Decodificato l’enigma nascosto in merito al Sepolcro di Yehoshua (Giovanni 20:1-31)

Vi è mai capitato di dover risolvere un enigma, un rebus o un puzzle che vi ha tenuti svegli per diverse ore? Eravate così presi da non accorgervi del passare del tempo, finché ad un certo punto, come d’incanto, avete trovato la soluzione. Alcuni personaggi biblici come il profeta Daniele e Giuseppe figlio del Patriarca Giacobbe, furono aiutati da Dio a risolvere enigmi o decodificare sogni. Riferendosi a Dio, in un’occasione il profeta Daniele disse quanto segue al re Nabucodonosor: 

“Esiste un Dio nei cieli che è il Rivelatore dei segreti, ed egli ha fatto conoscere . . . ciò che deve accadere nella parte finale dei giorni”.

Daniele:28

Tema dell’articolo

Come fece in passato, anche nei nostri giorni il padre Yahweh è molto attivo nel rivelare al suo popolo, segreti nascosti da secoli in bella vista nella sua parola. Troviamo una miniera di segreti nascosti sia nelle scritture ebraiche che nelle scritture greche cristiane. Questo naturalmente vale anche per il Vangelo di Giovanni, Vangelo che in questo articolo prenderemo in considerazione. Analizzeremo con attenzione e in termini profetici il capitolo 20 di Giovanni. Prima di cominciare l’analisi, tuttavia, non possiamo che ringraziare di tutto cuore il padre Yahweh per averci aiutati a risolvere l’ennesimo enigma biblico. Grazie Yah!

Ora, nell’analizzare il capitolo 20 di Giovanni, abbiamo ritenuto opportuno, per facilitare la comprensione, dividere gli episodi in tre scene, come se fossimo a teatro. La chiave per la comprensione di questo dramma profetico è il numero 2, che come noterete è onnipresente, anche se, volendo essere più precisi, dovremmo dire il 2 + 1.


prima scena

1. I personaggi

Iniziamo ora la nostra analisi con la lettura dei primi due versetti di Luca capitolo 20. Si legge:

Il primo giorno della settimana, di mattina presto quando era ancora buio, Maria Maddalena andò alla tomba [di Yehoshua] e vide che la pietra che la chiudeva era già stata tolta.  Perciò corse da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello a cui Yehoshua voleva particolarmente bene, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dalla tomba, e non sappiamo dove l’hanno messo!”

Luca 20:1,2

Come abbiamo scritto sopra, questo racconto non è altro che un dramma profetico. Perciò ora definiamo prima di tutto i personaggi.

1.1 Maria maddalena

In questo dramma profetico, chi potrebbe rappresentare Maria Maddalena? Maria Maddalena potrebbe rappresentare la chiesa in generale, ma soprattutto i componenti della chiesa con la speranza di essere rapiti in cielo o di essere mutati. Infatti nella Bibbia spesso le donne rappresentano organizzazioni. Per esempio, la glorificata congregazione di Cristo, è chiamata la sua “sposa” e anche “la città santa”, la “Nuova Gerusalemme”. — Giovanni 3:29; Apocalisse 21:2, 9; 19:7. 


1.2 Pietro e Giovanni

Chi potrebbero rappresentare Pietro e Giovanni?

Come vedremo più avanti nello specifico, Pietro potrebbe rappresentare i componenti dei 144.000 di Apocalisse capitolo 14, mentre Giovanni, cioè il discepolo a cui Yehoshua voleva particolarmente bene, potrebbe rappresentare la grande folla di Apocalisse capitolo 7. In altri articoli abbiamo spiegato che, la grande folla, come gruppo appare sulla scena mondiale profeticamente solo nel tempo della fine, specialmente negli ultimi cinque anni. È interessante notare che l’apostolo Giovanni, oltre ad essere l’ultimo degli apostoli a morire, ebbe anche il privilegio di scrivere il libro di Apocalisse, che descrive eventi che avrebbero avuto luogo nel tempo della fine in cui viviamo. Infatti l’apostolo Giovanni indicò il tempo in cui queste profezie si sarebbero adempiute quando disse: “Mi ritrovai per opera dello spirito nel giorno del Signore” (Apocalisse 1:10).

riepilogando…

chi sono i personaggi di questo dramma profetico e cosa potrebbero rappresentare in questa prima scena?

I personaggi sono: Maria Maddalena, Pietro e Giovanni. In questa prima scena Maria Maddalena rappresenta la chiesa in generale, in particolare chi ha speranza celeste, Petro rappresenta i 144.000 e Giovanni la grande folla.


