È alle porte! (Matteo 16:1-28)


Tema dell’articolo

Vi ricordate quanto spesso il popolo d’Israele tornava ad adorare Baal, la falsa divinità cananea?

Nonostante Dio mandasse di continuo profeti allo scopo di risvegliare il popolo, Israele continuava a cadere nell’adorazione di Baal, sporcandosi spiritualmente. Forse pensiamo che queste siano cose che accadevano a loro, mentre noi siamo immuni da tutto questo. In realtà, come allora, anche oggi i veri adoratori di Dio devono muoversi con molta cautela in questo mondo, che in parte è ancora nelle mani di Satana. Yahoshua disse, in Matteo 10:16, 17:

“Ecco, vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate perciò cauti come serpenti e innocenti come colombe.

Matteo 10:16,17

Questo consiglio, naturalmente, è valido sia quando abbiamo a che fare con persone che non credono in Dio che quando abbiamo a che fare con persone che sostengono di credere in Dio e che, come noi, hanno rifiutato il marchio della bestia, vale a dire il vaccino anti Covid-19.

A proposito della cautela, in questo articolo prenderemo in considerazioni il capitolo 16 del Vangelo di Matteo, un capitolo in cui Yahoshua invita i suoi discepoli alla prudenza, ma soprattutto un capitolo, come spesso accade con i racconti su Yahoshua, che nasconde diversi aspetti profetici come vedremo.


Farisei e sadducei chiedono un segno dal cielo

Iniziamo quindi con la lettura dei primi 4 versetti. Si legge:

Qui i farisei e i sadducei gli si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrare loro un segno dal cielo.  Rispondendo, lui disse loro: “Quando si fa sera voi dite: ‘Farà bel tempo, perché il cielo è rosso acceso’.  

E al mattino dite: ‘Oggi ci sarà un temporale, perché il cielo è rosso acceso, ma cupo’. Sapete interpretare l’aspetto del cielo, ma non riuscite a interpretare i segni dei tempi.  Una generazione malvagia e adultera va in cerca di un segno, ma non le sarà dato nessun segno eccetto il segno di Giona”. Poi li lasciò e se ne andò.

Matteo 16:1-4

A) Avete notato che Yahoshua rimprovera i farisei e i sadducei perché gli chiedono un segno? Cosa potrebbe significare?

Yahoshua gli fa notare che, quando si tratta di interpretare aspetti legati al cielo fisico, sono capaci di farlo. Invece mostrano carenza quando si tratta di interpretare i segni dei tempi dal punto di vista spirituale e profetico. Questo rimprovero, naturalmente, era valido al tempo di Yahoshua così come è valido nei nostri giorni. Facciamo quindi bene a continuare ad allenare i nostri sensi dal punto di vista spirituale. La parola di Dio è piena di profezie che aspettano solo di essere studiate ed analizzate da noi. Queste profezie, come per esempio quella contenuta nel capitolo 24 di Matteo, ci aiuteranno ad inquadrare per bene il tempo della fine in cui stiamo vivendo ed a rimanere svegli dal punto di vista spirituale. Per questo motivo non possiamo che ringraziare il padre YAHWEH per la cura e l’amore che dimostra continuamente nei nostri confronti.


B) Cosa potrebbe rappresentare il segno di Giona di cui Yahoshua   parla al versetto 4?

Nel primo secolo, come spiegherà Cristo stesso più avanti, il segno di Giona rappresentò il periodo in cui Yahoshua sarebbe stato ucciso e, dopo tre giorni, risuscitato.

