Più di un secolo fa, fu pronunciato un vigoroso discorso pubblico avente il tema: “Milioni oggi viventi non moriranno mai”. In quel periodo molti si aspettavano la venuta del Cristo per eseguire il giudizio finale contro questo mondo e l’introduzione dei fedeli cristiani nel nuovo mondo di Dio. Purtroppo queste aspettative furono disattese e di conseguenza molti persero la fede e si allontanarono dalla religione e da Dio. Naturalmente, per noi che siamo cristiani, è scontato che a un certo punto della storia le promesse Divine contenute nella sua parola si adempiranno immancabilmente. Negli articoli precedenti, abbiamo intravisto la possibilità che, nel periodo storico in cui stiamo vivendo, si possano adempiere le tanto attese promesse di liberazione divina. Le domande che ci poniamo ora sono:
- La Bibbia parla di una sola speranza o di più speranze?
- Chi potrebbero essere questi milioni che non moriranno mai?
- Perché è importante conoscere la nostra destinazione, la nostra speranza finale oggi?
- In che modo possiamo riconoscere la speranza che attende noi personalmente?
In questo articolo risponderemo a queste domande basandoci su alcuni versetti presi dalla parola di Dio. Cominciamo quindi a rispondere alla prima domanda:
La Bibbia parla di una sola speranza o di più speranze?
Anche se possiamo definirla una sola speranza nel senso di salvezza eterna per tutti, è bene chiarire che ci sono tre gruppi distinti di salvati:
- la “compagnia mista”, che vivrà sulla terra per sempre;
- la grande folla di Apocalisse capitolo 7 con destinazione celeste;
- i 144.000 con destinazione celeste.
Prima di continuare, vogliamo ricordare che non sta a noi stabilire chi fa parte di un gruppo o dell’altro. Questa è una prerogativa che il padre YAHWEH si è riservato. Nemmeno il Cristo quando era sulla terra aveva questa autorità, infatti in Luca 20:23b disse a chi gli aveva chiesto di avere la posizione privilegiata nel suo regno:
“ma quanto a sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo; quei posti appartengono a coloro per i quali sono stati preparati dal Padre mio”.
Luca 20:23b
Il primo gruppo di cui ci occuperemo è la “compagnia mista”, paragonabile al gruppo di stranieri che si associarono a Israele quando uscirono dall’Egitto sotto il comando visibile di Mosè. (Esodo 12:38). Più volte la parola di Dio sottolinea che i giusti erediteranno la terra (Salmo 37:29), tant’è vero che anche il figlio di Dio Yehoshua il Cristo si espresse in merito con le parole che troviamo in Matteo 5:5:
“Felici i miti, perché erediteranno la terra”.
Matteo 5:5

Tuttavia qualcuno potrebbe chiedersi se ci saranno sopravvissuti ad Armageddon, la guerra finale di Dio. A quanto pare si! Oltre alle argomentazioni presentate in QUESTO articolo, è anche interessante ciò che disse il figlio di Dio in Giovanni 11:25, 26 dove leggiamo:
Yehoshua le disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me, anche se muore, tornerà a vivere; e chiunque vive ed esercita fede in me non morirà mai. Tu ci credi?”
Giovanni 11:25,26
Dato che tutti coloro che andranno in cielo dovranno prima morire, poiché carne e sangue non possono andare in cielo, è chiaro che l’unica categoria dei tre che abbiamo preso in considerazione che potrebbe non morire mai è la “compagnia mista” che vivrà sulla terra. Il rapimento in cielo comporta la morte del corpo e la resurrezione con un corpo spirituale (1 Corinti 15:50).

Quelli che non moriranno mai, sono coloro che supereranno la guerra di Armageddon per entrare nel nuovo mondo di Dio. Rimanendo fedeli in quel nuovo mondo, riceveranno il dono della vita eterna, senza mai aver dovuto passare per la morte.
Nella sua profezia riportata in Luca capitolo 21, da cosa sono rappresentati coloro che vivranno sulla terra per sempre?
In Luca 21: 20-22 leggiamo:
“Comunque, quando vedrete Gerusalemme accerchiata da eserciti accampati, sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora quelli che sono nella Giudea fuggano verso i monti, quelli che sono nella città vadano via e quelli che sono nelle campagne non vi entrino, perché saranno giorni per fare giustizia, affinché si adempia tutto ciò che è scritto.

