Vi è mai capitato di attendere un evento importante e che questo, non verificandosi nel momento atteso, vi abbia reso profondamente delusi? Alcuni discepoli di Yehoshua nel primo secolo, si sentirono in questo modo quando si resero conto che Yehoshua non era il messia guerriero che loro si aspettavano. La loro delusione arrivò all’apice quando, dopo tre anni e mezzo di predicazione, Yehoshua fu in seguito ucciso in malo modo su un palo di tortura. Le innumerevoli profezie messianiche, così come le profezie bibliche legate alla fine dei tempi, sono sbagliate? Ovviamente no!
In questo articolo, useremo l’episodio riportato nel libro di Giona nei capitoli 3 e 4 come illustrazione di alcune dinamiche legate alla fine di questa età. Giona in questo caso rappresenta ognuno di noi quali seguaci di Cristo negli ultimi istanti dell’attuale sistema di cose.
Iniziamo con la lettura dei versetti da 4 a 6 del Capitolo 3 di Giona:
4 Giona quindi entrò nella città e, percorrendola per un giorno di cammino, proclamava: “Solo 40 giorni ancora e Nìnive sarà distrutta!” 5 E i niniviti riposero fede in Dio, indissero un digiuno e si vestirono di sacco, tutti, dal più grande al più piccolo. 6 Quando udì il messaggio, il re di Nìnive si alzò dal trono, si tolse la veste regale, si coprì di sacco e si mise a sedere nella cenere.
Avete notato la reazione degli abitanti di Ninive? Contrariamente a quanto si poteva pensare, si pentirono e riposero fede in Dio! Allo stesso modo molti, durante la pandemia con le sue restrizioni, vedendo ciò che stava accadendo, ma soprattutto grazie anche alla predicazione dei veri cristiani in tutto il mondo, svilupparono una qualche forma di fede e di conseguenza si unirono ai veri cristiani In questa guerra spirituale. Infatti, i veri seguaci di Yehoshua, si resero subito conto che i vaccini cosiddetti anti covid-19, non sono altro che il marchio biblico della bestia e di conseguenza diffusero il lungo e in largo questo messaggio, un messaggio sostenuto dagli angeli di Dio (Apocalisse 14:9, 10).
Non si trattò di una predicazione effettuata da una denominazione Cristiana in particolare, ma da singoli cristiani sparsi in tutto il mondo. Infatti si trattò della più grande predicazione nella storia del Cristianesimo. Ma quale sarebbe stata la reazione del padre YAHWEH al sincero pentimento degli abitanti di Ninive, e di molti che nel nostro tempo prendono sul serio gli avvertimenti dei seguaci di Cristo?
Scopriamolo nella lettura del versetto 10
10 Di fronte alle loro azioni, vedendo cioè che avevano abbandonato le loro cattive vie, il vero Dio riconsiderò la decisione di far abbattere la calamità che aveva annunciato, e non la causò.
Avete notato che Dio non va avanti con la sua decisione come se fosse un treno, ma se ci sono gli estremi, è pronto a perdonare e cambiare direzione?
Ora, nel nostro tempo, in che modo si può dire che Dio riconsiderò la sua decisione di far abbattere la calamità su questo mondo?
Prima di tutto vogliamo ricordare che stiamo parlando di quella parte dell’umanità paragonabile agli abitanti di Ninive che si pentirono. Per quanto riguarda l’altra parte di Ninive o meglio degli Assiri, che in un’altra occasione si dimostrarono ribelli e bestemmiarono il padre YAHWEH, Dio mandò il suo angelo e in una sola notte 185.000 soldati assiri morirono. Infatti, in II Re 19:35 leggiamo:
35 Quella stessa notte l’angelo di YAHWEH uscì e uccise 185.000 uomini nell’accampamento degli assiri. La mattina presto, coloro che si alzarono videro tutti i cadaveri.
Questo significa, che una parte dei novelli Assiri verrà distrutta ad Armageddon, mentre come abbiamo scritto sopra, l’altra parte pentita, verrà preservata e infine salvata.
Ma in che modo tutto questo è già avvenuto in senso simbolico?
Vi ricordate del 2022? Molti di noi, a ragion veduta, si aspettavamo che subito dopo l’imposizione del marchio della bestia (cioè il vaccino anti covid 19) e quindi allo scadere dei tre anni e mezzo di tribolazione, sarebbe seguito immediatamente il rapimento degli eletti in cielo e la guerra finale di Armageddon. Ma come tutti sappiamo, le cose non sono andate in questo modo. È come se, simbolicamente, Dio avesse riconsiderato la sua decisione di recare la distruzione su questo mondo.
