La chiave che ci apre alla vita


Tema dell’articolo

Sempre più spesso si sente parlare di crescita personale. Molti dedicano la propria vita a cercare di migliorare e di crescere come persone. Tutto questo è molto utile, infatti la Bibbia stessa ci dice di ricercare la sapienza “come i tesori nascosti” (Proverbi 2:4). Tuttavia, per far questo con l’approvazione e la guida di Dio, c’è un ingrediente fondamentale, un segreto che spesso è sottovalutato, ma che è la chiave per avvicinarci a Yahweh e costruire una relazione forte e duratura con lui. Quando ci viene chiesto quali sono gli ingredienti fondamentali per costruire relazioni profonde con gli altri, forse ci viene subito in mente la fiducia, la sincerità e sicuramente l’amore. Questi sono sicuramente elementi indispensabili per relazionarci con il prossimo. Ma che dire di Dio? Ci siamo mai chiesti qual è l’ingrediente fondamentale per relazionarci con lui? Ebbene, la Bibbia ci rivela il segreto, il tipo di persona su cui Yahweh posa lo sguardo. Leggiamolo direttamente dalla sua parola:

Anche se dimora in alto, Yahweh guarda verso l’umile; il superbo invece lo conosce solo da lontano

Salmo 138:6

[Confronta anche Isaia 66:2 e 1 Pietro 5:5.]

In questo articolo, dunque, approfondiremo il tema dell’umiltà, cercando di capire come essa può aiutarci ad avvicinarci a Yahweh, l’unica vera fonte di gioia e pace. Per ogni cosa ringraziamo lui, il nostro amorevole Padre, e a lui rivolgiamo ogni merito.


Che cos’è l’umiltà

A) Cosa significa, biblicamente, essere umili?

In Filippesi 2:3 l’apostolo Paolo spiega di fare le cose con umiltà o, come tradotto in alcune versioni, modestia di mente.

“Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso,”

Filippesi 2:3

Per mostrare umiltà, quindi, bisogna considerare gli altri superiori a noi stessi. Questo naturalmente non significa non avere amor proprio, infatti, in Matteo 22:39, veniamo esortati ad amare il nostro prossimo come noi stessi. Questo è difficile da fare se non si ama se stessi! Pertanto, il considerare gli altri superiori è un atteggiamento mentale, è un riconoscere che non esiste un uomo migliore di un altro, esiste un uomo diverso da un altro, perché ognuno ha le sue carte, i suoi talenti, e ognuno è amato da Dio per quello che è.


B) Da chi possiamo imparare l’umiltà ma perché a volte è difficile?

In un occasione, i discepoli di Yahoshua gli chiesero chi era il più grande nel Regno dei cieli. Ecco cosa rispose Yahoshua:

Allora Yhaoshua, chiamato a sé un bambino, lo fece stare in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete affatto nel Regno dei cieli. Perciò, chi si umilia come questo bambino è il più grande nel Regno dei cieli

Matteo 18:2-4

I bambini guardano il mondo con curiosità, assorbendo una enorme quantità di informazioni. Si può imparare molto da loro, perché tendono a fare ragionamenti semplici e ad ascoltare in modo imparziale il punto di vista degli altri. Allora possiamo chiederci: cosa posso imparare dai bambini? Cosa c’è in loro che ha spinto Yahoshua a dirmi di imitarli?

A volte può non essere facile applicare queste parole di Cristo nella nostra vita, perché questo mondo ci insegna fin da piccoli ad essere orgogliosi, a prevalere e a farci rispettare a tutti i costi. La competizione è una delle prime cose che ci viene inculcata da bambini; vincere, avere successo, diventare qualcuno. Personalmente ho sentito tante volte l’espressione “diventare qualcuno”, devi diventare qualcuno”. Ma io sono già qualcuno! La mia stessa esistenza dimostra che sono qualcuno, il mio DNA è unico, sono irripetibile e inimitabile, la mia vita è un miracolo! Ancor prima di esalare il mio primo respiro ero già un miracolo, perchè Yahweh, mio padre, mi ha creato. Di sicuro il re Davide aveva capito questo quando scrisse:

I tuoi occhi mi videro perfino quando ero un embrione; nel tuo libro ne erano scritte tutte le parti — pure i giorni in cui si sarebbero formate — ancor prima che ne esistesse una sola.

