È da quando Yehoshua Cristo lasciò questa terra nel primo secolo, che i suoi discepoli aspettano con ansia la sua seconda venuta. Conoscendo la natura umana, Dio fece in modo che al momento della dipartita di Yehoshua ,due angeli comparissero per spiegare ai suoi discepoli in che maniera sarebbe ritornato il nostro Signore. Infatti in merito,in Atti 1:10-11 leggiamo:
[i discepoli di Yehoshua] Stavano ancora fissando il cielo mentre lui [Yehoshua] se ne andava, quando all’improvviso apparvero accanto a loro due uomini in vesti bianche che dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Yehoshua , che di mezzo a voi è stato portato in cielo, verrà nella stessa maniera in cui l’avete visto andare in cielo” (Atti 1: 10,11).
Ma come vanno intese le parole, verrà nella stessa maniera in cui l’avete visto andare in cielo? In che maniera sarebbe ritornato il nostro Signore? Nell’analisi che faremo del Capitolo 17 del libro biblico di Luca, che è in parte un riassunto di una delle nostre adunanze, prenderemo in considerazione questo aspetto ed altri dettagli interessanti sul periodo della seconda venuta di Cristo. Iniziamo quindi con la lettura dei primi due versetti:
Quindi Yehoshua disse ai suoi discepoli: “È inevitabile che si presentino ostacoli che portano a peccare. Tuttavia, guai a colui mediante il quale si presentano! Sarebbe meglio per lui se gli si appendesse al collo una macina e fosse gettato nel mare, piuttosto che lui faccia sviare uno di questi piccoli.
Avete notato che parole forti usa Yehoshua in questa occasione? A chi si stava rivolgendo?
In termini generali naturalmente, si stava rivolgendo a tutti noi. Nessuno di noi dovrebbe essere una pietra di inciampo per altri fratelli. Dovremmo fare tutti del nostro meglio per essere di incoraggiamento, sia con le nostre parole che con le nostre azioni. Tuttavia, dal punto di vista profetico, si può dire che si stesse rivolgendo ai leader religiosi e quindi, per estensione, alla falsa religione globale chiamata nella Bibbia, Babilonia la grande. (Apocalisse 14:8). In che modo i leader religiosi nel nostro tempo hanno fatto inciampare i Fedeli? Per esempio, nel periodo della pandemia, hanno spinto insieme alla classe politica, affinché i loro associati si facessero inoculare il vaccino anti covid-19, che per noi rappresenta il marchio biblico della bestia. Quindi la caduta che hanno causato a questi cristiani incauti, è a quanto pare, ciò che nella Bibbia viene chiamato, il peccato contro lo spirito (Matteo 12:31, 32).
Infatti, nei versetti sopra, parlando di chi fa inciampare, viene detto che è meglio per lui legarsi a una macina e gettarsi nel mare. Anche il libro di Apocalisse, parlando della distruzione di Babilonia la grande, usa un’espressione simile, indicante in questo modo la sua fine definitiva. Leggiamo:
“E un forte angelo alzò una pietra simile a una grande macina da mulino e la scagliò nel mare, dicendo: ‘Così, con rapido lancio, Babilonia la gran città sarà scagliata giù, e non sarà più trovata” (Apocalisse 18:21).
Questi leader religiosi deviati, in combutta con i leader politici, altrove nella Bibbia vengono definiti, l’uomo dell’illegalità, il figlio della distruzione. (Per una più precisa trattazione, su chi sia l’uomo dell’illegalità, cliccare Qui.)
Ora, in un contesto in cui la bestia politica sta per distruggere completamente la religione globale, cosa possono fare i veri cristiani per mantenere una certa armonia fra loro? Nei versetti da tre a quattro, troviamo le direttive di Yehoshua in merito. leggiamo:
State attenti a voi stessi! Se tuo fratello commette un peccato rimproveralo, e se si pente perdonalo. Anche se pecca contro di te sette volte al giorno e sette volte torna da te dicendo: ‘Mi pento’, devi perdonarlo”.
Avete notato che Yehoshua usa l’espressione, lo devi perdonare?