2. Pietro e Giovanni nella tomba di Yehoshua 

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 3 a 10 leggiamo:

Allora Pietro e l’altro discepolo si avviarono verso la tomba.  Anche se correvano entrambi, l’altro discepolo fu più veloce di Pietro e arrivò alla tomba per primo. Chinatosi in avanti, vide per terra le bende di lino, ma non entrò. Poi dietro di lui arrivò anche Simon Pietro, il quale entrò nella tomba e vide le bende di lino per terra. Il panno che era stato sulla testa di Yehoshua non era con le altre bende, ma stava da un’altra parte, arrotolato. A quel punto entrò anche l’altro discepolo, che era giunto alla tomba per primo, e vide e credette. Ancora non capivano, infatti, il passo della Scrittura secondo cui Yehoshua doveva risorgere dai morti. Così i discepoli se ne tornarono a casa.

Giovanni 20:3-10

2.1 Pietro e Giovanni entrano nella tomba

Cosa potrebbe rappresentare il fatto che sia Pietro che Giovanni entrarono nella tomba? Il fatto che Pietro e Giovanni entrarono nella tomba, luogo di morte, rappresenta la morte dei due gruppi, cioè i 144000 e la grande folla. I due gruppi nel tempo della fine avrebbero subìto un mutamento o trasformazione in corpi spirituali immortali. Anche se il mutamento avviene in una frazione di secondo, comporta tuttavia morte e resurrezione. In altre parole, per essere trasformati in entità spirituali, il passaggio richiede la morte fisica seguita da un’istantanea resurrezione, tutto in un battibaleno (1 Corinti 15:36-49).  Quindi la tomba coerentemente rappresenta la morte.


2.2 Pietro entra nella tomba per primo

Avete notato che, nonostante Giovanni arrivi prima alla tomba, è Pietro che entra per primo? Questo sta ad indicare che, i componenti dei 144.000, sarebbero morti e risorti prima dei componenti della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infatti, verosimilmente, la stragrande maggioranza dei 144.000 è morta nel primo secolo ed è stata resuscitata intorno al 2019. Mentre l’esiguo restante dei 144.000 ha ricevuto la ricompensa celeste negli ultimi quattro mesi circa.

I componenti della grande folla, al contrario, vivranno il mutamento o trasformazione nel prossimo futuro, come potrete leggere nell’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto.

Link: L’enigma di Sàul ed il mutamento o trasformazione in gloria degli eletti (1 Samuele 10:1-10)


2.3 Il panno e le bende

A) Cosa rappresentano. Cosa potrebbero rappresentare il panno che era stato sulla testa di Yehoshua e le altre bende? Abbiamo spiegato prima che questo capitolo ha come base il numero 2. Perciò il panno che era stato sulla testa di Yehoshua, rappresenta i 144.000, mentre le altre bende su cui era stato avvolto Yehoshua, rappresentano la grande folla.

B) La loro funzione. Il panno, come specificato nel versetto 7, era servito per la testa di Yehoshua, per questo è appropriato che rappresenti la classe dei 144.000, in quanto essa, nella disposizione di Dio, sarà a capo o dirigerà la grande folla. Quest’ultima, infatti, che sarà appunto sottoposta ai 144.000, è correttamente rappresentata dal resto delle bende. Quindi Pietro e Giovanni entrano nella tomba e vedono il panno che stato sulla testa di Yehoshua e le altre bende in rappresentanza di loro stessi. Non c’è il corpo di Cristo, perché il corpo di Cristo sono loro (Efesini 1:22, 23), (Colossesi 1: 24).

C) La loro posizione. Nel versetto 7 ci viene precisato che le bende erano distanziate dal panno. Cosa potrebbe significare? Questo potrebbe indicare che, gli eventi relativi ai 144.000 ed alla grande folla, si verificano in tempi diversi, come abbiamo già scritto sopra. Infatti, mentre la selezione dei 144.000 iniziò duemila anni fa, la grande folla compare solo nel tempo della fine in cui viviamo.

D) Il loro materiale. Nel versetto 5 ci viene detto che le bende, e quindi probabilmente anche il panno, erano di lino. In merito, Apocalisse capitolo 19: 7, 8 ci spiega che “il lino fino rappresenta gli atti giusti dei santi”. Perciò correttamente quegli indumenti rappresentano i santi, sarebbe a dire i 144.000 e la grande folla, i due gruppi con la speranza celeste (Apocalisse 19:7,8).