Salmo 139:16

C) Di fronte a quale scelta ci troviamo?

A questo punto è indispensabile fare una scelta: Vogliamo piacere al mondo o a Yahweh? Voglio ricevere l’approvazione del mondo o di Dio? Voglio investire il mio tempo alla ricerca dell’approvazione di questo sistema di cose o voglio cercare con tutte le mie forze di avere l’approvazione di Yahweh? Nel rispondere a queste domande consideriamo cosa dice la Bibbia:

Inoltre il mondo passa, come pure i suoi desideri, ma chi fa la volontà di Dio rimane per sempre.

1 Giovanni 2:17

L’umiltà nelle relazioni

A) Come può l’umiltà migliorare le relazioni con gli altri?

Considerare gli altri superiori ci aiuta a mantenere un atteggiamento equilibrato di noi stessi e ci apre gli occhi, perché ci permette di vedere le meravigliose qualità delle persone e ad imparare da esse. Quando ci consideriamo superiori agli altri, invece, è come se impedissimo a noi stessi di imparare dal nostro prossimo, di conoscerlo per davvero e di capirlo.

In relazione a questo, un aspetto importante da tenere in considerazione, sono i falsi “motivi di vanto”. Tutti noi, che ne siamo consapevoli o no, abbiamo delle capacità, delle cose che ci riescono bene. Questo dovrebbe forse indurci a vantarcene? Anche qui la Bibbia ci viene in aiuto. In 1 Corinti 4:7 leggiamo:

Cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se lo hai ricevuto, perché ti vanti come se non lo avessi ricevuto?”

1 Corinti 4:7

Sì, tutto viene da Dio, perciò i doni che ci contraddistinguono vengono da lui; (leggi Romani 12:6). Non sono motivo di vanto, ma un regalo.

Per comprendere appieno il concetto, consideriamo il seguente esempio. Rita e Claudia sono molto amiche; Rita è solare, espansiva e ha il dono di riuscire a parlare con tutti, trasmettendo gioia e allegria alle persone. Claudia, invece, è piuttosto silenziosa e ha il dono di saper ascoltare le persone, facendole sentire amate e capite. Entrambe conoscono il proprio dono e sono felici di averlo, perché sanno che è da Dio; allo stesso tempo, però, riconoscono la loro diversità, non considerandosi migliori l’una dell’altra, ma ammirandosi a vicenda e cercando di imparare quanto più possibile dalla rispettiva. Rita osserva come Claudia ascolta le persone e ammira il modo in cui, grazie alla sua empatia, riesce a confortarle. Allo stesso modo Claudia osserva Rita e rimane stupita da come lei riesca sempre a trovare le parole giuste, incoraggiando le persone con la sua allegria e solarità. Rita e Claudia mettono quindi in pratica le parole dell’apostolo Paolo. Facendo così, hanno la possibilità di imparare l’una dall’altra, non giudicando il loro modo di fare migliore. Rita, infatti, potrebbe pensare che, avendo la capacità di parlare bene, lei riesca ad incoraggiare meglio i fratelli e le sorelle. Non considerando che, a volte, le persone possono essere confortate con un solo sguardo. Viceversa Claudia potrebbe pensare che Rita parli troppo, non considerando che, in certe occasioni, sentir parlare un amico, può essere molto più utile che parlare.

Osservare il nostro prossimo con umiltà ci permette quindi di amarlo in modo profondo e di imparare da lui.

L’orgoglio ci blocca, l’umiltà ci libera.


B) Come dovremmo usare i doni che Dio ci ha dato e come possiamo farlo?

