Tema dell’articolo
Siete nell’arca per la salvezza?
Quando sentiamo parlare dell’arca di Noè, a volte ci capita di pensare alle acque che, secondo il racconto biblico, sommersero la Terra. Ci viene da pensare all’opera di intensa predicazione che svolse Noè al suo tempo. Forse da piccoli abbiamo anche giocato alle costruzioni in scala dell’arca di Noè, ci siamo fatti domande su dove sia venuta tutto quell’acqua e, se siamo credenti, ci siamo anche chiesti che mezzi utilizzerà Dio per attuare il Giudizio finale. Yahoshua stesso parlò di quell’evento come esempio ammonitore per il tempo della fine, cioè per i nostri tempi (Matteo. 24:37; 2 Pietro. 2:5).
Ora, ci siamo mai soffermati sulle dimensioni dell’arca? Le misure che Dio diede a Noè per la costruzione dell’Arca, potrebbero avere anche un significato simbolico?
In questo articolo, cercheremo di fare luce su questa domanda e di trovare la stretta correlazione con il nostro prossimo futuro. Per fare questo ci serviremo del capitolo 7 del libro biblico di Giudici. Inoltre, analizzeremo in che modo la storia riportata nel capitolo 7 dei Giudici, ci riguarda molto da vicino.
1 La prontezza di Gedeone
Ma passiamo subito al versetto 1:
Quindi Ierubbàal, cioè Gedeone, e tutti quelli che erano con lui si alzarono presto e si accamparono presso la sorgente di Haròd. L’accampamento di Màdian si trovava a nord rispetto a loro, ai piedi del colle di More, nella pianura.
Giudici 7:1
La prontezza ad ubbidire di Gedeone è sicuramente un esempio da seguire per tutti noi. Nonostante dovesse andare contro l’esercito di Madian, composto da circa 135.000 uomini, contro i 32.000 di Israele, questi uomini coraggiosi non si tirarono indietro. Presto il loro coraggio sarebbe stato messo ulteriormente alla prova. Avrebbero dovuto dimostrare un eccezionale attaccamento a Dio e al suo proposito. E così si alzarono presto e si accamparono presso la sorgente di Harod.
A volte potremmo trovare difficile fare ciò che Dio richiede a noi, tuttavia egli ci assicura che ci sosterrà mentre compiamo la sua volontà.
Spesso facciamo per Dio cose che altri non notano o potrebbero non notare. Tuttavia, il nostro padre celeste sa sempre ciò che noi facciamo per lui. Infatti, nella sua parola, ci incoraggia, per così dire, a metterlo alla prova, e lui sicuramente saprà darci più di ciò che noi possiamo dare. Qualcuno potrebbe chiedersi: cosa posso dare oggi, in questa tarda ora, a Dio?
Lo scopriremo continuando a leggere l’articolo.
2 La prima selezione dei soldati
Ai versetti 2 e 3 leggiamo:
YAHWEH disse ora a Gedeone: “Ci sono troppi uomini con te perché io dia Màdian in mano loro. Altrimenti Israele potrebbe vantarsi e dire contro di me: ‘È stata la mia mano a salvarmi’. Quindi, per favore, fa’ questo annuncio ai tuoi uomini: ‘Chi ha paura e trema torni a casa’”. Così Gedeone li mise alla prova. Allora 22.000 tornarono a casa, e rimasero in 10.000.
Giudici 7:2,3
2.1 “Israele potrebbe vantarsi”
Come essere umani, a volte la nostra imperfezione ci porta di tanto in tanto a essere vanagloriosi. Potremo, per esempio, arrivare a non dare il giusto merito a YAHWEH dei vari doni che potremmo avere. Nel nostro tempo gli uomini preferiscono dare il merito della creazione, all’impersonale natura, al cieco caso evoluzionistico, alla scienza, come se la scienza fosse una persona, un individuo.
