Parlare di predestinazione è sempre un argomento scivoloso. Per alcuni ognuno di noi è predestinato o alla salvezza o alla distruzione. Per altri Esiste la predestinazione di una classe di persone, non dell’individuo. Per esempio per quanto riguarda i 144.000 di cui si parla in Apocalisse capitolo 7, per alcuni ad essere predestinati è la classe (o il ruolo) dei 144.000, non l’individuo. Per altri ad essere predestinati sono gli individui, i singoli componenti. Quello che è certo è il fatto che, in certi casi, Dio ha utilizzato la sua prescienza nel determinare e scegliere alcuni individui per certi incarichi di rilievo. Questo vale prima di tutto per suo figlio, il Cristo. Infatti, subito dopo la caduta dell’uomo nel peccato, in Genesi 3:15 Dio parla di un seme che avrebbe schiacciato la testa al serpente, cioè Satana il diavolo. Questo seme naturalmente rappresenta il Signore Yehoshua.
Anche per quanto riguarda il profeta Geremia, il padre YAHWEH utilizzò la sua capacità di predeterminare il futuro. Infatti, nel libro biblico di Geremia, al capitolo 1, i versetti 4 e 5 leggiamo:
Questo è il messaggio di YAHWEH che ricevetti: “Prima che io ti formassi nel grembo ti conobbi, e prima che tu nascessi ti consacrai. Ti feci profeta per le nazioni”.
Geremia 1:4,5

Come nel caso di Geremia, anche altri personaggi biblici furono prescelti da Dio. Personaggi come Giovanni battezzatore, Salomone, Sansone, furono scelti da Dio prima ancora della loro nascita. In questo articolo, prenderemo in considerazione alcune vicende legate ai cristiani del primo secolo e le metteremo in confronto con i nostri giorni, specialmente, con alcuni componenti del gruppo con cui ci riuniamo nello studio della parola di Dio. Scopriremo che il libro di Atti degli apostoli, ha caratteristiche profetiche insospettabili.

Anania e Saffira
I primi due personaggi che prenderemo in considerazione sono Anania e Saffira. Il racconto inerente a questi due personaggi lo troviamo in Atti 5:1-11. Questi due personaggi vennero condannati da Dio per aver omesso informazioni legate alla vendita di un terreno, ma, , per questo tipo di analisi che stiamo facendo, non dovremmo concludere che siano personaggi negativi. In questo caso li trattiamo come figure allegoriche per descrivere la congregazione cristiana nel tempo della fine. Questa nuova congregazione nel tempo della fine, dal punto di vista di Dio, inizia ufficialmente con l’istituzione delle figure rappresentative dei due testimoni di Apocalisse capitolo 11. Sono i due testimoni, quindi, che danno inizio alla prima congregazione. Attenzione: Dio ha fedeli servitori in tutta la terra, tuttavia sembra che abbia una Congregazione o gruppo di riferimento principale. È un po’ come quando durante la pandemia l’Italia era il paese di riferimento.

L’Italia ha adempiuto perfettamente le tempistiche profetiche relative al marchio della bestia. Anche se le altre nazioni si sono poi più o meno adeguate, L’Italia ha rispettato perfettamente le tempistiche. Questo è dovuto probabilmente per la presenza dei due testimoni, i quali sarebbero stati facilitati nel conteggio e nell’analisi della situazione vivendo nel cuore del problema. Quindi Anania e Saffira, un uomo e una donna, possono ben rappresentare i due testimoni. Allo stesso modo nel nostro gruppo di studio biblico ci sono due persone, un uomo e una donna, che si identificano come i “due testimoni”.
Così come Anania e Saffira hanno avuto a che fare con questioni legate ad un terreno, i due testimoni moderni, nella loro testimonianza, hanno messo l’accento sulla vera forma della terra.