Questo significa che dal punto di vista di Dio, perdonarci gli uni gli altri, è fondamentale per avere la sua approvazione. Come al solito, Satana il diavolo cerca di seminare divisioni tra il popolo di Dio, purtroppo se non si fa attenzione, anche quando si tratta di piccoli gruppi di cristiani. Tuttavia se ci atteniamo al comando di Yehoshua, non permetteremo al diavolo di averla vinta. Inoltre, perdonandoci gli uni gli altri, non saremo di inciampo per altri fratelli e, seguendo il ragionamento di Yehoshua, saremo diversi dall’uomo, come abbiamo letto sopra, meritevole di essere legato ad una macina e gettato nel mare.
Ora, per superare fedelmente i tempi difficili che ci attendono, oltre a perdonarci gli uni gli altri, di cos’altro abbiamo bisogno? Scopriamolo nella lettura dei versetti 5 e 6:
Ora gli apostoli dissero al Signore: “Dacci più fede”. Perciò il Signore disse: “Se la vostra fede fosse grande quanto un granello di senape, direste a questo gelso nero: ‘Sradicati e piantati nel mare!’, e vi ubbidirebbe.
Come gli apostoli, possiamo chiedere direttamente a Dio in preghiera di avere più Fede. Notate che continuare ad accrescere la nostra fede, è un punto fondamentale per affrontare ciò che ci aspetta, proprio come è stato un punto fondamentale durante la pandemia e gli obblighi vaccinali. Proprio perché siamo in un periodo di relativa pace e sicurezza, faremo bene a continuare a studiare e meditare attentamente sulle gemme contenute nella parola di Dio, accrescendo in questo modo la nostra fede.
Inoltre,sarà saggio di tanto in tanto, prenderci il tempo di ripensare a ciò che YAHWEH ha fatto per noi in questi ultimi cinque anni o nella nostra vita in generale. Possiamo ripensare a come ci ha sostenuti durante la pandemia, quando il nostro futuro si era fatto incerto ed avevamo il mondo contro. Sarà anche bene pensare a cosa potremmo eliminare per concentrarci meglio sulle cose spirituali, qualora in questo periodo di pace e sicurezza ci fossimo sovraccaricati di pesi non necessari. Ricordiamoci che ci stiamo preparando per la battaglia finale, perciò potrebbe essere vantaggioso, avere la mente ed il cuore concentrati e preparati per la battaglia. Ricordiamo che possiamo vincere!
Avete notato che, alla domanda degli Apostoli, Yehoshua non risponde direttamente dicendo che cosa dovevano fare per avere più Fede?
Era un po’ come se Yehoshua volesse fargli capire che avevano centrato il punto. La questione fondamentale era proprio la fede. Perciò sotto questo aspetto, i suoi discepoli sia del primo secolo, che del nostro tempo, devono continuare ad accrescere la loro fede. Accrescendo la loro fede, i suoi fedeli discepoli, avrebbero potuto fare cose straordinarie. Infatti, non per niente la scrittura dice che la mancanza di fede, è il peccato che facilmente ci intralcia (Ebrei 12:1).
Per superare le prove che ci aspettano nel prossimissimo futuro, quale dovrebbe essere secondo Yehoshua la nostra attitudine mentale in merito a ciò che abbiamo fatto per Dio, o in merito a quello che stiamo facendo oggi per Dio?
Scopriamolo leggendo i versetti da 7 a 10:
“Se uno di voi ha uno schiavo ad arare o a pascere il gregge, quando questo torna dai campi gli dirà forse: ‘Su, vieni qui e mettiti a tavola’? Non gli dirà piuttosto: ‘Preparami la cena, mettiti un grembiule e servimi finché non avrò finito di mangiare e bere, e poi potrai mangiare e bere anche tu’? Proverà forse gratitudine per lo schiavo perché ha fatto il suo dovere? Allo stesso modo, quando avete fatto il vostro dovere, dite: ‘Siamo schiavi buoni a nulla. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare’”.
Avete notato l’atteggiamento mentale che dovrebbe manifestare lo schiavo o servitore di Dio?
