Soluzione dell’enigma: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai  tre volte! (Matteo 26:31-75)

Introduzione

Ogni giorno che passa, siamo sempre più vicini al momento in cui Dio eseguirà il giudizio finale sul nostro mondo, giudizio che comporterà la morte di oltre 5 miliardi e 600 milioni di  persone. Le basi per il giudizio, si sono costruite durante il periodo della pandemia, quando appunto 5,6 miliardi di persone circa, hanno volontariamente accettato il marchio della bestia di cui si parla in Apocalisse capitolo 13, vale a dire i vaccini anti Covid-19. 

Riteniamo che presto ci sarà un effetto valanga o, meglio, qualcosa di simile ad un diluvio universale, nel quale, chi ha preso il marchio della bestia (e anche altri), perderà la vita come conseguenza del giudizio di Dio. Ci rendiamo conto di ciò che sta arrivando?

Allo stesso tempo, un po’ prima che cominci il diluvio simbolico di morte, alcuni servitori di Dio verranno benedetti in modo straordinario. Per esempio, i 144.000 di Apocalisse capitolo 14, sono stati benedetti essendo trasformati in potenti creature spirituali, secondo la nostra analisi, nell’autunno del 2024, e presto, molto presto, anche i componenti della grande folla di Apocalisse capitolo 7, verranno mutati o trasformati in gloria con corpi gloriosi ed immortali. L’analisi profetica del libro di Matteo che abbiamo fatto in questi ultimi mesi, ci ha più e più volte confermato questi risultati.


Tema dell’articolo

In questo articolo, analizzeremo la seconda parte del capitolo 26 di Matteo. Inizieremo quindi dal versetto 31 fino alla fine del capitolo. Analizzeremo anche alcuni versetti di Luca capitolo 22, che differiscono dai Vangeli paralleli di Matteo e Marco.


I vangeli in chiave profetica

Ora, prima di procedere, vogliamo ricordare che, dalla nostra analisi, risulta che i vari Vangeli sono stati scritti profeticamente per specifiche categorie di persone.

– Il Vangelo di Giovanni è stato scritto profeticamente per il nostro Signore Yahoshua Cristo. È in questo Vangelo, in particolare, che impariamo a conoscere in profondità il nostro Signore.

– Il Vangelo di Marco, è stato scritto profeticamente per i 144.000 di Apocalisse capitolo 14. Noi riteniamo che, tutti i membri dei 144.000, abbiano già ricevuto il premio essendo tutti già trasformati in creature spirituali.

– Il Vangelo di Matteo è stato scritto profeticamente per la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questo gruppo, riteniamo stia per essere trasformato in gloria, che nel loro caso significa avere una doppia natura, cioè sia angelica che umana. A differenza dei 144.000, la grande folla avrà dimora permanente sulla terra, ma potrà accedere alla dimensione spirituale.

– Il Vangelo di Luca, è stato scritto per il resto dei salvati che vivrà sulla terra. Questi saranno esseri umani al 100% e raggiungeranno la perfezione fisica e spirituale, alla maniera di Adamo, verso la fine del regno messianico.


Le pecore che si disperdono

Cominciamo quindi con la lettura di Matteo 26:31. Si legge:

Quindi Yahoshua disse loro: “Questa notte la fede di tutti voi vacillerà a motivo di quello che mi succederà, perché è scritto: ‘Colpirò il pastore, e le pecore del gregge si disperderanno

Matteo 26:31

1. In che modo si può applicare questa scrittura oggi?

Avete notato che, nella scrittura sopracitata, Yahoshua sta facendo riferimento alla profezia di Zaccaria 13:7? Proprio come nel caso degli Apostoli, che si dispersero quando Yahoshua fu arrestato, allo stesso modo, nel nostro tempo, i veri cristiani vissero una situazione simile. Avendo abbandonato le nostre vecchie organizzazioni religiose, che ci spingevano ad accettare il marchio della bestia, di fatto ci siamo ritrovati come pecore senza pastore. In quel periodo, in un certo senso, è stato attaccato il Cristo che è in noi, cioè la nostra fede fondata sul Cristo. Questa situazione ha creato, per un certo periodo, un po’ di confusione e turbamento, tuttavia, alla fine, i veri cristiani hanno assorbito il colpo e continuano tuttora a servire fedelmente Dio.


La galilea

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 32 leggiamo:

Ma dopo che sarò stato risuscitato, vi precederò in Galilea”. 