Inoltre in questi versetti notiamo anche una sottigliezza riguardo al nostro padre celeste YAHWEH. Nel rivolgersi a Gedeone, noterete che usa l’espressione “per favore“. Spesso, noi esseri infinitamente più piccoli rispetto a lui, difettiamo sotto questo aspetto. Quando ogni tanto ci capita, e purtroppo capita, dovremmo ricordarci del nostro più grande esempio. Ma torniamo a parlare dei soldati.
2.2 “Chi ha paura e trema torni a casa“
Dio dà a Gedeone il comando di richiedere se tra il popolo qualcuno aveva timore. Di conseguenza invita coloro che avevano timore a tornare a casa. Anche noi in questi ultimi quattro anni abbiamo subito una selezione. Per così dire Dio ci ha sottoposti a una selezione, quando siamo stati sotto la pressione vaccinale. Era come se avessero detto: “chi ha timore di affrontare questo attacco, vada pure a farsi vaccinare“.
Se state leggendo questo articolo, probabilmente appartenete a quel gruppo di persone che ha resistito a questa pressione, dimostrando così a Dio e a voi stessi, il vostro attaccamento a ciò che è giusto e alla vita.
Ora, supponiamo che questa sia la selezione relativa a chi farà parte della grande folla, e sarà così parte di coloro che saranno rapiti e riceverà l’immortalità e un corpo spirituale. Se la condizione necessaria fosse il mostrare ulteriormente coraggio, siamo pronti per questo?
Ovviamente, avendo superato il periodo della follia vaccinale, abbiamo già dimostrato di essere coraggiosi. Avete notato quanti decisero di tornare a casa? 22.000, un numero davvero impressionante!
3 La decisione di Yahweh
Ma ora leggiamo cos’altro accadde, nei versetti 4 e 5:
Tuttavia YAHWEH disse a Gedeone: “Sono ancora troppi. Falli scendere all’acqua in modo che là io possa metterli alla prova per te. Quando ti dirò: ‘Questo verrà con te’, quello verrà con te. Ma quando ti dirò: ‘Questo non verrà con te’, quello non verrà”. Gedeone fece dunque scendere gli uomini all’acqua.
Giudici 7:4,5
Quindi, alla luce della scrittura, vediamo che Dio decide di mettere alla prova i soldati per selezionare chi avrebbe combattuto e chi no.
Questa scrittura sicuramente ci ricorda che decidere il tipo di speranza a cui siamo destinati non dipende da noi, ma da Dio. Dopotutto la nostra eredità è YAHWEH, ed egli promette che sazierà il desiderio di ogni vivente. Forse a volte ci sottopone a delle prove dirette o indirette che per noi sono incomprensibili, tuttavia la Bibbia ci spiega che egli conosce bene come siamo formati, ricordando che siamo polvere. Le varie prove che abbiamo accettato e superato ci hanno portato qui, pronti ad entrare nel nuovo mondo di Dio. Inoltre ci hanno permesso di superare la grande tribolazione, rappresentata dai tre anni e mezzo in cui siamo stati sottoposti a pressioni legate alla vaccinazione.
Apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente.
Salmo 145:16
Ma a quale tipo di prova Dio sottopone l’esercito di Israele?
4 La prova di Yahweh
Leggiamolo nei versetti 5,6:
Quindi YAHWEH disse a Gedeone: “Separa tutti quelli che bevono leccando l’acqua con la lingua come fanno i cani da quelli che per bere si inginocchiano”. Il numero degli uomini che leccarono l’acqua portandosela con la mano alla bocca fu di 300. Tutti gli altri, invece, per bere si inginocchiarono.
Giudici 7:5,6
Qual era il senso della prova a cui Dio sottopose l’esercito di Israele?
La prova consisteva nell’essere particolarmente vigilanti o meno. Coloro che furono scartati bevevano come i cani, cioè abbassando la testa, non prestando più particolare attenzione a ciò che succedeva attorno a loro. Mentre quelli che per bere usarono la mano tenevano alta la testa e quindi la vigilanza.