Dovrebbe riconoscere umilmente, di aver fatto solo il suo dovere. Se tuttavia coltiviamo un atteggiamento sbagliato, potremmo a un certo punto pretendere da Dio. Essendo peccatori e non meritevoli per diritto alla vita eterna, faremo bene ad abbassare i toni e riconoscere che la vita eterna è un dono di Dio.
Per quanto potremmo fare cose anche grandi per Dio, non saremo mai in grado di meritare con le nostre forze la vita eterna. Si tratta di un dono che Dio dà a coloro che, come lo schiavo dell’illustrazione, fanno del loro meglio per servire i loro Signore senza pretendere.
Perché Yehoshua ritiene necessario fare questo tipo di illustrazione?
Evidentemente perché questa attitudine, potrebbe essere una trappola mentale durante la crisi finale.
Vi ricordate della parabola di Yehoshua relativa ai lavoratori che avevano lavorato diverse ore, ma ricevettero la stessa paga con chi lavorò solo un’ora?
Anche in quel caso, coloro che avevano lavorato per più ore, ebbero da ridire al proprietario della vigna in merito alla paga. Volevano di più, o perlomeno, volevano che quelli che avevano lavorato di meno ricevessero di meno. (Matteo 20:1-15). Vogliamo ribadire ancora una volta, l’immeritata benignità di Dio è un “gratuito dono” e non lo possiamo guadagnare con le nostre opere, proprio come lo schiavo dell’illustrazione (Efesini 3:7).
Ora, profeticamente, a chi potremmo associare lo schiavo dell’illustrazione?
Potremo associare questo schiavo, ai rimanenti dei 144000 ed alla grande folla di Apocalisse capitolo 7. Come uno schiavo composito, questi fedeli servitori di Dio, fanno del loro meglio per servire il loro Signore. Individualmente ognuno di loro, rappresenta lo schiavo fedele e discreto descritto in Matteo 24: 45-47.
Ma quale altro attitudine dobbiamo coltivare individualmente per superare le prove che ci attendono? Leggiamo i versetti da 11 A 19 per scoprirlo:
Mentre andava a Gerusalemme, Yehoshua passò lungo il confine tra la Samarìa e la Galilea. Quando entrò in un villaggio, gli andarono incontro 10 lebbrosi, che però si fermarono a una certa distanza e gridarono: “Yehoshua , Maestro, abbi misericordia di noi!” Vedendoli, Yehoshua disse loro: “Andate e mostratevi ai sacerdoti”. Allora, mentre se ne andavano, furono purificati. Uno di loro, quando si accorse di essere guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce e si inginocchiò con il viso a terra ai piedi di Yehoshua ringraziandolo.
Tra l’altro era un samaritano. Yehoshua allora disse: “Non sono stati purificati tutti e 10? Dove sono dunque gli altri 9? Non è tornato indietro nessun altro per dare gloria a Dio a parte quest’uomo di un’altra nazione?” Dopodiché gli disse: “Alzati e va’! La tua fede ti ha sanato”.
Avete notato latitudine mentale del samaritano?
Nonostante non fosse un israelita, fu l’unico a tornare indietro dopo la guarigione dalla lebbra, ringraziando e lodando Dio. Questo significa che, per superare le prove che ci aspettano nel prossimo futuro, faremo bene a coltivare l’apprezzamento e la gratitudine per ciò che Dio ha fatto in passato e sta facendo per noi oggi. Se prendiamo l’abitudine di notare e di gioire anche dei piccoli doni che Dio ci fa ogni giorno, faremo sicuramente crescere in noi le suddette qualità (Luca 16:10).
Dato che abbiamo già definito a chi potremmo associare i malvagi leader religiosi del nostro tempo, abbiamo identificato il personaggio che rappresenta i fedeli 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, possiamo passare ad un’altra categoria di persone.
Ora, dal punto di vista profetico, a chi potremmo accostare questi dieci lebbrosi?