Matteo 26:32

2. Cosa potrebbe rappresentare la Galilea?

Se controllate i racconti paralleli di Marco Luca e Giovanni, noterete che l’espressione sopra, in riferimento alla Galilea, si trova solo nei Vangeli di Marco e Matteo, Vangeli destinati ai due gruppi che hanno la prospettiva di conoscere la dimensione spirituale. Questo ci porta a pensare che, in senso profetico, la Galilea di cui parla Yahoshua rappresenti la dimensione spirituale.

In altre parole, Yahoshua stava dicendo che, dopo la sua resurrezione avvenuta nel primo secolo, avrebbe atteso con ansia il momento in cui, i suoi discepoli con la speranza di essere trasformati in gloria, sarebbero stati risuscitati ed avrebbero raggiunto e conosciuto anche loro la dimensione spirituale. 

Applicato al nostro tempo, cosa sarebbe accaduto prima che i suoi discepoli potessero andare in “Galilea”? Per scoprirlo, dobbiamo decriptare i due versetti successivi, relativi alla profezia del gallo che canta. All’apparenza potrebbero apparire versetti banali, ma in realtà sono un codice di difficile decriptazione. Per poter accedere alla comprensione, faremo un confronto con gli altri tre Vangeli. 


La profezia del gallo che canta

Yahoshua predice che Pietro lo avrebbe rinnegato prima che il gallo avrebbe cantato. Questa sua profezia racchiude, come abbiamo detto, un enigma complesso e articolato. Gli elementi chiave della profezia sono:

  • il gallo che canta;
  • il numero di volte in cui il gallo canta;
  • il significato profetico del “rinnegare Cristo”;
  • il numero di volte in cui Cristo viene rinnegato.

Cerchiamo quindi di analizzare ognuno di questi punti, con un particolare sguardo al Vangelo di Marco.


A. Vangelo di Marco

Invece di iniziare con Matteo, inizieremo col Vangelo di Marco, che riteniamo sia la chiave per la comprensione dell’enigma. In Marco 14:30 leggiamo:

Allora Yahoshua gli disse: “In verità ti dico che oggi, proprio questa notte, prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai tre volte”.  

Marco 14:30
Il canto del gallo

3. In senso profetico, cosa potrebbe rappresentare il canto del gallo?

Poiché il canto del gallo è spesso associato a un risveglio, in quanto la mattina, quando il gallo canta, di fatto scandisce il tempo del risveglio, potremo associare il canto del gallo al momento della resurrezione. (Confronta Marco 5:39-41).

  • a quale risurrezione si riferisce questa scrittura?

Poiché siamo nel vangelo di Marco, che è scritto profeticamente per i 144.000, la risurrezione a cui si riferisce la scrittura è, in questo caso, quella appunto dei membri di questo gruppo: i 144.000 di Apocalisse capitolo 14.


4. Quante volte canta il gallo e perché?

Noterete che, tutti e quattro i Vangeli, menzionano che il gallo canta, ma solo Marco aggiunge il dettaglio che il gallo avrebbe cantato due volte

Perciò, l’espressione: “prima che il gallo canti due volte, significa “prima che ci siano le due resurrezioni riguardanti i membri dei 144.000″.


5. Quali sono le due risurrezioni che hanno subito i 144.000?

Nel primo caso, i membri dei 144.000 morti negli anni e secoli passati, hanno sentito il suono del gallo nella primavera del 2019 essendo risuscitati alla vita celeste; (Apocalisse 12:5).

Nel secondo caso, il rimanente dei 144.000, riteniamo abbia, nell’autunno del 2024, subìto un mutamento o trasformazione in creatura spirituale. Questo processo richiede una morte dal corpo precedente per una resurrezione con un corpo spirituale.

Perciò, i 144.000 avrebbero rinnegato Yahoshua nel periodo che intercorre tra la primavera del 2019 e l’autunno del 2024. Nei paragrafi successivi scopriremo cosa significa questo “rinnegare Yahoshua” e quante volte lo hanno effettivamente fatto.


Pietro rinnega Yahoshua

6. Chi potrebbe rappresentare Yahoshua in questo contesto di Marco?

Nel contesto del Vangelo di Marco che stiamo esaminando, naturalmente Yahoshua rappresenta proprio i componenti di questo gruppo, cioè i 144.000.

  • cosa significa, quindi, rinnegare Yahoshua?

Rinnegare Yahoshua, da parte dei membri dei 144.000, significa quindi in sostanza rinnegare se stessi.


7. In che modo i cristiani rinnegarono se stessi?

In Luca 9:33 è il nostro Signore stesso che ci dà la risposta. Si legge: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda di giorno in giorno il suo palo di tortura e mi segua di continuo”. Nel nostro tempo quindi, rinnegare se stessi significa essere disposti a sottoporsi alla tribolazione quali discepoli di Cristo. Nessuno di noi naturalmente vuole soffrire, ma, pur di ubbidire a Yahoshua ed a Dio, siamo disposti a mettere da parte la nostra volontà, il nostro istinto di sopravvivenza, accettando i disagi della tribolazione. È in questo modo che rinneghiamo a noi stessi.


