Tema dell’articolo
Vi è mai capitato di riflettere sul perché Yehoshua usò l’espressione “fissati tempi dei Gentili o delle Nazioni”, parlando della sua seconda venuta nella gloria? Cosa intendeva dire Yehoshua? Una volta finiti questi “fissati tempi delle Nazioni”, cosa sarebbe capitato? Nell’esame del capitolo 11 di Romani, cercheremo di comprendere se Israele è stato definitivamente ripudiato, cosa sono questi fissati tempi delle Nazioni, e in che modo tutto questo ci riguarda molto da vicino.
1 Il calpestamento di Gerusalemme
In Luca capitolo 21 versetto 24, Yehoshua disse le suddette parole:
E Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni [“tempi dei Gentili”] non siano compiuti”.
Luca 21:24

Nei nostri articoli abbiamo già parlato del calpestamento di Gerusalemme, inteso come calpestamento degli eletti. Ciò è avvenuto durante i tre anni e mezzo in cui siamo stati sottoposti all’enorme pressione vaccinale. La domanda che ci poniamo ora è: potrebbero queste parole di Yehoshua riferite al calpestamento di Gerusalemme, avere un più ampio respiro? Potrebbe esserci un altro adempimento trasversale? Proseguendo nell’articolo scopriremo se è così.
2 La domanda
Iniziamo a leggere i primi due versetti del libro biblico di Romani capitolo 11:
Quindi chiedo: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Anch’io sono israelita, della discendenza di Abraamo e della tribù di Beniamino. Dio non ha ripudiato il suo popolo, al quale aveva rivolto la sua attenzione dal principio.
Romani 11:1,2
Avete notato la risposta dell’apostolo Paolo alla domanda diretta in merito al fatto se Dio avesse ripudiato il suo popolo Israele? Paolo ha risposto con un laconico: no! Dio non ha ripudiato il suo popolo al quale aveva rivolto la sua attenzione dal principio o, secondo la traduzione della nuova riveduta, ” il suo popolo che ha preconosciuto”.
- come sappiamo che parla dell’Israele carnale e non di quello spirituale?
Per rendere chiaro che sta parlando dell’Israele carnale, si identifica quale israelita della tribù di Beniamino. Quindi in questo contesto non sta parlando dell’Israele spirituale, ma di quello carnale.
- cosa avrebbe significato ripudiare completamente Israele?
Ripudiare completamente Israele avrebbe significato da parte di Dio violare i patti che aveva stipulato con i loro antenati e non tener fede alle sue stesse dichiarazioni riportate in Geremia 33:25,26:
“YAHWEH ha detto questo: ‘Se non fosse un fatto che io ho stabilito il mio proprio patto del giorno e della notte, gli statuti del cielo e della terra, allora anche rigetterei perfino il seme di Giacobbe e di Davide mio servitore, così che non prenderei dal suo seme governanti sul seme di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe. Poiché certamente radunerò i loro prigionieri e avrò pietà di loro’”.
Geremia 33:25,26
- chi riguarda questa promessa?
Tuttavia qualcuno potrebbe sostenere che, in questo caso, si parla solamente di singoli individui che ritornano a YAHWEH, non della nazione presa nell’interezza. Geremia capitolo 31, versetti 35 e 36 sembra chiarire che, questa promessa o giuramento, riguarda anche la nazione di Israele in generale. Si legge:
Questo ha detto YAHWEH, il Datore del sole per la luce di giorno, degli statuti della luna e delle stelle per la luce di notte, Colui che agita il mare affinché le sue onde divengano tumultuose, Colui il cui nome è YAHWEH degli eserciti: “‘Se questi regolamenti si potessero rimuovere d’innanzi a me’, è l’espressione di YAHWEH , ‘quelli che sono il seme d’Israele potrebbero similmente cessar d’essere una nazione dinanzi a me per sempre’”.
Geremia 31:35,36
3 Alcuni rimangono fedeli a Yahweh
Ma ora torniamo a Romani 11, ai versetti da 2 a 4:
Non sapete ciò che il passo della Scrittura dice di Elìa, quando questi supplica Dio contro Israele? “YAHWEH , hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono l’unico rimasto, e ora cercano di togliermi la vita”. Ma cosa dice la dichiarazione divina a lui rivolta? “Ho ancora 7.000 uomini che non hanno piegato le ginocchia davanti a Bàal”.