Questo periodo supplementare, ha permesso a molti di smettere di associarsi alle organizzazioni religiose di questo mondo, schierandosi decisamente e completamente dalla parte di Dio. In seguito, durante i 40 simbolici giorni di tribolazione o prova finale, Dio avrebbe fatto una selezione tra chi farà parte della grande folla e chi non.
Ma quale sarebbe stata la reazione di Giona per quanto concerne gli ultimi sviluppi?
Scopriamolo leggendo i primi tre versetti del capitolo 4 di Giona:
4 Giona, però, ne fu molto contrariato e si infuriò, 2 perciò pregò YAHWEH : “Ah, YAHWEH ! Non era forse proprio questo il mio timore quando ero nel mio paese? Ecco perché all’inizio cercai di fuggire a Tàrsis: perché sapevo che tu sei un Dio compassionevole e misericordioso, un Dio che è paziente e abbonda in amore leale, disposto a riconsiderare la decisione di far abbattere una calamità. 3 Ora, o YAHWEH , piuttosto toglimi la vita, ti prego, perché per me è meglio morire che vivere”.
Avete notato la reazione di Giona?
Come Giona, molti in tutto il mondo che attendevano la fine ed il rapimento in cielo nel 2022, cioè subito dopo l’imposizione del marchio-vaccino, si sono infuriati contro Dio e contro la profezia, alcuni arrivando ad accusare il padre YAHWEH per questa situazione.
Altri addirittura hanno cominciato a chiedersi se il vaccino fosse veramente il marchio della bestia profetizzato nel libro di Apocalisse. Naturalmente si trattava di una reazione umana a una crisi, proprio come Giona. Ovviamente Dio non aveva dato ai suoi servitori tutte le informazioni, ma solo le informazioni necessarie per arrivare almeno alla fine della tribolazione. In che modo il padre YAHWEH avrebbe aiutato il suo servitore Giona a vedere le cose dal punto di vista di Dio? Prima di tutto gli pone la domanda del versetto 4 che leggiamo:
4 YAHWEH gli chiese: “Ti sembra giusto arrabbiarti così tanto?”
In poche parole Dio invita Giona a riflettere sulla sua reazione sproporzionata e poco amorevole, dato che in gioco c’era la vita di migliaia di persone. Anche noi che viviamo nel tempo della fine e che aspettiamo ansiosamente il giorno della ricompensa, dobbiamo essere consapevoli che Dio ha sotto mano la situazione, e che questo periodo aggiuntivo sta dando l’opportunità a molti di chiarire la propria posizione a Dio e salvarsi. Dio desidera servitori a tempo indeterminato, cioè che lo servono anche se non hanno tutte le informazioni cronologiche che vorrebbero. Non è difficile immaginare Satana il diavolo dire a Dio:
“Vedi, i tuoi servitori ti servono perché sanno che dopo tre anni e mezzo di tribolazione e quindi l’imposizione del marchio della bestia, saranno rapiti in cielo. Ma prova ad allungare di un paio d’anni e vedi quanti ancora ti serviranno devotamente come prima!”
Perciò noi crediamo che, anche questo periodo di apparente pace e sicurezza, rientri nella prova finale che porterà ad Armageddon. La prova finale consiste anche nella perseveranza. Il vero cristiano deve esaminarsi continuamente per esser sicuro di seguire la condotta che lo porterà alla vita eterna, facendo attenzione a non andare né da una parte né dall’altra. Progredirà continuando a correggere di tanto in tanto la sua condotta per rimettersi, all’occorrenza, in carreggiata. Proseguendo rettamente sul suo cammino, infine, la sua perseveranza sarà resa perfetta e raggiungerà il suo obiettivo (2 Corinti 13:5), (Matteo 24:13).
Ma in quale altro modo Dio avrebbe aiutato il suo servitore Giona, a vedere le cose dalla prospettiva di Dio? Scopriamolo nei versetti da 5 a 6:
5 Dopodiché Giona uscì dalla città e si fermò a oriente d’essa; lì si costruì un riparo per sedersi all’ombra e vedere che cosa sarebbe accaduto alla città. 6 Allora YAHWEH Dio fece crescere sopra Giona una pianta, una zucca a fiasco, perché gli facesse ombra sulla testa e gli desse sollievo. E Giona si rallegrò molto per la zucca.
Nella nostra speciale illustrazione, cosa potrebbe rappresentare Giona che esce dalla città e si ferma ad Oriente?
Giona che esce dalla città di Ninive per fermarsi ad oriente di essa, potrebbe rappresentare il momento in cui i veri cristiani escono completamente dalle religioni, cioè da Babilonia la grande.
Nel nostro caso questo avviene in definitiva subito dopo i tre anni e mezzo di tribolazione, cioè ai primi di novembre 2022. Dopo quella data è come se i veri cristiani si fossero seduti fuori dalla città aspettando l’esecuzione del giudizio di Dio.