Il numero di volte in cui Cristo viene rinnegato

8. In senso profetico, Pietro avrebbe rinnegato Yahoshua tre volte? 

In Marco 14:30, che abbiamo letto sopra, proprio come in tutti gli altri tre Vangeli, viene detto che Pietro avrebbe rinnegato Yahoshua tre volte. Ma è così anche in senso profetico?

No, il numero di volte in cui Pietro avrebbe rinnegato Yahoshua in senso profetico dipende dal Vangelo. Ora vedremo perché.

Per avere una chiara comprensione di questo enigma, dobbiamo anche considerare l’adempimento di questa profezia. In altre parole, dovremmo considerare i versetti successivi in cui effettivamente Pietro rinnega Yahoshua.

Ecco i versetti corrispondenti nei vari vangeli:

  • Matteo 26: 69-75;
  • Marco 14: 66-72;
  • Luca 22: 55-62;
  • Giovanni 18:15-17.

9. Cosa significò per Pietro rinnegare Cristo?

Per Pietro rinnegare Cristo, o meglio non riconoscere Cristo in termine di indagine, significò affermare pubblicamente di non conoscere determinati aspetti precisi che lo riguardavano. Aspetti come, per esempio, dove abitava, dove era cresciuto, chi era; ciò che fece Pietro fu quindi rifiutare di avvalorare una o più informazioni precise e ben note sul Signore Yahoshua.


10. Quali differenze notiamo leggendo, nei vari Vangeli, di come Yahoshua viene rinnegato da Pietro?

Se esaminiamo con attenzione i versetti sopracitati, inerenti all’adempimento della profezia relativa a Pietro che rinnega Yahoshua, noteremo questo:

– I vangeli di Matteo e Marco, nella loro esposizione, mentre parlano di Pietro che rinnega Yahoshua, menzionano che è della Galilea ed è Nazareno.

– Il Vangelo di Luca menziona solo una volta che Yahoshua è della Galilea

– Mentre il Vangelo di Giovanni non menziona niente di tutto ciò.

  • cosa significa tutto questo?

Significa che:

– nei Vangeli di Marco e Matteo, Pietro di fatto rinnega Yahoshua, in senso profetico, solo due volte, rifiutando di riconoscere che Yahoshua è della Galilea ed è Nazareno;

– nel Vangelo di Luca, Pietro rinnega Yahoshua una volta, rifiutando di riconoscere che Yahoshua è della Galilea;

– il Vangelo di Giovanni, invece, in questo caso non va conteggiato, poiché non contiene né Galilea né Nazareth come informazione precisa e ben conosciuta su Yahoshua. 


11. Ricapitolando, quante volte viene rinnegato Cristo?

Ricapitolando, contrariamente a quanto abbiamo letto in Marco 14:30, in senso profetico Pietro non rinnega Yahoshua tre volte, ma, a seconda del Vangelo: due volte in Matteo e Marco, una volta in Luca e zero volte in Giovanni.


12. Chi rappresentano Cristo e Pietro?

Ora, poiché, come abbiamo scritto sopra, il Cristo, a seconda del Vangelo, rappresenta fondamentalmente il gruppo corrispondente, possiamo dire che:

– nel caso del vangelo di Marco, che è scritto profeticamente per i 144.000, sia il Cristo che Pietro rappresentano i 144.000;

– nel Vangelo di Matteo, sia Cristo che Pietro rappresentano la grande folla;

il Vangelo di Luca, che riguarda il resto dei salvati da “Armaghedon” che non andrà in cielo, lo prenderemo in considerazione più avanti.


13. In che modo i 144.000 e la grande folla hanno rinnegato Yahoshua, cioè hanno rinnegato se stessi, ben due volte in questi ultimi cinque anni, cioè da quando è iniziata la pandemia?

Lo hanno fatto sottoponendosi e riuscendo a resistere alla tribolazione!

Nel primo caso resistendo all’imposizione dei vaccini anti-Covid 19, con le relative restrizioni per chi rifiutava.

Nel secondo caso rifiutando di aderire alle dottrine pagane come la trinità, l’immortalità dell’anima, l’inferno di fuoco e simili, nonostante forti pressioni ed allettamenti.


