Introduzione
Man mano che ci avviciniamo al tempo in cui il nostro nemico Satana il diavolo verrà chiuso nell’abisso, una condizione simile ad una prigione, è evidente che il mondo che si è costruito andrà sempre più alla rovina. L’accettazione del marchio della bestia da parte di due terzi dell’umanità, sta già portando a molti gravi problemi fisici, mentali e spirituali. Non è raro oggi leggere nei giornali, di una persona famosa che ha avuto un attacco di cuore. Naturalmente nella notizia non viene mai fatta l’associazione con il vaccino covid-19, ovvero il marchio della bestia. Tuttavia, coloro che hanno seguito con attenzione lo svolgersi degli eventi, soprattutto dal punto di vista spirituale in questi ultimi quattro anni, sicuramente non fanno fatica a trovare un collegamento.
Quando leggiamo nei giornali l’espressione “i medici sono sconcertati“, capiamo immediatamente di cosa si sta parlando. In un contesto del genere, quindi, ognuno di noi cerca di prevenire nel migliore dei modi il peggioramento della situazione nazionale ed internazionale.
In questo articolo cercheremo di capire in che modo la parola di Dio suggerisce che potrebbe essere ancora necessario avere un po’ di scorte dal punto di vista spirituale per affrontare ciò che sta per accadere. Proseguendo nella lettura, cercheremo di fare chiarezza riguardo a questo punto affidandoci al libro biblico di Daniele capitolo 10. Faremo delle analogie col nostro presente, ma anche col nostro prossimo futuro.
1 Il conflitto
Inizieremo quindi con la lettura del primo versetto:
Nel terzo anno di Ciro, re di Persia, Daniele, chiamato anche Baltassàr, ricevette una rivelazione; il messaggio era veritiero e riguardava un grande conflitto. Daniele comprese il messaggio e gli fu concesso di capire la visione.
Daniele 10:1
Proseguendo nella lettura del capitolo, comprenderemo che il conflitto in questione è quello relativo al re del Nord e al re del Sud, ma anche quello universale che Michele e i suoi angeli, cioè Yēshūa incoronato, combatterà contro Satana e il suo mondo.
Per Satana il diavolo significherà essere scagliato nell’abisso, mentre per Yēshūa significherà governare per mille anni con l’obiettivo di portare gli esseri umani alla perfezione psicofisica di cui godeva Adamo. Naturalmente anche ognuno di noi è implicato, in quanto Dovrà decidere se stare dalla parte di YAHWEH o dalla parte del suo nemico, Satana il diavolo.
2 Daniele fa cordoglio e digiuno
I versetti da 2 a 4 continuano:
In quel periodo io, Daniele, feci cordoglio per tre settimane intere. Non mangiai cibo prelibato, nella mia bocca non entrarono né carne né vino, e non mi cosparsi d’olio per tre settimane intere. Il 24º giorno del 1º mese, mentre ero sulla sponda del grande fiume, il Tigri,
Daniele 10:2-4
Quand’è che probabilmente Daniele finì di fare cordoglio e digiuno?
Subito dopo la Pasqua, compresi i sette giorni che seguono la Pasqua ebraica, dato che probabilmente il ventiquattresimo giorno del primo mese finì il suo periodo di digiuno.
Avete notato che era sulla sponda del fiume Tigri?
Ciò indica che, in quel momento, era fuori dalla città di Babilonia. Se Daniele rappresenta gli eletti, anche gli eletti si trovano ora fuori dalla città di Babilonia, ovvero la religione organizzata, in attesa del rapimento, sperando e pregando che Dio faccia presto qualcosa per il suo popolo. Questo periodo di digiuno per Daniele potrebbe rappresentare il periodo della grande tribolazione subita dagli eletti in questi ultimi quattro anni. Ma a quanto pare c’è di più.