Anche noi, in questi ultimi anni, siamo riusciti a comprendere che il vaccino Covid-19 poteva essere il marchio della bestia mentre bevevamo dalla parola di Dio ancora immersi nelle organizzazioni religiose di questo mondo, perché sicuramente abbiamo mantenuto alta la vigilanza spirituale. Non abbiamo permesso che il pensiero dell’uomo si imponesse sulla volontà di Dio espressa dalla sua parola.
Se siamo in questa posizione, allora probabilmente siamo parte di quella che la Bibbia chiama grande folla, che sarà rapita in cielo e contribuirà a portare l’umanità alla perfezione fisica morale e spirituale.
5 I soldati che tornano a casa
Al versetto 7 leggiamo:
YAHWEH disse poi a Gedeone: “Vi salverò tramite i 300 uomini che hanno leccato l’acqua dalla mano, e consegnerò Màdian nelle tue mani. Tutti gli altri tornino a casa”.
Giudici 7:7
Un’altra chiave di lettura su chi torna a casa dell’esercito di Israele, è che si tratti di coloro, applicati al nostro tempo, che non hanno la speranza celeste. Questi ultimi, avranno tuttavia l’opportunità di vivere nel millennio e di progredire per raggiungere la perfezione. Molti di questi forse non desiderano la vita celeste, preferiscono la terra. Può darsi che Dio permetta a questi ultimi di soddisfare il loro desiderio.
6 I 300
Passiamo ora al versetto 8:
Così, dopo che quelli ebbero preso dai compagni le provviste e i corni, Gedeone rimandò a casa tutti gli altri uomini d’Israele. Tenne con sé soltanto i 300. L’accampamento di Màdian si trovava sotto di lui, nella pianura.
Giudici 7:8
Chi potrebbero essere questi 300?
In questo articolo, avevamo ragionato sulle possibili proporzioni, reali o simboliche dei 144000, rispetto alla grande folla. Perciò, per comprendere pienamente questo articolo, sarà utile consultare l’articolo citato in questo paragrafo.
Avete notato che anche in questo capitolo abbiamo a che fare con il numero 32.000, di cui era composto l’esercito di Israele? Avete notato che anche in questo caso la guerra è contro Madian? Questo a noi fa presupporre che ci sia un collegamento tra i due racconti, anche se sono avvenuti in periodi diversi di Israele.
La figura sotto, riassume le conclusioni alle quali eravamo giunti.
Riflettendo su questo racconto, il numero 300 non mi tornava.
Nella logica del racconto sarebbero dovuti essere 352 (320+32) invece di 300. Qualcosa non tornava.
È interessante che, alla nostra adunanza, un caro fratello da cui ho imparato molto e continuo ad imparare, ha menzionato la possibilità che i 144.000 non ci siano già più. Quindi, se 32 rappresenta i 144.000 e 320 rappresenta la grande folla, i 300 di Gedeone, devono essere un’arrotondamento di 320.
Ciò vorrebbe dire che, al momento della guerra finale, i membri dei 144.000 non ci saranno più. Quando spariranno o sono spariti non lo so. Ma quello che vedo qui è che, al momento della guerra finale rappresentata dalla guerra contro Madian, abbiamo solo il numero 300.
Quindi, se trecento è l’arrotondamento di 320, 30 deve essere l’arrotondamento di 32. Questi due numeri ci saranno utili più avanti.
Quindi il numero 300 rappresenta la grande folla e 30 rappresenta i 144.000.
7 Gedeone va all’accampamento per ascoltare
Proseguiamo con la lettura dei versetti da 9 a 11:
Quella notte YAHWEH gli disse: “Alzati, attacca l’accampamento, perché te l’ho dato in mano. Ma se hai paura di attaccare, scendi all’accampamento con il tuo servitore Pura. Ascolta ciò che diranno, e allora troverai il coraggio di attaccare l’accampamento”. Quindi Gedeone e il suo servitore Pura scesero fino ai margini dell’accampamento.