Questa scrittura si adempì In primo luogo nel 66 E.V. quando gli eserciti romani accerchiarono Gerusalemme ma, per una ragione non ben compresa dagli storici, in seguito si ritirarono. Circa quattro anni dopo ritornarono e rasero al solo Gerusalemme. Tuttavia, già nel 66, i veri cristiani avevano lasciato Gerusalemme per rifugiarsi in gran numero a Pella, seguendo il comando di Yehoshua riportato al versetto 21. Se i cristiani che fuggirono da Gerusalemme per andare a rifugiarsi a Pella rappresentano i 144.000 e la grande folla che sarà rapito in cielo, dove sono coloro che sopravvivranno ad Armageddon e vivranno sulla terra? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un viaggio nel passato, al tempo in cui i Babilonesi furono utilizzati da Dio come strumento per eseguire un giudizio su Gerusalemme. Il Re di Giuda Sedechìa, chiede consiglio a Dio sul da farsi, interrogando il profeta Geremia. Notate ora la risposta che Dio dà al Re di Giuda tramite il profeta Geremia, in Geremia 38: 17,18:
Geremia disse quindi a Sedechìa: “Questo è ciò che YAHWEH , l’Iddio degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Se ti arrendi ai principi del re di Babilonia, avrai salva la vita, e questa città non sarà data alle fiamme, e tu e la tua casa sarete risparmiati. Ma se non ti arrendi ai principi del re di Babilonia, questa città sarà consegnata ai caldei, che la bruceranno, e tu non sfuggirai alle loro mani’”.
Geremia 38:17,18

In poche parole, in questa occasione Dio sta dicendo a Sedechìa: “ne hai combinate tante fino a questo momento, tuttavia ti do l’opportunità di salvarti: arrenditi ai Babilonesi ed avrai salva la vita.”
In altre parole, bisognava accettare la punizione di Dio senza cercare scappatoie per avere salva la vita. Chi avrebbe cercato scappatoie per salvarsi la vita, sarebbe stato ucciso. Anche nel capitolo 42 di Geremia, Dio pone la stessa scelta al popolo che gli chiede consiglio tramite Geremia: ‘Arrendetevi ai babilonesi e al loro dominio ed avrete salva la vita’. Perciò durante l’assedio di Gerusalemme del 70 E.V. coloro che si arresero ai romani ebbero salva la vita, e sono paragonabili ai superstiti di Armageddon che vivranno sulla terra per sempre.
Lo storico Giuseppe Flavio, che è uno di quei Giudei che si arresero ai Romani, dice che “Tito [il futuro imperatore], non solo li accolse benevolmente, ma li mandò a Gofna, invitandoli a rimanervi almeno fino al termine dell’assedio”. QUI. Ovviamente arrendersi all’esercito nemico comportava dei rischi, ma significava non ribellarsi all’azione giudiziaria di Dio. Non è difficile pensare che, tra coloro che si arresero, ci fossero anche cristiani incauti rimasti a Gerusalemme nonostante il comando di Yehoshua di fuggire da Gerusalemme. Ora per loro la salvezza sarebbe stata più difficile, sarebbe stata come attraverso il “fuoco“. Allo stesso modo, nel nostro tempo, era necessario arrendersi all’azione giudiziaria di Dio, subendo le restrizioni legate al vaccino covid-19 senza cercare scappatoie.

Chi avrebbe cercato di salvare la propria vita vaccinandosi o cercando di sfuggire al giudizio divino con scappatoie, avrebbe rischiato di dover dimostrare la propria fede in un contesto più difficile. Mentre chi aveva già dimostrato la sua fede durante la prima ondata di vaccinazione, anche se ha la prospettiva di vivere sulla terra per sempre e non in cielo, sarà in effetti come a Pella (lontano dai guai) spiritualmente parlando, gli basterà mantenere la posizione e il padre YAHWEH lo proteggerà. Non dovrebbe temere il nemico, poiché ha già dimostrato a Dio qual è la sua posizione!
A questi fedeli adoratori, si applicano le parole del Salmo 91: 7-11
Mille cadranno al tuo fianco, diecimila alla tua destra, ma a te non succederà nulla. Ti basterà guardare con i tuoi occhi, e vedrai la punizione dei malvagi. Dicendo: “YAHWEH è il mio rifugio”, hai fatto dell’Altissimo la tua dimora; non ti accadrà niente di male, e nessuna piaga si avvicinerà alla tua tenda. Egli darà ai suoi angeli un comando riguardo a te, perché ti custodiscano lungo tutto il tuo cammino.
Salmo 91: 7-11

