ogni modo di allontanarci da nostro padre Celeste. Ma se continuiamo a coltivare la fede come quella di Abramo, anche noi potremmo essere come le stelle e risplendere alla gloria del Padre Celeste YAHWEH e di suo figlio Yahoshua Cristo.


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