Giudici 7:9-11
In che modo anche noi siamo per così dire andati all’accampamento nemico per ascoltare notizie?
Sicuramente per esempio informandoci su come sta andando la questione delle vaccinazioni e degli effetti avversi. Dai canali di informazione più o meno ufficiali, cerchiamo di trovare informazioni solide ed accurate a sostegno della nostra posizione, ovvero che vaccinarsi è stato un grande errore da parte di molti.
Non vi è mai capitato in questi ultimi tempi che, incontrandovi con una persona vaccinata, cominci lei stessa a parlare delle conseguenze negative avute da lei o da qualche suo conoscente o parente senza che siate stati voi a cominciare a parlare di questo argomento? Non vi è sembrato come se fosse Dio a tirar fuori le sue parole, confermando che voi avete fatto un’ottima scelta? Allo stesso modo, Gedeone fu rafforzato da ciò che sentì nel campo nemico.
8 I nemici
Al versetto 12 si legge:
Màdian, Àmalec e tutti gli orientali coprivano la pianura come uno sciame di locuste, e i loro cammelli non si potevano contare, numerosi come i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare.
Giudici 7:12
I loro nemici erano circa 135.000, e loro erano solo 300. Senza fede e coraggio, sarebbe sembrata davvero un’impresa impossibile. Anche noi abbiamo vissuto una situazione simile, quando, durante la campagna vaccinale, ci siamo ritrovati praticamente isolati, in un mondo che andava in una sola direzione. I nostri nemici sembravano senza fine, mentre la campagna vaccinale andava a gonfie vele.
9 Il sogno
Al versetto 13 e 14 si legge:
Quando Gedeone arrivò, c’era un uomo che raccontava un sogno al suo compagno e diceva: “Questo è il sogno che ho fatto. C’era un pane rotondo d’orzo che entrava rotolando nell’accampamento di Màdian.
Ha raggiunto una tenda e l’ha colpita così forte da farla cadere. La tenda si è rovesciata ed è crollata a terra”. Il suo compagno gli rispose: “Non può essere altro che la spada di Gedeone, figlio di Iòas, un uomo d’Israele. Dio gli ha dato in mano Màdian e tutto l’accampamento”.
Giudici 7:13,14
Può darsi che anche noi, come fece Gedeone, dovremmo fare collettivamente una specie di prova del vello, simile a quella che fece Gedeone, riportata in Giudici capitolo 6 ai versetti 36-40. Più avanti ne parleremo ancora.
Ad ogni modo, in questa occasione, YAHWEH, ancora una volta, incoraggia il suo servitore, attraverso il miracolo del sogno. Dopotutto l’impresa che stava per compiere era enorme: trecento persone, contro circa 135.000. Stava portando il popolo alla morte? Sarebbe stato meglio battere in ritirata? Solo la fede e il coraggio di ciascuno di loro avrebbe risposto.
10 La reazione di Gedeone al sogno
Ma proseguiamo al versetto 15:
Non appena ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, Gedeone si inchinò per adorare Dio.
Giudici 7:15a

A volte, quando abbiamo una particolare manifestazione divina, sicuramente anche noi ci sentiamo come Gedeone e cerchiamo di manifestare il nostro apprezzamento con preghiere e lodi sincere al Padre Celeste. Dovremmo ancorare quei momenti particolari nella nostra mente e nel nostro cuore, per poi tirare fuori quelle sensazioni quando di tanto in tanto siamo giù di corda.
11 L’organizzazione
Ma proseguiamo con i versetti successivi:
Poi tornò all’accampamento d’Israele e disse: “Alzatevi, perché YAHWEH vi ha dato in mano l’accampamento di Màdian”. Quindi divise i 300 uomini in tre schiere, e diede a tutti dei corni e delle grosse giare con dentro delle torce.
Giudici 7:15b,16
Anche se non lo vediamo, è certamente il Cristo a dirigere il suo popolo verso il nuovo mondo. Potremmo sembrare sparpagliati qua e là, tuttavia Dio ha sempre agito in maniera organizzata. Vi ricordate l’uscita di Israele dall’Egitto?