Potremmo associarli a quelli che chiameremo, “la compagnia mista“, simili agli stranieri che si associarono agli israeliti quando uscirono dall’Egitto (Esodo 12:38). Stiamo parlando di quelle persone che, durante la pandemia, anche se non prettamente credenti, hanno comunque lottato con noi e resistito al diktat vaccinale. Inoltre, la condizione del lebbroso in questo caso, è paragonabile alle restrizioni che abbiamo subìto durante la pandemia. Vi ricordate che il lebbroso in Israele doveva mantenere una certa distanza dalle persone sane (distanziamento sociale) doveva coprirsi la bocca e i baffi (la mascherina) e doveva stare rigorosamente in quarantena.
A cosa potremmo associare la guarigione operata da Yehoshua sui 10 lebbrosi?
Potremmo associarlo al momento in cui Dio ha fatto interrompere la tribolazione, liberando sia i veri cristiani che altre persone non vaccinate. (Matteo 24:21, 22).
A chi potremo associare il samaritano che mostra gratitudine, torna da Yehoshua e loda Dio?
Potremmo associarlo a coloro che durante la pandemia hanno sviluppato una qualche forma di Fede, riconoscendo la mano Divina nella situazione. Alcuni di loro in seguito si sono poi associati ai veri cristiani. Questo Samaritano che loda Dio è anche simile a quelli che, in Apocalisse 11:13, dopo il grande terremoto, danno gloria a Dio.
Allo stesso modo, il Samaritano è anche paragonabile al centurione romano presente all’esecuzione del Signore, ma che rimase stupito sia per le tenebre che precedettero la morte di Yehoshua sia per il violento terremoto che la seguì, e disse: “Di sicuro questo era il Figlio di Dio!” (Matteo 27:54).
Ora, tornando alla lettura di Luca capitolo 17, leggiamo i versetti 20 e 21:
Interrogato dai farisei su quando sarebbe venuto il Regno di Dio, Yehoshua rispose loro: “Il Regno di Dio non viene in un modo evidente a tutti, né si dirà ‘eccolo qui!’ o ‘eccolo là!’ perché, ecco, il Regno di Dio è in mezzo a voi”.
In che senso il regno di Dio non sarebbe venuto in modo evidente a tutti, se più avanti nello stesso capitolo dice che sarebbe stato come un lampo che è visibile in lontananza ed evidente a tutti?
Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo tenere conto che in questa occasione Yehoshua sta parlando di due eventi diversi.
Il ritorno di Yehoshua parte 1
Vogliamo ricordare che in questo caso, Yehoshua sta rispondendo ai farisei. Perciò si può dire che il ritorno del Cristo non sarebbe stato evidente ai farisei o al mondo in generale. Tuttavia per i veri cristiani, il suo ritorno sarebbe stato evidente grazie alla fede e alla conoscenza delle sacre scritture.
Quand’è che Yehoshua tornò in modo poco evidente ai suoi nemici nel nostro tempo?
Nel 2019.
Yehoshua è ritornato nella stessa maniera in cui è andato via, nel senso che i soli testimoni, sarebbero stati i suoi veri discepoli. Per le persone come i farisei, il suo ritorno non sarebbe stato né appariscente né evidente. Questo purtroppo vale anche per molti che si definiscono cristiani. Infatti molti cosiddetti cristiani, non hanno ancora capito tuttora che Cristo è qui!
Per avere un po’ più chiaro il senso delle parole di Yehoshua, proseguiamo con la lettura dei versetti da 22 a 24 di Luca capitolo 17:
Disse dunque ai discepoli: “Verrà il tempo in cui desidererete vedere uno dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. E vi diranno ‘eccolo là!’ o ‘eccolo qui!’ Non andate e non seguiteli, perché come il fulmine sfolgora da una parte all’altra del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.
Volendo applicare i versetti sopra al nostro tempo, quand’è che alcuni avrebbero detto che il Cristo è qua o che il Cristo è là? A quale periodo della storia si riferisce Yehoshua?
Noi riteniamo, che si riferisca al periodo della storia che inizia da dopo la sua morte, fino al 2019. Prima di quella data, dire che Cristo è qui o il Cristo è là, sarebbe stato prematuro. Il Cristo non era ancora venuto.
