QUAND’È CHE IL MESSIA SI MANIFESTERÀ AI SUOI DISCEPOLI? (Genesi 42-45)

Era un uomo che amava il padre YAHWEH con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima e con tutta la sua forza. All’età di circa 97 anni lottò una notte con un personaggio che in seguito si scoprì essere un angelo di Dio. Giacobbe si impegnò fino in fondo, implorando di ricevere la benedizione di Dio per mezzo di questo suo rappresentante angelico. Giacobbe voleva la benedizione di Dio. A un certo punto l’angelo gli lasciò un segno, forse per ricordargli che se avesse realmente voluto sarebbe potuto andare via quando voleva e che il padre YAHWEH in quell’occasione, stava permettendo questa “lotta” semplicemente per vedere quanto Giacobbe ci tenesse alla benedizione divina. Così gli toccò l’anca slogandogliela. Giacobbe lasciò andare l’angelo solo dopo che questi lo aveva finalmente benedetto:  non si arrese! 

Non è straordinaria la fede e l’attitudine mentale del Patriarca Giacobbe? Non sarebbe meraviglioso se tutti noi potessimo dimostrare a Dio un apprezzamento così straordinario per le cose spirituali e per Il meraviglioso futuro che Dio prospetta al genere umano? (Genesi 32:24-29).

Parlando di quell’episodio, il profeta Osea disse in seguito che Giacobbe pianse, al fine di implorare per sé favore. Come Giacobbe, anche noi faremo bene a continuare a supplicare Dio per avere misericordia e guida in questi tempi insidiosi.

Infatti in Osea 12:2-4 leggiamo:

2 YAHWEH  è in causa con Giuda; chiederà conto a Giacobbe del suo operato e lo ripagherà secondo le sue azioni.  3 Nel grembo materno afferrò suo fratello per il calcagno, e con tutte le sue forze contese con Dio.  4 Continuò a contendere con un angelo e vinse. Pianse e implorò favore”. A Bètel Egli lo trovò, e là parlò con noi.

Osea 12:2-4

La parola di Dio ci dice che anche il nostro Signore, Yehoshua il Cristo, per resistere alla più grande pressione che un essere umano avrebbe mai potuto sopportare, sacrificando la sua vita a favore del genere umano, guardò attentamente le benedizioni e le ricompense future, come anche noi siamo invitati a fare.

Infatti in Ebrei 12:1-3 leggiamo:

12 Anche noi, dunque, circondati come siamo da una tale moltitudine di testimoni, liberiamoci di ogni peso e del peccato che così facilmente ci intralcia e corriamo con perseveranza la corsa che ci sta davanti, 2 tenendo lo sguardo fisso sul principale Condottiero e Perfezionatore della nostra fede, Yehoshua. Per la gioia che gli era stata messa davanti ha sopportato il palo di tortura senza curarsi del disonore, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3 Considerate attentamente colui che ha sopportato tante parole ostili che i peccatori gli rivolgevano contro i loro stessi interessi, così che non vi stanchiate e non vi arrendiate.

Ebrei 12:1-3

Questa gioia che fu posta dinanzi a Yehoshua, era molto più grande dei motivi che aveva per essere temporaneamente scoraggiato o delle grandi tentazioni che avrebbe dovuto affrontare. Allo stesso modo, se anche noi concentreremo la nostra attenzione sulle benedizioni o sulle gioie che Dio ci prospetta, troveremo la forza di affrontare le difficoltà che oggi attraversiamo. 

Ricordiamoci che il padre YAHWEH ha promesso ad alcuni di noi la vita eterna in piena salute e felicità su una terra paradisiaca, mentre ad altri un corpo spirituale immortale e la partecipazione con Cristo quali re e sacerdoti nel suo regno millenario, oltre alla grande benedizione di poter vedere Dio. Vi rendete conto? Ci pensate di tanto in tanto? (Matteo 5:8), (Giovanni 3: 16), (Apocalisse 20: 6).

