Il profeta Eliseo e le benedizioni di YAHWEH  prima della fine del mondo (2Re 4:38-44)

Presto, molto presto, il mondo così come lo conosciamo non esisterà più. Satana il diavolo, il vero governante di questo mondo, sarà scagliato nell’abisso, una condizione simile ad una prigione per tutti i mille anni del regno messianico. Ma quali situazioni avrebbero vissuto i veri cristiani poco prima di Armageddon? In che modo Dio avrebbe benedetto il suo popolo durante l’attesa? Lo scopriremo analizzando alcuni aspetti della vita di Eliseo e delle persone che lo circondavano. In un articolo precedente della serie su Eliseo, avevamo trovato il legame tra Eliseo e Giosuè. Mentre in questo articolo e in quest’altro avevamo trovato il legame tra Eliseo ed Elia. In tutti questi articoli, non abbiamo smesso di sottolineare l’accostamento di Eliseo alla figura del Cristo Yehoshua. Questo significa che, analizzare aspetti della vita di Eliseo riportati nella parola di Dio, può aiutarci a meglio comprendere le profezie inerenti al Cristo negli ultimi istanti di questo mondo, prima della sua distruzione. Ricordiamo che:

Eliseo + Elia + Mosè + Giosuè =1

Eliseo + Elia + Mosè + Giosuè =Cristo 

Mosè + Elia = i due testimoni.

Eliseo = Cristo 

Analizzeremo il capitolo  4 di 2Re ai versetti da 38 a 44, e ne faremo un’applicazione in parte nel primo secolo, al tempo di Yehoshua, e in parte nel nostro tempo.

Al versetto 38 leggiamo:

38 Quando Eliseo tornò a Ghìlgal, nel paese c’era la carestia. Mentre i figli dei profeti erano seduti davanti a lui, disse al suo servitore: Metti su la pentola grande e prepara una minestra per i figli dei profeti.

                         

Avete notato che, quando Eliseo tornò a Ghilgal, nel paese c’era la carestia? In che senso anche al tempo di Yehoshua c’era la carestia?

Applicando questa profezia al tempo di Yehoshua, in effetti in Israele c’era la carestia. In che senso? Nel senso che i capi sacerdoti tenevano per sé la conoscenza della parola, mentre davano al popolo le briciole. Infatti, parlando ai Giudei del suo tempo, Yehoshua disse:

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.

(MATTEO 11:28)

Come nel caso della parabola del ricco e Lazzaro, i capi sacerdoti tenevano per sé le preziose informazioni e verità contenute nella parola di Dio. (Luca 16). Tanto che in un’occasione, vedendo la condizione della folla, Yehoshua ebbe questa reazione:

Vide una grande folla, e fu mosso a pietà verso di loro, perché erano come pecore senza pastore. E cominciò a insegnare loro”.

( MARCO 6:34)

Applicato ai nostri giorni, in che senso il mondo sta vivendo un periodo di carestia spirituale?

Dato che molti hanno accettato il marchio della bestia, rappresentato dal vaccino covid-19, si è introdotta nel mondo una aridità spirituale spaventosa. I leader religiosi non sono più in condizione di produrre  materiale spirituale o una guida in grado di salvare quelle persone. Dato che hanno permesso alla bestia politica di introdursi all’interno delle loro organizzazioni controllandoli con i suoi agenti, si sono quindi ritrovati privati dello spirito di Dio.

Tornando al profeta Eliseo, chi potrebbero rappresentare i “figli dei Profeti” menzionati nel versetto 18?

Secondo una pubblicazione, “Gli studiosi ritengono che questa espressione indichi una scuola o un’associazione cooperativa invece che i veri e propri discendenti dei profeti. Secondo il Journal of Biblical Literature, questi gruppi erano probabilmente composti da uomini che “si dedicavano al servizio di Yahweh sotto la guida di un profeta”. QUI.