In che senso nel suo giorno Cristo sarebbe stato come un fulmine che folgora e che tutti possono vedere? Quand’è che si è adempiuta questa scrittura?
Prima di tutto bisogna ricordare che il “giorno di Cristo” non è un giorno letterale, ma un periodo che dura qualche anno. Inoltre, la presenza di Cristo, è divenuta evidente ai veri cristiani, durante la pandemia e gli obblighi vaccinali. Quell’evento eccezionale, è stato come un fulmine, perché è stato visibile in tutto il mondo. Per la prima volta nella storia, tutto il mondo è andato in lockdown, un po’ come quando Gerusalemme fu assediato dall’esercito romano.
Dopo il lockdown, l’umanità è stata forzata alla vaccinazione anti Covid-19, che i veri cristiani hanno identificato subito come il marchio della bestia. Anche se questi eventi sono stati visibili in tutto il mondo, tuttavia, solo i veri cristiani hanno capito chiaramente che si è trattato del ritorno invisibile del Cristo. Da allora in poi, Yehoshua è invisibilmente presente e sta operando attivamente. Essendo Yehoshua Cristo il re messianico, la sua presenza sulla scena terrestre sancisce che il regno di Dio è qui. Allo stesso modo nel primo secolo Yehoshua poté dire ai farisei che lo interrogavano che il regno di Dio è in mezzo a voi, questo perché Yehoshua il re messianico era in mezzo a loro. Al versetto 25 leggiamo:
25 Prima comunque [Cristo], deve subire molte sofferenze ed essere respinto da questa generazione.
Nel primo secolo in effetti, prima del suo secondo ritorno nel 70 E.V per eseguire il giudizio sul sistema di cose ebraico, Yehoshua fu torturato malamente ed in seguito ucciso, ma dopo tre giorni fu risuscitato da Dio alla vita immortale. Allo stesso modo, i discepoli di Yehoshua, in quanto simbolicamente rappresentano il Cristo venuto nella carne, prima del loro “ritorno simbolico” a Dio con approvazione, hanno dovuto soffrire molte sofferenze nei tre anni e mezzo della grande tribolazione che è stato anche un periodo di purificazione, ma che si è concluso definitivamente per tutti , il 5 maggio 2023, quando l’OMS ha proclamato la fine della pandemia. — 1 Corinti 6:15.
Il ritorno di Yehoshua parte 2
Una volta definito che cos’è il ritorno di Yehoshua , e quindi la venuta del regno di Dio in modo non comprensibile a tutti, ora vedremo il secondo aspetto del ritorno di Cristo. Ritornando a Luca 17, nei versetti da 26 a 30 leggiamo:
Inoltre come avvenne ai giorni di Noè, così sarà ai giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in moglie fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio e li distrusse tutti.
Lo stesso accadde ai giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano e costruivano. Ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma, dal cielo piovvero fuoco e zolfo, e furono tutti distrutti. 30. Così sarà anche nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà rivelato.
Avete notato come conclude Il versetto 30?
Parla del giorno in cui il figlio dell’uomo sarebbe stato rivelato. Rivelato a chi?
Al mondo intero.
Quindi stiamo parlando in questo caso, del periodo in cui Yehoshua si alzerà per eseguire i giudizi di Dio sul sistema di cose di Satana.
Prima verranno eliminate le religioni cosiddette cristiane ed i loro leader religiosi, poi in seguito verrà eliminato l’intero sistema di cose ad Armaghedon. Non si tratterà più di un evento visibile o comprensibile solo ai seguaci di Cristo, ma anche i suoi nemici comprenderanno che è arrivato l’Armaghedon biblico. Infatti, a proposito dello stato d’animo che avrebbe caratterizzato i nemici del Cristo in quel periodo cruciale, in Apocalisse 6:15-17 leggiamo:
“E i re della terra e gli uomini preminenti e i comandanti militari e i ricchi e i forti e ogni schiavo e ogni persona libera si nascosero nelle spelonche e nei massi di roccia dei monti. E continuano a dire ai monti e ai massi di roccia: ‘Cadeteci sopra e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché il gran giorno della loro ira è venuto, e chi può stare in piedi?’” — Apocalisse 6:15-17.
