Sia in passato che oggi, gli studiosi della Bibbia hanno cercato in vari modi di conoscere l’esatta pronuncia del nome divino. Alcuni, come i testimoni di Geova, hanno ripristinato il nome Divino nella forma Geova , nelle loro Bibbie, portando così alla ribalta la questione del nome divino a persone di ogni estrazione sociale. In molti di noi che siamo usciti dalle religioni, è sorta la necessità di conoscere sempre meglio e nel modo più accurato possibile, la pronuncia e il significato del nome divino. In questo articolo ci soffermeremo sul significato del nome divino, sul perché noi preferiamo usare YAHWEH e sui pericoli spirituali legati alla pronuncia del nome Divino.
Qual è o che cos’è il nome di Dio?

In poche parole, il nome di Dio è il suo carattere o la sua personalità. Per comprendere pienamente questo concetto, ci avvaliamo di due racconti in cui al tempo di Mosè servitore di Dio, il padre YAHWEH stesso spiega a Mosè qual è il suo nome. In Esodo 34: 5-7 leggiamo:
Allora YAHWEH scese nella nuvola e stette là con lui, e dichiarò il nome di YAHWEH. E YAHWEH passò davanti a lui e dichiarò: “YAHWEH, YAHWEH, Dio misericordioso e compassionevole, che è paziente e abbonda in amore leale e verità, che mostra amore leale a migliaia di generazioni, che perdona l’errore, la trasgressione e il peccato, ma non lascerà affatto impuniti i colpevoli, infliggendo la punizione per l’errore dei padri ai figli e ai nipoti, alla terza e alla quarta generazione”.
Esodo 34:5-7
Se avete letto con attenzione i versetti sopra, noterete che quando Dio dichiara il suo nome a Mosè, non dice semplicemente: “io mi chiamo YAHWEH”. Piuttosto gli spiega qual è il suo carattere, la sua personalità, il suo modo di agire.
In Esodo 23:20-22 leggiamo:
“Io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via, e per introdurti nel luogo che ho preparato. Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch’egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui.
Esodo 23:20-22

In base alla scrittura sopra, in che senso il nome di Dio è nell’angelo che avrebbe guidato gli israeliti, che noi riteniamo sia il Signore Yehoshua il Cristo prima di venire sulla terra?
Nel senso che questo angelo particolare ha lo stesso carattere o la stessa personalità del padre YAHWEH. Di conseguenza avrebbe agito con gli israeliti esattamente come avrebbe agito il padre YAHWEH. Questo perché il nome di Dio rappresenta il carattere di Dio e la sua personalità.
Ci fu un’altra occasione in cui Mosè chiese espressamente al padre YAHWEH di rivelargli il suo nome. Facciamo ora attenzione alla risposta che Dio diede a Mosè:
Ma Mosè disse al vero Dio: “Supponiamo che io vada dagli israeliti e dica loro: ‘L’Iddio dei vostri antenati mi ha mandato da voi’. E supponiamo che mi chiedano: ‘Qual è il suo nome?’ Che cosa devo rispondere?” Allora Dio disse a Mosè: “Io Diverrò Ciò Che Scelgo Di Divenire”. E aggiunse: “Devi dire questo agli israeliti: ‘Io Diverrò mi ha mandato da voi’”.
Esodo 3:13,14

Avete notato la risposta che Dio dà a Mosè? Invece di rispondergli semplicemente di essere YAHWEH il grande creatore, come ci saremmo aspettati, il padre gli spiega un aspetto caratteriale della sua personalità o del suo modo di agire. In altre parole gli dice qualcosa che lo definisce caratterialmente. Quindi il nome di Dio nella Bibbia è più che semplicemente un suono verbale.
Il nome di Dio e L’Arca dell’Alleanza