Applicato al tempo di Yehoshua, i figli dei Profeti potrebbero rappresentare gli apostoli, ma anche tutti i discepoli, uomini e donne  che seguivano Yehoshua durante i tre anni e mezzo del suo ministero. Tra questi troviamo Mattia che sostituì il traditore Giuda Iscariota, poi i 120 che furono presenti alla discesa dello Spirito Santo durante il giorno di pentecoste. (Atti 1:24-26). (Atti.cap.2).

Chi potrebbero rappresentare i figli dei Profeti nel nostro tempo?

In poche parole, i fuoriusciti dai Testimoni di Geova vicini ai due testimoni, insieme ad altri che si associano a loro. Ovviamente intendiamo fuoriusciti dai testimoni di Geova ma fedeli a YAHWEH.

Ad ogni modo, per estensione rappresentano tutti i veri seguaci di Cristo in questi tempi della fine.

Se, come abbiamo scritto sopra, Eliseo, Elia, Mosè e Giosuè rappresentano un solo insieme, questo significa che allo stesso tempo, tutti questi rappresentano i due testimoni, specialmente Elia e Mosè come la profezia di Apocalisse capitolo 11 e come il racconto della trasfigurazione del Cristo fanno intendere. (Matteo 17:1-9; Marco 9:2-10; Luca 9:28-36).

Nell’ episodio della trasfigurazione, abbiamo Yehoshua, che è prefigurato da Eliseo, Mosè ed Elia, che rappresentano i due testimoni, Pietro Giacomo e Giovanni, in rappresentanza dei figli dei Profeti.

Perché dovrebbero essere i fuoriusciti dai Testimoni di Geova “i figli dei profeti”?

Se i due testimoni sono figure fuoriuscite dal mondo Evangelista, allora i figli dei Profeti sono ex Evangelisti. Se i due testimoni sono fuoriusciti dai Mormoni, allora i figli dei Profeti sono probabilmente ex Mormoni vicino ai due testimoni. Se i due testimoni sono ex Testimoni di Geova, allora i figli dei profeti sono i fuoriusciti dai Testimoni di Geova vicini ai due testimoni. Ci sarà un motivo per cui vengono chiamati i due testimoni, certo oltre a testimoniare la presenza del Cristo Re. Non è così?

Esisteva una sola comunità di figli dei Profeti?

No! Simili gruppi di profeti erano presenti a Betel, Gerico e Ghilgal. (II Re 2:3, 5; 4:38; confronta I Samuele 10:5, 10). Anche il profeta Samuele presiedeva un gruppo a Rama (I Samuele. 19:19, 20). QUI

Questo potrebbe indicare che, di queste piccole comunità, ne esistano diverse anche oggi, molto simili a quelle antiche.

Cosa potrebbe rappresentare la minestra che Eliseo ordinò di preparare nella grande pentola?

Potrebbe rappresentare il cibo spirituale che Cristo (Eliseo) mette a disposizione dei suoi discepoli nel tempo della fine, specialmente dopo che hanno abbandonato Babilonia la grande, sarebbe a dire le religioni. Ma c’è dell’altro: nei versetti da 39 a 40 leggiamo:

39 Uno di loro andò nei campi per cogliere erbe e trovò una specie di vite selvatica da cui colse zucche selvatiche, riempiendosene la veste. Tornato, le tagliò a fette nella pentola della minestra, senza però sapere cosa fossero. 40 Più tardi servirono la minestra agli uomini, ma appena la assaggiarono, questi gridarono: C’è la morte nella pentola, o uomo del vero Dio

Cosa potrebbero rappresentare le zucche selvatiche velenose?

Potrebbero rappresentare insegnamenti potenzialmente mortali presi dal campo, sarebbe a dire il mondo di Satana e mischiati nella minestra. Nella sua illustrazione sulla fine del mondo Yehoshua disse:

 “Il campo è il mondo”.