Ora, ritornando a Giacobbe, vale a dire Israele, c’è una vicenda della sua vita, in particolare della vita dei suoi 12 figli, che ricorda gli ultimi anni di tribolazione che abbiamo dovuto affrontare? In questo articolo, prenderemo in considerazione le vicende narrate nei capitoli da 42 a 45 del libro biblico della Genesi, alla ricerca di analogie col nostro presente e col nostro prossimissimo futuro.

Cominciamo col capitolo 42 versetto 4:

fratelli di Giuseppe andarono in Egitto a comprare grano. 4 Ma Giacobbe non mandò Beniamino.

Genesi 42:4

Chi o cosa potrebbe rappresentare Beniamino in questo dramma profetico?

In questo dramma profetico che andremo ad analizzare, Beniamino, il figlio più giovane di Giacobbe, potrebbe rappresentare ciò che abbiamo più caro o a cuore nella nostra vita, quella cosa a cui non siamo disposti a rinunciare, il nostro tesoro, quindi per i veri cristiani, il nostro rapporto col padre YAHWEH. Nel mentre che analizzeremo il racconto, diverrà sempre più chiaro.

Nei versetti da 5 a 6 leggiamo:

5 I figli di Israele arrivarono in Egitto insieme agli altri che andavano a comprare grano, perché la carestia si era diffusa anche nel paese di Cànaan. 6 Giuseppe era l’uomo che aveva autorità sul paese, ed era lui che vendeva grano a tutte le genti della terra.

Genesi 42:5,6

In questa fase, Giuseppe figlio di Giacobbe rappresenta il Cristo invisibilmente insediato, anche se il conteggio effettivo del regno millenario ed incoronazione, sarebbe avvenuto più tardi. Quindi stiamo parlando del periodo che inizia nella primavera del 2019. Il conteggio effettivo del regno millenario di Cristo, sarebbe cominciato qualche anno dopo, cioè il 5 novembre 2023.

Cosa potrebbe rappresentare il grano in questo dramma profetico?

Il grano, applicato al nostro tempo, potrebbe rappresentare il sostentamento spirituale necessario per affrontare la grande tribolazione. Quindi per avere la forza spirituale necessaria per vincere contro satana ed il  suo mondo, era necessario andare da Cristo, la persona incaricata da Dio per ricevere la porzione di spirito santo necessaria per vincere. Perciò Giuseppe figlio di Giacobbe rappresenta il Cristo. Molti sono andati per così dire a Cristo, studiando la parola di Dio, specialmente la parte profetica inerente al tempo della fine e seguendo l’esempio di Cristo nella loro vita. In questo modo hanno compreso che prima dell’istituzione del regno millenario di Cristo, i veri cristiani sarebbero stati messi alla prova sulla questione del marchio della bestia. Dovevano resistere e rifiutare il marchio biblico della bestia, che per noi è il vaccino anti Covid-19.

Nei versetti successivi leggiamo:

I suoi fratelli quindi arrivarono e si inginocchiarono davanti a lui con il viso a terra. 7 Quando vide i suoi fratelli, Giuseppe li riconobbe subito, ma non si fece riconoscere.

Genesi 42:7

Nel nostro tempo, quand’è che abbiamo vissuto una situazione del genere?

Abbiamo vissuto una situazione del genere durante la pandemia. Cristo non si fece riconoscere quando stava permettendo al mondo di Satana di metterci alla prova sul marchio-vaccino. È vero che ad attaccare l’umanità sul marchio fu il mondo di Satana, ma il tutto era permesso da Dio e da Cristo, perciò simbolicamente è come se fossero gli autori della prova. Ogni uomo doveva tirare fuori ciò che era nell’intimo, mentre il padre YAHWEH ed il Cristo stavano osservando. Vi ricordate quando durante la pandemia facevano leggi di aggregazione, che sembravano andare contro gli interessi dei vaccinati? Si sapeva che essere vaccinati non proteggeva da nuove infezioni, tuttavia i governi permettevano ai vaccinati di frequentare certi ambienti affollati, che di conseguenza causavano le reinfezioni. Mentre i discepoli di Cristo essendo messi in isolamento, era come se Cristo li stesse proteggendo da quella Burrasca. Sotto mentite spoglie, si poteva intravedere la protezione e l’amore del Cristo per i suoi discepoli. Ma non è tutto.