Quel periodo di giudizio sarebbe piombato all’improvviso su coloro che non avrebbero capito che Cristo è qui anche se non lo possiamo vedere, e si sta organizzando per eseguire il giudizio finale su questo mondo. Ecco dove nasce la necessità di sviluppare una maggiore fede, poiché per riuscire a vedere la presenza del Cristo oggi, è necessario avere una fede solida.
Inoltre i versetti sopra, ci ricordano che per sopravvivere alle prove che ci aspettano, dobbiamo continuare a mantenere un’alta vigilanza spirituale.
Non ci possiamo permettere di addormentarci spiritualmente come il mondo ai tempi di Noè e Lot, pensando che siamo ormai in un periodo di pace e sicurezza, e tutto è ritornato come prima dell’inizio della pandemia.
No!
Siamo pericolosamente vicini al momento in cui Cristo eseguirà i giudizi. E come un soldato, il vero Cristiano non si può permettere proprio ora di rilassarsi. Deve essere vigile come i trecento di Gedeone.
Ora, Cos’altro è necessario fare per resistere alle prove che ci aspettano? Scopriamolo leggenda Luca 17, i versetti da 31 a 33:
“Quel giorno chi è sulla terrazza non scenda in casa a prendere le sue cose, e similmente chi è nel campo non torni indietro. Ricordate la moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, ma chi la perderà la salverà.
Durante la pandemia da covid-19, Abbiamo già dovuto prendere delle decisioni drastiche per obbedire al comando divino, di evitare il marchio della bestia, rappresentato dal vaccino anti Covid-19.
Quelli che hanno voluto “salvare la loro anima”, hanno finito per accettare il marchio della bestia. Mentre quelli che come noi, hanno rifiutato di accettare il marchio della bestia, hanno per così dire perso la loro anima, in quanto sono stati esclusi dalla società, subendo la cosiddetta morte sociale.
Ora, qual è il punto?
Il punto è che, dobbiamo mantenere la nostra posizione e non voltarci o tornare indietro. Quelli che come noi, hanno rifiutato il marchio, dopo la fine della pandemia, si sono ritrovati come se fossero al sicuro a Pella, cioè lontani dalle grinfie della bestia politica. Tuttavia, cosa accadrebbe se un cristiano incautamente tornasse per così dire a Gerusalemme, là dove ci sono ancora gli eserciti romani?
In che modo potremmo ritornare simbolicamente a Gerusalemme?
Per esempio, ritornando ad associarci con le chiese della cristianità, che sappiamo saranno distrutte a breve. I leader religiosi di tutte le denominazioni, hanno spinto i fedeli ad accettare il marchio della bestia, divenendo in questo modo complici. Ritornare sotto l’influenza o la direzione di questi leader religiosi, significa non aver compreso chiaramente i tempi in cui stiamo vivendo. Dato che la nostra fuga, a differenza degli ebrei del primo secolo non è fisica ma spirituale, dobbiamo fare di tutto per mantenere una certa distanza fra noi e le organizzazioni religiose di questo mondo. Se continuiamo ad essere troppo vicini alle organizzazioni religiose di questo mondo, rischiamo di non essere accettati da Dio! Quindi, il punto non è ciò che pensano gli uomini, ma ciò che pensa Dio. Potrebbe Dio ritenere di averci dato sufficiente tempo, per porre una distanza accettabile tra noi e le organizzazioni religiose del nostro tempo?
In questo caso, stiamo correndo dei rischi!
Ma cos’altro sarebbe accaduto in quei tempi cruciali e frenetici? Scopriamolo nella lettura dei versetti 34 e 35:
Vi dico che quella notte due persone saranno in un letto: una sarà presa, l’altra sarà lasciata. Ci saranno due donne a macinare alla stessa macina: una sarà presa, l’altra sarà lasciata”.
Come possiamo intendere queste parole di Yehoshua ?
Possiamo intenderle in almeno due modi.
