Vi siete mai chiesti cosa possa essere il peccato imperdonabile di cui parlano le Sacre Scritture?
Per molti veri cristiani, il solo fatto di menzionare le parole “peccato imperdonabile” è fonte di ansia e di preoccupazione. Come è possibile che l’iddio misericordioso non possa perdonare uno dei suoi figli? Come si espresse il figlio di Dio su questo tema? In questo articolo, prenderemo in considerazione il vangelo di Matteo al capitolo 12, i versetti da 22 a 37. Cercheremo di capire, alla luce delle Sacre Scritture, cosa sia questo misterioso “peccato imperdonabile” e perché è da evitare ad ogni costo. Prima di iniziare con la trattazione di Matteo capitolo 12, quindi andare al nocciolo del nostro argomento, vogliamo esaminare alcuni tipi di peccati imperdonabili di cui parlano le Sacre Scritture.
Peccato imperdonabile di tipo temporale

Quando si commette un peccato imperdonabile di tipo temporale?
Quando non si ascolta un avvertimento da parte di Dio, che invita ad uscire da un determinato luogo o di intraprendere una certa azione entro una determinata data. Per esempio ai tempi di Noè, quando Dio eseguì un giudizio per mezzo del diluvio universale, molte persone persero la vita, perché oltre a comportarsi male, alcuni trascurarono il fatto che c’era una scadenza temporale da parte di Dio (Genesi 6:3). Dio stava seguendo una tabella di marcia, ed entro quella data bisognava entrare nell’arca. Infatti, circa una settimana prima, Dio disse a Noè di entrare nell’arca. (Genesi 7:4) Scaduto il tempo stabilito da Dio, coloro che hanno prestato attenzione all’avvertimento si sono salvati, mentre coloro che l’hanno ignorato hanno perso la vita.

Peccato imperdonabile di tipo carnale
Quando si commette un peccato imperdonabile di tipo carnale?
L’esempio che ci viene in mente è quello relativo alla distruzione delle città di Sodoma e Gomorra.
In Giuda 6, 7 leggiamo:
E anche Sodoma e Gomorra e le città vicine, dopo avere nella stessa maniera delle suddette commesso fornicazione in eccesso ed essere andate dietro alla carne per uso non naturale, ci son poste davanti come esempio ammonitore, subendo la punizione giudiziaria del fuoco eterno.
Giuda 6,7

A quanto pare in quelle due città si raggiunse un livello di corruzione morale tale che Dio non poteva proprio più perdonare. Il capitolo 2 del libro biblico di Romani ci fa capire che ognuno di noi, anche se non conosce le Sacre Scritture, è dotato di una bussola morale come informazione predefinita. Sembra che ci sia un livello di violazione di questa bussola morale tale per cui si potrebbe entrare nella categoria del peccato imperdonabile. Probabilmente chi rientra in questa categoria per la “corruzione della carne”, non sente nemmeno la necessità di pentirsi e diventa per così dire incorreggibile.
Attenzione però, dato che non siamo in grado di leggere i cuori delle persone non è nostra prerogativa stabilire chi rientra in questa categoria! È una questione che riguarda Dio e la persona interessata. Quello che sembra certo è che le città di Sodoma e Gomorra, furono distrutte perché superarono la linea rossa divina per quanto concerne la cosiddetta corruzione della carne. Avevano superato il punto di non ritorno. In loro si era spezzato qualcosa tale per cui non erano più perdonabili dal punto di vista di Dio.
Durante il giudizio finale di Armageddon, saranno presenti tutte e tre le categorie dei peccati imperdonabili che esamineremo in questo articolo. Alcuni moriranno per la “corruzione della carne”, altri per la scadenza temporale, altri ancora per affronto allo Spirito Santo.
Peccato imperdonabile di tipo spirituale
Ora ci accingiamo ad esaminare la terza categoria di peccato imperdonabile, quella di natura spirituale, analizzando Matteo capitolo 12. Delle tre categorie che analizziamo in questo articolo, quest’ultima sembra essere quella più grave ed importante. Ai versetti 22-24 leggiamo:
Gli portarono poi un indemoniato che era cieco e muto, e lui lo guarì, così che il muto fu in grado di parlare e vedere. E tutte le folle erano sbalordite e dicevano: “Che sia lui il Figlio di Davide?” Sentendo questo, i farisei dissero: “Quest’uomo non espelle i demòni se non per mezzo di Beelzebùb, capo dei demòni”.
Matteo 12:22,24