Romani 11:2-4
Questi versetti ci ricordano che in passato, ai tempi di Elia, nonostante la maggioranza degli ebrei avesse ceduto all’idolatria e l’adorazione di Bàal, una componente anche se esigua di Israele rimase fedele a Dio.
Allo stesso modo anche in questo caso abbiamo una parte di Israele che accetta Yehoshua e diventa parte della congregazione cristiana. Quindi non tutto Israele fu rinnegato da Dio. Più avanti approfondiremo ancora questo aspetto.
4 Le opere
Al versetto 5 e 6 leggiamo:
Allo stesso modo, anche al presente ci sono dei rimanenti secondo una scelta fatta per immeritata bontà. Ora, se è per immeritata bontà non dipende più dalle opere; altrimenti l’immeritata bontà non sarebbe più immeritata bontà.
Romani 11:2-4
A quali opere si riferisce Paolo in questi versetti?
Ovviamente si riferisce alle opere della legge mosaica. Mediante la legge mosaica nessuno può essere salvato, in quanto nessuno ad eccezione di Yehoshua fu in grado di adempiere quella legge pienamente. Tuttavia, grazie al riscatto di Yehoshua, oggi miliardi di persone possono, se lo desiderano, ottenere la misericordia da Dio. Lo stesso valse per gli israeliti. Quei rimanenti di Israele avrebbero avuto L’approvazione di Dio grazie alla fede in Yehoshua, non alle opere in sé per sé. La grazia è per mezzo dell’immeritata benignità, quindi si tratta di un dono.
5 La ricerca affannosa
Il versetto sette prosegue:
Cosa diremo allora? Israele non ha ottenuto quello che cerca affannosamente; l’hanno ottenuto invece quelli che sono stati scelti.
Romani 11:7a
- perché Israele non ha ottenuto quello che cercava affannosamente?
La ragione è che lo cercava attraverso le opere della legge. Semplicemente non era possibile per degli uomini imperfetti come noi adempiere quella legge. Quelli che sono stati scelti o eletti, l’hanno ottenuto non mediante la legge, ma mediante la fede, come abbiamo già scritto.
6 Lo spirito di profondo sonno
Agli altri si sono intorpiditi i sensi, come è scritto: “Dio ha dato loro uno spirito di profondo sonno, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, fino a oggi”.
Romani 11:7b,8
Poiché, per loro scelta, molti ebrei hanno rifiutato il Cristo, Dio ha dato loro per così dire uno spirito di profondo sonno. Nonostante avessero tutte le prove davanti ai loro occhi di Yehoshua quale messia, lo rifiutarono, anzi arrivarono fino al punto di ucciderlo. Più avanti comprenderemo che questo stato di torpore spirituale avrebbe raggiunto livelli estremi.
Anche molti, nel nostro tempo, nonostante abbiano tutte le prove del fatto che il vaccino covid-19 sia il marchio della bestia, semplicemente lo rifiutano.
7 La punizione
E Davide dice: “La loro tavola divenga per loro un laccio, una trappola, una pietra d’inciampo e una punizione; i loro occhi si oscurino e più non vedano, e fa’ che la loro schiena sia sempre curva”.
Romani 11:9,10
Riguardo a questi due versetti, è interessante ciò che dice un commento sulla traduzione del nuovo mondo.
“Tavola, forse in riferimento a una tavola per sacrifici o banchetti.
Paolo qui cita Salmo 69:22, dove il termine “tavola” viene messo in parallelo con il termine “prosperità” ed evidentemente sta per abbondanza, benedizioni. Paolo applica il salmo agli ebrei, la maggioranza dei quali aveva ‘inciampato’ rigettando Yehoshua. Questo era dovuto in parte alla loro ostinazione nel credere che la discendenza da Abraamo fosse sufficiente per ricevere benedizioni eterne da Dio (Matteo 3:9; Giovanni 8:39). Tale modo di pensare sbagliato li avrebbe infine portati a ricevere una punizione”.
