LA FINE DEI SETTE TEMPI (Daniele 4:20-24)

Quando recentemente un personaggio pubblico di grande fama e ricchezze è deceduto, forse vi è capitato di pensare che valore avessero tutte quelle ricchezze e tutta quella fama, se alla fine anche i cosiddetti potenti muoiono come qualsiasi altro uomo. A volte a sbalordire non è la morte fisica, ma la caduta da una posizione elevata dal punto di vista sociale o dal punto di vista economico. Famosi ereditieri hanno sperperato il patrimonio accumulato dai genitori cadendo nella miseria e nell’ignominia. Questo è ciò che accadde ad un famoso re caldeo, Nabucodonosor. Egli ricevette un sogno da Dio che presagiva guai per lui e per il suo orgoglio. Il contenuto del sogno fu basilarmente questo: un gigantesco albero viene abbattuto al comando di un santo, sarebbe a dire di un angelo.

Il ceppo dell’albero fu quindi legato per impedire che germogliasse. Doveva rimanere così legato in mezzo all’erba della campagna per “sette tempi”. Svegliato dal sonno, Nabucodonosor chiama i saggi del suo regno, ma solo Daniele, un ebreo deportato a Babilonia, è in grado di dare una interpretazione grazie all’intervento divino. Possiamo leggere la sua interpretazione nel capitolo 4 di Daniele, in particolare dal versetto 20 dove leggiamo:

20 “‘L’albero che hai visto, che si fece grande e robusto, la cui cima raggiunse i cieli e diventò visibile in tutta la terra, 21 il cui fogliame era magnifico, il cui frutto era abbondante, su cui c’era cibo per tutti, sotto cui stavano le bestie della campagna e sui cui rami vivevano gli uccelli del cielo, 22 sei tu, o re, perché sei diventato grande e forte; la tua grandezza ha raggiunto i cieli e il tuo dominio le estremità della terra.

Al versetto 22 ci viene detto chiaramente che l’albero gigantesco rappresenta il re di Babilonia, Nabucodonosor. La domanda che ci poniamo è questa: 

Cosa potrebbe rappresentare l‘albero gigantesco nel nostro tempo?

Per rispondere a questa domanda, vogliamo leggere Il versetto 30, sempre di questo capitolo 4:

il re [ Nabucodonosor] disse: “Non è questa Babilonia la Grande, che io stesso ho costruito come casa reale con la mia forza e il mio potere e per la gloria della mia maestà?”

Avete notato come chiama la sua città reale? Babilonia la grande! Va tuttavia precisato, che in questo caso specifico, stiamo parlando solo di una parte di Babilonia come vedremo più avanti.

Nel libro di Apocalisse, ai capitoli 17 e 18, si parla in effetti di una città chiamata Babilonia la grande. Questa città viene definita una prostituta, in quanto ci viene detto che crea alleanze (o si prostituisce) con i Re della terra. Più volte nei nostri articoli abbiamo definito Babilonia la grande le religioni prese nel loro insieme, soprattutto le religioni giudaicho-cristiane. Tuttavia, a causa dell’infiltrazione e predominio di agenti politici all’interno di questa istituzione, Babilonia riteniamo possa includere anche altri settori della società. 

Dopo l’era della vaccinazione da Covid-19, che per noi ha rappresentato il mezzo con cui è stato dato il marchio della bestia all’umanità, Babilonia, per così dire, si è divisa in due parti. 

Una parte è composta da tutti coloro che si sono vaccinati, essendo ora parte di un nuovo culto. Mentre l’albero gigantesco potrebbe rappresentare la parte di “Babilonia la grande” che non si è vaccinata e da cui verranno selezionati gli eletti. Al versetto 23 leggiamo:

23 “‘Poi il re [Nabucodonosor]  ha visto un guardiano, un santo, scendere dai cieli e dire: “Abbattete l’albero e distruggetelo, ma lasciatene il ceppo con le radici nel terreno, stretto in legami di ferro e rame, fra l’erba dei campi. 

Sia bagnato dalla rugiada del cielo e il suo posto sia con le bestie della campagna finché non siano passati su di esso sette tempi”. 24 Questa è l’interpretazione, o re, e questo è il decreto dell’Altissimo che riguarderà il mio signore il re: 25 sarai cacciato di mezzo agli uomini, vivrai con le bestie della campagna, mangerai erba proprio come i tori e sarai bagnato dalla rugiada del cielo; su di te passeranno sette tempi, finché tu non riconosca che l’Altissimo domina sul regno del genere umano e lo dà a chi vuole.