– Per quanto riguarda l’applicazione nel nostro tempo, nell’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto, avevamo già spiegato cosa rappresenta per noi il segno di Giona. In poche parole il segno di Giona sono i tre anni e mezzo di tribolazione legati alla pandemia, iniziati nella primavera del 2019 e terminati il primo novembre 2022. Proprio come i Giudei avrebbero dovuto prendere molto sul serio la morte e risurrezione di Cristo nel primo secolo, allo stesso modo, i veri cristiani del tempo della fine, devono prestare molta attenzione agli eventi relativi al marchio della bestia degli anni 2019-2022. Questi eventi sono un grande segno che tutti nel mondo hanno potuto vedere, indicante che il Cristo è qui e sta per eseguire i giudizi contro i malvagi, ma dare la ricompensa della vita eterna ai suoi fedeli seguaci.

Link dell’articolo per approfondire: Il segno! (Matteo 12:38-40)


Yahoshua mette in guardia contro il lievito dei farisei e dei sadducei

Continuando con la nostra lettura di Matteo capitolo 16, nei versetti da 5 a 12 leggiamo:

I discepoli passarono quindi all’altra riva, dimenticando di portare del pane. Yahoshua disse loro: “Tenete gli occhi aperti e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei”. Perciò cominciarono a ragionare fra loro, dicendo: “Non abbiamo portato il pane!”  Yahoshua se ne accorse e disse: “Perché state lì a parlare del fatto che non avete pane, uomini di poca fede? Ancora non capite? Non vi ricordate dei cinque pani per i 5.000 uomini e di quanti cesti ne avete raccolto? O dei sette pani per i 4.000 uomini e di quanti grandi cesti ne avete raccolto? Come mai non capite che non vi stavo parlando di pane? Piuttosto, guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei”.  Allora compresero che diceva di guardarsi non dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.

Matteo 16:5-12

A) In base al versetto 12, a cosa si riferiva Yahoshua parlando del lievito dei farisei e dei sadducei?

Come in seguito compresero i suoi discepoli, il lievito dei farisei e dei sadducei, rappresenta i loro deleteri insegnamenti, i quali si propagavano proprio come fa il lievito.


B) Volendo fare un’applicazione nel nostro tempo, dove potremmo collocare questi eventi in senso profetico?

Come abbiamo spiegato spesso nei nostri articoli, noi riteniamo che i racconti della vita di Yahoshua siano ricolmi di profezie nascoste. Lo stesso vale per questo capitolo 16 di Matteo. Quindi, il riferimento di Yahoshua al racconto di Giona, ci porta agli anni 2019/2022, come abbiamo scritto sopra. Da altre profezie avevamo capito che, dopo i tre anni e mezzo di tribolazione terminati nel 2022, sarebbe seguito un periodo di pausa o pace e sicurezza. In quel periodo di rilassamento, ma anche subito dopo, i veri seguaci di Cristo avrebbero dovuto fare molta attenzione al “lievito dei farisei”. Quindi, dopo la vittoria nella battaglia di resistenza contro il marchio della bestia, vale a dire il vaccino anti Covid-19, molti veri cristiani si sarebbero rilassati, incuranti delle macchinazioni o trappole che il diavolo aveva già pronte per i veri cristiani dopo la prova del marchio-vaccino, anche se in questo caso ci riferiamo solo ai membri della grande folla. Infatti, dopo la grande tribolazione legata alla pandemia, il diavolo concentrò i suoi attacchi soprattutto sui membri della grande folla, per renderli non idonei per quel ruolo stabilito da Dio. Per questo motivo, i suoi attacchi si spostarono nell’ambito delle dottrine fondamentali.


C) Cosa potrebbe rappresentare “il lievito dei farisei” nel nostro tempo?

Noi riteniamo che, il lievito dei farisei e dei sadducei, nel nostro tempo rappresenta alcuni insegnamenti derivanti dalla cristianità, in particolar modo ci riferiamo alla dottrina della Trinità in tutte le sue sfaccettature. 

Questa dottrina di origine babilonica, ha progressivamente preso piede anche tra alcuni che erano designati a far parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7. La gravità di tale dottrina sta nel fatto che offende in faccia e sminuisce il padre YAHWEH, violando il primo comandamento che troviamo scritto in Esodo capitolo 20. Un altro “lievito del farisei e dei sadducei” nel nostro tempo, consiste nella confusione sull’identità di Cristo Yahoshua.