Proprio come il nome di Dio è associato alla persona di Dio, anche l’Arca dell’Alleanza, era un oggetto associato alla presenza della persona di Dio. Perciò ora continueremo l’articolo facendo una comparazione tra l’Arca dell’Alleanza e il nome di Dio. Scopriremo che sono più simili di quanto possiamo pensare. Infatti, a proposito dell’arca dell’Alleanza o della testimonianza, in Esodo 25:22 leggiamo:
Lì mi presenterò a te, e ti parlerò da sopra il coperchio. Dal mezzo dei 2 cherubini che sono sull’Arca della Testimonianza ti renderò noti tutti i miei comandi per gli israeliti.
Esodo 25:22
Anche il libro biblico di Levitico, al capitolo 16 versetto 2, rende chiaro che l’arca dell’Alleanza è da associare alla presenza dell’altissimo, proprio come il nome divino è da associare alla persona dell’altissimo. Infatti leggiamo:
YAHWEH disse a Mosè: “Di’ a tuo fratello Aronne che non può entrare in qualsiasi momento nel luogo santo oltre la cortina, davanti al coperchio che è sull’Arca; in caso contrario morirà, perché la mia presenza sarà manifesta in una nuvola sopra il coperchio.
Levitico 16:2
A proposito della possibilità di vedere l’Arca dell’Alleanza, le scritture sottolineano molto chiaramente che solo il sommo sacerdote poteva entrare una volta all’anno nel Santissimo e vedere l’Arca dell’Alleanza.

A nessun altro era permesso vedere l’Arca dell’Alleanza. La disubbidienza a questo comando avrebbe comportato la morte!
Allo stesso modo Yehoshua, come un sommo sacerdote col privilegio particolare di poter accedere a Dio, disse, tra le altre cose, che nessuno conosce pienamente il padre se non il figlio. (Matteo 11: 27).
Inoltre, a proposito del nome di Dio, il Cristo disse ciò che troviamo in Giovanni 17: 6:
“Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e me li hai dati, e loro hanno ubbidito alla tua parola.
Giovanni 17:6

Secondo voi, a cosa si riferisce il Cristo in questa occasione? Si riferisce alla pronuncia del nome di Dio o al suo carattere e alla sua personalità? Che cosa ha fatto conoscere il Cristo ai suoi discepoli?
Essendo Israele una nazione dedicata a YAHWEH, è evidente che conoscevano la pronuncia del nome di Dio. Perciò quello che Cristo ha fatto conoscere ai suoi discepoli, era la personalità o il carattere del padre. Una volta il Cristo disse: “chi ha visto me, ha visto anche il padre”. In altre parole, il Cristo agì sulla terra esattamente come avrebbe agito suo padre se fosse sceso sulla terra. Yehoshua era sulla terra, il perfetto riflesso del padre. Abbiamo compreso meglio la misericordia, l’amore, l’affetto del padre per l’umanità studiando il carattere e il modo di agire o l’esempio che ci ha lasciato il figlio di Dio. Quindi il nome di Dio significa il carattere di Dio. Non si può rinchiudere Dio semplicemente in quattro lettere come fanno alcuni: Dio è al di là delle semplici lettere.
Il nome di Dio come l’arca ha bisogno della protezione umana?
No! Dio è perfettamente in grado di proteggere la sua Arca dell’Alleanza così come il suo nome.
In primo Samuele capitolo 5, si narra un episodio in cui l’arca dell’alleanza viene “catturata” e portata nel territorio filisteo. Con quali conseguenze?
Leggiamolo direttamente in 1Samuele 5:
La mano di YAHWEH fu pesante sugli asdoditi, ed egli portò la devastazione fra loro colpendo Àsdod e il suo territorio con le emorroidi.
1Samuele 5:6

Come avete potuto leggere, fino a quando i filistei non riportarono l’Arca dell’Alleanza nel territorio di Israele, Dio colpì duramente i filistei con questa piaga mortale. Furono i filistei stessi a restituire l’Arca dell’Alleanza, a indicazione che il padre YAHWEH è perfettamente in grado di proteggere la sua Arca dell’Alleanza. Allo stesso modo, Dio è perfettamente in grado di proteggere e santificare il suo nome. A tempo debito lo farà in maniera inequivocabile distruggendo coloro che con il loro comportamento e con le loro parole hanno infangato il suo buon nome, ad iniziare da Satana il diavolo, il governante di questo mondo.
Non facciamo del nome di Dio un talismano (idolo)