Essere presi Parte 1
Prima di tutto dobbiamo ricordare, come abbiamo scritto spesso nei nostri articoli, che il Vangelo di Luca si rivolge dal punto di vista profetico, principalmente a coloro che sopravvivranno ad Armageddon per vivere sulla terra, non a coloro che andranno in cielo. Quindi in questo caso essere presi, non si tratta di un rapimento in cielo. Perciò essere presi in questo caso specifico noi riteniamo significhi prima di tutto essere selezionati per la salvezza.
Presi da che cosa?
Presi o avvolti dallo spirito santo, essendo identificati o segnati da Dio, quali cittadini del nuovo mondo.
In Apocalisse 13:10, i veri cristiani che resistono alla bestia politica e all’imposizione del marchio della bestia, vengono definiti santi. In merito alla parola santo, un’enciclopedia biblica afferma:
Il termine originale nelle Scritture Ebraiche dà l’idea di qualcosa di separato, esclusivo o consacrato a Dio, il quale è santo; indica la condizione di chi o di ciò che è riservato al servizio di YAHWEH . Analogamente, nelle Scritture Greche Cristiane i termini resi “santità” e “santo” denotano separazione per servire Dio; sono usati anche in riferimento alla purezza della condotta di un individuo (Marco 6:20; 2 Corinzi 7:1; 1 Pietro 1:15, 16). Link: Qui.
Quindi, quelle prese, sono quelle persone che verranno preservate e salvate durante la guerra finale di Armaghedon. In questo caso essere presi, ha la durata di alcuni anni. Non si tratta di essere presi in un giorno, ma in un dato periodo di tempo.
Essere presi Parte 2
Ora, dato che stiamo parlando di coloro che vivranno sulla terra, in questo secondo caso essere presi potrebbe essere inteso come presi fisicamente per il grande Esodo di cui parliamo nei nostri articoli.
Link: Qui.
Su come potrebbe avvenire in modo pratico il grande Esodo per la salvezza, potrete trovare spiegazioni cliccando Qui.
Inoltre, dato che in ogni momento nel mondo in alcune zone del pianeta è giorno, mentre in altre zone è notte, possiamo comprendere perché Yehoshua parla di persone che vengono presi la notte, mentre altre vengono presi di giorno.
Continuando con la nostra lettura, al versetto 37 leggiamo
37 Quindi gli chiesero: “Dove, Signore?” Yehoshua rispose: “Dov’è il corpo, là si raduneranno anche le aquile”.
Questo versetto naturalmente, va inteso in senso spirituale non letterale.
Ora, chi potrebbero essere le aquile in questo versetto?
Le aquile in questo versetto, potrebbero rappresentare simbolicamente, i veri discepoli di Cristo paragonabili ad aquile dalla vista spirituale acuta, i quali si raduneranno intorno al vero Cristo, il Figlio dell’uomo, al tempo del suo secondo ritorno. Allora, come in effetti sta già accadendo oggi, Yehoshua renderà disponibili verità bibliche, che permetteranno a tutti coloro che avranno fede di avere la vita eterna.
Cosa rappresenta il corpo attorno al quale si raduneranno le aquile per cibarsi?
Il Cristo.
Infatti in un’occasione, Yehoshua stesso parlando simbolicamente di sé disse:
Verissimamente vi dico: Se [voi, miei ascoltatori giudei,] non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi [fra voi miei ascoltatori] si nutre della mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno; poiché la mia carne è vero cibo, e il mio sangue è vera bevanda. Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me, e io unito a lui. Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo a causa del Padre, così chi [fra voi miei ascoltatori] si nutre di me vivrà anch’egli a causa di me. Questo è il pane che è sceso dal cielo. (Giovanni 6:53-59).
Dato che il tempo rimasto è ridotto, come aquile, rimaniamo vigili in attesa del giorno della liberazione. Fuggiamo dalle organizzazioni religiose di questo mondo consapevoli che stanno per essere giudicate, e continuiamo a coltivare le qualità cristiane come la fede, che ci permetteranno di affrontare a testa alta la tempesta che sta per avvolgere il mondo intero.
Ci riuniamo per studiare la Bibbia ogni mercoledì alle ore 20:00 su Zoom. Per partecipare, il link di volta in volta lo trovate qui:


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