Il culto del dio Mitra

A) Quali sono alcune caratteristiche le culto di Mitra?

A proposito della dottrina della Trinità, e quindi dell’adorazione solare, o se vogliamo dell’adorazione di Mitra, un culto praticato nell’antica Roma, notate cosa dice una pubblicazione:

‘Evidenti somiglianze’

È POSSIBILE che molte tradizioni e diversi rituali ritenuti propri del tipo di cristianesimo praticato oggi da milioni di persone siano in realtà di origine pagana? In un articolo che Tullio Benez ha scritto per la rivista Molto Interessante (luglio 1984) viene data una risposta affermativa a questa domanda. Tra le tante religioni pagane ritualistiche degli antichi, nell’articolo viene preso in esame il culto di Mitra, dio del sole, culto che conobbe il massimo splendore nei primi secoli dell’èra volgare nell’area dell’impero romano.

Benez menziona alcune caratteristiche che contraddistinguevano il culto mitraico. Per esempio, descrivendo l’altare in pietra all’interno di una catacomba dedicata a Mitra, dice dei personaggi che vi erano raffigurati: “Il dio con il toro è fiancheggiato da due giovani con fiaccole accese, l’uno indica verso l’alto e l’altro verso il basso. Vengono chiamati Cauto e Cautopates. Insieme al dio Mitra formano per i credenti qualcosa di simile alla Trinità”.

E ancora: “Nel tardo culto di Mitra compare il ‘triplice dio’”. A quale conclusione perviene l’autore? “L’analogia con la Trinità cristiana è evidente”.

Questo dio del sole viene inoltre raffigurato adorno di un’aureola. Ricordando che essa compare nelle raffigurazioni sacre definite ‘cristiane’, lo scrittore afferma che anche in questo caso “la somiglianza è molto evidente”.

Nell’iscrizione Mitra viene descritto come
 sol invictus (il dio sole invitto)
. Fonte: _Mithra_
Sol Invictus

B) Come si diffuse il culto di Mitra nell’impero romano?

Come riferiscono gli storici, dopo un periodo di grande splendore, il culto del dio Mitra si scontrò con il cristianesimo apostata, che l’imperatore Costantino all’inizio del IV secolo innalzò a religione dell’impero. A quel tempo, tuttavia, c’erano ancora molti praticanti della religione mitraica. Cosa fece Costantino per indurre tutti i suoi sudditi ad adeguarsi alla religione che avrebbe dovuto “tenere unito l’Impero”? Secondo l’autore, ecco alcuni dei provvedimenti presi da Costantino a questo scopo: “Nonostante il fatto che l’imperatore stesso fosse seguace del culto del sole (fu battezzato soltanto sul letto di morte), egli decise che il cristianesimo dovesse essere la religione di tutti i romani. Per rendere accettabile la nuova religione anche ai seguaci di Mitra egli dichiarò la domenica giorno di festa in tutto l’Impero (sino ad allora i cristiani non avevano alcun giorno di riposo perché rifiutavano, nel loro credo, il sabbath ebraico).

“Un’altra decisione imperiale avrebbe dovuto avvicinare cristiani e mitraisti: il giorno della nascita di Gesù venne fissato nello stesso giorno della nascita di Mitra. (Nell’anno 354 viene citato per la prima volta il 25 dicembre come data di questo evento). Sino ad allora i cristiani non avevano mai festeggiato il Natale”.

Fonte: Evidenti somiglianze

C) Quale altra caratteristica distingueva il culto di Mitra?

Sapete da cosa venivano contrassegnati gli adoratori di Mitra, come potete notare nella nell’immagine sotto? Un articolo afferma:

Per essere affiliati, dopo un certo numero di prove anche fisiche, ci si sottoponeva ad una sorta di cresima, la confirmatio, caratterizzata dal segno di una “X” o croce sulla fronte (antico simbolo solare. . .)