Quindi, in base a questi versetti, su Israele, inteso come nazione, pendeva una maledizione. La punizione per loro arrivò nel 70 E.V. quando la nazione fu attaccata e Gerusalemme distrutta dagli eserciti romani. Anche dopo il 70 Israele non trovò più la vera pace. Quella maledizione che pendeva su di loro fece credere erroneamente a molti che alcuni “rami” di loro fossero discendenti di Cam, di conseguenza, durante il traffico triangolare, molti di loro furono deportati nelle Americhe dall’Africa come schiavi.
8 Ricchezza per il mondo e ricchezza per le nazioni
Ma continuiamo con la lettura dei versetti 11 e 12:
Ora io chiedo: hanno forse inciampato e sono caduti definitivamente? No di certo! Ma dal loro passo falso viene la salvezza per persone delle nazioni, e questo suscita la loro gelosia. Se dunque il loro passo falso significa ricchezza per il mondo e la loro diminuzione significa ricchezza per persone delle nazioni, quanto più sarà così quando il loro numero sarà completo!
Romani 11:11,12
Alla domanda diretta se gli israeliti come nazione sono caduti definitivamente, l’apostolo Paolo risponde nuovamente con un laconico: “No di certo!” Ciò sta ad indicare ovviamente che, a un certo punto, secondo la disposizione di Dio, ci sarebbe stato un ritorno ebraico.
- in che senso il passo falso degli ebrei ha significato salvezza per le nazioni?
Nel senso che, da quel momento in poi, Dio ha aperto alle nazioni, cioè ai non ebrei, la possibilità di diventare membri della grande folla di Apocalisse capitolo 7, la quale regnerà con Cristo per mille anni e riceverà un corpo spirituale.
- quand’è che il loro numero sarà completo?
Al tempo stabilito da Dio. Sicuramente al momento del rapimento sia il numero dei gentili che quello degli ebrei sarà completo. Ciò potrebbe indicare che un gran numero di ebrei farà parte della grande folla. Ultimato anche il numero della grande folla, inizierà finalmente il regno millenario di Cristo, che significherà per le nazioni grandi benedizioni. Ecco perché la completezza del loro numero significherà ricchezza per le nazioni. I tempi dei Gentili si concluderanno definitivamente e in modo completo, dato che da allora in poi ci sarà un regno ebraico, cioè di Yehoshua e i 144000 ebrei, su tutta la terra. Dopo la caduta del regno di Giuda per mano di Nabucodonosor, YAHWEH per molti secoli non ebbe più sulla terra un regno che lo rappresentasse. Il regno dei Maccabei, per quanto di un certo spessore, fu un regno levitico, non davidico.
La promessa Divina era che, dopo la caduta per mano dei Babilonesi, il regno della promessa sarebbe stato della linea davidica. Infatti in Ezechiele capitolo 21 versetto da 25 a 27 leggiamo:
“O malvagio capo d’Israele ferito a morte, è arrivato il tuo giorno, il momento della tua punizione finale. Questo è ciò che il Sovrano Signore YAHWEH dice: ‘Rimuovi il turbante e togli la corona. Le cose non saranno più come prima. Innalza chi è in basso e abbassa chi è in alto. Una rovina, una rovina, una rovina ne farò. E non apparterrà a nessuno[il regno] finché non arrivi colui che ha il diritto legale[ o Silo] , e a lui darò ciò che gli spetta’.
Ezechiele 21: 25-27
Naturalmente il re designato è il Signore Yehoshua Cristo, che è della discendenza davidica. Dopo la caduta del regno di Giuda per mano dei Babilonesi, ci furono altri re o regni della discendenza davidica? No! Ci furono governatori in Palestina, ma non ci fu più una indipendente nazione israelita della linea di sangue di Davide. Quindi queste parole fino a questo momento si erano avverate.