Cosa potrebbe rappresentare la zucca a fiasco, che Dio fece crescere per Giona?
Dato che la zucca a fiasco fu fatta crescere miracolosamente da Dio in una sola notte per dare un po’ di sollievo al profeta Giona, potrebbe simbolicamente rappresentare l’azione dello spirito santo in questo periodo di “pace e sicurezza” che i cristiani stanno vivendo dopo l’uscita da Babilonia la grande. Miracolosamente, Dio sta permettendo ai suoi eletti di godere di un po’ di pace, dopo la guerra spirituale legata all’imposizione del marchio della bestia. È come se in questo periodo godessero di un po’ di sollievo dal sole infuocato della persecuzione spirituale.
Nei versetti 7 e 8 leggiamo:
7 All’alba del giorno dopo, però, il vero Dio mandò un verme, che colpì la zucca e la fece seccare. 8 Quando il sole si alzò, Dio mandò anche un torrido vento orientale, e il sole era cocente sulla testa di Giona, tanto che lui si sentì mancare. E Giona implorava di morire, continuando a ripetere: “Per me è meglio morire che vivere”.
In che modo vengono rappresentati gli ulteriori 40 giorni di tribolazione in questi due versetti?
Prima di tutto Dio toglie in una certa misura la sua protezione, permettendo a un verme di colpire la zucca e farla seccare. Inoltre, quando il sole si fa caldo, Dio manda un vento torrido orientale, tanto che Giona si sente mancare dal calore.
Allo stesso modo, l’attesa della fine da parte dei veri cristiani, sarebbe stata contrassegnata a un certo punto da 40 giorni ulteriori di prova. Tornando al nostro racconto, a questo punto Dio chiede a Giona quanto leggiamo nel versetto 9:
9 Allora Dio gli chiese: “sembra giusto arrabbiarti tanto per la zucca?” “Sì, mi sembra giusto”, rispose Giona; “mi sono arrabbiato al punto di voler morire”.
Come Giona, forse anche noi ci siamo arrabbiati mentre siamo in attesa della fine di questo mondo. Probabilmente, ritenevamo fosse giusta la nostra arrabbiatura. Doveva arrivare la fine del mondo e noi dovevamo essere salvati, pensavamo. Ma nella sua grande sapienza, Dio aveva pensato ad una ulteriore manovra salvifica, prolungando per così dire il tempo della fine.
La nostra limitata capacità di visione e di elaborazione della realtà, non ci permette di vedere sempre chiaramente il piano di salvezza di Dio. Non a caso nella sua parola troviamo scritto:
8 “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, e le vostre vie non sono le mie vie”, dichiara YAHWEH. 9 “Infatti come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri dei vostri pensieri. (Isaia 55:8,9)
Ma cos’altro dice il padre YAHWEH al suo profeta, per aiutarlo ad afferrare il punto? Scopriamolo nei versetti 10 e 11:
10 Ma YAHWEH gli disse: “Tu ti sei dispiaciuto tanto per una zucca, una pianta per la quale non hai fatto nulla, che non è cresciuta per merito tuo: è venuta su in una notte, e in una notte è morta. 11 E io non dovrei dispiacermi per Nìnive la gran città, nella quale ci sono più di 120.000 persone che non sanno distinguere il bene dal male, oltre a molti animali?”
Purtroppo, noi esseri umani di tanto in tanto ci limitiamo a guardare esclusivamente il nostro orticello, ma non abbiamo la grande visione. La misericordia di Dio ha permesso a milioni di persone di fare retromarcia e cambiare il loro stile di vita per avvicinarsi a lui. Come dice il versetto 11, alcune delle persone alle quali Dio mostra misericordia, non sanno distinguere il bene dal male, mancando di istruzione biblica. Si tratta di persone che saranno salvate grazie alla legge della coscienza che troviamo scritta nel libro biblico di Romani al capitolo 2.
In seguito, durante il millennio, queste persone saranno istruite per raggiungere la perfezione fisica e spirituale così come la intende Dio. Allora, allo scadere dei mille anni, Satana il diavolo sarà liberato dalla sua prigione per tentare per l’ultima volta l’umanità.
Quelli che supereranno la prova finale, potranno finalmente accedere alla vera vita.
Presto il mondo di Satana scomparirà completamente e quelli che amano Dio potranno finalmente godere della pace e della sicurezza garantita da Dio e dal principe della pace, cioè suo figlio Yehoshua. Continuiamo quindi a servire Dio fedelmente, mentre attendiamo con pazienza il giorno della liberazione! (Apocalisse 20: 7-9), (ISAIA 9:6).


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