B. Vangelo di Matteo

Vogliamo ricordare ancora una volta che, il Vangelo di Matteo, è scritto profeticamente per la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Perciò, nell’esaminare la versione di Matteo del gallo che canta, terremo conto di questo aspetto. In Matteo 26:33,34 leggiamo:

Pietro però gli rispose: “Anche se la fede di tutti gli altri vacillerà a motivo di quello che ti succederà, la mia non vacillerà mai!”  Yahoshua gli disse: “In verità ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.

Matteo 26:33,34

14. Quand’è che il gallo canterà, cioè quand’è che ci sarà la resurrezione della grande folla di Apocalisse capitolo 7?

Per quanto riguarda i 144.000, abbiamo già scritto sopra che hanno vissuto la seconda risurrezione, cioè il gallo ha cantato per la seconda volta,  nell’autunno del 2024. Mentre nel Vangelo di Matteo, come potete notare sopra, il gallo avrebbe cantato una sola volta, cioè ci sarebbe stata una sola resurrezione o trasformazione in gloria. Noi riteniamo che ciò avrà luogo nel prossimissimo futuro. Nel frattempo la grande folla, come abbiamo scritto sopra, proprio come i 144.000, ha già rinnegato due volte se stessa sottoponendosi alla tribolazione ed uscendone vittoriosa.


15. Quale altro aspetto emerge dall’analisi di questo Vangelo?

Inoltre, un altro aspetto che differenzia il vangelo di Marco e Matteo dal resto dei Vangeli, è il fatto che menzionano, nell’episodio del gallo, la notte. Noi riteniamo che in questo caso la notte rappresenti l’invisibilità. In altre parole al canto del gallo, questi due gruppi verranno resuscitati nella dimensione spirituale invisibile agli uomini. Fra poco vedremo la prova del nove che avvalora l’interpretazione che abbiamo dato all’episodio relativo al gallo e a Pietro che rinnega Cristo.


C. Vangelo di Luca

Vediamo ora il Vangelo di Luca. Ricordiamo che questo Vangelo è scritto per quelli che vivranno sulla terra e non hanno la prospettiva di andare in cielo.

In Luca 22:34 leggiamo:

Ma Yahoshua replicò: “Io ti dico, Pietro, che oggi il gallo non canterà finché non avrai negato tre volte di conoscermi”.

Luca 22:34

16. Quante volte, nel Vangelo di Luca, Yahoshua viene rinnegato in senso profetico?

Ora, nel Vangelo di Luca, abbiamo scritto sopra che Pietro rinnega, in senso profetico, solo una volta Cristo. Abbiamo inoltre scritto che il Vangelo di Luca è dedicato profeticamente a quelli che vivranno sulla terra e non andranno in cielo. 


17. Quand’è che i salvati con speranza terrena hanno rinnegato Cristo, (cioè se stessi) una sola volta prima che il gallo canti? 

Questo gruppo, ha rinnegato Cristo o se stesso una sola volta, durante la pandemia, rifiutando di accettare il marchio della bestia, cioè i vaccini anti Covid-19. Perciò questo gruppo esce vittorioso da una sola tribolazione o selezione.


18. Quand’è che questo gruppo, cioè il resto dei salvati, sentirà il canto del gallo, cioè vivrà una specie di resurrezione?

Il resto dei salvati che non andrà in cielo comincerà a vivere una risurrezione, o rinascita, subito dopo che la grande folla verrà glorificata e comincerà a predicare il vero vangelo. Quelli di questo gruppo che metteranno in pratica gli insegnamenti che impareranno dalla grande folla, cominceranno, per così dire, a rinascere, o risuscitare, fino a raggiungere la perfezione fisica e spirituale di cui godevano Adamo ed Eva prima del peccato.


19. Riassumendo, quale enigma si nasconde dietro la profezia del gallo che canta?

Quindi, riassumendo, nell’episodio in cui Pietro rinnega Cristo, Cristo stava profetizzando, in modo molto criptato, la futura tribolazione che i suoi discepoli, proprio come lui, avrebbero subìto nel tempo della fine.

Quelli con la speranza celeste, cioè i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, prima di ricevere il premio della vita immortale, avrebbero dovuto superare due tribolazioni o prove. Una riguardante il marchio della bestia, l’altra relativa alla forte insorgenza delle dottrine babiloniche come la trinità, l’inferno di fuoco e l’immortalità dell’anima.

– Mentre, il resto dei salvati da Armaghedon che vivrà sulla terra, avrebbe dovuto superare una sola tribolazione o selezione, cioè quella relativa al marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti Covid-19. In seguito, dopo la glorificazione della grande folla, mettendo in pratica gli insegnamenti che la grande folla glorificata divulgherà in quel tempo, potranno, per così dire, cominciare a risuscitare fino a raggiungere la vera vita, cioè la perfezione fisica e spirituale di cui godevano Adamo ed Eva prima della caduta nel peccato.


