L’ORA DELLA SCELTA (Giovanni 9:1-41)

Vi ricordate quando avete sentito per la prima volta parlare del marchio della bestia? Poi, nell’autunno del 2019, scoppiò la cosiddetta pandemia da coronavirus con il suo vaccino spiritualmente velenoso, che poi abbiamo identificato come il marchio della bestia predetto in Apocalisse capitolo 13. Ad essere segnati da questo marchio velenoso, non furono solo coloro che si fecero vaccinare, ma tutti noi che abbiamo vissuto quel drammatico periodo. Infatti quei giorni ci hanno segnato indelebilmente e cambiato nella mente e nel cuore, tant’è vero che ancora oggi ripensando a quei giorni, ci domandiamo come sia stata possibile una tribolazione di una tale portata (Matteo 24:21).

Sapevate che c’è un racconto nella Bibbia, che sembra ricalcare la modalità con cui siamo stati messi sotto pressione durante il periodo pandemico? Ma soprattutto il racconto ci apre gli occhi sulla modalità d’azione e di pensiero del Cristo Re (1 Corinti 2:16). Esamineremo il capitolo 9 del libro di Giovanni, facendo delle analogie con ciò che noi abbiamo vissuto in questi ultimi cinque anni. Perciò, questo articolo, è un po’ un riassunto dell’adunanza che abbiamo tenuto questa settimana.


Iniziamo quindi con la lettura di Giovanni capitolo 9, i primi tre versetti:

Mentre camminava, Yehoshua vide un uomo cieco dalla nascita.  I suoi discepoli gli chiesero: “Rabbi, dato che quest’uomo è nato cieco, chi ha peccato? Lui o i suoi genitori?” Yehoshua  rispose: “Né quest’uomo né i suoi genitori hanno peccato, ma è così perché in lui possano manifestarsi le opere di Dio.

Chi o cosa potrebbe rappresentare l’uomo cieco dalla nascita?

L’uomo nato cieco, sotto diversi livelli potrebbe rappresentare i veri cristiani nel tempo della fine. Eravamo per così dire non vedenti, in quanto siamo tutti cresciuti all’interno delle organizzazioni religiose che, in un modo o nell’altro, non ci permettevano di vedere chiaramente il Cristo Re. Avevamo bisogno che il Cristo ci aprisse per così dire gli occhi, per comprendere l’essenza dei suoi insegnamenti e così renderci conto dei tempi drammatici in cui stiamo vivendo. Inoltre, come discendenti di Adamo ed Eva, ovviamente abbiamo ereditato il peccato e purtroppo a volte questo si traduce in difetti fisici o genetici come nel caso dell’uomo nato cieco. Inoltre, nel versetto 8 ci viene ricordato che l’uomo era un mendicante. Proprio come l’uomo nato cieco, anche i veri cristiani nel tempo della fine hanno per così dire elemosinato, dal punto di vista spirituale, la conoscenza profonda della parola di Dio ai leader religiosi, leader che notoriamente sono parsimoniosi nell’elargire la vera conoscenza biblica (Matteo 5:3). Quindi il grande difetto fisico dell’uomo in questione, in questo caso avrebbe fornito l’occasione per dare gloria al padre YAHWEH.

Volendo applicare il racconto ai nostri giorni, in quali anni possiamo collocare gli eventi del racconto?

Come poi verrà spiegato al versetto 14, l’episodio della guarigione dell’uomo nato cieco si svolge di sabato, o se vogliamo nel giorno del Signore, che in questo caso corrisponde al periodo che inizia nel 2019, fino almeno al 2024 (Apocalisse 1: 10). Quindi si tratta di un periodo che dura circa 5 anni e comprende l’inizio del millennio messianico, millennio che è iniziato il 5 novembre 2023 da un punto di vista spirituale. La  manifestazione fisica del regno millenario, riteniamo che avverrà l’anno biblico che è iniziato l’8 novembre 2024. Infatti, l’analisi dei versetti 4 e 5, sembrano confermare la nostra ipotesi. Leggiamo:

Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; viene la notte, durante la quale nessuno può agire.  Finché sono nel mondo, io sono la luce del mondo”.