3 L’uomo vestito di lino
Ai versetti 5,6 leggiamo:
alzai lo sguardo e vidi un uomo vestito di lino, con una cintura d’oro di Ùfaz ai fianchi. Il suo corpo era come crisolito, la sua faccia aveva l’aspetto del lampo, i suoi occhi erano come torce infuocate, le sue braccia e i suoi piedi somigliavano a rame lucido, e il suono delle sue parole era come il suono di una folla.
Daniele 10:5,6
Chi vi ricorda questo personaggio angelico qui descritto?
È vero che ci ricorda la descrizione di Yēshūa nel libro di apocalisse? Notate come viene descritto Yēshūa in Apocalisse capitolo 1 versetti da 14b a 16:
i suoi occhi erano come fiamme di fuoco; i suoi piedi erano come rame puro che splende nella fornace, e la sua voce era come il fragore di molte acque. Teneva nella mano destra sette stelle, e dalla sua bocca usciva una spada a doppio taglio, lunga e affilata, e il suo volto era come il sole quando risplende in tutto il suo fulgore.
Apocalisse 1:14b-16
Perché Dio ha voluto far descrivere l’angelo che è apparso a Daniele, che sappiamo non essere Yēshūa in quanto Yēshūa è Michele, in questo modo? Cosa stava cercando di dirci?
Noi crediamo che questa descrizione sia stata fatta appositamente, per rappresentarci il momento in cui Yēshūa viene in gloria con le nubi del cielo per giudicare la terra. Perciò diremo che questo angelo rappresenta Yēshūa durante la sua seconda venuta in gloria.
4 Solo Daniele vide la visione
Al versetto 7:
Solo io, Daniele, vidi la visione;
Daniele 10:7a
Gli eletti di Dio che hanno la speranza di andare in cielo, avranno il privilegio di vedere Yēshūa nella sua forma spirituale. Yēshūa molto probabilmente si mostrerà più chiaramente ai suoi discepoli, anche se i suoi nemici percepiranno la sua presenza. Con quale reazione? Leggiamolo nel versetto successivo.
5 Gli uomini che hanno timore
gli uomini con me non la videro. Cominciarono però a tremare moltissimo e corsero a nascondersi.
Daniele 10:7b
Cosa vi ricorda questa scena?
Non vi ricorda, come viene spiegato in apocalisse capitolo 6 i versetti 16 e 17 lo stato d’animo che avranno le persone quando Yēshūa tornerà per giudicare. In un precedente articolo avevamo scritto:
“E dicevano ai monti e alle rupi: “Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira, e chi può resistere?”
Apocalisse 6:16,17
Da questi versetti comprendiamo che, sentendosi senza più protezione, cercheranno l’aiuto delle poche strutture organizzate (monti e rupi) che ancora resisteranno. È un po’ come quando, accendendo la luce in una cantina buia, gli scarafaggi corrono precipitosamente a nascondersi in qualche angolo buio, temendo di essere schiacciati ed uccisi”.
Link dell’articolo: I quattro Cavalieri dell’Apocalisse
Perciò questi uomini che erano con Daniele, che per timore andarono a nascondersi, possono ben rappresentare come si sentiranno e cosa faranno gli uomini quando Yēshūa si manifesterà in gloria.
6 Daniele si addormenta
Io rimasi solo, a contemplare quella grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso cambiò colore fino a rimanere sfigurato e le forze mi abbandonarono. Poi lo sentii parlare, ma al suono delle sue parole mi addormentai profondamente con il viso a terra.
Daniele 10:8,9 – Nuova Riveduta –
Proseguendo nella nostra speciale illustrazione, cosa potrebbe rappresentare questo momento?
Poiché nella Bibbia la morte viene paragonata al sonno profondo, ne deduciamo che questo momento rappresenti la morte degli eletti. Per poter accedere ai cieli ci sarà un mutamento da corpo fisico a corpo spirituale. Questa transizione super veloce comporta morte e resurrezione. In che modo viene rappresentata la resurrezione in questo brano? Scopriamolo al versetto 10.