I discepoli che “dicono la stessa cosa”

Ora, proseguendo con la nostra lettura di Matteo capitolo 26, al versetto 35 leggiamo:

Pietro gli rispose: “Non ti rinnegherò affatto, nemmeno se dovessi morire con te”. E tutti gli altri discepoli dissero la stessa cosa.

Matteo 26:35

Avete notato che non fu solo Pietro a dire ”non ti rinnegherò affatto”, ma anche tutti gli altri discepoli? È interessante notare che, solo nei Vangeli di Matteo e Marco, viene menzionato che anche tutti gli altri discepoli dissero, come Pietro, che non avrebbero rinnegato Cristo.

20. Perché questa frase viene riportata solo in Matteo e Marco?

– Perché, come abbiamo spiegato sopra, i Vangeli di Matteo e Marco  riguardano la grande folla ed i 144.000, e tutti questi sono veri cristiani che avrebbero effettivamente vissuto le tribolazioni proprio come Cristo.

– Mentre, il Vangelo di Luca, comprende anche quelle persone che verranno salvate per la legge della coscienza contenuta in Romani capitolo 2. Molti di questi non sono cristiani, ma persone che hanno rifiutato il vaccino anti covid-19, cioè il marchio della bestia, ed hanno aiutato i fratelli di Cristo, cioè i veri cristiani durante la pandemia. A questi, durante il millennio, verrà data la possibilità di conoscere correttamente Dio ed operare una scelta consapevole. Perciò non si poteva scrivere, nel Vangelo di Luca, che anche tutti gli altri concordarono con Pietro. Nel Vangelo di Luca non possono concordare con Pietro, perché molti non sono cristiani e non “conoscono” Cristo ed i suoi insegnamenti. 


La spada

Ora, prima di proseguire col versetto 36 di Matteo, apriamo una breve parentesi sul Vangelo di Luca 22, i versetti da 35 a 38. Noterete che questa parte del racconto è contenuta solo nel Vangelo di Luca ed è inserita subito dopo la dichiarazione di Yahoshua sul gallo e sul tradimento di Pietro. Si legge:

Poi disse loro: “Quando vi ho mandato senza borsa per il denaro né bisaccia per il cibo né sandali vi è mancato qualcosa?” Risposero: “Niente!”  Allora continuò: “Ma ora chi ha una borsa per il denaro la prenda, e così pure chi ha una bisaccia per il cibo; e chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una.  Vi dico infatti che in me deve adempiersi ciò che è scritto: ‘È stato annoverato tra i malfattori’. E in effetti queste parole che mi riguardano stanno per adempiersi”.  E loro dissero: “Signore, ecco due spade”. Lui rispose: “È sufficiente”.

Luca 22:35-38

21. Quale potrebbe essere il senso di queste parole di Yahoshua?

Ora, non vi sembrano un po’ strane queste parole di Yahoshua? Addirittura afferma, “chi non ha una spada venda il mantello e ne compri una”

Per comprendere il senso di questa scrittura, dobbiamo tener conto delle persone alle quali è indirizzato profeticamente il Vangelo di Luca. Il Vangelo di Luca è indirizzato al resto dei salvati che, come abbiamo scritto sopra, non andrà in cielo ma vivrà sulla terra. Questo gruppo di salvati si divide in due parti: da un lato ci sono i cristiani e dall’altro ci sono alcuni che supereranno la guerra che si combatterà ad Armageddon grazie alla legge della coscienza.

Tra questi ultimi, vanno incluse le persone di potere che materialmente, se facciamo attenzione, stanno già rovesciando l’attuale ordine mondiale, aiutati invisibilmente dal Cristo Re. Quindi, quando Cristo dice di comprare e prendere la spada, non sta parlando ai cristiani devoti, ma a quella parte del potere antagonista dell’attuale ordine mondiale, che Cristo userà per creare un nuovo ordine mondiale sotto la sua direttiva. Per questo motivo, coerentemente, queste parole di Yahoshua si trovano esclusivamente nel Vangelo di Luca. Nell’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto, avevamo trattato questo aspetto.

Link: La ferita all’orecchio di Donald Trump e la profezia biblica


Il Getsèmani

Ora, proseguendo con la nostra lettura di Matteo capitolo 26, nei versetti da 36 a 39 leggiamo:

Quindi Yahoshua arrivò con loro nel luogo chiamato Getsèmani e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.  E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò ad addolorarsi e a essere molto angosciato. Quindi disse loro: “Sono profondamente addolorato, tanto da morire. Restate qui e vigilate con me”. E andando un po’ più avanti si inginocchiò con il viso a terra e pregò: “Padre mio, se è possibile, si allontani da me questo calice. In ogni caso, non come voglio io, ma come vuoi tu”.