Quand’è che tornò ad esserci un re della linea di sangue di Davide? Noi riteniamo dal 5 novembre 2023, quando il Cristo fu intronizzato da Dio quale re designato. Con lui si aggiunsero 144.000 ebrei come parte di questo regno. Quindi, come abbiamo già scritto, da quel momento in poi il regno del mondo o delle Nazioni cominciò a passare nelle mani del nostro Signore. Ma cosa ha da dire l’apostolo Paolo alle persone delle Nazioni?
9 La riammissione
Scopriamolo nei versetti da 13 a 15:
Ora parlo a voi che siete persone delle nazioni. Essendo apostolo delle nazioni, onoro il mio ministero per vedere se posso in qualche modo suscitare la gelosia dei miei connazionali e salvarne alcuni. Del resto, se il fatto che sono stati ripudiati significa riconciliazione per il mondo, cosa significherà la loro riammissione se non un ritorno dalla morte alla vita?
Romani 11:13-15
Come avete potuto leggere, anche in questi versetti si parla di riammissione. Naturalmente ogni israelita, come tra l’altro fece l’apostolo Paolo, aveva da sempre l’opportunità di tornare a Dio e a Cristo.
Quindi si può dedurre che, in questo specifico caso, l’apostolo Paolo non stia parlando del singolo giudeo che ritorna a Dio e si converte a Cristo. Infatti sta parlando della loro riammissione, perciò lo possiamo intendere come riammissione nazionale.
10 I rami tagliati
Inoltre, se la parte dell’impasto presa come primizia è santa, lo è anche l’intera massa; e se la radice è santa, lo sono anche i rami. Comunque, se alcuni rami sono stati tagliati e tu, pur essendo un olivo selvatico, sei stato innestato fra gli altri e hai beneficiato della ricchezza della radice dell’olivo, non trattare i rami con arroganza. Se li tratti con arroganza, ricordati che non sei tu a sostenere la radice, ma è la radice che sostiene te. Tu dirai: “Sono stati tagliati dei rami perché fossi innestato io”. È vero: sono stati tagliati per la loro mancanza di fede, e tu resti al tuo posto grazie alla fede.
Romani 11:16-20
Avete notato che al versetto 17 Paolo parla di alcuni rami che sarebbero stati tagliati?
Ciò implica che altri rami non sarebbero stati tagliati. Ora Israele, nel corso della sua storia, si era ramificato in vari luoghi del mondo. Già al tempo di Yehoshua c’erano ebrei che vivevano in Egitto, in Etiopia, a Babilonia, a Roma ecc. È vero che la punizione divina fu una punizione nazionale, una maledizione che li avrebbe perseguitati, tuttavia non tutti i rami sarebbero stati tagliati, anzi altri sarebbero stati innestati nuovamente.
La raccomandazione di Paolo
E che dire della raccomandazione di Paolo di non trattare il ramo ebraico con arroganza? Sono stati rispettati i suoi suggerimenti? No! Nel corso dei secoli gli ebrei naturali sono stati trattati nei peggiori modi possibili. Addirittura alcuni sono arrivati ad estromettere completamente Israele dalla grazia Divina.
Praticamente tutte le chiese cristiane insegnano che la chiesa ha preso il posto di Israele, di fatto suggerendo che Dio sia in qualche modo venuto meno ai suoi giuramenti. Più avanti comprenderemo più chiaramente questo dettaglio.
Ma la chiesa ha realmente sostituito Israele?
Dipende cosa si intende per sostituito. Da un certo punto di vista sì, in quanto per la salvezza tutti, compresi gli ebrei, devono assolutamente convertirsi a Cristo e quindi diventare veri cristiani o parte della chiesa. Da un altro punto di vista no, in quanto alcuni privilegi sono prerogativa di Israele. Per esempio i membri dei 144.000, in base ad Apocalisse capitolo 7, sembrano tutti di stirpe ebraica.
11 Paolo invita a riflettere
Ai versetti successivi leggiamo:
Non essere superbo, ma abbi timore, perché se non ha risparmiato i rami naturali Dio non risparmierà nemmeno te. Rifletti perciò sulla benignità e sulla severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti e benignità verso di te, purché tu rimanga degno della sua benignità; altrimenti sarai tagliato via anche tu.