Sia l’Arca dell’Alleanza, che il nome divino, non sono talismani. Infatti la sola presenza dell’arca dell’Alleanza, così come la conoscenza e l’utilizzo del nome divino, non garantiscono la salvezza. Infatti in Giosuè capitolo 7 i versetti da 1 a 6, notiamo che, nonostante la presenza dell’Arca dell’Alleanza, Israele fu sconfitta dai suoi nemici. Anche il racconto di Primo Samuele capitolo 4 i versetti da 1 a 11 evidenziano che la presenza dell’arca non garantiva la vittoria e quindi la salvezza. In 1 Samuele 4:10,11 leggiamo:
Pertanto i filistei combatterono e Israele fu sconfitto, e ciascuno fuggì alla sua tenda. La strage fu enorme: tra le file di Israele caddero 30.000 fanti. Per di più l’Arca di Dio fu catturata, e Ofni e Fìneas, i due figli di Eli, morirono.
1 Samuele 4:10.11
Avete notato che nonostante Israele avesse portato l’Arca dell’Alleanza in battaglia, Israele fu sconfitta dai filistei? Allo stesso modo, il fatto di conoscere il nome di Dio e usarlo, non garantisce la salvezza finale. Posso pronunciare quanto voglio il nome di Dio, ma se la mia condotta non è in armonia con la volontà di Dio, se non rifletto come uno specchio il suo nome, il suo carattere, è evidente che Dio non mi proteggerà. In Gioele 2:32 leggiamo:
E chiunque invocherà il nome di YAHWEH sarà salvato;
Gioele 2:32

Alcuni sostengono che, se non conosci l’esatta pronuncia del nome di Dio, non sarai salvato.
Dobbiamo prendere alla lettera questa scrittura?
Se così fosse, allora anche Satana il diavolo o qualunque delinquente nonostante una condotta dissoluta o violenta, invocando Dio verrebbe salvato, il che non ha senso. Chi è che salva in realtà? Il nome di Dio o la persona di Dio? Tanto per capirci, è chiaro che voi non siete il vostro nome. Giusto? Se vi è andata bene ed i vostri genitori vi hanno dato un nome in base a qualche caratteristica caratteriale che hanno visto in voi, allora quel nome in qualche modo potrebbe definirvi.
Ma voi siete più di quel nome. Voi siete l’entità che si cela dietro a quel nome. Allo stesso modo, chi salva non è il nome di Dio, come se avesse una vita a sé stante, ma è la persona, l’entità che quel nome rappresenta, vale a dire Dio. Questa entità è una persona che ha un carattere ed è in grado di leggere la realtà che sta accadendo intorno a lui, così come anche voi siete in grado di leggere o comprendere ciò che sta accadendo intorno a voi. Ora, supponiamo che vostro figlio stia per annegare ed invochi il vostro aiuto chiamandovi invece che col vostro nome di battesimo, “papà”: fareste finta di niente? In poche parole, diresti a tuo figlio che sta annegando, “se non mi chiami col mio nome di battesimo, io non ti aiuto”?
Purtroppo molti cosiddetti cristiani, rendono la parola di Dio senza valore con questi ragionamenti non scritturali e poco amorevoli. Anzi, con queste pretese della perfetta pronuncia del nome divino, caricano i fratelli e le sorelle di un peso non indispensabile. Fa quasi tenerezza vedere questi fratelli che provano a pronunciare il nome divino nel cosiddetto “ebraico puro” senza successo. Per questi fratelli e sorelle, il nome Divino diventa uno scioglilingua. A proposito della preghiera e del nome di Dio, è interessante ciò che troviamo scritto in Matteo capitolo 6 al versetto 8 quando afferma:
Dio vostro Padre sa di che cosa avete bisogno prima che glielo chiediate”.
Matteo 6:8