Fonti: QUI. QUI.
Imperatore Gaio Valente Ostiliano Messio Quinto

Perciò sembra si tratti di un vero e proprio sigillo o marchio sulla fronte  per gli adoratori del sole o della divinità trina. (Confronta Apocalisse 13:16).  Coloro che adottano o promuovono la dottrina della Trinità in tutte le sue sfaccettature, dovrebbero ben tenere a mente i precedenti storici per non cadere nella totale disapprovazione Divina. Roma, cioè la bestia politica, è ancora qui, sotto diverse sembianze. Proprio come il culto mitraico era un culto misterico delle elite, anche dottrine come quella della Trinità o l’adorazione del figlio di Dio Yahoshua invece che del padre YAHWEH, in questo tempo della fine, sono una trappola ben preparata, quasi esclusivamente per quelli che hanno il potenziale di far parte della grande folla. Ricordiamo che i membri della grande folla ricopriranno il ruolo di re e sacerdoti nel nuovo mondo restaurato. Sono loro che sono presi di mira con queste dottrine. Infatti, al resto dei circa 500 milioni di salvati che vivrà sulla terra, verrà insegnata la corretta dottrina a tempo debito, durante il millennio messianico.


Yahoshua si avvicina a Cesarea

Continuando con la nostra lettura di Matteo capitolo 16, nei versetti 13 e 14 leggiamo:

Arrivato dalle parti di Cesarèa di Filippo,

Matteo 16:13a

In quale periodo o anno possiamo collocare gli eventi narrati in questi versetti?

La chiave per comprendere il periodo è l’espressione “Cesarea di Filippo”. Nell’articolo precedente, che si aprirà Cliccando sul link sotto, avevamo preso in considerazione Filippo l’evangelizzatore dal punto di vista profetico. In quell’articolo, Cesarea, cioè la città in cui Filippo infine si stabilì con la sua famiglia, rappresenta il nuovo mondo dopo l’inabissamento di Satana e la battaglia di Armageddon

(Posizione di Cesarea di Filippo) 

Perciò, arrivare dalle parti di Cesarea, simbolicamente significa essere arrivati vicinissimi al momento in cui Satana sarà messo in condizione di non nuocere ed il suo mondo sarà progressivamente eliminato.  Supponendo e sperando che avvenga quest’anno, il momento in cui siamo, per così dire, nei pressi di Cesarea, è proprio il periodo in cui stiamo scrivendo questo articolo, cioè prima di metà giugno 2025.

Link per approfondire: “Decodificato” Filippo l’evangelizzatore


L’identità del Cristo

Continuando la lettura, notate la domanda che Cristo rivolse ai suoi discepoli e le loro risposte. Nei versetti da 13b a 17 leggiamo:

Yahoshua chiese ai suoi discepoli: “Secondo la gente chi è il Figlio dell’uomo?”  Gli risposero: “Alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elìa, altri ancora Geremia o uno dei profeti”. Lui domandò loro: “Secondo voi, invece, io chi sono?” Simon Pietro rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente”.  Allora Yahoshua  gli disse: “Felice te, Simone figlio di Giona, perché non te lo hanno rivelato la carne e il sangue, ma il Padre mio che è nei cieli

I discepoli di Cristo rispondono che alcuni pensano che lui sia Giovanni Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti.

Abbiamo scritto sopra, che una delle dottrine che nel nostro tempo è paragonabili al “lievito dei farisei e sadducei”, riguarda l’identità di Yahoshua Cristo, che tuttora è oggetto di diatribe. 

A) Qual è la risposta di Pietro alla domanda di Cristo e cosa ci insegna questo?

Avete notato la risposta che dà Pietro sull’identità di Yahoshua? Dice molto chiaramente che Yahoshua è il Cristo, il figlio dell’Iddio viventeNon dice che è la terza  parte di una misteriosa Trinità!