E) L’aspetto del panno. Parlando del panno, il versetto 7 ci dice che era arrotolato o piegato. Un indumento piegato o ben arrotolato, dà l’idea di qualcosa di organizzato, strutturato o ordinato, proprio come il numero 144.000. Infatti, come abbiamo scritto sopra, la benda su cui era appoggiata la testa di Yehoshua, rappresenta appunto i 144.000. Quale potrebbe essere il significato di questo gruppo?

Il numero 144.000 si ricava dal quadrato del numero 12, moltiplicato per 1000.

144.000 = 12 x12 x1000

Il numero 1000 rappresenta il millennio.

Mentre 12 x12 potrebbe indicare prima di tutto che i 144.000 derivano dalle 12 tribù di Israele, ma non è sufficiente. Per far parte di questo gruppo bisogna anche derivare spiritualmente dai 12 apostoli di Cristo. Detto in altre parole, i componenti dei 144.000, sono composti da ebrei convertiti al cristianesimo, a partire dal primo secolo.

Perciò riepilogando possiamo dire che il numero 144.000, indica che il millennio (1000) sarà governato dai discendenti di Israele (12), convertiti al cristianesimo (12) e si tratterà di un governo ben strutturato ed organizzato (144).

Riepilogando….

cosa potrebbe rappresentare l’entrata di Pietro e Giovanni nella tomba?

Potrebbe rappresentare la morte dei 144.000 e della grande folla che, per essere mutati, muoiono e risuscitano in un batter d’occhio (1 Corinti 15:51,52). Pietro entra per primo nella tomba perché i 144.000 sono i primi ad essere rapiti, Giovanni entra dopo, così come la grande folla viene mutata dopo.

cosa si può dire del panno e delle bende?
  1. Il panno che era sulla testa di Yehoshua rappresenta i 144.000, i quali dirigeranno la grande folla; le altre bende rappresentano la grande folla che sarà appunto sottoposta ai 144.000;
  2. il panno e le bende erano distanziate tra loro ad indicazione che gli eventi relativi ai 144.000 e alla grande folla si verificano in due tempi diversi.
  3. le bende (quindi probabilmente anche il panno) era di lino, il quale rappresenta i santi.
  4. il panno era arrotolato o piegato, il che si potrebbe associare all’ordine e all’organizzazione della classe dei 144.000.
cosa potrebbe significare il numero 144.000?

144.000 = 12x12x1000

  • Il primo 12 potrebbe significare che i membri dei 144.000 derivano dalle 12 tribù d’Israele;
  • il secondo 12 potrebbe significare che i membri dei 144.000 derivano spiritualmente dai 12 apostoli di Cristo;
  • il numero 1000 potrebbe invece rappresentare il millennio.

seconda scena

3. I personaggi

Proseguendo con la nostra lettura di Giovanni capitolo 20, nei versetti 11 e 12 leggiamo:

Maria invece era rimasta fuori, vicino alla tomba, e piangeva. In lacrime, si chinò in avanti per guardare dentro la tomba  e vide due angeli vestiti di bianco seduti dove era stato deposto il corpo di Yehoshua, uno dalla parte della testa e l’altro dei piedi

Giovanni 20:11,12

Quindi, in questa seconda scena, ritroviamo Maria Maddalena che, come vedremo tra poco, riveste un ruolo profetico diverso da quello rivestito nella prima scena; si aggiungono inoltre due nuovi personaggi, cioè i due angeli. Vediamo subito cosa potrebbero rappresentare queste tre figure.

3.1 Maria Maddalena

La presenza di Maria, come nel primo caso, indica che stiamo parlando della chiesa in generale. In questo caso in particolare, però, Maria rappresenta i cristiani che non hanno la speranza di andare in cielo, ma vivranno sulla terra per sempre. Infatti, a differenza di Pietro e Giovanni, Maria non entra nella tomba, ma da fuori si china per guardare avanti dentro la tomba. Questo è corretto perché, i cristiani che non saranno rapiti in cielo, non devono passare necessariamente attraverso la morte nel tempo della fine. Infatti alcuni di loro entrano nel nuovo mondo di Dio vivi e con la prospettiva di non morire mai.


