Fin dall’antichità, i servitori di Dio hanno cercato di conoscere i giorni in cui si sarebbero adempiute le profezie contenute nella parola di Dio. Già nel primo secolo, i discepoli di Cristo cercarono di capire i tempi e le stagioni in cui si sarebbero adempiute le profezie chiedendo direttamente al nostro Signore:
3 Mentre [Yehoshua ] sedeva sul Monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in privato e gli chiesero: “Dicci: quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua presenza e della conclusione del sistema di cose?”
In quell’occasione, Yehoshua diede loro una risposta composita per aiutarli a comprendere il periodo in cui avrebbe eseguito il giudizio sul sistema giudaico, ma anche in merito al periodo della sua seconda venuta, come possiamo leggere nel capitolo 24 di Matteo. Anche al profeta Daniele fu dato intendimento da Dio tramite l’angelo Gabriele su quando sarebbe arrivato il messia, ma anche sulla fine dei tempi. In questo articolo, prenderemo nuovamente in considerazione il capitolo 9 del libro biblico di Daniele, i versetti da 24 a 27, nella ricerca di altri dettagli significativi in merito all’adempimento di questi versetti nei nostri giorni. La prima cosa da tenere a mente è che questi versetti hanno più di un’applicazione. Ebbero più di un’applicazione nel primo secolo, ed hanno più di un’applicazione nel nostro tempo come vedremo. Cominciamo quindi con la lettura del versetto 24, che divideremo in più parti. In Daniele 9:24a si legge:
24 “Per il tuo popolo e per la tua città santa sono state stabilite 70 settimane, per far cessare la trasgressione, per porre fine al peccato, per espiare l’errore,
Quand’è che questa parte della scrittura ebbe un primo adempimento?
Ebbe un primo adempimento nel primo secolo, quando il Signore Yehoshua sacrificò la sua propria vita, ponendo le basi per far cessare la trasgressione, e porre fine al peccato. Con il suo sacrificio, permise all’umanità di potersi nuovamente avvicinare a Dio. Da allora in poi quelli che lo desiderano, possono ottenere il perdono dei loro peccati facendo appello al valore del sacrificio del nostro Signore. In 2 Corinti 5:19 leggiamo in merito:
19 cioè che Dio riconciliava con sé un mondo mediante Cristo, non annoverando loro i loro falli e affidando a noi la parola della riconciliazione .
Mentre in Ebrei 9:26 si legge:
26 Altrimenti, egli [Cristo] avrebbe dovuto soffrire spesso dalla fondazione del mondo. Ma ora si è manifestato una volta per sempre al termine dei sistemi di cose per togliere il peccato per mezzo del sacrificio di se stesso.
Quindi il sacrificio del Cristo ha permesso l’espiazione dei peccati e la riconciliazione con Dio.
Attenzione però: il termine espiazione ha una doppia valenza come vedremo.
Ma ora continuiamo la nostra lettura del versetto 24, riprendendo brevemente le ultime parole:
24 “Per il tuo popolo e per la tua città santa sono state stabilite 70 settimane . . .per espiare l’errore, per portare giustizia eterna,
Come abbiamo scritto sopra, espiare l’errore, può avere anche il senso di pagare le conseguenze di un determinato errore se non ci sono i presupposti per un perdono. Per esempio per chi ha commesso un omicidio, espiare l’errore potrebbe significare passare diversi anni in carcere, o addirittura pagare con la vita.
Allo stesso modo, portare giustizia eterna può comportare un giudizio. Nel primo secolo, si posero le fondamenta per portare giustizia, tuttavia l’adempimento pieno di questa profezia, si sarebbe concretizzato nel nostro tempo ad Armageddon, quando i malvagi saranno eliminati, ed i giusti entreranno finalmente nel nuovo mondo di giustizia governato dal Messia. Continuando, al versetto 24 leggiamo:
24 “Per il tuo popolo e per la tua città santa sono state stabilite 70 settimane . . .e imprimere un suggello sulla visione e sul profeta,
Ora, quale potrebbe essere il senso delle parole sopra?