Avete notato che grave accusa mossero nei confronti di Yehoshua?
In poche parole lo accusarono di essere posseduto da un demonio e di operare miracoli per mezzo del governante dei demoni!
Stavano vedendo la potenza dell’altissimo all’opera, eppure accusarono il figlio di Dio di satanismo, quando poco tempo prima Dio stesso aveva definito Yehoshua il figlio diletto, ed aveva invitato le folle ad ascoltarlo. Oggi, alcuni predicatori su internet, si prendono dei rischi dal punto di vista spirituale, apostrofando questo o quello di satanismo o di spiritismo, senza nemmeno conoscere sufficientemente le persone interessate. Che rischi si prendono!
Ora, supponiamo che le persone che vengono accusate di satanismo, benché imperfette, siano in qualche modo guidate o sostenute dallo spirito di Dio; in che posizione si troverebbero tali accusatori? Non starebbero rischiando di andare contro l’azione dello spirito di Dio, trascinando con loro i loro seguaci?
Non è molto più prudente e saggio mantenere un basso profilo, soprattutto quando parli di cose che non sai e di persone che non conosci?
Infatti in Galati 6:7, 8 leggiamo:
Non siate sviati: Dio non è da beffeggiare. Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà; perché chi semina in vista della sua carne mieterà la corruzione dalla sua carne, ma chi semina in vista dello spirito mieterà la vita eterna dallo spirito”.
Galati 6:7,8
In tutta risposta ai suoi accusatori, Yehoshua ricorre prima di tutto alla logica e al buon senso. Spiega loro che, se Satana combatte Satana, il suo regno non durerà, perciò per logica la forza che ha liberato l’indemoniato deve necessariamente provenire da Dio. Satana non si fa sgambetti da solo. A proposito di guerre intestine, la storia documenta che una delle ragioni che portò alla rapida caduta di Gerusalemme nel 70, furono le guerre intestine.

Avrebbero potuto resistere molto più a lungo all’attacco di Roma, ma per esempio sprecarono i loro viveri a causa di queste guerre fratricide. Al versetto 27a leggiamo:
Inoltre, se io espello i demòni per mezzo di Beelzebùb, per mezzo di chi li espellono i vostri figli? È per questo che saranno proprio loro i vostri giudici.
Matteo 12:27a
In poche parole qui Yehoshua sta dicendo che se accusano lui di spiritismo, lo stesso principio andrebbe applicato agli stessi accusatori e ai loro “figli”. Si, anche Yehoshua avrebbe potuto accusare loro di essere indemoniati. Non è così? Al versetto 28 leggiamo:
Ma se è per mezzo dello spirito di Dio che io espello i demòni, allora il Regno di Dio vi ha davvero raggiunto.
Matteo 12:28

A questo punto Yehoshua fa loro notare che, se le opere potenti che tutti potevano vedere che stava compiendo, erano di origine Divina, allora il regno di Dio li aveva raggiunti. Dio si stava manifestando in mezzo a loro in modo potente e questo doveva essere motivo di gioia, non di accuse meschine. Ai versetti 29,30 leggiamo:
O come può qualcuno entrare nella casa di un uomo forte e impossessarsi dei suoi beni se prima non lo lega? Solo allora gli potrà saccheggiare la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
Matteo 12:29,30
Ora Yehoshua fa un altro esempio per aiutare i suoi interlocutori ad afferrare il punto. Volendo adattarlo ai nostri giorni, diremo che per entrare nella casa di un famoso pugile senza armi, svaligiare la sua casa davanti a lui ed andartene, dovresti essere capace di neutralizzarlo.

Allo stesso modo se Yehoshua, grazie allo Spirito Santo riuscì a neutralizzare e scacciare via lo spirito malvagio da quella persona, è perché lo spirito di Dio è al di sopra di qualunque forza. Teniamo presente che quando giunse il momento da parte di Satana e dei suoi demoni di lasciare i cieli, egli non volle andarsene liberamente. Si rese necessaria un’azione militare da parte di Yehoshua per cacciarlo definitivamente dai cieli, là dove risiede Dio. Non volevano andarsene!
Le successive parole di Yehoshua sono a dir poco gravi.
Infatti, nei versetti 31 e 32, leggiamo:
“Perciò vi dico: ogni tipo di peccato e di bestemmia sarà perdonato agli uomini, ma la bestemmia contro lo spirito non sarà perdonata. Per esempio, chiunque dica una parola contro il Figlio dell’uomo verrà perdonato; ma chiunque parli contro lo spirito santo non verrà perdonato, no, né in questo sistema di cose né in quello futuro.
Matteo 12:31,32
Cosa in sostanza potrebbe essere il peccato contro lo spirito santo?
Potremmo definirlo un atto irriverente di sfida allo spirito di Dio. Attenzione, non un atto di sfida a Dio, ma al suo spirito. Una persona potrebbe sfidare Dio ma non conoscerlo veramente. Invece una persona che sfida lo spirito santo è perché lo vede in azione, quindi lo conosce, ma lo sfida lo stesso, magari attribuendogli cattivi motivi. In pratica, la persona che commette questo tipo di peccato, è come se lanciasse una sfida allo Spirito Santo, la forza con cui Dio realizza le cose. Come le mani di un vasaio, questa forza attiva di Dio può realizzare qualunque cosa Dio desideri.