Eppure questi sostenitori del nome di Dio in ebraico “puro“, in sostanza dicono: puoi essere il cristiano più conforme alla scrittura, puoi essere la persona più buona del mondo, puoi essere un servitore di Dio simile al patriarca Giobbe, ma se non conosci il nome di Dio in ebraico “puro“, così come lo intendono loro, non sarai salvato! Sicuramente molti di loro sono in buona fede, tuttavia con questo atteggiamento, rischiano di chiudere le porte del regno dei cieli ad alcuni, caricando sui fratelli un fardello inutile. Fare ricerche sul nome Divino è un bene, ma imporre le proprie risoluzioni direttamente o indirettamente no! È un bene condividere le proprie ricerche, tuttavia è altrettanto bene lasciare a ognuno la libertà di decidere come vuole chiamare Dio, in base alle proprie ricerche e alle proprie risoluzioni. Ognuno renderà conto a Dio delle proprie decisioni e delle proprie scelte.
Uzza giudicato colpevole per l’atto irriverente

Torniamo ora al confronto tra l’Arca dell’Alleanza ed il nome di Dio. In 2 Samuele 6: 6,7 leggiamo:
Ma quando arrivarono all’aia di Nacòn, Uzza stese la mano verso l’Arca del vero Dio e la tenne ferma, perché i tori l’avevano quasi fatta rovesciare. Allora l’ira di YAHWEH divampò contro Uzza; il vero Dio lo abbatté per il suo gesto irriverente, e Uzza morì là, accanto all’Arca del vero Dio.
2 Samuele 6:6,7
Come mai Dio colpì così severamente Uzza?
Come spiega il versetto 7, il gesto di Uzza fu considerato da Dio un atto irriverente. Questo perché la legge mosaica vietava che si toccasse l’arca dell’Alleanza e questo Uzza lo doveva ben sapere. Anche se sembrava che l’arca stesse per cadere, nessuno era autorizzato a toccarla, se non muniti dei giusti requisiti. Allo stesso modo oggi, salvo alcune eccezioni, nessuno può dire con assoluta certezza di conoscere perfettamente come veniva pronunciato nei tempi biblici il nome di Dio, perché ovviamente non era in vita in quel tempo.
Così come l’Arca dell’Alleanza era pendente, quasi a cadere, allo stesso modo oggi il nome divino è per così dire pendente, cioè senza una posizione di pronuncia stabile ed affidabile per tutti. Alcuni presuntuosamente come Uzza, si prendono la briga di aggiustare o sostenere il nome di Dio, pretendendo che tutti si conformino alla loro interpretazione e posizione sul nome Divino.

In relazione allo sbilanciamento dell’Arca dell’Alleanza, Uzza si sarebbe dovuto chiedere: Come mai Dio sta permettendo che la sua Arca si sbilanci e quasi cada? Ha Dio forse perso il potere di proteggere la sua Arca? Allo stesso modo oggi, i sostenitori del nome di Dio in ebraico “puro“, dovrebbero farsi domande sul perché Dio permette che non si conosca perfettamente il suo nome. Non è Dio in grado di rivelare o conservare il suo nome nel tempo, permettendo ai suoi servitori moderni di pronunciarlo correttamente? C’è un motivo per cui fa questo? A questo punto spingendoci presuntuosamente avanti sostenendo di aver afferrato la vera e unica pronuncia del nome di Dio e pretendendo che altri seguono il nostro esempio, stiamo forse commettendo un atto irriverente come Uzza? Può darsi che la nostra pronuncia sia anche corretta, tuttavia, perché non lasciamo che Dio raddrizzi la sua “Arca” invece di farlo noi, rischiando di commettere un atto irriverente? Vogliamo ribadirlo ancora un’altra volta: fare ricerche sul nome di Dio è una cosa buona. Ma dato che è Dio a permettere questa situazione di incertezza nella pronuncia del suo nome, pretendere di sapere che altri non si salveranno se non pronunciano il nome di Dio così come lo intendiamo noi, riteniamo sia in definitiva ciò che la bibbia chiama lo “spingersi presuntuosamente avanti”. Infatti, a tal proposito, in 1 Samuele 15:23 leggiamo:
“La ribellione è come il peccato della divinazione, e lo spingersi presuntuosamente avanti come il far uso del potere magico e dei terafim”.
1 Samuele 15:23