Romani 11:20b-22
I versetti successivi suonano come un ammonimento nei confronti di chiunque si esaltasse. Paolo ricorda che se i rami naturali, cioè gli israeliti carnali, furono giudicati severamente, lo stesso sarebbe accaduto a chiunque avesse deviato dalla retta via come fecero gli israeliti naturali. Siamo piuttosto invitati a riflettere sulla benignità di Dio e sulla sua misericordia.
12 L’innesto
Ora notate in che modo Paolo prosegue col suo ragionamento:
E anche loro, se non persistono nella loro mancanza di fede, saranno innestati, perché Dio può innestarli di nuovo.
Se infatti tu sei stato tagliato dall’olivo che è selvatico per natura e, contro natura, sei stato innestato sull’olivo domestico, tanto più questi che sono rami naturali potranno essere nuovamente innestati sul proprio olivo!
Romani 11:23,24
Quindi in questi versetti l’apostolo Paolo ci ricorda che, come per quanto riguarda l’illustrazione del figliol prodigo, raccontata da Yehoshua in Luca capitolo 15, anche gli ebrei che avevano per così dire “sperperato” la loro ricchezza, sarebbero potuti tornare al Padre ed essere riammessi nella sua congregazione. Il suo ragionamento è quindi: se Dio ammette stranieri che si pentono nella sua casa, figuriamoci se non ammette i figli che si erano allontanati ma che si pentono e tornano in sé. In questo senso possono essere innestati di nuovo sul proprio olivo, andando così ad occupare la posizione che gli compete secondo la disposizione di Dio, in accordo con i patti stipulati con i loro antenati.
13 Intorpiditi i sensi
Ai versetti e 25 e 26 leggiamo:
Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo sacro segreto, affinché non vi reputiate saggi: a una parte di Israele si sono intorpiditi i sensi, finché non sarà entrato il numero completo delle persone delle nazioni, e in tal modo tutto Israele sarà salvato;
Romani 11:25,26a
In che senso a una parte di Israele si sono intorpiditi i sensi? Cosa intende dire l’apostolo Paolo?
Cosa accade a una persona che ha i sensi intorpiditi, la mente offuscata o una cecità mentale? Potrebbe avere difficoltà a ricordare, difficoltà nell’apprendimento e nei casi peggiori addirittura dimenticare chi è, dove si trova o cosa sta facendo. Non è così? Non è vero che spesso nei giornali leggiamo di persone con i sensi intorpiditi forse dall’alcol o dalla droga fare incidenti in macchina, rischiando la loro vita e quella degli altri? Perché l’apostolo Paolo lo chiama un sacro segreto o, secondo altre traduzioni della Bibbia, mistero?
Un buon numero di persone crede che una parte di Israele carnale, non ricordi più chi sia, e quindi abbia perso la memoria di sé, delle sue origini, la sua storia. Ciò significa che ci sono ebrei di tutte le nazioni, tribù, lingua e popoli, che non sanno di essere ebrei, ma YAHWEH li conosce tutti ed è intenzionato a recuperarli.
13.1 Cecità mentale
Questa situazione ricorda un po’ ciò che accadde ai soldati Siri che andarono contro il profeta Eliseo. La Bibbia dice, in 2°Re 6:18,19 che furono colpiti da cecità. Tuttavia dal racconto si comprende che non si trattava di cecità visiva, ma di cecità mentale. Infatti Eliseo, senza difficoltà, li portò nelle mani del re d’Israele, che a quel punto avrebbe potuto ucciderli tutti, anche se, per mano di Eliseo, Dio non permise che ciò accadesse. Su dove siano andati un buon numero di ebrei, c’è sempre stata una forte speculazione. In articoli precedenti, avevamo cercato di dare, almeno in parte, una delle possibili localizzazioni di un gran numero di loro.
13.2 Tutta Israele salvata
Ora la domanda che ci poniamo è: in che senso tutto Israele sarà salvata?