Come abbiamo sottolineato più volte, lo spirito santo è una forza in azione, come un vento che soffia, ed è grazie a questa sua particolare energia, che Dio benedirà l’umanità con la vita eterna e le benedizioni future.
Ora, la gravità della questione è che, se tu metti tra gli imputati in una causa lo spirito santo, che è la forza con cui Dio avrebbe potuto darti la vita eterna, ti sei auto neutralizzato da solo. Dio non può più farlo. Sei tu che l’hai sfidato davanti a tutta la creazione intelligente addirittura accusandolo di satanismo, come nel caso dei capi religiosi contro Yehoshua. Il problema è che, essendo lo spirito di Dio eterno, perché Dio è eterno, la sfida che hai lanciato rimane attiva in eterno.

E dato che senza lo spirito di Dio non vai da nessuna parte, è evidente che presto o tardi morirà in eterno. Nel rimproverare i suoi figli, il sommo sacerdote Eli disse tra le altre cose:
No, figli miei, perché non è buona la notizia che odo, che il popolo di YAHWEH fa circolare. Se un uomo pecca contro un uomo, Dio farà da arbitro per lui; ma se un uomo pecca contro YAHWEH, chi pregherà per lui?”
(1 Samuele 2 :25)
Potremmo definire il peccato contro lo spirito santo, una variante più grave, del fatto che non dovremmo mettere Dio alla prova, cioè sfidarlo. Ricordate che se Yehoshua avesse accettato la sfida di Satana di lanciarsi da una posizione elevata e fosse morto, sarebbe stato colpevole di peccato eterno. Non sarebbe stato resuscitato! (Matteo cap.4). Avrebbe sfidato Dio, il quale salva mediante il suo spirito santo. Le persone della nostra generazione, accettando il marchio biblico della bestia che per noi è il vaccino anti Covid-19, hanno sfidato lo spirito di Dio.
In che modo?
Quando Dio ultimò la sua creazione terrena, la definì molto buona. Accettare il rischio di modificare il proprio DNA mediante l’iniezione alla cieca del vaccino anti covid-19, significa disprezzare l’opera dello Spirito Santo.

È come se dicessero: “Dio non è capace, non ha fatto un buon lavoro, modifichiamo il nostro DNA per fare meglio di Dio“. Questo naturalmente significa bestemmiare Dio!
Continuando ora con la nostra lettura di Matteo capitolo 12, nei versetti da 33 a 35 leggiamo:
“Se coltivate un albero buono, i suoi frutti saranno buoni; se coltivate un albero marcio, i suoi frutti saranno marci. Un albero infatti si riconosce dai suoi frutti.

Razza di vipere, come potete dire cose buone se siete malvagi? Infatti è dall’abbondanza del cuore che la bocca parla. L’uomo buono tira fuori dal suo buon tesoro cose buone, mentre l’uomo malvagio tira fuori dal suo malvagio tesoro cose malvagie.
Matteo 12:33-35
Se non vogliamo raccogliere frutti marci nel nostro cuore, dobbiamo coltivare da subito alberi buoni nel giardino del nostro cuore. In questo modo raccoglieremo frutti buoni. Alcuni arrivano a commettere il peccato imperdonabile perché nel corso del tempo hanno coltivato cattive abitudini, le quali, progressivamente, potrebbero aver inaridito ed insuperbito il loro cuore, tanto da sfidare Dio ed i suoi rappresentanti a ciel sereno. Che rischio inutile! Ciò che Yehoshua disse nei versetti successivi dovrebbe spingere ognuno di noi alla riflessione. Nei versetti 36 e 37 leggiamo:
Io vi dico che nel Giorno del Giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola vana che avranno detto; in base alle tue parole infatti sarai dichiarato giusto, e in base alle tue parole sarai condannato”.
Matteo 12:36,37
Questi versetti dovrebbero spingere ognuno di noi alla moderazione ed alla padronanza della parola. Dato che stiamo vivendo a ridosso della guerra finale di Armageddon, facciamo in modo di essere approvati da Dio “in quel giorno”. Evitiamo di emettere sentenze o giudizi su persone o situazioni che non conosciamo, ma lasciamo che sia Dio a giudicare. In questo modo in base alle nostre parole potremmo essere dichiarati giusti da Dio “quel giorno”.


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