Fu un uomo impavido, coraggioso, un uomo che visse in un periodo in cui gli uomini calpestavano la legge di Dio e i suoi comandamenti. Era un uomo che amava Dio con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima e con tutta la sua forza, tanto da distinguersi fra i suoi contemporanei come giusto agli occhi di Dio. Stiamo parlando del Profeta Ènoc, un servitore di Dio vissuto dopo la caduta dell’uomo nel peccato, ma che mantenne stretta la relazione con il suo Dio che amava tanto. È un esempio per tutti noi che cerchiamo al meglio delle nostre possibilità di fare la volontà di Dio. Anche noi in questi ultimi quattro anni abbiamo vissuto un periodo che ha richiesto coraggio e lucidità mentale, quando tutta una generazione, due terzi dell’umanità, si sono contaminati col marchio biblico della bestia, sarebbe a dire il vaccino covid-19. Di grandi personaggi biblici come Ènoc leggiamo in Ebrei capitolo 12 versetto 1:
Anche noi, dunque, circondati come siamo da una tale moltitudine di testimoni, liberiamoci di ogni peso e del peccato che così facilmente ci intralcia [per esempio la mancanza di fede] e corriamo con perseveranza la corsa che ci sta davanti.
Ebrei 12:1

Sì, Ènoc fu uno di quei personaggi che Dio brama resuscitare e dare la vita eterna, in un mondo abitato da persone fedeli a Dio e pacifiche.
Ma quale tipo di messaggio predicò Ènoc ai suoi contemporanei? Leggiamolo nella lettera di Giuda.
Iniziamo col versetto 14 e poi passeremo al versetto 15. In Giuda 14 si legge:
Ènoc . . . profetizzò anche riguardo a loro quando disse: “Ecco, YAHWEH è venuto con le sue sante miriadi.
Giuda 14
Ovviamente al tempo di Ènoc Dio non venne con le sue sante miriadi di angeli come invece farà nel nostro tempo. Nello specifico, ad eseguire il giudizio sarà il figlio di Dio, Yehoshua il Cristo, della cui venuta in Matteo capitolo 24 ai versetti 29 e 30 leggiamo:
Subito dopo la tribolazione di quei giorni il sole sarà oscurato, la luna non splenderà più, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate.

Allora nel cielo apparirà il segno del Figlio dell’uomo [Yehoshua], e tutti i popoli della terra si batteranno il petto per il dolore e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria.
Matteo 24:29,30
Evidentemente gli eventi descritti in questi versetti sono ancora futuri e la tribolazione non è ancora finita, nel senso che manca una parte, anche se per un anno circa c’è stata un’interruzione, altrimenti avremmo già visto la manifestazione della potenza del Figlio di Dio, il Cristo. Quando Dio farà cessare definitivamente la tribolazione, che per i servitori di Dio e per il mondo ha rappresentato un periodo di purificazione e vagliatura, allora non ci sarà più bisogno di attendere. Yehoshua interverrà immediatamente o “subito dopo”, per citare il versetto. A quel punto a Satana il diavolo e al suo mondo malvagio, non sarà più concesso del tempo per continuare a praticare il male. Il tempo per lui sarà scaduto. Tornando ad Ènoc, egli stava profetizzando che, in un futuro lontano, cioè il nostro tempo, ci sarebbe stato un massiccio intervento di Dio per liberare definitivamente l’umanità dalla malvagità. Infatti al versetto 15 si legge:
[verrà] per eseguire il giudizio contro tutti e dimostrare la colpevolezza di tutti gli empi per tutte le opere empie che hanno empiamente compiuto e per tutte le cose offensive che gli empi peccatori hanno detto contro di lui”.
Quindi il messaggio di Ènoc fu un messaggio di giudizio avverso contro i malvagi. Anche noi, direttamente o indirettamente, stiamo predicando un messaggio di giudizio, secondo cui chi ha accettato il vaccino “anti” covid-19, ha preso il marchio della bestia che comporta un giudizio di condanna da parte di Dio.
In merito al marchio, ci viene in mente il fatto che al tempo di Ènoc ci fu un altro Ènoc discendente di Caino, l’uomo marchiato. Questa linea di sangue si estinse con il diluvio ai tempi di Noè. Quindi è come se quella linea di sangue rappresentasse coloro che si sono marchiati, mentre Ènoc , rappresenta coloro che saranno rapiti. (Genesi 4:17, 18).