Matteo 26:36-39

22. Cosa deduciamo dalla frase: “non come voglio io, ma come vuoi tu”?

Le due diverse volontà, cioè quella di Cristo e quella di Dio, come chiaramente fa capire Cristo al versetto 39, rafforzano il concetto che Yahoshua Cristo e suo padre YAHWEH sono due persone diverse. Perciò la dottrina della Trinità, che non è altro se non l’adorazione solare, non ha origine biblica, ma pagana e demoniaca.


23. Poiché Cristo ed i suoi discepoli andarono nel luogo chiamato Getsemani, cosa potrebbe rappresentare simbolicamente questo luogo?

Secondo un dizionario, Getsemani significa “frantoio dell’olio”. Probabilmente era un oliveto in cui c’era un frantoio per la spremitura delle olive, e tutto questo, in senso profetico, richiama la grande tribolazione. Infatti, il termine tribolazione, deriva dal latino “tribulare” che significava “pestare, tritare”, riflettendo l’idea di essere schiacciati o oppressi da avversità.

  • cosa potrebbe rappresentare, quindi, il momento in cui Cristo entra nel Getsemani?

Perciò, il momento in cui Cristo entra nel Getsemani, rappresenta per noi il periodo della tribolazione, o meglio della “grande tribolazione”. Infatti, al versetto 38, Cristo afferma espressamente di essere profondamente addolorato.

Inoltre, il Getsemani rappresenta anche il momento di giudizio finale e definitivo della grande folla e dei rimanenti dei 144.000, come vedremo più avanti.


Il Getsemani: differenze tra Matteo Marco e Luca

24. Cosa comporta per i 144.000 e la grande folla la simbolica “entrata nel Getsemani”?

Da questa situazione o tribolazione, sia la grande folla che i 144.000, risulteranno purificati definitivamente e pronti per ricevere il premio della vita immortale, come scopriremo a breve.


25. Quale differenza narrativa troviamo tra Marco e Luca in merito al Getsemani?

Nel Vangelo di Luca, che è indirizzato al gruppo che vivrà sulla terra, l’evangelista utilizza il termine Monte degli Olivi invece di Getsemani. Quindi il termine Getsemani compare solo in Matteo e Marco.

  • perché?

Il motivo di questa differenza ha a che fare col tipo di giudizio che subiranno i vari gruppi di salvati.

Infatti, attraverso la prova della grande tribolazione ed il loro rifiuto di aderire a dottrine pagane come la Trinità, (oltre ad una casta condotta), i 144.000 e la grande folla sono stati giudicati da Dio definitivamente, risultando quindi puri e pronti per ricevere il premio della vita immortale.
Per i salvati con speranza terrena, invece, la grande tribolazione ha rappresentato un giudizio provvisorio, che continuerà durante il millennio. Quindi il termine Getsemani si riferisce al giudizio definitivo della grande folla e dei 144.000, mentre il “monte degli ulivi” rappresenta il giudizio provvisorio che hanno subito i salvati con speranza terrena.

  • Getsemani = giudizio definitivo per i 144.000 e la grande folla.
  • Monte degli Ulivi = giudizio provvisorio per il resto dei salvati che vivrà sulla terra.

26. In questa rappresentazione profetica del Getsemani, chi potrebbero rappresentare i vari discepoli di Yahoshua?

Profeticamente abbiamo questo:

  • I due figli di Zebedeo rappresentano, come due fratelli, i due gruppi con la prospettiva di conoscere la dimensione spirituale, cioè i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7.
  • Pietro invece rappresenta i cristiani con la prospettiva di vivere sulla terra per sempre.
  • Il resto dei discepoli che fu lasciato un po’ più lontano, rappresenta il resto dei salvati che non è necessariamente cristiano, ma che ha rifiutato il marchio della bestia.

La prova del nove

Nei paragrafi precedenti avevamo scritto che avremmo dato la “prova del nove” che garantisce la correttezza della nostra analisi in merito alla profezia del gallo che canta ed al significato del tradimento di Pietro. L’analisi che ora seguirà è, secondo noi, la prova del nove di cui abbiamo parlato. Come sempre, analizziamo un Vangelo alla volta.