Nei versetti successivi leggiamo:

Si rivolse a loro con tono aspro e disse: “Da dove venite?” Loro risposero: “Veniamo dal paese di Cànaan per comprare viveri”. 8 Giuseppe dunque riconobbe i suoi fratelli, ma loro non riconobbero lui.

Genesi 42:8

A questo punto del racconto, inizia la vera prova per i fratelli di Giuseppe. Allo stesso modo, anche per quanto ci riguarda, il Cristo sotto mentite spoglie comincia la sua azione istruttoria. Deve conoscere che cosa hanno nel cuore i suoi discepoli e così è costretto a usare toni forti per fare emergere ciò che gli altri non possono vedere. Infatti a questo punto la vaccinazione diventa obbligatoria. Dovrà essere chiaro a tutta la creazione intelligente, chi sono i veri discepoli di Cristo. L’ammissione al nuovo mondo di Dio richiede un esame profondo dell’animo di ogni individuo. Nei versetti da 9 a 12 leggiamo:

9 Giuseppe si ricordò immediatamente dei sogni che aveva fatto riguardo a loro, e disse: “Voi siete spie! Siete venuti a vedere le zone indifese del paese!” 10 Loro risposero: “No, mio signore! I tuoi servitori sono venuti a comprare viveri. 11 Siamo tutti figli dello stesso uomo. Siamo uomini onesti. I tuoi servitori non sono spie”. 12 Ma lui replicò: “Non è vero! Siete venuti a vedere le zone indifese del paese!” 

Genesi 42:9-12

Come per quanto concerne i fratelli di Giuseppe, a questo punto anche noi, siamo stati accusati in vari modi dal “Cristo sotto mentite spoglie”.

Per esempio, ci hanno accusato di essere contro il benessere dello Stato, di essere noi la causa della diffusione del “virus” o qualunque cosa fosse, quando loro, i vaccinati, erano la vera causa della diffusione del “virus” con i loro comportamenti rischiosi, nonostante si sapesse da tempo che il vaccino anti-covid 19 non protegge da reinfezioni.

Dicevano di noi:  “voi disubbidite a Cesare”, quando tutta la scrittura mette al primo posto l’obbedienza al padre YAHWEH. (Atti 4:19, 20; 5:29);

(Matteo 22:21).

Nei versetti 13 e 14 leggiamo:

13 Loro dissero: “I tuoi servitori sono 12 fratelli, figli di uno stesso uomo che abita nel paese di Cànaan. Il più piccolo ora è con nostro padre, mentre uno non c’è più”.

Genesi 42:13,14

Avete notato che i fratelli di Giuseppe hanno dovuto dire cose riservate riguardanti la loro famiglia, per esempio  del  loro fratello più piccolo Beniamino, che del fratello che avevano venduto, cioè Giuseppe?

Allo stesso modo nel periodo della pandemia, siamo stati come spogliati ed apertamente esposti. Non potevamo nascondere ciò che veramente siamo e chi in realtà adoriamo. Avremo obbedito ai leader religiosi e politici accettando il marchio-vaccino? 

Allora avremmo dimostrato che per noi i leader politici e religiosi sono al di sopra di Dio e della nostra coscienza. Se invece, nonostante tutte le intimidazioni avessimo seguito le indicazioni della parola di Dio e della nostra coscienza, avremmo dimostrato a Dio e al mondo chi è il nostro vero sovrano. Non c’era la possibilità di rimanere neutrali. Non prendere una decisione avrebbe significato in definitiva aderire a Satana e al suo mondo. Dovevamo, per così dire, uscire dal nostro nascondiglio. (Giacomo 1:6- 8).