3.2 I due angeli

Cosa o chi potrebbero rappresentare i due angeli vestiti di bianco che Maria vide nella tomba? I due angeli vestiti di bianco rappresentano nuovamente i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7 risuscitati e glorificati. Coerentemente essi appaiono solo e soltanto dopo che Pietro e Giovanni si sono allontanati dalla tomba. I due angeli di fatto rappresentano Pietro e Giovanni risuscitati! Inoltre, come avrete potuto notare, ritorna nuovamente il numero 2, come nella prima scena. 


3.3 La posizione dei due angeli

Avete notato che i due angeli erano seduti uno dalla parte della testa uno dalla parte dei piedi? Proprio come il panno posto sulla testa di Cristo rappresentava i 144.000, anche l’angelo seduto vicino a dove era stata posta la testa di Cristo rappresenta i 144.000. Mentre l’angelo seduto vicino a dove erano i piedi di Cristo, rappresenta la grande folla, che, rispetto ai 144.000, nella disposizione di Dio riveste un ruolo subalterno.

riassumendo…

in questa seconda scena, cosa potrebbero rappresentare Maria e i due angeli?
  • Maria potrebbe rappresentare di nuovo la chiesa in generale ma in questo caso, nello specifico, i cristiani che vivranno sulla terra per sempre;
  • i due angeli potrebbero rappresentare Pietro e Giovanni risuscitati, quindi rispettivamente i 144.000 e la grande folla anch’essi risuscitati e glorificati. In particolare l’angelo seduto dove era la testa di Cristo potrebbe simboleggiare i 144.000 e quello seduto dove erano i piedi la grande folla.

4. I quattro vangeli a confronto

Noterete che i quattro Vangeli differiscono leggermente l’uno dall’altro nella narrazione degli eventi relativi alla tomba di Cristo. Analizziamo tali differenze in breve.

4.1 Marco

Il Vangelo di Marco, che profeticamente è indirizzato o riguarda i 144.000, riferisce, al capitolo 16 che, quando le donne entrarono nella tomba, videro un giovane seduto sulla destra che indossava una lunga veste bianca e rimasero stupite. In questo caso, il giovane vestito di bianco rappresenta simbolicamente Yehoshua, mentre le donne rappresentano i componenti dei 144.000.

Noterete che l’abito del giovane è semplicemente bianco, non bianco folgorante. Questo perché, quando la stragrande maggioranza dei 144.000 incontra Cristo dopo la loro resurrezione avvenuta attorno al 2019, sono già simili nel corpo a Cristo. Perciò non è necessario differenziare l’angelo, che in questo caso rappresenta Cristo, dalle donne, che rappresentano i 144.000, perché sono già simili nel corpo.


4.2 Matteo

Il Vangelo di Matteo, che profeticamente è indirizzato alla grande folla di Apocalisse capitolo 7, riferisce al capitolo 28 che, quando Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere la tomba, ebbero a che fare con un angelo che era sceso dal cielo.  Il suo aspetto era come il lampo e la sua veste era bianca come la neve. In un altro articolo, avevamo già spiegato che questo angelo rappresenta il Cristo alla sua seconda venuta, ma allo stesso tempo rappresenta anche i 144.000 al suo seguito. Detto in altre parole, la grande folla di Apocalisse capitolo 7, gruppo al quale è indirizzato questo Vangelo, avrebbe incontrato Cristo quando sarebbe venuto nella sua gloria a giudicare il mondo. Per la grande folla sarebbe stato un primo incontro folgorante e sorprendente, incontro che sarebbe avvenuto in una dimensione celeste.

Link di riferimento: In che modo la risurrezione del Cristo ci mostra il prossimo futuro? (Matteo 28) 


4.3 Luca

Il Vangelo di Luca, che profeticamente è indirizzato a coloro che non saranno rapiti in cielo ma vivranno sulla terra per sempre, al capitolo 24 riferisce che, quando le donne entrarono nella tomba, non vi trovarono il corpo del Signore Yehoshua.  Mentre si domandavano cosa fosse accaduto, ecco che due uomini dalle vesti sfolgoranti apparvero accanto a loro. Anche in questo caso, i due angeli rappresentano i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Mentre le donne rappresentano i cristiani che non saranno rapiti in cielo, ma vivranno sulla terra per sempre.