Vi ricordate che l’arca dell’Alleanza di Dio rimase in tende per molti secoli fino al regno di Salomone? Allo stesso modo, la conoscenza della pronuncia esatta del nome di Dio, è rimasta per secoli per così dire in tende, cioè senza una posizione stabile e finale. In altre parole, la corretta pronuncia del nome divino, sarebbe stata provvisoria.
Cosa potrebbe prefigurare il pacifico regno di Salomone, durante il quale finalmente l’Arca dell’Alleanza viene messa al suo posto nel tempio di Dio?
Il regno millenario di Cristo! (1Re 8:6)

Allora Cristo ristabilirà ogni cosa, permettendo a coloro che entreranno in quel nuovo mondo, di poter conoscere l’esatta pronuncia del nome divino in una lingua pura.
Cosa accadde all’Arca dell’Alleanza quando gli israeliti furono deportati a Babilonia?
A quanto pare si persero le tracce dell’arca dell’Alleanza. Infatti l’Arca non fu deportata con gli israeliti a Babilonia, tant’è vero che non risulta tra gli oggetti sacri deportati a Babilonia. (2 re 25:13-17).
Allo stesso modo, da quando il popolo di Dio divenne prigioniero all’interno di Babilonia la grande, vale a dire la falsa religione, l’esatta pronuncia del nome di Dio fu persa. Con la morte di Yehoshua, dei suoi apostoli e di coloro che ebbero diretta relazione con gli apostoli di Yehoshua, la congregazione Cristiana fu sopraffatta dalle tenebre e l’esatta pronuncia del nome divino fu ottenebrato e nascosto. Fu Dio stesso a permettere che ciò accadesse. Da allora in poi l’umanità si sarebbe accontentata di nomi divini approssimativi, anche se funzionali. Avremmo dovuto attendere fino al ristabilimento del regno millenario di Cristo per avere la certezza dell’esatta pronuncia.
Qual è l’ultima occasione in cui viene fatta menzione dell’arca dell’Alleanza?
Nel libro biblico di apocalisse al capitolo 11 al versetto 19. Infatti leggiamo:
“E il santuario del tempio di Dio che è in cielo fu aperto, e l’arca del suo patto fu vista nel suo santuario del tempio”.
Apocalisse 11:19

Come l’Arca dell’Alleanza che fu vista nel cielo, anche il nome divino è ben conosciuto in cielo, là dove risiede Dio. Perciò coloro che avranno il privilegio di essere rapiti in cielo avranno prima degli altri Il privilegio di conoscere finalmente l’esatta pronuncia del nome divino. Allora finalmente i veri adoratori di Dio potranno lodare il padre, con una lingua pura e pronunciando ad alta voce il nome del nostro padre Celeste: YAHWEH!
A proposito della pronuncia del nome di Dio, per quanto ci riguarda, ci siamo già espressi in QUESTO articolo. Preferiamo usare YAHWEH, una pronuncia conosciuta da secoli e sostenuta da diverse tradizioni, come quella da cui proveniamo noi, da oltre i fiumi d’Etiopia. Quando alcuni prendono in considerazione la questione del nome, si soffermano solamente sul versetto 9 di Sofonia capitolo 3 che dice:
Allora io darò ai popoli un labbro puro perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.
Sofonia 3:9
Tuttavia dimenticano che il brano biblico continua col versetto 10 che dice:
Da oltre i fiumi di Etiopia i miei adoratori, la figlia dei miei dispersi, mi porteranno le loro offerte.
Sofonia 3:9
Potrebbe essere che gli ebrei dispersi oltre i fiumi di Etiopia, come recita il testo, conoscano almeno in parte la pronuncia del nome?
Ricordiamo che la ricerca dell’esatta pronuncia del nome divino è un’attività complessa e richiede tempo. E come un frutto su un albero, è necessario che “maturi” e si stabilizzi fermamente la pronuncia che alcuni propongono, almeno questa è la nostra posizione.

In questo modo, nonostante la nostra buona fede, si evita di rientrare nella categoria delle persone descritte in Efesini 4:14 come si legge:
“Così non saremo più bambini, sballottati dalle onde e portati qua e là da ogni vento di insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo di stratagemmi escogitati con astuzia”.
Efesini 4:14



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