Imprimere un suggello sulla visione, potrebbe avere il senso di conferma di realizzazione della visione profetica. Quindi, le Settanta settimane profetiche, avrebbero confermato al di là di ogni dubbio, la realizzazione della profezia Divina, o se vogliamo, sarebbero stati sufficienti per la materializzazione delle cose predette da Dio. Allo stesso modo, imprimere un suggello sul profeta, potrebbe essere inteso come conferma dello status di profeta veritiero per quanto riguarda Daniele, dato che le sue profezie si sarebbero realizzate. Oltre a Daniele, il profeta in questione potrebbe anche inteso come il Cristo,il quale fu unto dallo spirito santo ed adempi le profezie su di lui.
Inoltre, volendo applicare questa profezia per quanto riguarda i nostri giorni, imprimere un suggello sul profeta potrebbe essere inteso come suggellamento degli eletti, laddove gli eletti nell’insieme potrebbero rappresentare il profeta composito. Quando gli eletti, vale a dire i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7 saranno suggellati, significa che Dio ha preso la decisione irrevocabile, che questi fedeli saranno ricompensati con la vita immortale quali vincitori, e regneranno con Cristo per mille anni. Ma proseguiamo con la lettura dell’ultima parte del versetto 24:
24 “Per il tuo popolo e per la tua città santa sono state stabilite 70 settimane . . . per ungere il Santo dei Santi.
Quale significato potrebbe avere “ungere il santo dei Santi” o Santissimo ?
Per quanto riguarda l’unzione del “Santo dei Santi” noi riteniamo che l’espressione santo dei santi o Santissimo , non vada intesa come compartimento più interno del tempio di Gerusalemme, appunto il Santissimo, ma il luogo Celeste in cui Dio dimora.
Il Santissimo fu per così dire unto, quando il Cristo dopo il suo sacrificio sulla terra, andò in cielo per presentare a Dio il valore del suo sacrificio. In questo senso il Messia o l’unto, ha soddisfatto le esigenze della legge divina. Infatti, in Ebrei 9:24 leggiamo:
24 Infatti Cristo non è entrato in un luogo santo fatto da mani umane, che è una copia della realtà, ma nel cielo stesso, per presentarsi ora davanti a Dio per noi.
Inoltre nel nostro tempo, “ungere il santo dei Santi”, potrebbe essere inteso come il rapimento degli eletti in cielo. Proprio come Cristo, gli eletti purificati e glorificati, si presenteranno a Dio quali suoi figli approvati o “unti del Signore”, riempiendo così la casa di Dio di unti approvati dal padre YAHWEH.
Continuando con la nostra lettura, al versetto 25 leggiamo:
25 Devi sapere e capire che a partire dall’emanazione dell’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia, il Condottiero, passeranno 7 settimane, e anche 62 settimane. Sarà restaurata e ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi di difficoltà.
Per quanto riguarda il versetto 25, in un precedente articolo avevamo scritto:
In che modo questa parte della scrittura ebbe un primo adempimento?
Questo ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme, avvenne a quanto pare verso il 455 a.E.V. In quel tempo, indicano gli storici, il re al potere era Artaserse di Persia; sapere questo ci permette di calcolare il momento dell‘arrivo del messia, cioè verso il 29 E.V. quando il Cristo aveva circa 30 anni. Questo perché le settanta settimane sono convertite in 490 giorni, laddove un giorno vale un anno.
Al versetto 26a leggiamo:
26 “E dopo le 62 settimane il Messia sarà stroncato, senza nulla per sé.
Dopo aver menzionato le sette settimane più sopra, come avrete notato, il testo menziona altre 62 settimane, per un totale di 69 settimane.
7 + 62 + 1 = 70 settimane
7 + 62 = 69 settimane.
(69 settimane = 483 anni, un giorno per un anno)
Cos’è accaduto dopo 69 settimane ovvero 483 anni per quanto riguarda la prima applicazione?