Avete notato che, a differenza degli altri Vangeli, le donne in questo caso non vengono menzionate per nome? In questo caso le donne generiche potrebbero rappresentare inizialmente coloro che hanno la speranza di vivere sulla terra ma che sono morti nei tempi passati. Quindi, l’ingresso nella tomba da parte di queste donne, rappresenta la morte nei secoli di una parte di questo gruppo di salvati. Quando invece i due angeli appaiono all’improvviso siamo metaforicamente catapultati nel futuro, quando sia i 144.000 che la grande folla sono già trasformati e mutati in gloria. Perciò, quando le donne vedono i due angeli, siamo nel futuro. Non sono più le stesse donne, per questo motivo era opportuno non inserire i nomi ma semplicemente chiamarle “donne”. 


5. La domanda

Continuando con la nostra lettura di Giovanni capitolo 20, nei versetti da 13 a 16 leggiamo:

Questi le chiesero: “Donna, perché piangi?” Lei rispose: “Hanno portato via il mio Signore, e non so dove l’hanno messo”. Detto questo, si voltò e vide Yehoshua  lì in piedi, ma non sapeva che era lui.  Yehoshua le chiese: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Pensando che fosse il custode del giardino, lei gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai deposto e andrò a prenderlo”.  Yehoshua  la chiamò: “Maria!” Lei si voltò e in ebraico gli rispose: “Rabbunì!”, che significa “maestro”. 

Giovanni 20: 13-16

5.1 Perché viene posta

Avete notato la domanda che sia Yehoshua risorto che i due Angeli posero a Maria? Le chiesero: donna, perché piangi?

Il motivo di questa domanda, dal punto di vista profetico, potrebbe risiedere nel fatto che, la scena rappresentata, è collocata in un momento futuro in cui la congregazione dei cristiani con la speranza Celeste ha già ricevuto le benedizioni. Ne consegue che anche il resto dei salvati avrebbe ora ricevuto le benedizioni. Quindi ci dovrebbe essere gioia ed allegria. A questo proposito, parlando di coloro che riceveranno la vita eterna sulla terra, rappresentati in questo caso da Maria, in Apocalisse 21:4 leggiamo: 

Ed egli, [Dio], asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più lutto né lamento né dolore. Le cose di prima sono passate”.

Apocalisse 21:4

5.2 L’ordine degli eventi

Inoltre, la successione degli interventi, cioè prima i due angeli poi Yehoshua, potrebbe indicare l’ordine con cui questi stessi si sarebbero manifestati nel nuovo mondo. Prima di tutto, coloro che sopravvivranno ad Armageddon, avrebbero avuto a che fare con la grande folla glorificata. In seguito, dopo un certo tempo, si sarebbero manifestati i componenti dei 144.000. Solo dopo le due fasi di preparazione da parte della grande folla e dei 144.000, sarebbe infine poi apparso il Signore Yehoshua, il grande insegnante, o “Rabbunì!”, che significa “maestro”.

Quindi Maria ha avuto per così dire una visione del futuro. È stato come se Maria fosse stata catapultata nel futuro, nel giorno del Signore, un tempo lontano circa duemila anni, in cui il Signore avrebbe elargito le benedizioni prima ai 144.000 e poi alla grande folla. Inoltre, nei versetti 17 e 18, è come se Maria fosse stata svegliata dal sogno profetico. Ora Yehoshua la chiama in un modo a lei familiare, paragonabile ad una chiave “ipnotica” che la riporta alla realtà e sveglia il soggetto sotto estasi profetica.

riassumendo…

cosa si può dire della domanda viene posta a Maria?
  • Sia i due angeli che Yehoshua chiedono a Maria perché piange. Questa scena è probabilmente una rappresentazione del futuro, quando i cristiani con speranza terrena avranno già ricevuto le benedizioni divine.
  • I primi a porre la domanda sono i due angeli, che rappresentano i 144.000 e la grande folla, il secondo a porla è Yehoshua, questo probabilmente simboleggia l’ordine con il quale questi ultimi si manifesteranno agli esseri umani nel nuovo mondo.

6. Padre mio e padre vostro, iddio mio e iddio vostro

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 17 e 18 leggiamo:

Yehoshua le disse: “Smetti di stringerti a me, perché non sono ancora asceso al Padre. Va’ dai miei fratelli e di’ loro che io ascendo al Padre mio e Padre vostro e all’Iddio mio e Iddio vostro”.  E Maria Maddalena andò dai discepoli e annunciò: “Ho visto il Signore!” Dopodiché riferì loro ciò che Yehoshua le aveva detto.