Nei versetti da 14 a 17 leggiamo:

14 Ma Giuseppe ribatté: “È come dico io! Siete spie! 15 Vi metterò alla prova. Com’è vero che il faraone vive, non lascerete questo posto se non quando il vostro fratello più piccolo sarà venuto qui! 16 Mandate uno di voi a prendere vostro fratello, mentre gli altri rimarranno sotto custodia. Così le vostre parole saranno messe alla prova e si vedrà se state dicendo la verità. Altrimenti, com’è vero che il faraone vive, sarà chiaro che siete spie!” 17 Allora li mise tutti sotto custodia per tre giorni.

Genesi 42:16,17

Avete notato per quanti giorni Giuseppe mise sotto custodia i suoi fratelli?

Per tre giorni. Questo corrisponde ai tre tempi  e mezzo, o 42 mesi, o 1260 giorni  di tribolazione di cui parla il libro biblico di Apocalisse. (Apocalisse capitolo 11,12,13). In questi tre anni e mezzo profetici, ci viene spiegato nel capitolo 13 di Apocalisse, che il sistema politico bestiale di questo mondo avrebbe attaccato i santi di Dio, vale a dire i veri cristiani. Mentre nel capitolo 12 la donna che sostanzialmente rappresenta i veri cristiani nel tempo della fine, avrebbe subìto un isolamento nel deserto per 1260 giorni. Questo indica che stiamo parlando dello stesso periodo sotto forma diversa, poiché 42 mesi corrispondono a 1.260 giorni. Questi 1260 giorni profetici iniziarono nella primavera del 2019, per finire il primo novembre 2022, quando in Italia furono tolte le restrizioni legate alla pandemia a tutte le categorie di lavoratori. Il resto del mondo avrebbe seguito l’esempio dell’Italia entro 185 giorni, cioè il 5 maggio del 2023, quando la pandemia fu finalmente declassata. Vogliamo ricordare che l’Italia durante il periodo della pandemia, fu presa come paese modello che avrebbe seguito pedissequamente le tempistiche della profezia biblica. (per l’approfondimento vai QUI).

Nei versetti da 18 a 20 leggiamo:

18 Il terzo giorno Giuseppe disse loro: “Fate come vi dico e continuerete a vivere, perché io temo Dio. 19 Se siete onesti, uno di voi resti sotto custodia nella prigione in cui vi trovate, mentre gli altri potranno andarsene e portare a casa grano per far fronte alla carestia. 20 Poi mi porterete il vostro fratello più piccolo, così le vostre parole si dimostreranno veritiere e voi non morirete”. Loro accettarono.

Genesi 42:18-20

Riportato al nostro tempo, quale periodo potrebbe indicare questo? Quand’è che fummo liberati dalla prigione?

Nel nostro tempo, questo periodo corrispose al periodo che iniziò il primo novembre 2022, fino al 5 maggio 2023. Il primo novembre segnò la fine dei 1260 giorni o 42 mesi di cui abbiamo parlato sopra.

Nei versetti successivi leggiamo:

Giuseppe allora si allontanò e scoppiò a piangere. Poi tornò e parlò di nuovo con loro, prese Simeone e lo legò davanti ai loro occhi. 25 Dopodiché ordinò di riempire di grano i loro sacchi, di rimettere il denaro di ognuno nel suo sacco e di dare loro provviste per il viaggio. Così fu fatto. . . .   28 Allora disse ai suoi fratelli: “Mi hanno restituito il denaro! Eccolo, è nel mio sacco!”

Genesi 42:24-28

Cosa potrebbe rappresentare il fatto che Simeone fu legato e rimase per ordine di Giuseppe in Egitto?

Stava ad indicare che la questione non era terminata, Giuseppe aveva bisogno di altri elementi per prendere una decisione definitiva. Allo stesso modo nel nostro tempo, nonostante l’apparente pace e sicurezza post pandemia, a quanto pare nel prossimo futuro, dovremo ancora affrontare un’ ultima prova. Ricordiamoci che accettare il marchio della bestia significa preferire l’attuale ordine mondiale rispetto al nuovo mondo di Dio governato dal Cristo.

Cosa potrebbe rappresentare nel nostro tempo, l’ordine di Giuseppe di riempire i sacchi per i suoi fratelli?