7 Una mano tocca Daniele
Allora una mano mi toccò e mi fece sollevare sulle mani e sulle ginocchia.
Daniele 10:10
Quando Yēshūa era sulla terra, a volte, per guarire o compiere un miracolo su una persona, usava il tocco della sua mano. Questa scena quindi rappresenta la resurrezione degli eletti. Vogliamo ricordare che per gli eletti dobbiamo parlare di mutamento, perché si tratterà di un processo molto veloce.
8 Daniele viene rassicurato
Ai versetti 11 e 12 si legge:
Lui mi disse: “Daniele, uomo molto prezioso, presta attenzione alle parole che sto per dirti. Ora alzati in piedi lì dove ti trovi, perché sono stato mandato da te”. Dopo che mi ebbe detto questo, mi alzai in piedi, tremante. Poi mi disse: “Non aver timore, Daniele. Le tue parole sono state ascoltate sin dal primo giorno in cui con tutto il cuore hai cercato di capire e ti sei umiliato davanti al tuo Dio, e io sono venuto a motivo delle tue parole.
Daniele 10:11,12
Anche subito dopo la resurrezione di Yēshūa, alle donne che lo andarono a cercare nella tomba, l’angelo gli disse di non aver timore (Matteo 28: 4,5).
Avete notato cosa dice l’angelo di Daniele? Lo definisce uomo molto prezioso o molto desiderabile. Questo significa che Dio apprezza i suoi fedeli servitori. E che quindi il bene che facciamo non viene dimenticato da YAHWEH, anzi non vede l’ora di poter benedire quelli che lo servono fedelmente.
9 L’opposizione del principe di persia
Ora notate cosa accade all’angelo:
Ma il principe del regno di Persia mi ha fatto opposizione per 21 giorni.
Daniele 10:13a
Obiettivamente potrebbe, un principe demonico come in questo caso il principe di Persia, ritardare una comunicazione da Dio per 21 giorni? Dio, è diventato così debole?
Ovviamente no! Quindi noi riteniamo che questo racconto sia stato messo nella parola di Dio per aiutarci a capire altre cose. Più avanti lo prenderemo un po’ più dettagliatamente in considerazione.
10 Michele
Il versetto continua:
Comunque Michele, uno dei principi più importanti, è venuto ad aiutarmi, e io sono rimasto là con i re di Persia.
Daniele 10:13b
Noi sappiamo che Michele, non è altro che Yēshūa. Se l’angelo descritto prima rappresenta Yēshūa che viene in gloria, in questa scena Michele rappresenta Yēshūa come militare in azione.
11 Una visione per il futuro
Ora sono venuto per farti comprendere ciò che accadrà al tuo popolo nella parte finale dei giorni, perché la visione riguarda i giorni futuri”.
Daniele 10:14
Inoltre a Daniele viene ricordato che la profezia riguarda futuri tempi lontani. Infatti, più avanti nei capitoli, si comprende che parla anche degli eventi che avrebbero caratterizzato il nostro tempo.
12 La purificazione
Mentre mi diceva questo, chinai la testa e rimasi senza parole. Poi uno dall’aspetto simile a un uomo mi toccò le labbra. Io aprii la bocca e dissi a colui che stava di fronte a me: “Mio signore, sto tremando a causa della visione e non ho energie. Perciò come posso io, servitore del mio signore, parlare con te che sei il mio signore? Infatti non ho energie e mi manca il respiro”.
Daniele 10:15-17
Vi ricordate chi, nella Bibbia, viene chiamato Figlio dell’uomo o dall’aspetto simile a un figlio d’uomo?
Naturalmente il nostro Signore il Cristo. Perciò anche questo angelo, che forse è lo stesso di prima, in questa descrizione rappresenta Yēshūa come purificatore.