Approdiamo al 29 E.V. quando il Cristo si presentò a Israele come il messia. Tre anni e mezzo dopo offrì la sua vita in sacrificio per l’umanità, fu risuscitato e ritornò in cielo. Quindi riepilogando, il Cristo fu ucciso a metà della settantesima settimana. Tuttavia c’è dell’altro come vedremo.
Continuiamo ora con la nostra lettura di Daniele 9 al versetto 26b:
“E il popolo di un condottiero che verrà distruggerà la città e il luogo santo, la cui fine arriverà come con un’inondazione. Sino alla fine ci sarà guerra; è stata decretata la devastazione.
Chi è il popolo di un condottiero che avrebbe distrutto la città e il luogo santo?
Furono gli eserciti Romani capeggiati da Tito che nel 70 E.V. come un’inondazione, rasero al suolo Gerusalemme distruggendo la città, ed il luogo santo, sarebbe a dire il tempio di Gerusalemme. Perciò quel sistema di adorazione fu definitivamente eliminato per volontà Divina. Ora il popolo di Dio, era rappresentato dai cristiani seguaci di Yehoshua, che avrebbero portato in ogni dove il suo messaggio di salvezza. Come Gerusalemme che ha apostatato e fu distrutta, anche la cosiddetta cristianità avrebbe subito un giudizio simile come vedremo.
Al versetto ventisette leggiamo:
27 “Lui terrà in vigore il patto per i molti per una settimana, e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta.
A quale periodo possiamo applicare questo versetto?
Questa scrittura, riteniamo vada applicata ad almeno due periodi di tempo, cioè sia nel primo secolo che nel nostro tempo. Quanto concerne il primo secolo, una pubblicazione afferma:
Il ministero pubblico di Yehoshua Cristo iniziò nell’ultima parte del 29 E.V. e durò tre anni e mezzo. Come era stato profetizzato, nei primi mesi del 33 E.V. Cristo fu “stroncato” quando morì su un palo di tortura, dando la sua vita umana come riscatto per l’umanità. (Isaia 53:8; Matteo 20:28) La necessità dei sacrifici di animali e delle offerte di dono prescritti dalla Legge cessò quando il risuscitato Yehoshua presentò a Dio in cielo il valore della sua vita umana sacrificata.
Anche se i sacerdoti ebrei continuarono a fare offerte sino alla distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 E.V., quei sacrifici non erano più graditi a Dio. Erano stati sostituiti da un sacrificio migliore, che non si doveva mai ripetere. L’apostolo Paolo scrisse: “[Cristo] offrì un solo sacrificio per i peccati in perpetuo . . . Poiché con una sola offerta di sacrificio ha reso perfetti in perpetuo quelli che sono santificati”. — Ebrei 10:12, 14
. . . Cosa avvenne alla fine della 70ª settimana?
Così nel 33 E.V., con la morte di Cristo, YAHWEH abrogò il patto della Legge. Come mai, allora, si poteva dire che il Messia doveva “tenere in vigore il patto per i molti per una settimana”? Perché mantenne in vigore il patto abraamico. Sino alla fine della 70ª settimana Dio concesse le benedizioni di quel patto ai discendenti ebrei di Abraamo.
Ma alla fine delle “settanta settimane” di anni, nel 36 E.V., l’apostolo Pietro predicò a un devoto italiano, Cornelio, ai suoi familiari e ad altri gentili. E da quel giorno in poi si cominciò a proclamare la buona notizia fra persone delle nazioni. [quindi fino alla settantesima settimana solo ai discendenti di Abramo, dopo la settantesima settimana anche ai non ebrei come Cornelio] — Atti 3:25, 26; 10:1-48; Galati 3:8, 9, 14. Link: QUI.
Ricordiamoci che stiamo parlando di una settimana convertita in anni.
Quindi:
7 giorni = 7 anni.
3,5 giorni = 3,5 anni.
In che modo questo versetto si applica anche ai nostri giorni?