Prima di tutto dobbiamo ricordare che, gli ebrei ormai assimilati alle nazioni, sono considerati come parte delle nazioni. Per esempio le 10 tribù cosiddette “disperse” dopo l’esilio in Assiria, ma anche molti del regno di Giuda, hanno lasciato Israele e sono andate in località sconosciute, almeno ufficialmente. Le 10 tribù di Israele finirono per rappresentare i gentili, ovvero i non ebrei, i quali avrebbero anche loro beneficiato del nuovo patto. In Romani 9:24-26 infatti, si richiama a Osea 2:23, il quale si riferisce alle dieci tribù di Israele definendoli “quelli che non erano mio popolo”. Quindi, tra le persone delle nazioni ci sono anche gli ebrei ormai assimilati ai loro vicini. La conversione a Cristo avrebbe portato questi ebrei alla salvezza, permettendo a molti di questi di diventare parte della grande folla o di sopravvivere a questo empio mondo. Quindi, sommando gli ebrei (Giudei) che nel primo secolo e in seguito si convertirono a Cristo, a quelli che in seguito, specialmente nel tempo della fine in cui stiamo vivendo, avrebbero accettato Cristo e rifiutato il marchio della bestia, tutto Israele, cioè tutte le 12+1 tribù di Israele (quindi non solo i Giudei), sarebbero state salvate. In questo senso tutto Israele sarà salvato. A tutti questi ebrei dispersi quindi Dio concede l’opportunità di ritornare all’ovile, pentendosi e convertendosi a Cristo.
14 Il liberatore
Il testo continua al versetto 26b-28:
come è scritto: “Il liberatore verrà da Sìon e allontanerà le pratiche empie da Giacobbe.

E questo sarà il mio patto con loro quando cancellerò i loro peccati”. Certo, quanto alla buona notizia essi sono nemici [come nazione], a vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio sono amati, a motivo dei loro antenati.
Romani 11:26b-28
Sappiamo che il liberatore è il Signore Yehoshua Cristo; egli avrebbe cancellato i peccati ad alcuni con il rapimento degli eletti, ad altri durante il millennio. Paolo sottolinea che, in special modo al suo tempo, gli ebrei erano nemici come nazione alla buona notizia, in quanto avevano rifiutato il Cristo. Tuttavia, grazie alle promesse fatte ai loro antenati, erano la scelta di Dio, purché accettassero la buona notizia del Cristo. Ma Dio poteva abbandonare la sua prima scelta come sostengono molti? La risposta la troviamo nel versetto successivo:
Infatti i doni e la chiamata di Dio non sono cose su cui egli cambia idea [o sono irrevocabili].
Romani 11:29
Quindi, se avevamo ancora qualche dubbio in merito, questa scrittura chiarisce ulteriormente: la scelta di Dio in questo senso è irrevocabile.
15 Misericordia
Come voi un tempo eravate disubbidienti a Dio, ma ora vi è stata mostrata misericordia a causa della loro disubbidienza, così anche loro adesso sono stati disubbidienti — il che ha permesso a voi di ottenere misericordia — e possono dunque anche loro ottenere misericordia. Dio ha infatti rinchiuso tutti nella disubbidienza per avere misericordia di tutti.
Romani 11:30-32
Dato che i non ebrei sono stati oggetto di misericordia da parte di Dio, allo stesso modo anche agli ebrei pentiti, sottolinea Paolo, Dio può mostrare misericordia. In questo modo a tutti sarà mostrata misericordia: sia agli ebrei che ai non ebrei.
16 Gloria a Dio
Il capitolo si conclude con gli ultimi versetti:
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto sono insondabili i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie! Infatti “chi ha conosciuto la mente di YAHWEH , o chi è stato suo consigliere?” O “chi gli ha dato qualcosa per primo, così da dover essere ripagato?” Ogni cosa, infatti, è da lui, mediante lui e per lui. A lui vada la gloria per sempre. Amen.
Romani 11:33-36
Potremmo non comprendere pienamente i piani di Dio, tuttavia sappiamo che è un Dio buono e tutto ciò che fa è per il nostro beneficio. Non ci resta che ammirare la profondità della sapienza di Dio nella gestione delle promesse. Presto, ebrei e non ebrei, avranno l’opportunità di continuare a lodare YAHWEH per l’eternità, alcuni su una terra paradisiaca, altri nei reami spirituali, alla gloria di YAHWEH.


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