La parola di Dio afferma che sembravano un esercito talmente erano ben organizzati e suddivisi. Allo stesso modo anche i trecento, erano sotto la guida di Gedeone.
12 Le istruzioni
Al versetto 17,18 e 19 leggiamo:
“Guardate me e fate esattamente quello che faccio io”, disse loro. “Quando sarò arrivato ai margini dell’accampamento, dovrete fare proprio come me. Quando suonerò il corno, io e tutti quelli che sono con me, anche voi suonerete i vostri corni tutt’intorno all’accampamento e griderete: ‘Per YAHWEH e per Gedeone!’” Gedeone e i 100 uomini con lui arrivarono ai margini dell’accampamento all’inizio della veglia intermedia della notte, subito dopo il cambio delle sentinelle. Suonarono i corni e fracassarono le grosse giare che avevano in mano.
Giudici 7:17-19
12.1 I margini dell’accampamento
Primo aspetto da notare quindi è che Gedeone i suoi uomini erano ai margini dell’accampamento nemico. Se questa guerra rappresenta la guerra finale, la grande folla, rappresentata da Gedeone e i 300, si troverebbe al di fuori della guerra vera e propria, quindi possiamo supporre si troverà ancora sulla terra al momento dell’inizio della guerra.
12.2 Le giare e i corni
Ma cosa potrebbero rappresentare gli oggetti che hanno in mano, cioè le grosse giare e i corni?
Questi oggetti sarebbero stati strumenti per fare molto rumore. In altre parole, applicandolo al nostro tempo, prima dell’inizio della distruzione finale del sistema, ci sarebbe stata una specie di grande grido di guerra. Potrebbe essere stato il grande rumore che ha portato molti perlomeno a sentire che il vaccino covid-19 il marchio della bestia? Oppure dobbiamo aspettarci un altro grido stavolta di “guerra”?
12.3 La torcia
Cosa potrebbe rappresentare invece la torcia nella mano sinistra di questi 300?
La lampada potrebbe rappresentare il fatto che questi uomini sono pieni di spirito santo e seguono la guida della parola di Dio, come è scritto nel Salmo 119:105:
“La tua parola è una lampada al mio piede ed una luce sul mio sentiero”.
Salmo 119:105
12.4 Il grido
Gridare “spada di YAHWEH e di Gedeone“, significa rendere noto che ciò che sta per accadere è opera di YAHWEH e di Gedeone. Quindi, se nel prossimo futuro ci sarà un grido, avrà lo scopo di notificare che ciò che sta per accadere, sarebbe a dire la distruzione del sistema, è opera di YAHWEH e di Yēshūa, il Cristo. Ora, dopo che i 300 ebbero fracassato le grosse Giare e suonato i corni, cosa accade?
13 La confusione del nemico
Leggiamo i versetti da 20 a 22:
Allora tutt’e tre le schiere suonarono i corni e fracassarono le grosse giare. Tenendo la torcia nella mano sinistra, suonarono il corno che avevano nella destra e gridarono: “La spada di YAHWEH e di Gedeone!” Rimasero ciascuno al suo posto, intorno all’accampamento; nell’accampamento, invece, tutti si misero a correre e a urlare, e si diedero alla fuga. I 300 continuarono a suonare i corni, e in tutto l’accampamento YAHWEH volse la spada dell’uno contro l’altro; l’esercito fuggì fino a Bet-Sitta, verso Zèrera, fino alla periferia di Abèl-Meòla, presso Tabbàt.
Giudici 7:20-22
Come avete notato, Dio mandò in confusione l’esercito nemico e fece in modo che i soldati si uccidessero a vicenda.