Inoltre, avete notato la soddisfazione di Yahoshua nella risposta di Pietro? Dice addirittura che a rivelarglielo non è stata la carne, ma il Padre suo che è nei cieli, differenziando il Padre da se stesso. Quindi, per i veri cristiani, la diatriba sull’identità di Cristo e sulla Trinità, si conclude con le parole lapidarie sia di Cristo che di Pietro


B) Chi rappresenta Pietro in questo caso?

Negli articoli precedenti, abbiamo sottolineato più volte che:

  •  il Vangelo di Marco è scritto profeticamente per i 144000.
  •  Il Vangelo di Luca è scritto profeticamente per i salvati dalla guerra di Armageddon che vivranno sulla terra. 
  • Mentre il Vangelo di Matteo, è scritto profeticamente per la grande folla di Apocalisse capitolo 7. 

Perciò Pietro, simbolicamente, in questa espressione rappresenta i membri della grande folla. Detto in altre parole, la grande folla di Apocalisse capitolo 7, è formata da persone che necessariamente hanno compreso qual è l’identità di Cristo.


C) Cos’altro potrebbe rappresentare simbolicamente, il momento in cui Pietro riconosce Cristo e si esprime sulla sua identità?

Noi riteniamo che, il momento in cui Pietro si esprime sull’identità di Cristo, possa simbolicamente rappresentare anche il momento della trasformazione in gloria della grande folla. Detto in altre parole, la grande folla viene investita dallo spirito, è trasformata in gloria e da quel momento riesce a vedere il Cristo nella sua apparenza celeste.


La roccia

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 18 leggiamo:

E io ti dico: tu sei Pietro, e su questa roccia edificherò la mia congregazione, e le porte della Tomba non avranno la meglio su di essa

Matteo 16:18

A) Chi è la roccia su cui Cristo avrebbe edificato la sua congregazione?

– Noi crediamo che, con questa espressione profetica, Cristo abbia usato un gioco di parole, per parlare sia di se stesso che di Pietro. La pietra su cui avrebbe edificato la sua chiesa naturalmente rappresenta lui stesso. È lui la “pietra angolare di fondamento, scelta, preziosa, e chi ripone fede in essa non sarà mai deluso”; (Romani 9:33; 1 Corinti 3:11; 10:4; Efesini 2:20).

– Allo stesso tempo, riteniamo che Yahoshua stia anche facendo allusione in parte all’apostolo Pietro, o meglio a ciò che significa il suo nome. Infatti il nome Pietro significa letteralmente roccia o frammento di roccia.

Detto in altre parole, in questi versetti, noi riteniamo che Yahoshua stia alludendo alla figura profetica di Pietro nel tempo della fine, sarebbe a dire la grande folla di Apocalisse capitolo 7. 

Quindi, dopo che Satana sarà inabissato ed il nuovo mondo prenderà finalmente piede, Yahoshua affiderà alla grande folla glorificata, la sua chiesa o congregazione. Nelle loro mani, e sotto la direttiva di Cristo, la congregazione di Cristo si stabilirà fermamente su tutta la terra e, per volontà di Dio e di Cristo, durerà per sempre. 

B) Perché è probabile che Cristo affiderà questo incarico alla grande folla?

Noi sosteniamo questo perché, come abbiamo scritto sopra, il Vangelo di Matteo è scritto profeticamente per i componenti della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infatti noterete che, gli altri Vangeli, cioè Marco e Luca, non contengono le parole e le promesse che Cristo rivolge a Pietro, riportate nei versetti da 17 a 19. Li troviamo solo e soltanto nel Vangelo di Matteo; (confronta Marco 8:29,30; Luca 9:20,21). Si tratta quindi di una vera e propria investitura per la grande folla da parte di Yahoshua. Ricordiamo che ciò avverrà subito dopo la trasformazione o mutamento della grande folla in gloria, che riteniamo e speriamo sia molto vicina. Ma quale altra responsabilità Cristo affiderà alla grande folla? Scopriamolo continuando con la lettura.