Parlando con i suoi apostoli, Yahoshua disse:

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

Matteo 10:8

Ciò che abbiamo ricevuto da Dio può essere utilizzato per aiutare gli altri, consapevoli che siamo un mezzo, un umile strumento nelle mani di Dio e che possiamo, se è sua volontà, aiutarci l’un l’altro.

A tal proposito, nell’articolo precedente abbiamo parlato dello schiavo fedele e discreto e di come questa categoria di persone può, attraverso lo spirito santo di Dio, aiutare il suo prossimo. Il primo passo per capire come far questo potrebbe essere chiedersi: quali doni mi ha dato Yahweh? Quali qualità mi contraddistinguono? Una volte individuate ci si può domandare: Come posso usare questi doni di Dio per aiutare il mio prossimo? Farci queste domande e pregare per avere le risposte può esserci di grande aiuto, così da mettere in pratica le parole di Cristo:

“Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo?

Matteo 24:45

Benefici dell’umiltà

Gratitudine

A) In che modo l’umiltà è collegata alla gratitudine?

Quando diventiamo consapevoli del fatto che ciò che abbiamo è un dono di Dio, siamo spinti a ringraziarlo. In Salmo 92:1, infatti, leggiamo:

È bene rendere grazie a Yahweh. È bene cantare lodi al tuo nome, o Altissimo,

Salmo 92:1

La persona grata riconosce che c’è qualcuno, più grande di lui, a cui va ogni merito. Osserva il mondo con attenzione, pronto a trovare nuove cose per cui dire “grazie” a Dio. La persona umile trova la bellezza nelle piccole cose, perché è pronta ad imparare anche da esse. L’umile potrebbe guardare un fiore, annusare il profumo del Tè, osservare un tramonto ed essere in grado di percepire il suo creatore, di vedere Dio e questo la porta a rendere grazie. Il superbo, al contrario, ritiene che le piccole cose non abbiano valore e ricerca invece le grandi cose. L’umile spesso si accontenta di uno stile di vita semplice, perché è grato per quello che ha e lo apprezza. Il superbo, invece, tende a cercare di avere sempre di più: più soldi, più successo, più lusso, perdendosi, di fatto, la parte più bella della vita.

La gratitudine è quindi una conseguenza dell’umiltà. Ci apre gli occhi, mostrandoci tutte le cose belle che Yahweh ci ha donato!


Ricchezza

Il re Salomone scrisse sotto ispirazione:

Il risultato dell’umiltà e del timore di Yahweh è ricchezza, gloria e vita.

Proverbi 22:4

Qui si parla anche del timore di Yahweh, che è un altro punto indispensabile per avvicinarci a Dio. È anche questo collegato con l’umiltà, perché implica il riconoscere che Yahweh è il sovrano signore dell’universo e che merita rispetto, gloria ed esclusiva devozione. Il timore di Yahweh ci permette di resistere alle tentazioni, prendere decisioni sagge, acquisire accurata conoscenza della verità e molto altro. In questo articolo, però, non lo approfondiremo ma è necessario sapere che è un altro requisito importante che ci permette di creare una relazione vera e profonda con Dio. Tornando all’umiltà, invece, scopriamo in che modo ci porta ricchezza.


B) Che cos’è la vera ricchezza?

Tutto ciò che viene da Dio è ricchezza. La nostra relazione con lui, lo spirito santo che usa per guidarci, la sua parola e la lista potrebbe continuare a lungo. Insieme a tutte queste cose preziose, vi è la sapienza, che è in realtà collegata in qualche modo a tutte le cose citate sopra. Notiamo cosa dice la Bibbia riguardo al suo valore.

Ottenere la sapienza è meglio che ottenere l’argento, e averla come guadagno è meglio che avere l’oro. È più preziosa dei coralli, e niente di ciò che desideri regge al suo confronto

Proverbi 3:14,15

La sapienza, quindi, risulta essere più preziosa di tutte le ricchezze materiali che potremmo mai avere. “Niente di ciò che desideriamo regge al suo confronto”, dice la Bibbia.


C) Ma che relazione c’è tra sapienza e umiltà?