A cosa potremmo associare la notte di cui parla Yehoshua nel versetto sopra?

Nel primo secolo, la notte rappresenta il periodo in cui Yehoshua  fu accusato, arrestato e poi ucciso. Mentre nel nostro tempo, la notte ha rappresentato il periodo di persecuzione legato alla pandemia ed agli obblighi vaccinali. Come nel caso di Yehoshua, in quei tre anni e mezzo, i veri cristiani sono stati sottoposti alla morte simbolica, essendo praticamente esclusi dalla società come ben sapete. Perciò era necessario da parte di Yehoshua agire tempestivamente per aiutare i suoi discepoli sulla terra. Come una grande luce, Yehoshua aveva il compito di illuminare i suoi discepoli che stavano per entrare in un periodo particolarmente tenebroso. Inoltre, da un certo punto di vista, nel periodo della tribolazione Dio avrebbe in una certa misura tolto la protezione sul suo popolo, permettendo che fosse sottoposto alla tribolazione per essere vagliato. A quelli tra i discepoli di Yehoshua che in quel periodo buio si affidavano alla parola di Dio venivano gradualmente aperti gli occhi spirituali.

Proseguendo con la nostra lettura di Giovanni 9, nei versetti da 6 a 7 leggiamo:

Detto questo, sputò per terra e con la saliva fece un miscuglio, che applicò sugli occhi dell’uomo;  poi gli disse: “Va’ a lavarti nella piscina di Sìloam” (che si traduce “inviato”). Lui vi andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Nel nostro tempo, cosa potrebbe rappresentare il miscuglio che Yehoshua  applicò sugli occhi dell’uomo nato cieco?

Il miscuglio che fu applicato agli occhi dell’uomo nato cieco, probabilmente, come sottolinea un fratello, potrebbe rappresentare una dimostrazione visibile che Yehoshua stava per fare qualcosa di nuovo, come ricreare con un miscuglio di terra e saliva un organo, cioè una parte degli occhi evidentemente mancante. Dopodiché l’uomo doveva fare la sua parte, andando a lavarsi nella piscina di Siloam. Nel nostro tempo, invece, il simbolico miscuglio applicato sugli occhi dei veri cristiani, potrebbe rappresentare lo spirito santo che Yehoshua dispensò in una certa misura ai suoi discepoli, poco prima della pandemia. Quella che possiamo chiamare “essenza di spirito santo” per attivarsi ed operare il miracolo, richiedeva che il singolo Cristiano facesse la sua parte.

Cosa dovevano fare?

Dovevano andare per così dire a bagnarsi nella piscina di Siloam.

Cosa potrebbe rappresentare la piscina di Siloam nel nostro tempo?

La piscina di Siloam nel nostro tempo potrebbe rappresentare simbolicamente, espressioni profetiche della parola di Dio, contenute negli scritti degli apostoli di Yehoshua, in particolare nel libro di Apocalisse, come anche nei Vangeli, dove veniamo avvertiti sul  marchio della bestia, marchio che nel giorno del Signore in cui viviamo, sarebbe stato imposto all’umanità.

Quindi, per avere gli occhi aperti sulla natura del vaccino anti covid-19, bisognava lavarsi nella parola profetica di Dio, in questo modo avremmo attivato lo spirito santo rappresentato dal miscuglio applicato da Yehoshua all’uomo nato cieco, spirito santo che ci avrebbe aperto gli occhi durante quel periodo drammatico. Siloam, come abbiamo letto al versetto 7, significa letteralmente “inviato” o se vogliamo “mandato“, proprio come la parola “apostolo“, significa letteralmente, mandato o inviato. Per questo motivo la piscina di Siloam può correttamente rappresentare gli scritti degli Apostoli.

Ora, proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 8 a 12 leggiamo:

 Allora i vicini e quelli che erano soliti vederlo mentre chiedeva l’elemosina dicevano: “Ma questo non è l’uomo che stava seduto a chiedere l’elemosina?” 