In seguito, Yehoshua fa un’affermazione che potrebbe quasi sembrare fuori contesto. Una frase che di fatto diversifica Yehoshua, il figlio di Dio, da Yahweh, suo padre e suo Dio. In realtà queste affermazioni di Yehoshua non sono fuori contesto, ma come se Yehoshua  sapesse ciò che stava per accadere, serviranno a neutralizzare le velleità Trinitarie o simil trinitarie dei sostenitori di tali dottrine. 


terza scena

7. Yehoshua compare ai suoi discepoli la prima volta

Il racconto continua con un episodio che praticamente si ripeterà due volte, quindi abbiamo ancora a che fare con il numero 2. L’episodio che ora prenderemo in considerazione ha lo stesso significato dei due episodi precedenti. Si tratta di un modo diverso di raccontare la medesima storia, anche se in forma enigmatica. Leggiamo quindi Giovanni 20: 19-23.

Quando quel giorno, il primo della settimana, volgeva ormai al termine e le porte del luogo in cui si trovavano i discepoli erano serrate per timore dei giudei, Yehoshua apparve in mezzo a loro e disse: “Abbiate pace”. 

Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Vedendo il Signore, i discepoli furono pieni di gioia. Yehoshua ripeté: “Abbiate pace. Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.  E dopo queste parole soffiò su di loro e disse: “Ricevete spirito santo. Se perdonerete i peccati di qualcuno, gli saranno perdonati; se non li perdonerete, non gli saranno perdonati”.

Giovanni 20:19-23

7.1 Le porte serrate

Il racconto spiega che i discepoli si erano chiusi in un luogo con le porte serrate, come in una tomba, per paura dei giudei. Quindi è come se metaforicamente fossero morti. Naturalmente i discepoli che erano in quel luogo, rappresentano i cristiani con la speranza celeste, in particolare i 144.000 di Apocalisse capitolo 14.


7.2 “Riceverete spirito santo”

A questo punto compare improvvisamente Yehoshua e si identifica chiaramente mostrando le ferite che erano state inflitte sul suo corpo. Il versetto 22 afferma che dopo queste parole soffiò su di loro e disse: “Ricevete spirito santo”.

Perché Yehoshua ha dovuto simulare l’arrivo dello spirito santo sui discepoli soffiando su di loro e usando il verbo al presente? La ragione è che stava simulando il momento in cui i suoi discepoli non solo avrebbero ricevuto lo spirito santo, ma sarebbero stati mutati o trasformati in gloria. Dalla tomba metaforica in cui erano alla elevazione in spirito ed in gloria, grazie al copioso versamento dello Spirito Santo, paragonabile a un soffio. Profeticamente è come se il rapimento in gloria avvenisse in quel momentoPer questo motivo Yehoshua usa il verbo coniugato al presente.


7.3 “Abbiate pace”

Il saluto di Yehoshua ,“abbiate pace” non è solo una frase buttata lì, ma stava in pratica dicendo che con la trasformazione che ora avrebbe operato su di loro, avrebbero finalmente raggiunto la pace e le benedizioni. Avrebbero finalmente lasciato alle spalle tutti i dolori, le preoccupazioni e le ansietà di questo mondo, raggiungendo la vera pace che Cristo stava offrendo loro.


7.4 L’incarico

Yehoshua dà l’incarico o, se vogliamo, investe i suoi discepoli della responsabilità di far conoscere la verità di Dio. Dopodiché fa un’affermazione potente al versetto 23:

Se perdonerete i peccati di qualcuno, gli saranno perdonati; se non li perdonerete, non gli saranno perdonati”. 

Giovanni 20:23

È vero che queste parole di Yehoshua ebbero un’applicazione anche ai tempi degli apostoli e forse anche dopo. Tuttavia ricordiamoci che siamo in un contesto di simulazione profetica. In altre parole, queste affermazioni di Yehoshua, hanno il loro vero adempimento dopo la trasformazione in gloria degli eletti. Quindi stiamo parlando del nuovo mondo di Dio. In quel nuovo mondo di Dio, i discepoli di Yehoshua con la speranza celeste, avrebbero svolto il ruolo di sacerdoti e re, in special modo la grande folla, che sarebbe stata più a contatto con l’umanità. Quindi è fondamentalmente a loro che si applicano queste parole di Yehoshua. Quando la grande folla prenderà decisioni giudiziarie di qualunque peso, saranno vincolanti. Yehoshua le considererà valide e vincolanti. 