A. Vangelo di Matteo

Leggiamo i versetti da 40 a 46 di Matteo 26:

Tornò poi dai discepoli e li trovò addormentati, e disse a Pietro: “Non siete riusciti a vigilare con me nemmeno per un’ora?  Vigilate e pregate di continuo per non cadere in tentazione. Certo, lo spirito è volenteroso, ma la carne è debole”.  Di nuovo, una seconda volta, andò a pregare e disse: “Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani senza che io lo beva, si compia la tua volontà”.  E ritornò e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti.  Allora li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta dicendo ancora la stessa cosa.  Poi tornò dai discepoli e disse loro: “In un momento come questo voi dormite e vi riposate? Ecco, si è avvicinata l’ora in cui il Figlio dell’uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo. Il mio traditore si è avvicinato”. 

Matteo 26: 40.46

27. In base ai versetti sopra, quante volte Yahoshua trova addormentati i discepoli mentre lui era intento a pregare e quante volte li rimprovera?

Nel Vangelo di Matteo, in Matteo 26:39-46 trascritto sopra, li trova tre volte addormentati e due volte li rimprovera, mentre una volta non dice nulla. Quindi la volta in cui non li rimprovera a valore zero: non conta in senso profetico.


28. Quante volte Yahoshua rinnega verbalmente se stesso accettando, per così dire, di bere il calice del padre?

Sempre nel Vangelo di Matteo, Yahoshua rinnega verbalmente se stesso sottoponendosi alla volontà del padre ben due volte, poiché, le volte in cui non viene trascritto espressamente nel racconto, in senso profetico non contano, valgono zero. 


B. Vangelo di Marco

29. Nel Vangelo di Marco, quante volte Yahoshua trova addormentati i discepoli mentre lui era intento a pregare e quante volte li rimprovera?

Nel Vangelo di Marco, in Marco 14:37-42, Yahoshua trova addormentati i discepoli tre volte e due volte li rimprovera. Mentre una sola volta lui non dice nulla e nemmeno loro hanno niente da dire. Perciò, la volta in cui non li rimprovera, ha valore zero, non conta per quanto riguarda il nostro conteggio speciale.


30. Quante volte Yahoshua rinnega verbalmente se stesso accettando, per così dire, di bere il calice del padre?

Proprio come nel Vangelo di Matteo, Yahoshua rinnega se stesso sottoponendosi alla volontà del padre due volte, cioè abbiamo 2 trascrizioni.


C. Vangelo di Luca

31. Nel Vangelo di Luca, quante volte Yahoshua trova addormentati i discepoli mentre lui era intento a pregare e quante volte li rimprovera?

Infine, nel Vangelo di Luca, in Luca 22:40-47, Yahoshua li trova solo una volta (1) addormentati e li rimprovera.


32. Quante volte Yahoshua rinnega verbalmente se stesso accettando, per così dire, di bere il calice del padre?

In questo Vangelo, Yahoshua rinnega se stesso per sottomettersi alla volontà del padre una sola volta (1).


33. Riepilogando, quante volte Yahoshua trova addormentati i discepoli e quante volte rinnega se stesso?

Quindi, tirando le somme, Yahoshua trova i suoi discepoli addormentati nei vari Vangeli in questo modo:

– in Matteo due volte (grande folla);

in Marco due volte (144.000);

in Luca una volta (resto dei salvati che vivrà sulla terra).

Inoltre, Yahoshua rinnega se stesso sottomettendosi verbalmente  alla volontà del padre nei vari Vangeli in questo modo:

in Matteo due volte (grande folla).

in Marco due volte (144.000).

in Luca una volta (resto dei salvati che vivrà sulla terra).


34. Cosa notiamo analizzando i valori sopracitati?

Come potete notare, i vari valori numerici relativi ai discepoli che si addormentano ed a Yahoshua che rinnega se stesso, sono concordi e questo indica che si riferiscono alla stessa cosa.  

  • a cosa si riferiscono questi valori numerici?

Se ricordate bene, abbiamo trovato gli stessi valori quando abbiamo trattato il gallo che canta e Pietro che rinnega Yahoshua. Vi ricordate?

Proprio come nel caso di Pietro che rinnega Yahoshua e del gallo che canta, avevamo stabilito che i valori indicavano le varie tribolazioni che questi tre gruppi avrebbero affrontato.

– I 144.000, rappresentati da Marco, e la grande folla, rappresentata da Matteo, hanno affrontato due prove con successo: la tribolazione o prova relativa al marchio della bestia, cioè i vaccini anti-Covid19, e la tribolazione o prova relativa alle dottrine come la trinità, vale a dire l’adorazione solare,  l’immortalità dell’anima, l‘inferno di fuoco ecc...

– Mentre il resto dei salvati, rappresentati da Luca, avrebbe affrontato con successo una sola (1) tribolazione o prova, cioè la tribolazione relativa al marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti-Covid19. 