Il riempimento dei sacchi con del grano come sottolinea il versetto 25, solo in questo specifico caso, nel nostro tempo, potrebbe rappresentare il momento in cui sono cadute le restrizioni per i lavoratori e siamo potuti tornare finalmente a lavorare o se vogliamo, a guadagnare il nostro grano. La pandemia viene dichiarata finita e la società cerca rapidamente di dimenticare la parentesi pandemica e di immergersi nuovamente nelle sue varie distrazioni. Ma non è ancora finita. Il racconto prosegue nel capitolo 43 di Genesi che ora prenderemo in considerazione.

Genesi 43:1-34

Nei primi nove versetti leggiamo:

Ora la carestia si fece grave nel paese. 2 Così, quando ebbero finito di mangiare il grano che avevano portato dall’Egitto, Giacobbe disse ai suoi figli: “Tornate a comprare un po’ di viveri”. . . .

8 Giuda allora insisté dicendo a suo padre Israele: “Manda il ragazzo con me e facci andare, così continueremo a vivere e non moriremo, noi, tu e i nostri figli. 9 Mi faccio garante della sua incolumità

Genesi 43:1-9

Se fino ad ora abbiamo parlato dei primi tre anni e mezzo di carestia, ora parleremo dei futuri e ultimi 40 giorni di carestia. In un nostro precedente articolo, abbiamo spiegato che nella contabilità della prova finale, mancano circa 40 giorni (simbolici). Questi sono i 40 giorni legati “all’errore di Giuda”, infatti come potete leggere nel versetto 8, è proprio Giuda a prendersi carico del giovane Beniamino. (leggi Ezechiele 4:4-6). Al versetto 11 leggiamo:

11 Il loro padre Israele allora disse: “E va bene. . .

Genesi 43:11

Dopo aver esitato per un certo periodo di mandare Beniamino con gli altri figli in Egitto per procurarsi il grano, infine Giacobbe, vale a dire Israele, non ebbe altra scelta che accettare. Mandò Beniamino con loro in Egitto. Così come Israele dovette accettare di mandare Beniamino il figlio più caro in Egitto, così anche il popolo di Dio del tempo della fine, forse con un po’ di riluttanza, dovrà infine accettare ed affrontare gli ultimi 40 giorni di tribolazione o prova di cui abbiamo parlato sopra. Saranno necessari per la loro completa purificazione. 

Ancora una volta dovranno affidare totalmente la loro vita nelle mani di Dio quale salvatore, costi quel che costi! Nei versetti da 29 al 31 leggiamo:

29 Quando Giuseppe vide suo fratello Beniamino, figlio di sua madre, chiese: “È questo il vostro fratello più piccolo di cui mi avete parlato?” Poi disse a Beniamino: “Dio ti mostri il suo favore, figlio mio”. 30 Sopraffatto dall’emozione per la presenza di suo fratello, Giuseppe si affrettò a uscire e cercò un luogo dove piangere. 

Quindi entrò in una stanza privata e scoppiò in lacrime. 31 Poi si lavò la faccia e, padroneggiandosi, tornò da loro e disse: “Servite il pasto”.

Genesi 43:29-31

Come nel caso di Giuseppe, anche al nostro re il Cristo non fa piacere dover mettere alla prova i suoi fratelli. Tuttavia questo è l’unico modo per verificare la loro idoneità per poter ricevere le benedizioni del regno. Come fondamento della nuova società, Dio si aspetta che i sopravvissuti soddisfino alcuni criteri.

Genesi 44

Nei versetti 1 e 2 leggiamo:

Più tardi Giuseppe diede questi ordini all’uomo che aveva la gestione della sua casa: “Riempi di viveri i loro sacchi, il più possibile, e metti il denaro di ognuno alla bocca del suo sacco. 2 Ma alla bocca del sacco del più giovane devi mettere anche il mio calice, il calice d’argento, insieme al denaro che ha pagato per il suo grano”. E lui eseguì gli ordini di Giuseppe.