Come abbiamo detto, la persona umile si approccia alla vita con curiosità. Riconosce che esiste un Dio onnipotente a cui appartiene tutta la sapienza e capisce che l’unico modo per riceverla è chiederla a lui. L’arrogante, invece, non si rende conto di questo e continua a cercare saggezza e conoscenza nel mondo, ma Dio dice che la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio; (1 Corinti 3:19). La sapienza che può darci Dio, infatti, risulta essere nettamente superiore a quella di chiunque altro, in quanto viene dalla diretta fonte. Proverbi 2:6 esprime appieno il concetto:

È Yahweh infatti che dà sapienza; dalla sua bocca vengono conoscenza e discernimento.

Proverbi 2:6

Quindi la persona umile ricerca la guida di Yahweh, chiedendo di dargli la sapienza necessaria per vivere in armonia con la sua volontà; (leggi 1Giovanni 5:14). Dall’altro l’lato, chi non riconosce che Yahweh è la fonte della sapienza, probabilmente non è neanche spinto a chiedergliela. Immaginiamo di voler trovare un diamante ma di continuare a cercare nel posto sbagliato: sarà molto più difficile trovarlo!

Ovviamente Yahweh dà sapienza a chiunque scelga di darla, tuttavia è anche vero che la Bibbia ci esorta a cercarla e a chiederla, come vedremo a breve.


D) Qual è il risultato dell’aver trovato la sapienza?

La Bibbia dice:

Felice è l’uomo che trova la sapienza, e anche l’uomo che acquista il discernimento.  

Proverbi 3:13

Perché quindi non ci prendiamo regolarmente del tempo per chiedere a Dio sapienza? Può aprirci ad una vita di gioia e ricchezza spirituale.


E) Ma come facciamo ad essere sicuri che, se chiediamo a Dio sapienza lui ce la darà?

Lui stesso lo dice:

Se qualcuno di voi manca di sapienza, continui a chiederla a Dio e gli sarà data, perché egli dà generosamente a tutti e senza trovare da ridire.

Giacomo 1:5

Come siamo grati di avere un Dio così generoso! Se gli chiediamo umilmente sapienza, lui ci promette di darcela. E ricordiamoci che Dio non può mentire! (Tito 1:2) Tutto quello che dobbiamo fare è chiedere ma è importante farlo con fede. Infatti Giacomo continua:

Ma continui a chiedere con fede, non dubitando affatto, perché chi dubita è come un’onda del mare mossa dal vento e spinta qua e là. Non pensi un uomo del genere di ricevere qualcosa da Yahweh; è un uomo indeciso, instabile in tutto quello che fa.

Giacomo 1:6-8

È quindi molto importante chiedere sapienza a Dio fidandoci di lui, con la certezza che lui ce la darà.


F) Ma come può esserci utile la sapienza in questi ultimi giorni?

Ormai sono passati diversi anni dall’introduzione del marchio della bestia, cioè del vaccino anti-Covid19. Chiedere a Dio sapienza è stato fondamentale per riconoscere tale marchio. Abbiamo sicuramente pregato per chiedere a Dio la sua guida e per aprirci gli occhi e lui ci ha risposto. Ma che dire di oggi? Continuiamo a chiedere a Dio umilmente la sua guida? Chiedere a Dio sapienza può aiutarci a perseverare, ricordando che ormai manca poco.

Può capitare di essere scoraggiati: vorremmo che le promesse di Yahweh si manifestassero il più presto possibile. Forse siamo stanchi di aspettare ma non è il momento di arrenderci! Il premio è davvero troppo grande per mollare proprio ora. Sarebbe come aver corso per ore per poi fermarsi a mezzo metro dal traguardo! Non permettiamo che accada!

Nel libro di Apocalisse Dio profetizzò che i suoi servitori, nel tempo della fine, si sarebbero chiesti “fino a quando” avrebbero dovuto ancora aspettare. Ecco cosa dice la Bibbia:

Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati scannati a motivo della parola di Dio e della testimonianza che avevano reso. E gridarono a gran voce: “Fino a quando, Sovrano Signore, santo e verace, aspetterai a giudicare gli abitanti della terra e a vendicare il nostro sangue?