Perché diciamo come purificatore? Perché il libro di Isaia, descrive una scena simile spiegando anche il significato. Leggiamo in Isaia 6:7
Mi toccò la bocca e disse: “Ecco, questo ti ha toccato le labbra. La tua colpa è cancellata e il tuo peccato è espiato”.
Isaia 6:7
Quindi, nel caso di Isaia, si trattò di una vera e propria purificazione; lo stesso perciò possiamo dire nel caso di Daniele.
Allo stesso modo, durante la sua seconda venuta, Yēshūa, applicando il valore del suo sacrificio, purificherà gli eletti dalla loro condizione peccaminosa. Per quanto riguarda gli eletti con la speranza di andare in cielo, la purificazione sarà immediata. Come abbiamo scritto nell’articolo precedente, il mutamento da corpo fisico a corpo spirituale, è di per sé una purificazione. La persona così rinata, non ha più peccati né difetti. Per quanto riguarda coloro che vivranno sulla terra durante il millennio, la purificazione avverrà gradualmente nel corso del millennio.
13 Daniele viene rafforzato
Al versetto 18 e 19 leggiamo:
Colui che aveva l’aspetto di un uomo mi toccò di nuovo e mi rafforzò. Quindi disse: “Non aver timore, uomo molto prezioso. Abbi pace. Sii forte, sì, sii forte”. Appena mi ebbe parlato, mi sentii forte e dissi: “Parla, mio signore, perché mi hai rafforzato”.
Daniele 10:18,19
In questi due versetti sembra che l’angelo venga presentato come colui che, con la parola, è in grado di infondere coraggio e ristabilire fisicamente. Allo stesso modo Yēshūa, specialmente nel suo potere del regno, ristabilirà l’umanità insegnando la parola di Dio. Naturalmente non lo farà da solo, ma con lui ci saranno i 144.000 e la grande folla. Perciò in questi versi si può dire che Yēshūa viene presentato come l’insegnante, la parola di Dio o il verbo.
14 Il ritorno di Michele
Ai versetti 20 e 21 leggiamo:
Allora disse: “Sai perché sono venuto da te? Ora tornerò a combattere con il principe di Persia, e quando andrò via arriverà il principe di Grecia. Comunque, ti dichiarerò le cose riportate negli scritti di verità. Non c’è nessuno che mi dia un forte sostegno in queste cose a parte Michele, il vostro principe.
Daniele 10:20,21
Il capitolo si conclude richiamando di nuovo Michele il gran principe e la lotta col Principe dei reami di Persia.
15 I 21 giorni
Che interpretazione possiamo dare a questo capitolo? Cosa potrebbero rappresentare i 21 giorni? Potremmo sintetizzare in questo modo:
Siamo nel mezzo della guerra nei reami spirituali, cioè stiamo vivendo il periodo della grande tribolazione del 2019-2022, cioè il periodo della pandemia con i suoi obblighi vaccinali e le sue restrizioni. I 21 giorni,(21= 7+7+7), rappresentano questo periodo di tribolazione che porterà gli eletti alla giusta condizione spirituale. La Guerra viene vinta quando Cristo fa finalmente cessare la tribolazione. Passerà poi un certo periodo in cui proprio come l’angelo descritto sopra, Cristo per così dire, si intrattiene invisibilmente con i suoi discepoli impartendo istruzioni ed insegnamento. Questo periodo l’abbiamo chiamato periodo di pace e sicurezza.
Dopo il periodo di pace e sicurezza, gli eletti a cominciare dai 144.000, verranno rapiti in cielo. La lotta iniziale con il principe del reame di Persia, rappresenta la “guerra” per far cessare la grande tribolazione. Il periodo di incontro con Daniele, rappresenta il periodo di pace e sicurezza, seguito dal rapimento in cielo . Ma la guerra non è finita, perciò l’angelo di YAHWEH , cioè Yēshūa, dovrà combattere ancora fino alla vittoria completa, mandando Satana il diavolo nell’abisso.
(l’articolo è stato aggiornato)


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