Anche nei nostri giorni si sarebbe riprodotta una situazione simile a ciò che accadde nel primo secolo. Ora il patto di Dio, o il nuovo patto, riguarda i discepoli di Cristo, specialmente quelli con la speranza di andare in cielo, vale a dire i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7.
Come l’antico Israele, che deviò dalla retta via, anche il nuovo popolo di Dio, cioè i cristiani, col tempo si allontanarono dalla parola di Dio, adottando pratiche e credenze pagane, divenendo di conseguenza parte di Babilonia la grande, cioè la religione globale deviata. Per questa ragione anche le religioni cristiane, proprio come l’Antica Gerusalemme nel primo secolo, avrebbero subìto la distruzione.
Tornando al versetto 27, lì viene detto che egli avrebbe mantenuto in vigore il patto per una settimana, ma a metà settimana, avrebbe fatto cessare i sacrifici ed offerte, offerte che andavano naturalmente a Dio, proprio come si faceva nel tempio di Gerusalemme. Chi è colui che avrebbe fatto cessare sacrificio ed offerta di doni a Dio?
Naturalmente si tratta del nostro Signore, il Cristo, con la sua morte come abbiamo detto sopra, anche se avrebbe utilizzato le potenze mondiali per realizzare questo obiettivo. Nel primo secolo ad eseguire materialmente l’uccisione di Yehoshua, fu la potenza dominante di quel tempo, cioè Roma.
Mentre, nel nostro tempo, Cristo indirettamente avrebbe utilizzato o permesso alla potenza mondiale (nascosta) del nostro tempo, di far cessare il sacrificio continuo a Dio. Determinato il momento in cui è stato fatto cessare il sacrificio continuo a Dio nel nostro tempo, possiamo determinare quando iniziano e quando finiscono i sette anni o l’ultima settimana profetica di Daniele capitolo 9.
Prima di determinare il momento in cui è stato fatto cessare il sacrificio continuo nel nostro tempo, ricordiamoci che questa profezia come tante altre, ha prima di tutto un adempimento spirituale che non trattiamo in questo articolo. Infatti, l’adempimento spirituale degli eventi predetti, anticipano di circa un anno l’adempimento “materiale”. In questo articolo ripetiamo, stiamo trattando solo l’adempimento “materiale” di questa profezia, in altri articoli abbiamo già trattato dell’adempimento spirituale, dove i tre anni e mezzo terminano il primo novembre 2022.
Ma quando i governi nazionali e i poteri mondiali nel nostro tempo hanno interrotto il sacrificio continuo, o i doni a Dio?
Durante la pandemia da covid-19. Ufficialmente, dal 11 marzo 2020, l’oms ha dichiarato lo stato di pandemia mondiale. A causa di questa pandemia, il mondo è entrato in lockdown, impedendo di fatto alle religioni di poter esercitare le loro funzioni normalmente. Organizzazioni religiose che in passato si erano dimostrate coraggiose ed inarrestabili, sono rimaste paralizzate dal cosiddetto nemico invisibile, vale a dire il coronavirus. Mai nella storia era successo che il mondo si fermasse o entrasse in lockdown come in uno stato di assedio militare. Niente più funzioni religiose, niente più predicazione della buona notizia, niente più riunioni pubbliche, come tutti sapete. Quindi adempiendo la profezia, i sacrifici a Dio, intesi come adorazione pubblica, sono stati interrotti. In merito ai sacrifici e doni offerti a Dio, la lettera agli ebrei al capitolo 13 versetto 15 afferma:
Per mezzo di [Yehoshua Cristo] offriamo sempre a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che fanno pubblica dichiarazione del suo nome”. — EBREI 13:15.
Una volta determinato che l’11 marzo 2020, ha segnato ufficialmente il momento dell‘interruzione del sacrificio continuo a Dio, possiamo determinare quando cominciano e finiscono i sette anni profetici aggiungendo o togliendo tre anni e mezzo profetici di 1260 giorni a quella data.