 Alcuni sostenevano: “È lui”. Altri invece: “No, gli assomiglia soltanto”. Lui insisteva: “Sono io”.  Così gli domandarono: “E allora come si sono aperti i tuoi occhi?”  Lui rispose: “L’uomo chiamato Yehoshua  ha fatto un miscuglio, me lo ha applicato sugli occhi e mi ha detto: ‘Va’ a Sìloam e lavati’. Perciò ci sono andato, mi sono lavato e ho ottenuto la vista”.  Allora gli chiesero: “E lui dov’è?” “Non lo so”, disse.

Anche davanti al miracolo, avete notato l’incredulità delle persone che  riconoscevano l’uomo  nato cieco?

Allo stesso modo durante la pandemia, nonostante molti riconoscessero che il vaccino anti-covid19 potesse effettivamente essere il marchio della bestia predetto nelle scritture, dato che, come un miracolo, collima perfettamente con le profezie inerenti al marchio, hanno comunque rifiutato la testimonianza delle scritture, finendo per accettare il marchio-vaccino. Proprio come i vicini dell’uomo nato cieco, avrebbero dovuto esaminare con attenzione se era proprio lui, allo stesso modo i cristiani della nostra generazione, avrebbero dovuto esaminare con molta attenzione la testimonianza dell’apostolo Giovanni in Apocalisse capitolo 13 sul marchio della bestia. Inoltre, avrebbero dovuto prestare attenzione alla testimonianza di altri cristiani, che con prove alla mano dimostravano che il vaccino anti covid-19 è il marchio della bestia ed agire di conseguenza.

Avete notato la risposta dell’uomo nato cieco alla domanda dov’è Yehoshua?

L’uomo rispose di non saperlo. Allo stesso modo, quando Yehoshua  simbolicamente applicò su di noi il miscuglio per riacquistare la vista, lo fece negl’invisibilità. Yehoshua venne invisibilmente ed operò miracoli di apertura spirituale degli occhi su quelli che erano pronti. 

Avete notato che fu Yehoshua  a prendere l’iniziativa nel guarire l’uomo nato cieco?

Allo stesso modo, nel nostro tempo, l’apertura degli occhi spirituali fu operata a discrezione di Yehoshua. Fu lui a determinare chi era pronto per questo privilegio.

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 13 a 14 leggiamo:

 Così portarono l’uomo che prima era cieco dai farisei.  Per inciso, il giorno in cui Yehoshua  fece quel miscuglio e gli aprì gli occhi era Sabato.  Anche i farisei, a loro volta, iniziarono a chiedergli come aveva ottenuto la vista. Lui raccontò: “Mi ha applicato un miscuglio sugli occhi, io mi sono lavato e ora ci vedo”.  Allora alcuni farisei dicevano: “Quell’uomo non è da Dio, perché non osserva il Sabato”. Altri invece dicevano: “Come può un peccatore compiere segni come questi?” E fra loro c’erano pareri discordi.  Quindi chiesero di nuovo al cieco: “E tu cosa dici di lui, dato che è a te che ha aperto gli occhi?” L’uomo disse: “È un profeta”.

Avete notato che l’uomo nato cieco fu portato dai capi religiosi?

Allo stesso modo, durante la pandemia, che dissentiva rifiutando il vaccino o parlando male di questo, poteva essere zittito da chi, nella comunità religiosa, prendeva la direttiva.

Avete notato la dissonanza cognitiva dei farisei?