In QUESTO articolo, troverete altri dettagli relativi alla comparazione tra i due testimoni e Anania e Saffira. La morte di questi due personaggi, nella nostra considerazione, è ovviamente simbolica. Infatti, come per evidenziare questo aspetto, in Atti 9:17,18 si parla di un altro Anania che ridà la vista all’apostolo Paolo dopo la sua conversione sulla via di Damasco. In questo caso, come vedremo più avanti, l’apostolo Paolo che rimane non vedente e digiuna per tre giorni, rappresenta i cristiani che, nel tempo della fine, subiscono i tre anni e mezzo di tribolazione dovuti all’obbligo vaccinale anti Covid-19. Anania, che in questo caso rappresenta i due testimoni, dà luce ai fratelli permettendo di capire l’adempimento di alcune profezie bibliche inerenti la fine dei tempi. Quindi è come se il personaggio di Anania, sarebbe a dire i due testimoni di Apocalisse capitolo 11, resuscitassero!
Naturalmente a questi due personaggi, andranno aggiunti per estensione, i componenti delle loro famiglie.
L’eunuco etiope

Il secondo personaggio che prenderemo in considerazione, quasi in successione nella narrazione biblica di Atti, è l’eunuco etiope. (Atti 8:26-39). In QUESTO articolo, avevamo trattato più che estesamente la figura di questo personaggio. Anche l’eunuco etiope, rappresenta la chiesa o i veri cristiani in un dato momento nel tempo della fine. Come per quanto riguarda i due testimoni nel nostro tempo, ma soprattutto nel nostro gruppo di studio biblico, la figura dell’etiope si compone di due persone di stirpe etiopica che collaborano insieme. Questi due fratelli rappresentano oggi l’eunuco etiope. A questi due personaggi, per estensione, andrà aggiunta la famiglia. Inoltre, andrebbe aggiunto anche un altro personaggio, un precursore, anche se non è etiope nel vero senso del termine.
Per poter dare un collocamento temporale agli eventi, leggeremo Atti 9:31:
In tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa la congregazione entrò quindi in un periodo di pace, ed era edificata; e mentre camminava nel timore di YAHWEH e nel conforto dello spirito santo, cresceva.
Atti 9:31
Nel nostro tempo, quand’è che i veri cristiani sono entrati in un periodo di ” pace e sicurezza”?
Potremmo dire subito dopo la fine dell’obbligo vaccinale legato al covid-19, fino al momento in cui questo articolo viene scritto.
ENEA
Proseguendo lungo la narrazione del libro di Atti, approdiamo a un altro personaggio, sarebbe a dire Enea.

In Atti 9: 33,34 leggiamo:
Là trovò un uomo di nome Enèa, che da otto anni stava su un letto perché era paralitico. Pietro gli disse: “Enèa, Yehoshua Cristo ti guarisce. Alzati e rifa’ il tuo letto”. E immediatamente lui si alzò.
Atti 9:33,34
Prima di tutto, questo personaggio deve essere molto gradito al padre YAHWEH, poiché troviamo addirittura il suo nome scritto nelle Sacre Scritture. La domanda che ora ci poniamo è: c’è una persona di nome Enea nel nostro gruppo di studio biblico? La risposta è sì!
Anche Enea, come i personaggi che abbiamo trattato prima, rappresenta la chiesa o i veri cristiani nel tempo della fine. Come nel caso dei personaggi che abbiamo trattato finora, anche ad Enea dobbiamo associare un altro personaggio della stessa derivazione religiosa di Enea, molto attivo nel gruppo di studio biblico. Il racconto relativo ad Enea, ci fornisce inoltre il tempo di attesa che sarebbe passato approssimativamente prima della salvezza, rappresentata dalla guarigione di Enea, sarebbe a dire circa otto anni.

Tabita (Gazzella)
Un altro personaggio che prenderemo in considerazione, è Tabita. In Atti 9: 36 leggiamo:
A Ioppe c’era una discepola di nome Tabìta, che tradotto significa “Gazzella”. Tabìta faceva molte opere buone e molti doni di misericordia.
Atti 9:36

Come per quanto riguarda i personaggi che abbiamo trattato finora, anche la figura di Tabita si divide in due persone.
Il versetto sopra sottolinea che Tabita faceva molti Doni di misericordia. È interessante che nel nostro gruppo ci sia una persona il cui il nome significa dono o donata da Dio. Questa nostra cara sorella, utilizza incredibilmente l’alias di Doni nel nostro gruppo di studio biblico.
L’altro personaggio composito che forma Tabita, si nasconde nel significato del nome Tabita, sarebbe a dire gazzella.
Qual è una caratteristica importante della gazzella? Sicuramente è la velocità. Infatti le gazzelle possono raggiungere la velocità di 100 km/h.