(Matt. 13:38)

Nel primo secolo, Yehoshua dovette combattere contro l’insegnamento o “lievito” dei farisei e dei sadducei. (Matteo 16:6, 11, 12; Luca 12:1). ‘Il lievito è spesso usato nella Bibbia come simbolo di peccato o corruzione. In un primo, momento i discepoli non capirono che Yehoshua parlava per mezzo di simboli, ma poi compresero che li avvertiva di guardarsi dalle false dottrine e dall’ipocrisia, “dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei”, sottolinea una pubblicazione’.

Avete notato che queste zucche selvatiche vengono introdotte inavvertitamente? 

Questo significa, che all’interno di questi gruppi, potrebbero essere introdotti, senza cattive intenzioni, insegnamenti che potrebbero portare alla disapprovazione di Dio. Sta ad ognuno di noi difendere la verità promuovendo solo insegnamenti profondamente radicati nella parola di Dio e negli insegnamenti del Cristo. Detto in altre parole: se non è scritturale non deve assolutamente passare! Nei versetti successivi leggiamo:

E non la poterono mangiare. 41 Allora Eliseo disse: Portate un po’ di farina. Dopo averla gettata nella pentola, disse: Servila. E nella pentola non ci fu più niente di dannoso

Cosa rappresentò la farina purificatrice nel primo secolo?

Nel primo secolo la farina purificatrice fu rappresentata dagli insegnamenti del Cristo e dei suoi discepoli ispirati da Dio, mediante il suo spirito santo. Ma soprattutto questa farina rappresenta il Cristo stesso in quanto, con la sua morte, rese possibile la nostra purificazione e salvezza eterna. Infatti, il fior di farina, era il sacrificio offerto dai poveri per la remissione dei loro peccati. (Levitico 5:11)

Cosa potrebbe rappresentare la farina purificatrice nel nostro tempo?

Potrebbe rappresentare i vari insegnamenti con i quali il Cristo (Eliseo), grazie allo Spirito Santo, avrebbe benedetto i suoi discepoli fuoriusciti dalle religioni. Fintanto che fossero rimasti all’interno delle religioni, non avrebbero avuto accesso a queste informazioni o chiarimenti supplementari della parola di Dio resi possibili dal soccorritore, vale a dire lo spirito santo. (Giovanni 14:16, 17, 26;)

Inoltre, la farina purificatrice nella minestra, potrebbe anche rappresentare il valore del sacrificio di riscatto di Cristo che permette a persone provenienti da diverse  religioni e parti del mondo (campi) di poter ottenere la vita eterna. Un po’ come quando venne detto a Pietro di mangiare cibi impuri perché da allora in poi non sarebbero stati considerati più spiritualmente tali dal punto di vista di  Dio. (Atti 10:9-16). È il sangue di Cristo che purifica dai peccati. Infatti in Matteo 26:27,28 leggiamo: 

E, preso un calice, rese grazie a Dio e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo rappresenta il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati.

Questo miracolo, inoltre, può essere paragonato al primo miracolo compiuto da Yehoshua alle nozze di Cana, quando trasformò l’acqua in vino. (Giovanni 2:9, 10).

Nei versetti successivi leggiamo:

42 Un uomo venne da Bàal-Salìsa e portò all’uomo del vero Dio 20 pagnotte fatte con le primizie dell’orzo e un sacco di grano nuovo. Eliseo disse: Dalli alla gente perché mangi. 43 Comunque il suo servitore disse: Come faccio a presentarmi solo con questi davanti a 100 uomini? Lui rispose: Dalli alla gente perché mangi; questo infatti è ciò che YAHWEH dice: ‘Mangeranno e ne avanzerà’. 44 Allora li mise davanti a loro, e loro mangiarono, e ne avanzò, proprio come YAHWEH aveva dichiarato.

In che modo si sono adempiuti questi versetti nel primo secolo?