Davanti ai loro occhi, Dio aveva operato un miracolo senza precedenti. Eppure, in piena dissonanza cognitiva, i farisei si impuntano sull’osservanza del sabato. Quel miracolo non poteva che provenire da Dio, il quale aveva dato le leggi a Mosè, compresa la legge del sabato. Se guardiamo bene, in effetti, quei capi religiosi stavano dicendo a Dio che non poteva operare miracoli di sabato. Che stoltezza! Anche nel nostro tempo si è riprodotta una situazione simile. I leader religiosi del nostro tempo si erano impuntati sulla necessità da parte di tutti di ubbidire a Cesare, dando a Cesare ciò che è di Cesare. Ciò che questi leader dimenticavano, è che dovremmo dare a Dio ciò che è di Dio. Questa estrema sottomissione allo Stato, fino al punto di accettare a scatola chiusa un intruglio sconosciuto potenzialmente mortale, in effetti sconfina nell’adorazione. Non era più obbedienza allo Stato, ma un atto di adorazione nei confronti di esso (Marco. 12:17). Invece di apprezzare la logica o il punto di vista di quelli che hanno rifiutato il vaccino, a ragion veduta i vari leader religiosi erano solo preoccupati di perdere il controllo sul gregge. Non volevano che i singoli individui avessero un loro pensiero critico nei confronti dell’intruglio maledetto. E, interrogato sull’uomo chiamato Yehoshua e sul miracolo, l’uomo nato cieco rispose limpidamente:  “È un profeta”.

Proprio come l’uomo nato cieco, molte persone forse non molto istruite ma che hanno un occhio semplice ed una visione spirituale chiara, hanno compreso subito le questioni in gioco ed hanno rifiutato il marchio. Infatti in Matteo 6:22 Yehoshua disse:

Se, dunque, il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà illuminato”. — MATTEO 6:22.

Tuttavia i farisei non sono ancora soddisfatti delle risposte dell’uomo nato cieco. Continuiamo con la nostra lettura di Giovanni capitolo 9, i versetti da 18 a 23:

Comunque, finché non chiamarono i genitori dell’uomo che ora ci vedeva, i giudei non credettero che era stato cieco e che aveva ottenuto la vista. Chiesero loro: “È questo il figlio che, stando a quel che dite, vi è nato cieco? Come mai adesso ci vede?”  I suoi genitori risposero: “Quello che sappiamo è che questo è nostro figlio e che è nato cieco,  ma come sia possibile che ora ci veda non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi. Chiedetelo a lui: è adulto. Parlerà per sé stesso”.  I suoi genitori risposero così perché avevano paura dei giudei; questi infatti avevano già stabilito che se qualcuno avesse riconosciuto Yehoshua  come Cristo sarebbe stato espulso dalla sinagoga.  Ecco perché i suoi genitori dissero: “È adulto. Chiedetelo a lui”.

Avete fatto caso alla risposta dei genitori dell’uomo nato cieco?

Invece di testimoniare la straordinarietà del miracolo compiuto da Dio, si fanno prendere dal timore dell’uomo. Anche durante la pandemia, molti hanno accettato l’intruglio perché spaventati dalla propaganda del governo. Addirittura genitori che hanno avuto figli o parenti feriti da questi intrugli, in piena dissonanza cognitiva erano pronti a negare in mondovisione che la causa fosse in qualche modo legata ai vaccini. A volte riconoscevano che a causare a loro o ai loro parenti i problemi di salute appena sorti erano i vaccini, ma sentivano lo stesso la necessità di incoraggiare la vaccinazione. Che assurdità!

Al contrario, la propaganda aveva raggiunto un tale livello che, coloro che non erano vaccinati ma stavano bene, quasi si vergognavano della loro buona salute. La logica era ormai rovesciata. Ciò che era buono era diventato cattivo e ciò che era cattivo era diventato buono. In merito, in Isaia 5:20 si legge:

“Guai a quelli che dicono che il bene sia male e che il male sia bene, quelli che mettono le tenebre per la luce e la luce per le tenebre, quelli che mettono l’amaro per il dolce e il dolce per l’amaro!” (Isaia 5:20)

Tornando a Giovanni capitolo 9, quali misure sono simili all’espulsione dalla sinagoga nel nostro tempo?

Nel nostro tempo essere bannati dalla Sinagoga ha corrisposto all’espulsione dalla società e dalle chiese per quelli che avevano rifiutato il vaccino. Come ben sapete, i luoghi pubblici ed i luoghi di lavoro, in quel periodo drammatico erano vietati per i non vaccinati. Bisognava essere muniti del Green pass. Ve lo ricordate? 