È molto interessante il significato del nome Ènoc. Il nome Ènoc, in ebraico (Chanokh, Hanokh), si basa sul termine hanakh (“egli si dedicò”) e vuol dire quindi “dedicato” o “consacrato“, spiega un’enciclopedia. Chi meglio potrebbe rappresentare il termine consacrato o dedicato a Dio, della grande folla di Apocalisse capitolo 7 e dei 144.000? Della grande folla in Apocalisse capitolo 7 al versetto 15 leggiamo, che ‘Per questo stanno davanti al trono di Dio, e gli rendono sacro servizio nel suo tempio giorno e notte.‘ Quindi Ènoc rappresenta coloro che saranno rapiti in cielo, in particolar modo la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infatti In Ebrei 11:5, proposito di Ènoc, leggiamo:
“Per fede Ènoc fu portato via in modo da non vedere la morte, e non fu più trovato perché Dio l’aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la conferma di essere gradito a Dio.“
Ebrei 11:5

Quindi Ènoc fu, per così dire, rapito in cielo, anche se sappiamo che nessuno poté andare in cielo fintanto che Cristo non offrì la sua vita in sacrificio, come sottolinea Giovanni 3:13. Il punto è che Dio avrebbe potuto preservare la vita di Ènoc in vari modi, ma scelse in qualche modo di farlo sparire. Questo sicuramente indica che Ènoc stava inscenando un dramma profetico che sarebbe stato comprensibile in questo tempo della fine.
Avete notato che, come afferma la scrittura sopra, Ènoc ebbe conferma di essere gradito a Dio?
Quella conferma per noi rappresenta il sigillo di Dio. Infatti, prima di essere rapiti in cielo, i servitori di Dio che avranno questo privilegio, saranno prima di tutto sigillati come segno di approvazione definitiva da parte del padre YAHWEH.
LA DATA DEL RAPIMENTO?
Come in un dramma profetico, ora analizzeremo la scrittura di Genesi capitolo 5, versetti da 21 a 24. Inoltre, riprenderemo anche la scrittura di Giuda 14.
Cominciamo con Genesi 5:21-24:
Quanto a Ènoc, all’età di 65 anni generò Matusalemme. Dopo la nascita di Matusalemme, Ènoc continuò a camminare con il vero Dio per 300 anni. E generò figli e figlie.
Genesi 5:21,22
In questo nostro speciale dramma profetico, a chi potremmo accostare Matusalemme in primis, ma anche gli altri figli di Ènoc ?
Matusalemme potrebbe rappresentare coloro che sopravvivranno ad Armageddon e vivranno su una terra paradisiaca per sempre. Questi non hanno la speranza di andare in cielo, ma di vivere come esseri umani sulla terra per sempre. Sono figli di quelli che andranno in cielo nel senso che rimangono sulla terra come rappresentanti di Dio una volta che quelli che andranno in cielo saranno rapiti. Sono come un’eredità di quelli che saranno rapiti.
Matusalemme, che è l’uomo più longevo biblicamente parlando, rappresenta perfettamente questi sopravvissuti che vivranno per sempre. Matusalemme visse 969 anni. È interessante il fatto che Matusalemme morì esattamente l’anno in cui iniziò il diluvio di Noè. Tuttavia non morì per mano Divina, a indicazione che quelli che vivranno sulla terra saranno preservati dall’ira di Dio avvenire.

Questi futuri “Matusalemme“, possono ben rappresentare le altre pecore di cui parla il nostro Signore Yehoshua, che non sono dell’ovile che andrà in cielo. Infatti in Giovanni 10:16 leggiamo:
“E ho altre pecore che non sono di questo ovile; quelle pure devo condurre”.
(Giovanni 10:16)
Al versetto 23 leggiamo:
L’intera vita di Ènoc fu dunque di 365 anni.
Genesi 5:23
Se diciamo 365, che cosa vi viene in mente?
È vero che vi viene in mente un anno così come li contiamo noi oggi? Quindi 365 giorni, in questa nostra contabilità profetica, rappresentano un anno intero. Ora ritorniamo a Giuda: 14. Leggiamo:
Ènoc, il settimo uomo nella discendenza di Adamo, profetizzò anche riguardo a loro quando disse: “Ecco, YAHWEH è venuto con le sue sante miriadi
Giuda 14
Avete notato che viene specificato che Ènoc è il settimo uomo dalla discendenza di Adamo? Perché si è voluto specificare questo aspetto? Noi riteniamo perché va inserito nel conteggio profetico. Quindi il fatto che venga detto che è il settimo uomo, dovrebbe indicare i sette anni precedenti, che, riportati nel nostro tempo, partono da ottobre 2015 ad ottobre 2022, e rappresentano gli ultimi 7 anni di calpestamento di Gerusalemme (Luca 21:24). Se ad ottobre 2022, cioè dopo sette anni, aggiungiamo un anno di pace e sicurezza che non si conta nel nostro particolare conteggio, arriviamo ad ottenere/novembre 2023. A questo data inoltre aggiungiamo 365 giorni o un anno, arriviamo a ottobre/novembre 2024, data che secondo noi corrisponde al momento in cui i 1444.000 sono stati rapiti in cielo. [ L’articolo è stato aggiornato]

365 = 1 anno
Da autunno 2022 a autunno 2023 = 0.
7° discendente = 7 anni.
1+ 7 = 8 anni.
Alla fine dei 365, cosa accade ad Ènoc? Il versetto 24 lo chiarisce:
Ènoc continuò a camminare con il vero Dio. Poi nessuno lo vide più, perché Dio lo prese.
Genesi 5:24
Quindi questo rappresenta il rapimento dei 144000 in particolare!


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