Se mettiamo insieme Doni e velocità riusciamo ad inquadrare il personaggio. Per doni o regali nel nostro caso, intendiamo doni o regali di natura fondamentalmente spirituali. Esiste nel nostro gruppo di studio biblico, una sorella che si distingue per il fatto che “dona” informazioni di varia natura, velocemente ed in quantità impressionante, tanto che è difficile stare dietro a tutto quello che posta nel nostro gruppo telegram? Si!
Proprio come una gazzella, si alza presto e comincia a correre. A queste due sorelle potremmo aggiungere altre sorelle che, come loro, contribuiscono in maniera significativa alle nostre adunanze e altrove, sia con commenti, che con riflessioni e ricerche di natura spirituale.
Conversione di Cornelio

La conversione di Cornelio è narrata nel capitolo 10 di atti. Sicuramente ci ha insegnato che nel nostro tempo stiamo vivendo un cambiamento di situazioni spirituali. Essendo il nostro gruppo formato principalmente da ex testimoni di Geova, convivere spiritualmente con una persona di un’altra denominazione religiosa all’inizio poteva risultare difficile da accettare. Il motivo è che per i Testimoni di Geova, questa è una linea rossa invalicabile. Il racconto di Cornelio, un gentile, cioè un non ebreo che si converte e viene accettato dalla comunità Cristiana, ci ha insegnato che ora avremmo dovuto prendere in considerazione altri aspetti. Quelle persone che come testimoni di Geova consideravamo “quelli del mondo”, avevano dimostrato di avere una perspicacia spirituale notevole, tanto da rifiutare il marchio della bestia, sarebbe a dire il vaccino covid-19, mentre testimoni di Geova blasonati e molto preparati nella conoscenza della Bibbia, avevano ceduto all’intruglio malefico non curanti dei principi biblici implicati. (Atti 10: 44-48).
In altre parole, stava nascendo un nuovo gruppo di veri cristiani fuori dalle vecchie organizzazioni religiose. Questo nuovo gruppo ha in comune l’amore per Dio, una buona coscienza, ed il rifiuto del marchio della bestia.
Paolo e Barnaba

Quando abbiamo parlato della Conversione di Paolo, avevamo accennato che rappresentava la chiesa o i cristiani nel tempo della fine. Chi rappresentava Barnaba, compagno di viaggio di Paolo? Prima di tutto vogliamo ricordare che Barnaba non era il suo vero nome ma era un nome che gli era stato dato per alcune sue caratteristiche particolari. Barnaba in ebraico significa figlio di conforto, e questo ci ricorda lo Spirito Santo che viene definito il consolatore o soccorritore. (Giovanni 14:26). Quindi, simbolicamente, dire Paolo e Barnaba (in questo caso) equivale a dire Paolo accompagnato dallo spirito santo. In atti 11: 25,26 leggiamo di Barnaba che cerca Paolo e trascorre con lui un anno ad Antiochia, Così come noi, dopo il periodo dell’obbligo vaccinale, siamo stati sorretti dello Spirito Santo che ci ha portato fino a questo momento, novembre 2023.
Ora, cosa accadrà nel prossimo futuro sia per noi che viviamo nel tempo della fine, che per Paolo e Barnaba? Possiamo leggerlo in Atti 11: 27, 28:
In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia. Uno di loro, di nome Àgabo, si alzò e per mezzo dello spirito predisse che ci sarebbe stata una grande carestia in tutta la terra abitata, carestia che in effetti ci fu al tempo di Claudio.
Atti 11:27,28
La carestia nella Bibbia, può indicare una tribolazione. Questo significa che, nel nostro prossimo futuro, è prevista una “seconda” tribolazione o prova. La prima tribolazione era quella inscenata da Paolo come abbiamo scritto sopra, nel momento della sua conversione. Che tipo di tribolazione sarebbe stata?
Il racconto parla di carestia. Tuttavia, se esaminiamo il significato del nome Agabo, scopriremo che in ebraico significa locuste.

In altri ARTICOLI abbiamo legato le locuste all’imposizione del marchio-vaccino. Perciò deve trattarsi dei giorni finali di tribolazione. Dopodiché assisteremo alla guerra finale di Armageddon, che sarà seguita dall’istituzione del nuovo mondo, dove si potrà vivere in pace e felicità per sempre. Che il padre YAHWEH benedica tutti noi che lottiamo per entrare finalmente nel suo nuovo mondo ed essere il fondamento della società del nuovo mondo.

(l’articolo è stato aggiornato)


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