Prima di tutto è interessante che fossero portati a Eliseo 20 pagnotte fatte con le primizie dell’orzo. Parlando delle primizie dell’orzo una pubblicazione afferma:

‘Il 16 nisan  si doveva portare al sacerdote un covone delle primizie della mietitura dell’orzo, Il 16 nisan, secondo giorno della festa dei pani non fermentati, il sommo sacerdote agitava le primizie della mietitura dell’orzo, il primo raccolto dell’anno, cioè quella che si poteva definire la prima delle primizie della terra. (Le 23:10, 11) Significativo è il fatto che Yehoshua Cristo fu risuscitato proprio quel giorno, il 16 nisan del 33 E.V. Paragonando Cristo ad altri risuscitati, l’apostolo dice: “Comunque, Cristo è stato ora destato dai morti, primizia di quelli che si sono addormentati nella morte. . . . Ma ciascuno nel proprio ordine: Cristo la primizia, poi quelli che appartengono al Cristo durante la sua presenza”. Cristo è anche chiamato “il primogenito tra molti fratelli”. — 1Co 15:20-23; Ro 8:29.  QUI

Quindi il pane che viene moltiplicato e dato a tutti di mangiare, potrebbe in primis rappresentare il corpo del Cristo offerto in sacrificio per tutti noi.  Infatti in Matteo 26: 26 leggiamo: 

Mentre continuavano a mangiare, Yehoshua prese un pane e, dopo aver pronunciato una preghiera, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo rappresenta il mio corpo”.

Inoltre, il pane potrebbe anche rappresentare del cibo spirituale distribuito attraverso i suoi discepoli. Mangiando di questo pane, i suoi discepoli e chiunque gli avrebbe dato ascolto, si sarebbero nutriti spiritualmente fino al suo secondo ritorno. Questo cibo spirituale è stato poi messo su carta permettendo anche noi oggi di leggere e beneficiare del suo contenuto e del suo valore spirituale. Quindi, come Eliseo moltiplicò il pane, anche il più grande Eliseo, cioè il Cristo, fece la stessa cosa ma in misura più grande. (Leggi Marco 6:35-44).

In che modo si può dire che si sono adempiuti questi versetti nel nostro tempo?

Come scritto sopra, anche noi abbiamo beneficiato del contenuto delle Sacre Scritture, che per noi sono pane quotidiano in senso spirituale. Leggendo ogni giorno la parola di Dio, ci siamo potuti rendere conto del tempo in cui viviamo secondo il calendario divino e che presto il Signore eseguirà il giudizio contro il mondo di Satana. Se nel primo secolo ci fu una moltiplicazione del pane, oggi la parola di Dio si è moltiplicata nei modi più impensati. L’era di internet, inoltre, ha permesso a miliardi di persone in tutto il mondo di accedere alle Sacre Scritture e a materiale spirituale come non mai. Un solo contenuto o articolo di estrazione biblica come questo, può essere duplicato o moltiplicato infinite volte attraverso il web. Da questo punto di vista stiamo assistendo veramente a un grande miracolo!

Eliseo = Cristo

Con questi due episodi, quindi, sembra proprio che il padre YAHWEH, abbia voluto che facessimo un’associazione tra il Cristo ed Eliseo. Così, come consigliò a tutti noi di ascoltare il figlio, faremo bene quindi a studiare con diligenza anche le vicende relative a colui che prefigura il Cristo: il profeta Eliseo.

Stava ancora parlando, quand’ecco che una nube luminosa li coprì con la sua ombra, e una voce dalla nube disse: “Questo è mio Figlio, il mio amato Figlio, che io ho approvato. Ascoltatelo”.

(Matteo 17:5)

Una replica a “Il profeta Eliseo e le benedizioni di YAHWEH  prima della fine del mondo (2Re 4:38-44)”

  1. […] i tre anni e mezzo in cui gli eletti vengono simbolicamente uccisi. Nell’articolo “Il profeta Eliseo e le benedizioni di YAHWEH , abbiamo compreso l’importanza del valore del sacrificio del Cristo come ben raffigurato da […]

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