26‘Ma dato che è stato ordinato di lasciare il ceppo dell’albero con le radici, il regno sarà di nuovo tuo dopo che avrai riconosciuto che sono i cieli a dominare.

Quanto durano questi 7 tempi menzionati al versetto 25? 

A quanto pare un tempo è uguale a un anno, quindi  7 tempi sono pari a 7 anni.

Tuttavia, da un altro punto di vista, questo periodo dura otto anni, se contiamo anche il momento in cui è stato emanato il giudizio, ovvero quando a Nabucodonosor è stato spiegato il sogno. Continuando la lettura, sempre al capitolo 4, ai versetti 28 e 29 di Daniele leggiamo:

Al re Nabucodònosor accadde tutto questo. [Quando?]  Dodici mesi dopo [il sogno], mentre camminava sulla terrazza del palazzo reale di Babilonia

Quindi, come avete potuto notare, in questi due versetti ci viene dato un riferimento temporale preciso, sarebbe a dire 12 mesi. Ovviamente ritengo che non sia un riferimento casuale, altrimenti il testo sarebbe potuto essere più vago.

Volendo applicare questo aspetto ai nostri giorni, possiamo trovare un parallelismo?

Anche per quanto ci riguarda, i sette tempi durano 7 anni. Partono da ottobre 2015, ad ottobre  2022.

Tuttavia siamo a metà settembre 2023 e gli eletti non sono ancora stati rapiti, ed il mondo di Satana è ancora qui!  Sembra che ci sia un ritardo di un anno. Partendo da ottobre 2015 e contando tre anni e mezzo arriviamo alla primavera del 2019. Da quella data, iniziarono gli ultimi tre anni e mezzo o 1260 giorni che sarebbero stati caratterizzati dalla grande tribolazione. (Apocalisse 11).  Questa tribolazione si è manifestata nella veste dell’obbligo vaccinale con le sue restrizioni sui non vaccinati. Avete notato che c’è stato un anno di ritardo anche in questo caso? I tre anni e mezzo iniziarono nella primavera del 2019, ma è verso la primavera del 2020 che iniziano le restrizioni e l’assedio del popolo di Dio in tutto il mondo! Ciò che è confortante in tutta questa vicenda è sapere che allo scadere degli otto anni, come abbiamo compreso in seguito, Cristo viene incoronato in cielo. In merito a questi numeri, ci sarebbe ancora un aspetto da prendere in considerazione, ma lo tratteremo Dio volendo nei prossimi articoli.

Applicato ai nostri giorni, cosa significa il fatto che al re Nabucodonosor, vale a dire l’albero gigantesco, venga dato il cuore di una bestia e tagliato?

L’albero gigantesco, come abbiamo scritto, rappresenta una parte di Babilonia la grande, ma Babilonia la grande nel nostro tempo rappresenta le religioni. Queste religioni sarebbero state conquistate dalla bestia politica, divenendo per così dire bestia anche loro. Nel nostro tempo, questo è divenuto molto evidente nel periodo dell’obbligo vaccinale, quando le religioni si sono piegate al diktat della politica spingendo i loro fedeli all’accettazione del vaccino covid-19. Parlavano con una sola voce, cioè quella del dragone Satana il diavolo che controlla la bestia politica. Quindi, per sette anni, la bestia politica avrebbe controllato totalmente le religioni.

Cosa rappresenta il ceppo che viene lasciato?

Nel caso del re Nabucodonosor stava ad indicare, come si legge al versetto 26, che il regno sarebbe stato di nuovo suo, dopo che avrebbe riconosciuto che sono i cieli a dominare. Volendolo applicare ai nostri giorni, dovremmo prima prendere in considerazione Isaia capitolo 6. In quel capitolo, si parla di una futura esecuzione del giudizio divino su una Gerusalemme apostata, che ha tutta l’aria di essere una profezia anche  per i nostri tempi. Tra, le altre cose, al versetto 13 leggiamo:

13 “Ma in esso [Israele] rimarrà una decima parte, che sarà nuovamente bruciata. Sarà come il ceppo che rimane quando un grosso albero o una quercia vengono abbattuti; un santo seme sarà il suo ceppo.