Yahoshua affida le chiavi del Regno a Pietro

Nei versetti da 19 a 20 si legge:

Io ti darò le chiavi del Regno dei cieli, e qualunque cosa legherai sulla terra sarà già stata legata nei cieli, e qualunque cosa scioglierai sulla terra sarà già stata sciolta nei cieli”.  Allora ordinò severamente ai discepoli di non dire a nessuno che lui era il Cristo.

Matteo 16:19-21

Come abbiamo scritto in altri articoli, all’apostolo Pietro furono affidate da Cristo le famose tre chiavi, con le quali, simbolicamente, aprì le porte del regno a tre gruppi di discepoli, cioè agli ebrei, ai Samaritani e ai  gentili o Goym.

A) Applicato al nostro tempo, in che modo Cristo affida le chiavi del regno dei cieli alla grande folla di Apocalisse capitolo 7?

Poiché i componenti della grande folla nel nuovo mondo ristabilito, saranno re e sacerdoti, di fatto, le decisioni giuridiche che prenderanno qui sulla Terra, saranno vincolanti. Sarà in effetti come se le suddette decisioni giuridiche fossero già state prese da Cristo in cielo. Perciò, oltre a svolgere il ruolo di sacerdoti, cioè coloro che cercano di riavvicinare gli uomini a Dio, i componenti della grande folla svolgeranno anche il ruolo di giudici; (Apocalisse 20:4-6).


B) Avete notato che, al versetto 20, Yahoshua ordinò severamente ai suoi discepoli di non dire che lui è il Cristo? Cosa potrebbe significare?

Allo stesso modo, sembra che, una volta che vedranno il Cristo, cioè che saranno trasformati in gloria, anche la grande folla dovrà tenere rigorosamente il riserbo fino al tempo stabilito da Cristo. Quindi, quando  saranno mutati in gloria, sembra che in principio pochi verranno a conoscenza dell’avvenuta trasformazione in gloria della grande folla. 


Yahoshua  preannuncia la sua morte e risurrezione

Riepilogando, quindi, partendo dal versetto 1 fino al versetto 20, abbiamo tracciato il percorso simbolico della grande folla fino al momento della loro trasformazione in gloria o rapimento nella dimensione celeste. Nei versetti da 17 a 19, abbiamo compreso quali saranno le responsabilità ed i privilegi che Cristo affiderà ai membri della grande folla. Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 21 leggiamo:

Da quel momento Yahoshua cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme, soffrire molto da parte degli anziani, dei capi sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e il terzo giorno essere risuscitato

Matteo 16:21

In questi versetti, in poche parole, è come se Cristo tornasse indietro nella narrazione a quando ha parlato, al versetto 4, del segno di Giona. Infatti, il segno di Giona, per i suoi contemporanei, sarebbe stato in sostanza la sua  morte e dopo tre giorni la sua resurrezione. Mentre il segno di Giona per i veri cristiani del tempo della fine in cui viviamo, si è adempiuto, come abbiamo scritto sopra, con tre anni e mezzo di tribolazione legati alla pandemia da Covid-19.  


“Va’ dietro a me, Satana!”

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 22 e 23 leggiamo:

Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a rimproverarlo, dicendo: “Sii buono con te stesso, Signore; questo non ti succederà mai”.  Ma voltandogli le spalle, lui disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu sei per me una pietra d’inciampo, perché i tuoi pensieri non sono quelli di Dio, ma degli uomini”.

Matteo 16:22,23

A che gruppo di persone potremmo accostare Pietro in questa occasione?