La grande Folla e i 144.000
Ora passiamo alla grande folla di Apocalisse capitolo 7 con destinazione celeste e ai 144000. In Apocalisse capitolo 7 ai versetti 13 e 14 leggiamo:
Allora uno degli anziani mi chiese: “Chi sono queste persone vestite di lunghe vesti bianche, e da dove vengono?” Subito gli risposi: “Mio signore, tu lo sai”. E lui mi disse: “Sono coloro che vengono dalla grande tribolazione, hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello.
Apocalisse 7:13,14

Prima caratteristica della grande folla, è il fatto che i suoi componenti sono vestiti con vesti bianche lavate col sangue dell’agnello. Questo indica che hanno la coscienza pulita e che sono considerati giusti agli occhi di Dio, come indica l’abito bianco che indossano (Isaia 1:18). Ovviamente hanno una forte fede nel sacrificio di riscatto di Yehoshua e si sforzano di mantenere una stretta amicizia con il padre YAHWEH ( 1 Pietro 3:21). Possono quindi permettersi di stare in piedi davanti al trono di Dio e rendergli “sacro servizio giorno e notte”. Naturalmente questo gruppo conosce i comandamenti di Dio espressi nella sua parola, materializzati dall’esempio di vita del nostro Signore Yehoshua. Lavare le vesti implica un’azione fatta con sforzo. Quindi si tratta di persone che si sforzano ogni giorno di mettere in pratica i principi di Dio espressi nella sua parola. Un’altra caratteristica importante della grande folla, come sottolinea il versetto 14, è il fatto che vengono dalla “grande tribolazione”. La grande tribolazione per noi si è manifestata con l’obbligo vaccinale legato al covid-19 e alle sue restrizioni. Quindi si tratta di persone che vivono in questo tempo della fine, cioè in questi ultimi quattro anni.
Anche i 144.000 hanno caratteristiche simili a quelle espresse per la grande folla, tuttavia, per quanto riguarda loro, ci sono altri aspetti interessanti che non prenderemo in considerazione in questo articolo.
La ripartizione
In questo articolo QUI, basandoci sul libro di Numeri capitolo 31, avevamo delineato la possibile ripartizione di coloro che saranno salvati, tra i 144000, “grande folla” e coloro che erediteranno la terra. Dall’esame di quel capitolo, avevamo supposto che la ripartizione si sarebbe potuta eseguire nel modo seguente:
Prima di tutto il bottino (cioè tutti i salvati) va diviso a metà. Dopo di che:
- (1/50) sarebbe andato ai sacerdoti discendenti di Aaronne, questi rappresentano i 144.000. Questo sembra indicare che il numero 144.000 sia simbolico (oppure rappresenta coloro che sono alla testa di questo gruppo).
- (1/50) sarebbe stato dato ai Leviti. Questi rappresentano la grande folla di Apocalisse capitolo 7.
- Il rimanente avrebbe costituito coloro che erediteranno la terra.
Sotto potete analizzare l’esempio tratto da Numeri capitolo 31.

Perché è importante conoscere la nostra destinazione, la nostra speranza finale?
Per il principio esposto in questo versetto:
“L’aspettazione differita [o ritardata] fa ammalare il cuore ma il desiderio che si realizza è un albero di vita”.
(Proverbi 13:12)
Per questo motivo può essere molto importante chiedere a Dio in preghiera e realizzare chiaramente qual è la nostra speranza o a quale gruppo dei tre apparteniamo. Il padre YAHWEH è eterno e tutti i suoi figli saranno simili a lui, ovvero godranno della vita eterna.


Lascia un commento