Genesi 44:1,2

Ancora una volta, Giuseppe utilizza l’astuzia per sondare il cuore e le intenzioni dei suoi fratelli, proprio come Yehoshua il Cristo farà ancora una volta nel prossimo futuro. Si renderà irriconoscibile! Infine Giuseppe, mandò i suoi uomini all’inseguimento dei suoi fratelli subito dopo la loro partenza. Frugarono in cerca del calice d’argento di Giuseppe, che ritrovarono nel sacco di Beniamino. Di conseguenza i figli di Giacobbe, furono costretti dagli uomini di Giuseppe a tornare indietro. In seguito Giuseppe bleffa affermando di trattenere Beniamino, dato che è nel suo sacco che è stato trovato il calice d’argento di Giuseppe. Notate ora la straordinaria reazione di Giuda che dimostra che era cambiato notevolmente in meglio.

Nei versetti da 32 a 33 leggiamo:

32 Io [Giuda], tuo schiavo, mi sono fatto garante per il ragazzo, dicendo: ‘Se non te lo riporterò, avrò peccato contro mio padre per sempre’. 33 Quindi, ti prego, lascia che resti io al posto del ragazzo come schiavo del mio padrone, così che lui possa tornare a casa con i suoi fratelli.

Genesi 44:32,33

Giuda era pronto a sacrificarsi per suo fratello Beniamino! Anche i servitori di Dio che dovranno affrontare la prova finale dei 40 giorni, dovranno essere pronti, eventualmente, a sacrificare la loro vita in favore di “Beniamino“, cioè il loro splendido rapporto con il  padre YAHWEH che potremmo paragonare a un bimbo. 

Beniamino, cioè lo stretto legame che ci lega al padre, è la cosa più preziosa che hanno i veri cristiani. Sono cristiani dedicati ad una persona, il padre YAHWEH e non semplicemente ad una causa. È questo legame che Satana il diavolo vorrebbe rompere, inoculando il suo siero maledetto, il vaccino anti covid-19. Ancora una volta, il popolo di Dio dovrà rispondere con un tonante no alle minacce del vero governante di questo mondo!

Dopo che il popolo di Dio avrà superato la prova dei 40 giorni, cosa accadrà? Scopriamolo nel capitolo successivo.

Genesi 45:1-28

In Genesi capitolo 45 nei versetti 1 e 2 leggiamo:

Allora Giuseppe non riuscì più a controllarsi davanti a tutti i suoi servitori. Così gridò: “Fate uscire tutti!” Nessun altro restò con lui mentre si faceva riconoscere dai suoi fratelli.  2 E si mise a piangere così forte che lo sentirono gli egiziani e anche la casa del faraone. 3 Infine disse ai suoi fratelli: “Io sono Giuseppe! Mio padre è ancora vivo?” Ma loro non riuscivano a rispondergli, perché erano sconvolti.

Genesi 45:1,2

Avete notato in che momento infine Giuseppe si rivela ai suoi fratelli? 

Solo dopo che Giuda ed i suoi fratelli superano la seconda prova, essendo disposti a vendersi come schiavi al posto di Beniamino. Quindi in senso simbolico, il debito di Giuda viene infine pagato.  (Ezechiele 4:4-6). Allo stesso modo, il Cristo si manifesterà chiaramente ai suoi discepoli solo dopo che avranno superato la seconda prova che dovrebbe durare in totale 40 giorni simbolici. 

Allora il Cristo per così dire, potrà manifestare chiaramente le sue emozioni, ed i suoi discepoli comprenderanno il grande amore che prova per loro, un sentimento così straordinario da essere stato disposto a morire per loro. Le sue parole riportate in Giovanni 15: 14,15 acquisteranno ancora più valore, specialmente per quei discepoli che hanno la speranza di andare in cielo e poi governare con lui qui sulla Terra per mille anni. Infatti disse loro:

Non vi chiamo più schiavi, perché lo schiavo non sa quello che fa il suo padrone. Ma vi ho chiamati amici, perché tutte le cose che ho udito dal Padre mio ve le ho fatte conoscere”.