Quindi questa prima apparizione di Yehoshua, mentre i discepoli erano in una stanza chiusa, ha a che fare con la morte e resurrezione dei discepoli di Yehoshua con la speranza di andare in cielo, specialmente i 144.000. Tuttavia, per aiutarci a comprendere che questa trasformazione in gloria degli eletti avverrà in due tempi diversi, l’una per i 144.000 e l’altra per la grande folla di Apocalisse capitolo 7, Yehoshua apparirà di nuovo in un contesto simile per la seconda volta, ma con un dettaglio in più.

riassumendo…

quali aspetti relativi alla prima apparizione di Yehoshua possiamo apprendere dal racconto?

Questa prima apparizione di Yehoshua è probabilmente una rappresentazione del rapimento, in particolare dei 144.000. Le porte serrate simboleggiano la morte, il soffio di Cristo e la frase “ricevete spirito santo” rappresentano il momento stesso del rapimento. La frase “abbiate pace” rappresenta lo stato di pace che si raggiunge dopo il rapimento. Infine, la frase relativa al perdono dei peccati, sta ad indicare il ruolo che nel nuovo mondo avranno coloro che hanno la speranza celeste, ovvero quello di sacerdoti e Re.


8. Yehoshua compare ai suoi discepoli la seconda volta

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 24 a 27 leggiamo:

Ma Tommaso, uno dei Dodici chiamato il Gemello, non era con loro quando Yehoshua apparve.  Gli altri discepoli gli dicevano: “Abbiamo visto il Signore!” Lui però replicò: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito in quel segno e la mia mano nel suo fianco, non ci crederò mai”.  

Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Benché le porte fossero serrate, Yehoshua apparve in mezzo a loro e disse: “Abbiate pace”.  Poi si rivolse a Tommaso: “Metti il tuo dito qui e guarda le mie mani, e stendi la tua mano e mettila nel mio fianco, e smetti di dubitare, ma credi”. 

Giovanni 20:24-27

8.1 “Otto giorni dopo”

Avete notato che Yehoshua compare per la seconda volta ai suoi discepoli con la stessa modalità otto giorni dopo? Questo secondo episodio in realtà sta ad indicare, come abbiamo scritto sopra, che la resurrezione o glorificazione degli eletti sarebbe avvenuta in due tempi diversi. La prima apparizione, quella che abbiamo trattato sopra, ha a che fare con i 144.000. Mentre la seconda apparizione, raccontata nei versetti da 24 a 27, ha a che fare con la grande folla che avrebbe ricevuto la ricompensa celeste, o meglio la trasformazione in gloria, a quanto pare circa otto mesi dopo l’elevazione dei 144.000.


8.2 La figura di Tommaso

Profeticamente, quale messaggio ci vuole trasmettere il padre con l’episodio di Tommaso?

Tommaso esprime la necessità di toccare per credere. In altre parole Tomaso ha bisogno del contatto con la materia. Perciò, correttamente, dal punto di vista profetico Tommaso può ben rappresentare la grande folla, gruppo che, a quanto pare, farà da interfaccia tra Yehoshua, i 144.000 e l’umanità che vivrà sulla terra. In altre parole, coloro che vivranno sulla terra, a quanto pare, avranno un contatto diretto soprattutto con i membri della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Sono loro che, per così dire, come Tommaso toccheranno la materia, quindi rappresenteranno la parte visibile del regno di Cristo.


8.3 L’esclamazione di Tommaso

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 28 e 29 leggiamo:

Tommaso gli disse: “Mio Signore e mio Dio!”  Yehoshua replicò: “Hai creduto perché mi hai visto? Felici quelli che credono senza aver visto!”

Giovanni 20:28,29

Con questi versetti la parola di Dio sta forse sostenendo la dottrina pagana della Trinità o che Yehoshua Cristo sia il padre Yahweh?

Ovviamente no! 

Infatti, Yehoshua stesso, al versetto 17 aveva già sottolineato che non è lui il padre Yahweh, ma che sarebbe andato al padre, che lui stesso definisce il mio Dio. Naturalmente fanno testo le parole di Yehoshua piuttosto che le parole euforiche di Tommaso alla vista di Yehoshua risorto.


8.4 Quelli che “credono senza aver visto

Tornando al testo, chi sono profeticamente quelli che credono anche se non hanno visto?

Sono tutti i discepoli di Cristo che avrebbero accettato la sua parola nei 2000 anni successivi senza averlo mai visto. Tuttavia, in questo contesto profetico, queste parole si applicano principalmente al gruppo di cristiani che non sarà rapito in cielo ma vivrà sulla terra per sempre. 

riassumendo…

quali aspetti relativi alla seconda apparizione di Yehoshua possiamo apprendere dal racconto?