Sia il libro di Zaccaria, che il capitolo 38 di Ezechiele, riportano uno svolgersi degli eventi simile. In parte stiamo già vedendo conflitti all’interno delle religioni, che secondo molti nascondono anche una spaccatura all’interno dei poteri forti che dirigono il nostro mondo. Tuttavia, nel prossimo futuro, questa “confusione” per mano di Dio porterà probabilmente alla mutua distruzione in una misura che non abbiamo mai visto.
14 Le dimensioni dell’arca di Noè
Ora prendiamo un attimo in considerazione le dimensioni dell’Arca di Noè. La figura sotto mostra i numeri che il libro della Genesi ci dà riguardo alle dimensioni dell’arca.
14.1 Collegamento con Numeri 31
Mi sono imbattuto per caso, leggendo qua e là, nelle dimensioni dell’arca di Noè. Sono stato attirato dalle proporzioni di questo mezzo di salvezza che Dio provvide in quel tempo. I numeri mi ricordavano approssimativamente i valori trovati riguardo alla grande folla, ai 144.000 e a quelli che hanno la speranza terrena, valori che abbiamo trovato analizzando Numeri 31. Da quell’analisi avevamo tratto il seguente schema:
Avevamo detto sopra che:
- 300 potrebbe essere un arrotondamento di 320 e rappresenterebbe la grande folla,
- 30 sarebbe una arrotondamento di 32 e rappresenterebbe i 144.000.
In merito alle proporzioni dell’arca, cosa potrebbe rappresentare il numero 50?
In questo articolo, avevamo anche preso in considerazione il numero 50 o meglio, uno su 50, come riportato nello schema sopra. Se la grande folla è rappresentata dall’uno su 50 di Numeri 31: 30, il numero 50 rappresenta la sorgente da cui viene preso l’uno, ovvero la grande folla. Quindi il numero 50, può ben rappresentare coloro che vivranno sulla terra nel nuovo mondo di Dio, sotto il dominio del Cristo.
14.2 Collegamento con 2Re 18
Ritroviamo i numeri 300 e 30 anche in 2Re capitolo 18 i versetti da 14 e 15. Curiosamente questo episodio è riferito alla pressione del Re d’Assiria, che portò in seguito al giudizio di Dio che si abbatté sull’esercito Assiro, e che comportò 185.000 morti. In questo articolo, abbiamo preso in considerazione il significato simbolico del numero 185.000.
In 2Re 18:14-15 si legge:
Ezechia re di Giuda mandò dunque a dire al re d’Assiria a Lachis: “Ho peccato. Ritirati di contro a me. Qualunque cosa tu mi imponga la eseguirò”. Pertanto il re d’Assiria impose a Ezechia re di Giuda trecento talenti d’argento e trenta talenti d’oro. Perciò Ezechia diede tutto l’argento che si trovava nella casa di YAHWEH e nei tesori della casa del re.
Avete notato i numeri 300 e 30?
In questi versetti del libro di 2Re, il re d’Assiria qui potrebbe rappresentare YAHWEH, il quale chiede, per poter lasciare in pace simbolicamente Israele, in questo caso coloro che avranno la speranza terrena, un riscatto. Questo riscatto consiste in:
- 30 talenti d’oro, che in questa speciale illustrazione rappresentano i 144.000,
- e 300 talenti d’argento, che dovrebbero rappresentare la grande folla.
Questi due gruppi rappresentano simbolicamente coloro che saranno rapiti e portati al grande re, YAHWEH. Infatti il re Ezechia attinge dai tesori della casa di YAHWEH e del re, ricordandoci che questi due gruppi, la grande folla e i 144.000, saranno re e sacerdoti.
14.3 Riepilogo
Riassumendo…
30 = 144.000
300 = grande folla
50 = i salvati che vivranno sulla terra.
Perciò, se questa analisi è corretta, le dimensioni dell’arca esprimono le categorie che saranno salvate nella disposizione di Dio per la vita.