Proseguendo con la lettura di Giovanni capitolo 9, nei versetti da 24 a 25 si legge:

Allora chiamarono per la seconda volta l’uomo che era stato cieco e gli dissero: “Da’ gloria a Dio! Sappiamo che quell’uomo è un peccatore”.  Lui rispose: “Se sia un peccatore non lo so. Quello che so è che prima ero cieco, mentre ora ci vedo”. 

Perché i capi sacerdoti insistevano affinché l’uomo nato cieco dicesse qualcosa di sconveniente nei confronti di Yehoshua? Cosa avrebbe implicato per l’uomo? Proprio come, durante la pandemia, quelli che hanno accettato il vaccino sono stati sottoposti con l’inganno a più dosi, anche i capi sacerdoti volevano assolutamente che l’uomo guarito da Yehoshua lo rinnegasse, o peggio lo accusasse di qualcosa di negativo, magari con numerose accuse. La questione dell’uomo nato cieco era veramente seria. Qualora avesse rinnegato Yehoshua avrebbe potuto commettere il peccato contro lo spirito, cioè peccato imperdonabile, poiché l’uomo ha potuto vedere in azione l’operato dello Spirito Santo su di lui. È un fatto che non poteva negare! (Matteo 12:31). Link: QUI.   Anche qualora avesse assunto un atteggiamento omertoso, questo  avrebbe potuto avere delle conseguenze negative per lui. Doveva posizionarsi

Anche nel nostro tempo, durante la pandemia, bisognava rifiutare decisamente la guida dei capi religiosi che spingevano per la vaccinazione. Purtroppo alcuni, come nel caso dei genitori dell’uomo nato cieco, hanno avuto un atteggiamento omertoso per timore dell’uomo o per conservare i loro privilegi all’interno delle organizzazioni religiose o para-religiose. Non volevano lasciare la loro “zona di comfort”. Nel 70 E.V, purtroppo, per le persone come i genitori dell’uomo nato cieco, arrivò il momento della resa dei conti. I veri cristiani avevano compreso già nel 66 E.V che bisognava fuggire senza indugio da Gerusalemme, come aveva avvertito Yehoshua, per non rischiare di soccombere con quella città ormai ripudiata da Dio. Allo stesso modo, oggi, i veri cristiani sono esortati ad uscire dalle religioni che, avendo spinto per la vaccinazione anti covid-19, presto saranno sbranate e distrutte per comando divino dalla classe politica.

L’elezione del presidente americano Trump negli stati uniti, potrebbe rappresentare una spinta in quella direzione? Proseguendo con la nostra lettura di Giovanni capitolo 9, nei versetti da 26 a 29 leggiamo:

Perciò gli chiesero: “Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?”  Lui rispose: “Ve l’ho già detto e non avete ascoltato. Perché volete sentirlo di nuovo? Non vorrete diventare suoi discepoli anche voi!”  Allora in tono sprezzante gli dissero: “Tu sei suo discepolo! Noi siamo discepoli di Mosè.  Noi sappiamo che Dio parlò a Mosè; quell’uomo invece non sappiamo da dove viene”.

Avete notato l’atteggiamento sprezzante ed orgoglioso dei capi sacerdoti Giudei?

Purtroppo questo tipo di atteggiamento ha portato molti, specialmente molti cosiddetti esperti, a capitolare nel periodo pandemico. Tutta la loro ostentata sapienza e conoscenza, si è ritorta contro di loro. Mentre l’atteggiamento umile dei veri cristiani li ha portati a fare le scelte giuste nonostante una grande opposizione. La realtà era stata capovolta. Quelli che facevano le scelte giuste erano considerati malvagi, mentre quelli che aderivano al sistema, erano considerati non solo giusti, ma come persone  che rendono gloria a Dio. Che errori sono stati commessi in relazione al sacro servizio in quel periodo! Yehoshua infatti ci avvertì: “Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà immaginerà di avere reso sacro servizio a Dio” (Giovanni 16:2).