Questa seconda apparizione di Cristo avviene 8 giorni dopo la prima, ad indicazione che la glorificazione degli eletti avviene in due tempi diversi. Tommaso potrebbe rappresentare la grande folla; infatti, proprio come lui ha toccato Cristo, la grande folla avrà contatto diretto con gli esseri umani nel nuovo mondo. Quando Cristo parla di chi crede senza aver visto probabilmente si riferisce anche ai cristiani con speranza terrena.


9. Perché la Bibbia riporta questi episodi

In conclusione, continuando con la nostra lettura, nei versetti da 30 a 31 leggiamo:

 In realtà Yehoshua compì davanti ai discepoli molti altri segni che non sono riportati in questo rotolo.  Ma questi sono stati messi per iscritto affinché crediate che Yehoshua è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché credendo abbiate vita per mezzo del suo nome.

Giovanni 20:30,31

Al di là del significato diretto, queste parole hanno anche un significato profetico. In altre parole, gli eventi scritti per esempio in questo capitolo, sono stati selezionati per comunicare qualcosa a noi, o, se volete, nascondono un enigma profetico. Quindi non si tratta di eventi presi a caso, ma nascondono un significato enigmatico e profetico che alcuni veri cristiani in questo tempo della fine e con l’aiuto evidentemente dello spirito santo, sarebbero stati in grado di decodificare alla gloria del padre Yahweh e di suo figlio Yehoshua Cristo.


Conclusione

Ogni giorno che passa, siamo sempre più consapevoli che la liberazione è vicina. Questo per noi come gruppo significa prendere decisioni che potrebbero anche andare controcorrente, ma che noi riteniamo necessarie. Negli articoli precedenti abbiamo spiegato che il 9-10 gennaio 2025 a quanto pare i componenti della grande folla sono stati suggellati. Tutto questo per noi ha ripercussioni anche sul piano fisico. Infatti, negli articoli precedenti, abbiamo spesso parlato di separazione spirituale, in quanto siamo in un contesto di giudizio e osservazione da parte di Cristo. Perciò intendiamo chiarire alcuni punti fondamentali per noi:

  1. Crediamo in un solo Dio creatore di ogni cosa, il padre YAHWEH.
  2. Crediamo che Yehoshua Cristo è il figlio di Dio, ma non è l’iddio  onnipotente.
  3. Crediamo che l’adorazione vada resa solo ed esclusivamente al padre Yahweh. Perciò il figlio non va assolutamente adorato. Per noi corrisponde a praticare l’idolatria.
  4. Crediamo che le preghiere vadano rivolte solo ed esclusivamente al padre Yahweh e quindi non al figlio Yehoshua Cristo. 
  5. Siamo assolutamente contrari alla dottrina della Trinità che consideriamo pagana.
  6. Siamo assolutamente contrari alla dottrina dell’immortalità dell’anima o a dottrine similari.

Perciò, se ritenete inaccettabili le nostre risoluzioni, coerentemente siete pregati di non presentarvi alle nostre riunioni. Sarebbe controproducente per tutti, pertanto non presentatevi più!

Quindi, anche se l’invito alle nostre riunioni è rivolto a tutti, specialmente ai testimoni di Geova ed ex Testimoni di Geova che desiderano condividere un momento di studio della Bibbia, dalla pubblicazione di questo articolo non sono più benvenuti, perché incompatibili con le nostre credenze:

  • ex testimoni di Geova o testimoni di Geova che sono ritornati alla dottrina della Trinità, pregano Gesù Cristo e quindi praticano l’adorazione a Gesù invece che adorare esclusivamente Yahweh Dio. 

Loro e soltanto loro non possono più essere ammessi alle nostre riunioni. Non è più appropriato che si presentino.

Al contrario, i testimoni di Geova in generale, i provenienti dalla Chiesa  cattolica e da altre religioni sono benvenuti, purché tengano conto delle nostre risoluzioni citate sopra.


Ci riuniamo per studiare la Bibbia ogni mercoledì alle ore 20:00 su Zoom. Per partecipare, il link di volta in volta lo trovate qui:  https://t.me/ilvaccinosomigliatroppoalmarchio

2 risposte a “Decodificato l’enigma nascosto in merito al Sepolcro di Yehoshua (Giovanni 20:1-31)”

  1. viva la libertà

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  2. neanche i tdg impediscono la partecipazione alle adunanze a chi non la pensa come loro

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