Ora, per quale altro motivo riteniamo che la settimana profetica si applica anche al nostro tempo?
Perché se rileggiamo attentamente il versetto 27 di Daniele 9 che abbiamo appena trattato, noterete che è una ripetizione del versetto 26 con una differenza importante, proprio come se l’autore volesse aiutarci a capire che c’è un doppio adempimento di questa profezia. Gli elementi comuni abbiamo detto sono:
- la morte del Cristo che avviene durante la settantesima settimana, cioè gli ultimi sette anni dei 490.
- La distruzione di Gerusalemme, che poi avverrà per mano dei romani.
- Alcuni aspetti legati al tempio.
Ora, qual è la differenza tra il versetto 26 e il versetto 27, che per noi è importante?
L’ultima parte del versetto 27 è tradotto nel modo seguente in alcune versioni della Bibbia tra cui la Diodati:
e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore».
Chi fu il devastatore nel primo secolo?
Come abbiamo già scritto, a devastare Gerusalemme fu l’esercito Romano. Tuttavia l’esercito romano nel primo secolo non fu devastato, anzi, prosperò ancora per diversi secoli imponendo la sua legge. Perciò questa profezia, non si adempie pienamente nel primo secolo.
Come si adempirà pienamente questo versetto nel nostro tempo?
Ricorrendo all’analogia, ricordiamoci che Gerusalemme era un sistema religioso con tanto di Tempio e di comandamenti ben stabiliti nella legge mosaica, un po’ come la Città del Vaticano, non è semplicemente una città, ma richiude in sé un sistema religioso ben stabilito.
Quindi il suo adempimento nel nostro secolo, deve riguardare le religioni cristiane che hanno succeduto al sistema religioso ebraico, come abbiamo già scritto più sopra. Perciò la devastazione e il giudizio di cui si parla in questi versetti, riguarda principalmente la distruzione delle religioni cosiddette cristiane, in quanto tutte hanno apostatato dalla verità della parola di Dio e dagli insegnamenti del Cristo.
Soprattutto perché nel periodo pandemico, si sono schierati col potere politico nel perseguitare i cristiani, spingendoli ad inocularsi il vaccino covid-19, che per i veri cristiani rappresenta il marchio biblico della bestia.
Quel terribile periodo, ha consentito ai veri cristiani di lasciare definitivamente le religioni. Infatti la stragrande maggioranza dei veri cristiani è già uscita dalle religioni che presto verranno distrutte, anche se potrebbero esserci dei “ritardatari”.
Quindi stiamo parlando di una terribile e mai vista distruzione fisica delle religioni cristiane, poiché la loro dissoluzione spirituale è già avvenuta, come ormai tutti possono constatare. Perciò i veri cristiani devono lasciare, se è ancora possibile, queste organizzazioni religiose destinate alla distruzione, poiché “l’onda d’urto” sarà tale da spostare per così dire le montagne. È inquietante sapere per esempio, che in alcune denominazioni religiose che prima ricorrevano in tempi brevi alla disassociazione di un membro, oggi è diventato quasi impossibile dissociarsi. I tempi per dissociarsi si sono allungati, quasi come se volessero trattenere i fedeli affinché soccombano insieme a loro.
Vogliono che voi veniate distrutti insieme a loro!
Ritornando alla parte B del versetto 27 di Daniele 9, veniva sottolineato che anche il devastatore sarebbe stato devastato. Questo significa che, dopo la distruzione delle religioni cristiane e della falsa religione in generale, anche i poteri politici ed internazionali che causeranno la devastazione della moderna Gerusalemme, vale a dire la cristianità, verranno a loro volta devastati dal Cristo ad Armageddon.
Cristo distruggerà questo ordine mondiale per stabilire permanentemente il suo regno millenario.
A quando esattamente le porte dell’ opportunità per chi è nella cristianità di fare parte della grande folla di apocalisse Capitolo 7 ,verranno chiuse ?