Cosa avrebbe significato essere veri cristiani in quel periodo drammatico?

Essere cristiani in quel periodo, come oggi, comporta non accettare il marchio vaccino ed essere consapevoli che stiamo vivendo nel periodo della presenza invisibile del nostro Signore, oltre a seguire pedissequamente le sue orme ed il suo esempio di fede. Comporta anche  obbedire ai comandi di Dio chiaramente espressi nella sua parola (1 Pietro 2:21).

Mentre, essere discepoli di Mosè, nei nostri tempi significa non accettare il fatto che Cristo è invisibilmente presente. Inoltre, significa anche rimanere nelle vecchie vedute delle religioni, nonostante il segno di Giona, cioè i tre anni e mezzo di tribolazione legati alla pandemia che abbiamo vissuto (Matteo 12:39,40).  Essere in questo caso discepolo di Mosè come i farisei, quindi rinnegando Cristo, significa anche accettare il marchio della bestia, cioè il vaccino anti covid-19. Ora, continuando con la nostra lettura di Giovanni 9, nei versetti da 30 a 34 leggiamo:

Lui  [ l’uomo nato cieco], replicò: “Strano davvero! Voi non sapete da dove viene, eppure ha aperto i miei occhi.  Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori; se però uno ha timore di Dio e fa la sua volontà, Egli lo ascolta.  Da che mondo è mondo non si è mai sentito dire che qualcuno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco.  Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare proprio nulla”.  A loro volta gli dissero: “Tu sei nato completamente nel peccato e vuoi insegnare a noi?” E lo cacciarono fuori.

Avete notato la logica impeccabile dell’uomo nato cieco? Nonostante i farisei si considerino dottori della legge, una persona umile come l’uomo nato cieco ha saputo dare loro una lezione di logica e di buon senso.

Allo stesso modo, nel nostro tempo, molti cosiddetti cristiani esperti della legge, hanno capitolato accettando il marchio vaccino, trincerandosi dietro scuse senza senso. Mentre persone a cui ieri non avremmo, per così dire, dato un centesimo, forse addirittura non credenti, hanno potuto dare una lezione di logica e di buon senso a tutte questi arroganti conoscitori della Bibbia. Era davvero strano in quel periodo sentir parlare con una logica davvero raffinata uomini e donne basandosi solo sul loro buon senso. Infatti, quelli tra i cristiani che hanno accettato il marchio vaccino, hanno, si può dire, commesso un doppio peccato. Prima di tutto perché non hanno ascoltato il buon senso e la loro coscienza. 

Secondariamente perché hanno rinnegato la parola di Dio, che gridava di andare nella direzione opposta alla massa che si vaccinava. In merito, Yehoshua ci aveva avvertito dicendo: Entrate per la porta stretta; perché ampia e spaziosa è la strada che conduce alla distruzione, e molti sono quelli che vi entrano; mentre stretta è la porta e angusta la strada che conduce alla vita, e pochi son quelli che la trovano”. (Matt. 7:13, 14).

Il versetto 34 di Giovanni capitolo 9, si conclude con la frase: “e lo cacciarono fuori“. Con queste parole, l’uomo nato cieco fu definitivamente cacciato dalla sinagoga, divenendo perciò un componente dei veri cristiani del tempo. Allo stesso modo, anche chi ha riconosciuto la presenza del Cristo ed ha rifiutato il marchio vaccino, è stato cacciato fuori dalla società, divenendo un vero discepolo di Cristo, purificato dall’influenza delle religioni nel tempo della fine. Che grande privilegio!

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 35 a 38 leggiamo: 

Yehoshua  venne a sapere che lo avevano scacciato e quando lo incontrò gli chiese: “Stai riponendo fede nel Figlio dell’uomo?”  Lui rispose: “Dimmi chi è, signore, così che io possa riporre fede in lui”.  Yehoshua  gli disse: “Tu l’hai visto. Anzi, è proprio quello che ti sta parlando”.  L’uomo esclamò: “Ripongo fede in lui, Signore!” E gli rese omaggio. 