Come abbiamo scritto sopra, il segno di Giona corrisponde, nel nostro tempo, ai tre anni e mezzo di tribolazione che abbiamo subìto nel periodo della pandemia da Covid-19 con i suoi obblighi vaccinali. Proprio come Cristo dovette  affrontare la morte per poi essere glorificato con la resurrezione, allo stesso modo i membri della grande folla nel tempo della fine, avrebbero dovuto affrontare con coraggio e senza scappatoie la grande tribolazione. Cercando di far deviare Cristo dal percorso stabilito per lui da Dio a beneficio dell’umanità, in effetti Pietro stava svolgendo, in quel momento, il ruolo di emissario di Satana. Allo stesso modo, tutti quelli che durante la pandemia cercarono di indurre i veri cristiani all’errore  spingendoli ad accettare il vaccino anti Covid-19, in effetti stavano svolgendo il ruolo di emissari di Satana. Tra questi, i più riprovevoli, naturalmente, sono i leader della cristianità, i quali, senza misericordia, hanno indotto il loro gregge all’errore. Ricordiamo al lettore che per noi il vaccino anti Covid-19 rappresenta il marchio della bestia predetto in Apocalisse capitolo 13, perciò, spingere qualcuno ad accettare consapevolmente l’intruglio maledetto, rasenta della pura cattiveria.


Requisiti dei veri discepoli di Cristo

Proseguendo con la nostra lettura di Matteo capitolo 16, nei versetti da 24 a 26 leggiamo:

Quindi Yahoshua disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo. Infatti chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi perde la vita per amor mio la troverà. In realtà, di che vantaggio è per un uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la vita? O cosa darà un uomo in cambio della propria vita? 

Matteo 16:24-26

Come potete notare, anche i versetti sopra si applicano perfettamente al periodo della pandemia, specialmente all’anno biblico che va da ottobre 2021 ad ottobre 2022. In quell’anno, le restrizioni per chi aveva rifiutato il vaccino anti covid-19, si fecero più stringenti.

Vi ricordate in che modo, durante la pandemia, abbiamo dovuto, per così dire, “rinnegare noi stessi”, come afferma il versetto 24?

Ripensando a quegli anni, sicuramente ci verranno in mente le varie privazioni che abbiamo dovuto subire in quel periodo per il nostro rifiuto di accettare il vaccino anti Covid-19. Per esempio, molti di noi sono stati sospesi dal lavoro per diversi mesi, mentre altri hanno perso definitivamente il lavoro. In quel periodo, chi voleva salvare la sua vita  vaccinandosi, di fatto l’ha perso dal punto di vista di Dio. Mentre chi è stato disposto a subire la morte sociale per obbedire a Cristo, come dice il versetto 25, la troverà. Vi ricordate quando durante la pandemia molti si vaccinavano per i motivi più futili? Alcuni per poter andare al ristorante, altri per poter andare al bar, altri in cambio di un caffè, altri ancora per una piccola somma di denaro ecc. Di fatto, agendo in questo modo, molti  hanno guadagnato, per così dire, il mondo, ma purtroppo in cambio della loro vita e di una rottura definitiva con Dio. Vi rendete conto della gravità di ciò che è successo?


Il secondo ritorno di Cristo

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 27 leggiamo:

 Il Figlio dell’uomo infatti verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli, e allora ricompenserà ciascuno in base alla sua condotta

Matteo 16:27

Avete notato che, nel versetto sopra, Yahoshua menziona il suo secondo ritorno in gloria con i suoi angeli?

La ragione, riteniamo, è per aiutarci a comprendere che in questo capitolo, dal punto di vista profetico, Yahoshua si riferisce al tempo della fine in cui viviamo. Il suo secondo ritorno, con i suoi angeli, sappiamo bene che sarebbe avvenuto molti secoli dopo la sua morte e risurrezione, cioè nel tempo della fine in cui noi viviamo. Quindi, dopo il periodo di tribolazione di tre anni e mezzo, come abbiamo spiegato in altri articoli, sarebbe subentrato un periodo di pace e sicurezza. Questo periodo di pace e sicurezza, sarebbe stato interrotto, per così dire, dal suono della settima tromba di Apocalisse capitolo 11. Noi riteniamo che la settima tromba ha cominciato a suonare nell’autunno del 2024 e continuerà a suonare fino all’autunno del 2025. Nel frattempo, supponiamo, Cristo verrà con i suoi angeli per ricompensare i suoi fedeli seguaci, ma anche per condannare il malvagio mondo di Satana. 