Se Gerusalemme rappresenta la cristianità, allora applicheremo come abbiamo già fatto in altri articoli, i 490 giorni o settanta settimane in modo letterale. Quindi: 490 giorni = 490 giorni letterali.
In Daniele 9: 24 abbiamo letto:
. . . a partire dall’emanazione dell’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia [ci sarebbero state in totale settanta settimane o 490 giorni].
Ora, quando far iniziare questo conteggio?
Noi riteniamo a partire dal 5/6 maggio o al massimo il giorno dopo cioè il 6/7 maggio. Il motivo è che il 5 maggio 2023 l’OMS dichiarò la fine dell’emergenza pandemica!
Su un piano materiale, in quella data il “luogo santo” o il popolo di Dio in tutto il mondo, raggiunse dal punto di vista di Dio la giusta condizione spirituale o “emerse vittorioso”.

Vittorioso da cosa? Dalla guerra spirituale legata all’imposizione del marchio della bestia, iniziato l’11 marzo 2020. L’11 marzo 2020 fu la data in cui l’oms dichiarò lo stato di pandemia globale ed iniziarono i vari lockdown. Inoltre bisogna ricordare che il nostro corpo in senso spirituale è come un tempio dove dimora lo spirito di Dio. Perciò il luogo santo che raggiunse la condizione giusta o uscì vittorioso dopo la guerra spirituale, sono i veri cristiani dopo la pandemia. Abbiamo vinto, perché non abbiamo permesso, nonostante le restrizioni, che il nostro corpo fosse contaminato dall’intruglio maledetto. (1 Corinti 3:16,17).
Come si arriva al 5/6 maggio 2023?
Prima di tutto in QUESTO precedente articolo, avevamo spiegato nel dettaglio il perché si arriva al 5 maggio 2023 partendo dalla scrittura di Daniele 8:13,14, dove si legge delle 2300 sere e mattine che corrispondono a 1150 giorni. Dopo questo periodo, il popolo di Dio avrebbe raggiunto, come abbiamo scritto sopra, la condizione giusta o, se vogliamo, il popolo di Dio sarebbe uscito vittorioso dalla guerra spirituale legata all’imposizione del vaccino Covid-19, cioè il marchio della bestia. Infatti in Daniele 8:13,14 leggiamo:
Fino a quando durerà la visione del sacrificio continuo, della trasgressione che causa devastazione e del calpestamento del luogo santo e dell’esercito?” 14 Allora mi disse: “Dovranno passare 2.300 sere e mattine; poi il luogo santo sarà certamente riportato alla sua giusta condizione”.

Nel nostro tempo, il calpestamento del luogo santo (cioè i veri cristiani), ha avuto luogo nel periodo della pandemia e della vaccinazione con le sue restrizioni. Infatti per il popolo di Dio in tutto il mondo, è stato un periodo di tribolazione mai vista prima.
Quindi:
11 marzo 2020 + 1150 giorni = 5 maggio 2023.
Ora, partendo dal 5/6 maggio 2023 ed aggiungendo 490 giorni, arriviamo al 5/6 settembre 2024. Se tuttavia facciamo partire il conteggio al giorno dopo, cioè il 6/7 maggio 2023, arriviamo alla sera del 7 settembre 2024 come data di scadenza dei 490 giorni o settanta settimane. Per comodità metteremo la scadenza a l’8 settembre. Quindi:
A)
- 5 maggio 2023 + 490 giorni = 5/6 settembre 2024.
B)
- 6/7 maggio 2023 + 490 giorni = 6/7 settembre 2024, che per comodità metteremo a 8 settembre 2024.
In attesa della realizzazione delle promesse divine, continuiamo a resistere e ad attendere il momento della liberazione che ci permetterà di entrare nel nuovo mondo.
(l’articolo è stato aggiornato)
Ci riuniamo per studiare la Bibbia ogni mercoledì alle ore 20:00 su Zoom. Per partecipare, il link di volta in volta lo trovate qui: https://t.me/ilvaccinosomigliatroppoalmarchio


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