Avete notato che Yehoshua si presentò ufficialmente all’uomo nato cieco solo quando l’uomo prese finalmente posizione, essendo cacciato dalla sinagoga?

Allo stesso modo, Cristo si è manifestato sempre più chiaramente ai suoi discepoli quando questi hanno preso posizione rifiutando il marchio della bestia e rifiutando la guida dei leader delle religioni ormai compromessi. Grazie alla dispensazione dello Spirito Santo, i veri discepoli di Cristo, anche se hanno ancora molto da imparare, ora comprendono molto meglio il senso e la profondità delle Sacre Scritture. Quando leggono la parola di Dio, la sentono molto più vicina a loro. In questo modo, è come se riuscissero a vedere sempre meglio il Cristo che gli ha aperto gli occhi. Sono in attesa del momento in cui Cristo elargirà le promesse benedizioni e li libererà dal violento mondo di Satana sempre più in decadenza. Nel frattempo, per così dire, seguono il Cristo con pazienza ovunque vada, come lui stesso ci aveva esortati con le parole: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda di giorno in giorno il suo palo di tortura e mi segua di continuo”. — LUCA 9:23.

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 39 a 41 leggiamo:

Yehoshua allora disse: “Sono venuto in questo mondo per un giudizio, perché quelli che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi”.  Alcuni farisei che erano con lui sentirono queste parole e gli chiesero: “Non siamo ciechi anche noi, vero?”  Yehoshua  rispose loro: “Se foste ciechi non avreste alcun peccato. Voi però dite: ‘Noi vediamo’. Perciò il vostro peccato rimane”.

Avete notato la reazione dei farisei alle parole di Yehoshua?

Domandarono a Yehoshua : “non siamo ciechi anche noi, vero”?  

Anche oggi i leader religiosi e molti che li hanno seguiti, si considerano portatori della verità e quindi spiritualmente con gli occhi vedenti. Tuttavia, con le loro parole, non si rendono conto che si stanno auto condannando. Durante la pandemia, se i leader religiosi fossero stati ciechi, cioè inconsapevoli delle varie implicazioni legate all’accettazione del marchio della bestia, sarebbe stato un conto. Tuttavia, i leader religiosi del nostro tempo, durante la pandemia si vantavano di conoscere il pensiero di Dio o di essere il canale di Dio. Ciononostante hanno spinto i popoli a commettere quello che la Bibbia chiama il peccato contro lo spirito, condannando chi li ha seguiti ad uno stato di disapprovazione permanente agli occhi di Dio. Quindi, come sottolinea Yehoshua, per questo motivo nel loro caso il loro peccato rimane.

Ogni giorno che passa ci avviciniamo sempre più al momento in cui Yehoshua interverrà militarmente e libererà i suoi fedeli discepoli. Dato che la posta in palio è molto elevata, continuiamo ad avere pazienza e fiducia in Dio. La promessa divina è l’immortalità per quelli che saranno rapiti in cielo e la vita eterna per quelli che vivranno sulla terra.

A volte per poter usufruire di un trapianto di un organo, alcuni pazienti aspettano pazientemente per anni nelle varie liste di attesa. Ciò che Dio farà per noi, non sarà semplicemente il trapianto di un organo, ma renderà il nostro corpo adatto a vivere in piena salute e per sempre. È vero che da quando sono terminate completamente le restrizioni legate alla pandemia e 5 maggio 2023, è passato ormai un anno e mezzo. Ricordiamoci, fratelli, che la cura definitiva sta arrivando. Continuiamo a dimostrare a Dio ed a Cristo di preferire il loro modo di governare basato sull’amore, mantenendo una certa distanza fra noi e il mondo di Satana, con le sue pratiche violente e depravate. E uno di questi giorni, come nel caso dell’uomo nato cieco, Cristo verrà per così dire, a farci visita. Yehoshua disse dei suoi discepoli:

“Essi non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo”, disse il Signore Yehoshua (Giovanni 17:16).

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