Il rapimento

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 28 leggiamo:

In verità vi dico che alcuni di quelli che si trovano qui non moriranno senza aver prima visto il Figlio dell’uomo venire nel suo Regno.

Matteo 16:28

Ora, vi ricordate cosa accadde pochi giorni dopo queste affermazioni di Yahoshua nel primo secolo?

I primi versetti del capitolo 17 di Matteo, raccontano l’episodio della trasfigurazione di Yahoshua che avvenne 6 giorni dopo le suddette parole di Yahoshua. In un precedente articolo, quando prendemmo in considerazione l’episodio della trasfigurazione di Yahoshua, giungemmo alla conclusione che, nel Vangelo di Luca, la trasfigurazione di Yahoshua  rappresenta simbolicamente, la glorificazione della grande folla

Link per approfondire: Il segreto nascosto nella trasfigurazione di Yehoshua (Matteo 17:1-13)

Perciò riteniamo che, molto presto, avrà luogo il rapimento nella dimensione spirituale della grande folla o, se vogliamo, la trasformazione in gloria di questo speciale gruppo di cristiani. 


Conclusione

Continuiamo perciò a rimanere vigilanti, consapevoli che presto vedremo adempiersi finalmente le divine promesse di liberazione. Non cediamo al simbolico “lievito dei farisei”, vale a dire le varie dottrine religiose che oggi inondano il nostro mondo, specialmente la dottrina della Trinità con tutte le sue sfaccettature. I membri della grande folla, in special modo, sono invitati a non contaminarsi in questo senso, per non perdere i grandi privilegi a loro riservati. Poiché, dottrine come quella della Trinità o l’adorazione del figlio Yahoshua invece del padre YAHWEH, in questo tempo della fine sono una trappola ben preparata quasi esclusivamente per la grande folla. Infatti, al resto dei circa 500 milioni  di salvati che vivrà sulla terra, verrà insegnata la corretta dottrina a tempo debito, lungo il millennio messianico. In conclusione, parlando del suo secondo ritorno, in Luca 21:27,28 Yahoshua disse:

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire in una nube con potenza e grande gloria. Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, alzatevi e sollevate la testa, perché la vostra liberazione si avvicina.

Luca 21:27,28

Sì, la liberazione è vicina!


Riassunto dell’articolo

– Link del riassunto dell’articolo: E’ alle porte!- link

Pdf del riassunto dell’articolo:


Una replica a “È alle porte! (Matteo 16:1-28)”

  1. […] Come potrete notare leggendo l’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto, abbiamo spiegato che in molti contesti profetici, l’apostolo Pietro  rappresenta la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infatti noterete che Yahoshua  dà un soprannome a Simone, cioè Pietro. Simbolicamente, è come se Pietro avesse una doppia natura. Una parte della sua natura sarebbe ebraica, rappresentata dal nome Simone, ed una parte non ebraica, rappresentata dal nome Pietro, come in effetti è conosciuto questo apostolo. Nell’articolo che si aprirà Cliccando sul link sotto, avevamo spiegato che il nome Pietro o pietra, è legato al ruolo che la grande folla avrebbe avuto nel millennio messianico. Quindi Pietro rappresenta la grande folla. Il legame di sangue con Andrea suo fratello che come  abbiamo scritto sopra  rappresenta i 144000,  indica simbolicamente che questi due gruppi, i 144000 e la grande folla, avrebbero avuto qualcosa in comune sulla loro natura. I 144000 avrebbero avuto una natura Angelica, mentre la grande folla avrebbe avuto una natura in parte Angelica ed in parte umana. A differenza dei 144000 che avrebbero dimorato il cielo, la grande folla avrà la sua dimora qui sulla Terra.  Link: QUI.  […]

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