Apocalisse 6:10

Questa profezia si è in realtà adempiuta durante la grande tribolazione (restrizioni vaccinali): In quel tempo ci chiedevamo fino a quando avremmo dovuto aspettare. Inoltre, nel versetto successivo viene specificato che avremmo dovuto riposare ancora un po’ finché il numero dei compagni di schiavitù non fosse completo. Anche questo si è adempiuto, verso l’autunno del 2024, quando il numero della grande folla è stato infine chiuso. Tuttavia, in senso lato, queste parole si possono applicare anche al presente, perché dobbiamo ancora vedere l’adempimento finale delle promesse di Yahweh e, fino ad allora, dobbiamo avere pazienza (leggi Apocalisse14:12). Infatti, in Matteo 24:13 leggiamo:

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

Matteo 24:13

La nostra “stanchezza”, quindi, era profetizzata dalla Bibbia. Questo significa che, cerca duemila anni fa, Yahweh sapeva già come ci saremmo sentiti oggi, mentre state leggendo questo articolo. Esiste qualcuno di più grande di lui, in grado di conoscere non solo gli eventi futuri ma persino gli stati d’animo futuri dei suoi servitori (Isaia 46:10)? Questo ci dimostra che Yahweh è la scelta migliore che avremmo mai potuto fare e che ha tutto sotto controllo. Lui non vede l’ora di realizzare il suo proposito e per lui e per suo figlio siamo immensamente preziosi; (confronta Salmo 147:11).


Gloria

Il secondo punto citato da Salomone è la gloria, un’altra conseguenza dell’umiltà e del timore di Dio.

G) In che senso l’umiltà ci porta come risultato la gloria?

Oggi vediamo come molte persone ricerchino soldi, successo e popolarità, forse sperando che questo le renda felici o al sicuro. Che dire, però, se sapessero che la vera gloria viene solo da Dio e che la chiave per ottenerla è l’umiltà? Yahoshua disse:

Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Matteo 23:12

La parola di Dio ci invita a non ricercare la gloria di questo mondo, ma ci assicura che Yahweh è generoso con chi si umilia davanti a lui; (Giacomo 4:10).


H) Cosa avevano in comune molti servitori di Dio dell’antichità e cosa impariamo da questo?

Molti personaggi biblici sono un esempio lampante della generosità di Dio verso gli umili. Basti pensare a Giuseppe ed alle prove che ha umilmente affrontato e di come poi Dio lo abbia benedetto facendolo diventare la seconda persona più importante d’Egitto. Pensiamo ai fedeli apostoli di Cristo, che per amore della buona notizia sono morti come martiri e che ora sono potenti creature spirituali. Oppure pensiamo a Giobbe, Mosè, Davide; e ancora, che dire di Daniele, Elia e Geremia? La lista potrebbe continuare a lungo, ma una cosa sicuramente accomunava tutte queste persone: non cercavano la gloria e Dio, proprio per questo, gliel’ha data, a chi in un modo a chi in un altro.

Sì, perché l’umile adoratore di Dio non pensa alla gloria, pensa solo a servire Yahweh ed egli, nella sua immensa generosità, lo premia. Notiamo cosa disse Yahoshua in merito alla generosità del suo amorevole Padre:

In verità vi dico: non c’è nessuno che, avendo lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per amor mio e per amore della buona notizia, non riceva ora, in questo periodo di tempo, cento volte tanto, di case, fratelli, sorelle, madri, figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel sistema di cose futuro la vita eterna.

Marco 10:29

Vita

In che senso l’umiltà porta alla vita?

Per capire in che senso l’umiltà porta alla vita prima di tutto ricordiamo ciò che dice Salmo 3:8:

La salvezza appartiene a Yahweh. La tua benedizione è sul tuo popolo.