(Giovanni 15:14, 15)

Vale la pena quindi resistere fino al momento in cui Cristo si manifesterà chiaramente. Anche in questa tarda ora, nonostante abbiamo passato i tre anni e mezzo legati alla tribolazione, potremo ancora non vedere chiaramente il Cristo. Questo perché il Cristo appositamente si nasconde, ed il mondo è ancora sotto giudizio. Quando arriverà il momento, non solo i suoi discepoli lo “vedranno“, ma anche i suoi nemici percepiranno molto chiaramente con la mente la sua folgorante presenza. Infatti in Matteo 24: 30 leggiamo:

30 Allora nel cielo apparirà  il segno del Figlio dell’uomo, e tutti i popoli della terra si batteranno il petto per il dolore e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria.

Matteo 24:30

Inoltre, quando in Matteo 24:36, Yehoshua parla del giorno e dell’ora che nessuno conosce tranne il padre, evidentemente si riferisce soprattutto al momento della sua apparizione in gloria. Infatti disse anche: “Non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore”; e disse pure: “In un’ora che non pensate viene il Figlio dell’uomo” (Matteo 24:30, 42, 44).

Quando era sulla terra, Yehoshua  conosceva il momento in cui sarebbe iniziato il regno millenario, vale a dire il 5 novembre 2023?

A quanto pare sì, come abbiamo spiegato in un vecchio articolo dove trattammo la parabola dei talenti e quella delle mine. (Vai QUI ). Yehoshua ci stava dando delle indicazioni temporali precise, bisognava vivere gli ultimi quattro anni di questo sistema di cose per poterle comprendere chiaramente. Quello che non sapeva probabilmente, è il momento in cui si sarebbe manifestato chiaramente all’umanità eseguendo il giudizio finale. Questo perché quel giorno dipende dalla volontà di una persona, cioè dalla volontà e dalla decisione del padre YAHWEH nella sua autorità.

Presto il padre YAHWEH darà l’ordine ed inizierà la guerra finale di Armageddon. Dato che non possiamo vedere il Cristo, faremo bene a prenderci il tempo di studiare regolarmente la parola di Dio e questo ci permetterà di avere sempre vivo nella mente lo straordinario periodo finale che stiamo vivendo. 

Avete notato che il tempo sembra accelerare? Parlando degli ultimi 40 simbolici giorni di tribolazione, in Ezechiele capitolo 4, Dio menziona la formula un giorno per un anno. Nella prima applicazione in effetti si trattò di 40 anni invece di 40 giorni. Nella seconda applicazione riguardante il nostro tempo, il tempo è rovesciato, cioè i giorni diventano letterali, anche se in questo caso lo ribadiamo, i 40 giorni sono fondamentalmente simbolici. Se per pura curiosità portiamo all’estremo questo concetto, otteniamo che oggi un giorno vale un anno. Detto in altre parole, ciò che accade oggi in un giorno in tutti gli ambiti, ma soprattutto dal punto di vista profetico, in passato si sarebbe materializzato in un anno circa. 

Cambiamenti che in passato avrebbero richiesto secoli, oggi con la formula, un giorno per un anno si realizzano letteralmente  in tempi brevissimi. Se si osservano alcune religioni, noteremo che hanno subito un’evoluzione rapida, sia dal punto di vista dottrinale che dal punto di vista pratico, cambiamenti che in passato avrebbero richiesto secoli. Questo naturalmente vale anche per la società in generale che sta cambiando alla velocità di curvatura. L’espressione, “non si riesce a stare dietro al tempo”, oggi acquisisce più valore. Questo significa che gli eventi che porteranno alla seconda apparizione del Cristo, si svilupperanno così rapidamente che se non ci siamo preparati prima sarà impossibile resistere alle pressioni che presto subiremo. Ci toccherà portare il peso di un anno in un giorno. Continuiamo a chiedere la guida e lo spirito Santo al  padre YAHWEH, affinché possiamo resistere e stare in piedi in quei giorni. (Luca 21:34-36).

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