Quindi nell’applicazione moderna, il ceppo che rimane dal gigantesco albero, potrebbe rappresentare gli eletti che escono da Babilonia la grande, infatti, nel testo sopra, questo ceppo viene chiamato santo seme. È interessante il fatto che ci venga detta la percentuale di coloro che sarebbero rimasti, cioè la decima parte, laddove Isaia in questo capitolo, potrebbe rappresentare i due testimoni. Anche in Apocalisse al capitolo 11, ai versetti 12 e 13, si parla di una decima parte. Leggiamo:

12 E si sentì una voce possente dal cielo che diceva loro [ai due testimoni]: “Salite quassù”. Così essi salirono in cielo nella nube, e i loro nemici li videro. 13 In quell’ora ci fu un grande terremoto e crollò un decimo della città; nel terremoto morirono 7.000 persone, e i superstiti ebbero paura e diedero gloria all’Iddio del cielo.

Chi potrebbero rappresentare i due testimoni in questi versetti?

I due testimoni in questo caso, potrebbero rappresentare l‘esiguo rimanente dei 144.000. Quindi, il fatto che venga detto loro di salire lassù, rappresenta il momento in cui vengono rapiti in cielo. Dopodiché si parla di un grande terremoto che fa crollare un decimo della città.  

Cosa potrebbe rappresentare la città che viene scossa dal terremoto?

Questa città potrebbe rappresentare la parte di Babilonia la grande che si stacca da essa, per esempio rifiutando il vaccino covid-19, ovvero il marchio della bestia. Quindi non rappresenta tutta Babilonia, ma solo una parte. Il resto della città verrà poi distrutta. La decima parte, quindi, rappresenta più o meno un decimo di questo gruppo.

Come facciamo a dire che la città rappresenta solo una parte di Babilonia? Perché in Apocalisse quando ci si riferisce a Babilonia la grande per intero, si usa l’espressione “la gran città o grande città”, mentre in questo caso viene chiamata solamente la città”. (Apocalisse 16: 19; 11:8; 17:18)

Cosa potrebbe rappresentare il decimo della città che crolla?

Come abbiamo già accennato, potrebbe rappresentare la grande folla di  Apocalisse capitolo 7. Il decimo di questa città è rappresentato figurativamente dai  7.000 che muoiono. Essi muoiono nel senso che vengono rapiti in cielo, morendo rispetto al loro corpo carnale, per rinascere come entità spirituali. Come spiega una pubblicazione, “il numero 7.000 ci ricorda che quando Elia pensava di essere l’unico rimasto fedele in Israele, YAHWEH  gli disse che in realtà ce n’erano ancora 7.000, i quali non avevano piegato le ginocchia dinanzi a Baal. (1 Re 19:14, 18) Nel I secolo l’apostolo Paolo disse che quei 7.000 rappresentavano il rimanente dei giudei che avevano accettato la buona notizia intorno al Cristo“. (Romani 11:1-5). 

Chi potrebbero rappresentare i superstiti  che ebbero paura e diedero gloria all’Iddio del cielo?

Potrebbero rappresentare coloro che sopravvivranno ad Armageddon per entrare nel nuovo mondo di Dio. Mentre il rimanente dei 144.000 e la grande folla saranno rapiti in cielo e regneranno con Cristo, ci saranno altri che sopravvivranno ad Armageddon, potendo completare il loro processo di “morte” rispetto al mondo di Satana nel millennio. Alla fine del millennio, raggiungeranno la perfezione fisica e spirituale così come la intende Dio e, dopo aver superato la prova finale, alla fine del millennio, otterranno la vera vita. (Apocalisse  20:7-10)

Tornando ad Isaia capitolo 6 al versetto 13, avete notato che viene detto che la decima parte sarà nuovamente bruciata?

Spesso nella Bibbia, l’essere sottoposti al fuoco indica un raffinamento o una prova infuocata che produce raffinamento. Perciò, il fatto che venga detto che la decima parte sarà nuovamente bruciata, potrebbe indicare un ulteriore raffinamento di questo “santo seme”. Volendo sintetizzare, potremmo dire che ci sarebbe stato un primo processo di raffinamento, rappresentato dal periodo dell’obbligo vaccinale (prima parte della tribolazione) che avrebbe prodotto come risultato la selezione di una decima parte. Questa decima parte, sarebbe stata ulteriormente raffinata nel restante periodo di prova finale. In seguito gli eletti, cioè prima il resto dei 144.000, e poi la grande folla di Apocalisse capitolo 7, sarebbero stati rapiti in cielo, mentre il resto dei salvati sarebbero stati protetti, superando indenni la guerra finale: Armageddon.

2 risposte a “LA FINE DEI SETTE TEMPI (Daniele 4:20-24)”

  1. […] QUESTO ARTICOLO avevamo preso in considerazione questi versetti. I due testimoni, oltre a rappresentare i testimoni […]

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