Salmo 3:8

Quindi è solo grazie a Yahweh che possiamo avere la salvezza e quindi la vita. Ma a che tipo di persone Yahweh decide di salvare la vita? Leggiamolo in 2 Samuele 22:28.

Tu salvi chi è umile, ma i tuoi occhi sono contro il superbo per umiliarlo.

2 Samuele 22:28

Ecco quindi come l’umiltà ci salva la vita. Non vale quindi la pena coltivare questa preziosa qualità? Continuiamo a supplicare il nostro padre Yahweh per averla, per non insuperbirci e per rimanere come bambini. Investire tempo e risorse per cercare di svilupparla è la chiave che ci apre alla vita, è un passo indispensabile per essere accettati da Dio. È molto importante!


La vera umiltà

Attenzione però: Essere umili significa essere aperti ad ogni dottrina ed insegnamento in nome della “libertà di pensiero”? No, non è questo che dice la Bibbia! Infatti è scritto:

Così non saremo più bambini, sballottati dalle onde e portati qua e là da ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo di stratagemmi escogitati con astuzia

Efesini 4:14

E’ molto importante ricordare che siamo ancora nel mondo di Satana. Infatti la Bibbia ci avverte:

Mantenetevi assennati, state in guardia. Il vostro avversario, il Diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare qualcuno.

1 Pietro 5:8

E poi aggiunge:

Ma voi prendete posizione contro di lui, saldi nella fede,

1 Pietro 5:9

Quando Satana tentò Cristo, lui, in nome della libertà di parola, permise forse di farlo peccare contro Dio? No! Non è questo che dice la Bibbia. Infatti è scritto:

Allora Yahoshua gli disse: “Va’ via, Satana!

Matteo 4:10

Cristo scacciò con forza Satana, senza tentennare, senza deviare né a destra né a sinistra. Ed è interessante la frase che viene dopo: “Perché è scritto:”. Sì, Cristo usò la Bibbia, la parola di Dio, per scacciare Satana e lo fece con forza e risolutezza, perché qualcuno si era permesso di offendere suo Padre! L’umiltà non va confusa con l’accondiscendenza o con il buonismo. È una trappola subdola e molto, molto pericolosa! La vera umiltà è quella di chi si sottomette alla parola di Dio, come Yahoshua stesso fece, essendo d’esempio per tutti noi.

Ovviamente non parliamo di chi, non conoscendo la Bibbia, ha credenze antiscritturali ma di chi, nonostante abbia conoscenza delle scritture, deliberatamente sceglie di opporsi ad esse, inducendo anche altri a fare lo stesso. Da loro la Bibbia ci invita a difenderci!


Conclusione

In conclusione vogliamo far nostra l’esortazione riportata in Sofonia 2:3:

cercate Geova, voi tutti umili della terra, che osservate i suoi giusti decreti. Cercate la giustizia, cercate l’umiltà.

Sofonia 2:3

Abbiamo visto come l’umiltà sia l’ingrediente segreto per costruire una solida relazione con Yahweh, il nostro creatore. L’umiltà ci permette di vedere le qualità di chi ci sta accanto e di imparare da esse. Ci aiuta ad essere come bambini, pieni di curiosità e voglia di vivere. Ci permette di ottenere sapienza, che è più preziosa dell’oro; ci permette di avere la gloria, ma non quella che dà il mondo, quella che dà Dio. Ci porta ad essere grati anche per le piccole cose e, infine, ci permette di essere sottomessi alla parola di Dio, il documento più autorevole della terra. Continuiamo dunque a cercarla, supplichiamo Yahweh di non perderla e, se Dio lo vorrà, avremo salva la vita.

2 risposte a “La chiave che ci apre alla vita”

  1. Grazie per questo utile articolo. Ti leggo spesso. Un abbraccio !

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  2. […] altro aspetto fondamentale per far parte di questo gruppo, come abbiamo scritto nell’articolo precedente, sta nello sfruttare i nostri doni per incoraggiarci spiritualmente a vicenda, senza dimenticare […]

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