15 Il numero 135.000
Abbiamo già trovato il significato del numero 300. Ora resta da trovare il significato del numero 135000. Per trovarlo, utilizzeremo la stessa metodologia utilizzato per il numero 185.000. Cioè :
135000 = 1000× 135
Se mille rappresenta il millennio, allora 135 rappresenta i 135 giorni prima del millennio, che in questo caso come potete vedere dalla tabella sotto, cade il 7/8 settembre 2024. 135 giorni dopo, cioè il 20 gennaio 2025 Cristo prende potere.
Una debole coincidenza viene dall’esame dei numeri. Abbiamo fatto il solito esercizio col numero 300 e stranamente compare il numero 135 come nella tabella sotto. Perciò il 20 gennaio 2025 in particolare, corrisponde al momento in cui si comincerà a sentire un forte grido di guerra. Per elaborare questa tabella, abbiamo seguito il modello presente in questo articolo.
16 Il grido di guerra
Ci sono precedenti nella Bibbia, indicanti che prima del crollo, cioè dell’intervento di Dio, oltre naturalmente alla vicenda di Gedeone, che sono preceduti da un grido? Ci sono altri esempi? Sì!
16.1 La conquista di Gerico
Per esempio la conquista di Gerico da parte degli israeliti comportò un evento del genere. Dio aveva dato l’ordine che i sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza, avrebbero dovuto fare il giro della città per sei giorni suonando i corni.
- ma cosa avrebbero dovuto fare il settimo giorno?
Leggiamolo direttamente in Giosuè capitolo 6 versetti 15,16,20.
Il settimo giorno si alzarono di buon’ora, allo spuntare dell’alba, e marciarono intorno alla città in quello stesso modo sette volte. Fu solo quel giorno che marciarono intorno alla città sette volte.16 La settima volta i sacerdoti suonarono i corni, e Giosuè disse ai soldati: “Urlate, perché YAHWEH vi ha dato la città! . . . I soldati allora urlarono quando vennero suonati i corni. Appena i soldati sentirono il suono dei corni e proruppero in un possente grido di guerra, le mura crollarono. Dopodiché i soldati si lanciarono all’attacco della città, ciascuno dritto davanti a sé, e la catturarono.
Giosuè 6:15,16,20
Come avete potuto notare, anche in questo caso l’intervento di Dio, fu preceduto da un grande grido e questo permise agli israeliti di entrare finalmente nella terra promessa.
16.2 La liberazione dai moabiti, ammoniti e ammonìm
Un altro episodio è quella riguardante il re di Giuda, Giòsafat. Sotto la minaccia dei moabiti, gli ammoniti, insieme ad alcuni degli ammonìm, YAHWEH ascoltò la preghiera di Giosafat e promise di liberarlo. L’aspetto interessante è che l’avrebbe fatto alla sua maniera. Al canto gioioso dei sacerdoti, che sarebbero stati in prima fila, Dio sarebbe infine intervenuto per liberare Israele. In 2 Cronache 20:22,23 si legge:
Non appena iniziarono a cantare gioiosamente lodi, YAHWEH tese un’imboscata contro gli uomini di Àmmon, di Mòab e della regione montuosa di Sèir che stavano invadendo Giuda, e questi iniziarono a colpirsi gli uni gli altri. Gli ammoniti e i moabiti attaccarono gli abitanti della regione montuosa di Sèir per distruggerli e annientarli; e quando ebbero finito con gli abitanti di Sèir, si misero a distruggersi a vicenda.
2 Cronache 20:22,23
Quindi, anche in questo caso Dio interviene creando confusione tra i nemici, che alla fine si uccisero a vicenda.
E per quanto riguarda il nostro tempo, abbiamo già fatto il grande grido di guerra? Oppure nel prossimo futuro ci aspetta un grande grido di battaglia? Solo il tempo lo dirà. Nel frattempo, mentre siamo in attesa, continuiamo a LODARE YAHWEH con tutto il nostro cuore, con tutte le nostre forze, e con tutta la nostra anima.
Inoltre, nulla mi impedisce di scrivere:
“SPADA DI YAHWEH E DI YEHOSHUA”!
(L’articolo è stato aggiornato)


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