Perciò, come potete notare, c’è una corrispondenza precisa tra i valori trovati trattando l’episodio di Pietro che rinnega Cristo mentre il gallo  canta e l’episodio in cui Cristo rinnega verbalmente se stesso, sottomettendosi alla volontà di Dio, ma trova i suoi discepoli addormentati.


35. Quale altra differenza narrativa notiamo analizzando questo capitolo?

Nei versetti relativi ai tre Vangeli che abbiamo citato sopra, quando Yahoshua è in agonia nel Getsemani, solo in Matteo e Marco Yahoshua afferma di essere addolorato fino al punto di morire. Questo “morire” potrebbe indicare che, i componenti dei due gruppi rappresentati dai Vangeli di Marco e Matteo, cioè i 144.000 e la grande folla, prima di ottenere le promesse benedizioni, avrebbero dovuto affrontare, oltre a due prove con successo, come abbiamo scritto sopra, anche la morte seguita da un’immediata resurrezione o trasformazione in gloria. Il rimanente dei 144.000, riteniamo abbia vissuto il mutamento in gloria nell’autunno del 2024. Mentre, per quanto riguarda la grande folla, la trasformazione in gloria riteniamo sia molto, molto vicina.


L’angelo e il sangue

Ora, per consolidare maggiormente la nostra analisi, prenderemo in considerazione alcuni versetti, del Vangelo di Luca, relativi agli stessi episodi trattati finora, che però non troviamo negli altri Vangeli. In Luca 22: 40-44 leggiamo: 

Quando arrivò sul posto, disse loro: “Pregate per non cadere in tentazione”. Dopodiché si allontanò circa di un tiro di sasso, si inginocchiò e cominciò a pregare,  dicendo: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Tuttavia sia fatta non la mia volontà, ma la tua”. Allora dal cielo gli apparve un angelo che lo rafforzò.  Ma la sofferenza era tale che Yahoshua continuò a pregare ancor più intensamente; e il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra.

Luca 22:40-44

Ricordiamoci ancora una volta che, il Vangelo di Luca, è scritto profeticamente per quelli con la prospettiva di vivere sulla terra e quindi  quelli che non conosceranno la dimensione spirituale o i cieli. Perciò è da questa prospettiva che analizzeremo i versetti sopra.

36. Perché solo nel Vangelo di Luca ci viene detto che Cristo in agonia fu confortato da un angelo?

Perché l’angelo in questione, dal punto di vista profetico, evidentemente rappresenta i due gruppi glorificati, cioè i 144.000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, in particolar modo la grande folla dopo che sarà glorificata

Per questo motivo, nei Vangeli di Marco e Matteo, l’intervento dell’angelo è omesso, perché sono proprio loro. È un po’ come nel Vangelo di Giovanni, dove Giovanni, lo scrittore, non dice mai apertamente di essere lui quando parla di se stesso. Per esempio, riferendosi a se stesso, in Giovanni 18:16, Giovanni si definisce “l’altro discepolo, quello noto al sommo sacerdote”

Oppure in Giovanni 13:23, Giovanni non si chiama per nome, ma dice semplicemente di essere “uno dei discepoli, quello a cui Yahoshua voleva particolarmente bene”.

Quindi, dalla prospettiva del Vangelo di Luca, cioè dalla prospettiva del resto dei salvati che vivrà sulla terra e non andrà in cielo, i componenti della grande folla glorificata appariranno proprio come angeli venuti a confortare e ad indicare, con i loro insegnamenti, il percorso da seguire  per ottenere la vita eterna. Dal momento in cui la grande folla glorificata inizierà ad insegnare, per così dire, comincerà la resurrezione psicofisica del resto dei salvati che vivrà sulla terra. Questa simbolica resurrezione arriverà al suo apice quando, il resto dei salvati che vivrà sulla terra, raggiungerà la perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo, alla fine del millennio messianico.


37. Cosa potrebbe rappresentare il fatto che il sudore di Yahoshua  divenne come gocce di sangue che cadevano a terra, come afferma il versetto 44?

Le simboliche gocce di sangue che cadevano a terra, potrebbero indicare il momento del giudizio finale, comunemente chiamato Armageddon. Stiamo parlando del momento in cui, oltre 5,6 miliardi di persone, perderanno la vita come espressione del giudizio divino.

In quel periodo molto vicino, gli elementi politici contrari all’attuale ordine mondiale e sotto la guida ed il sostegno invisibile di Cristo, rovesceranno definitivamente l’attuale ordine mondiale, come in parte stiamo già osservando, per creare un nuovo ordine mondiale. Tutto questo naturalmente sarà possibile grazie all’intervento soprannaturale del Cristo Re.


Lo schema finale degli eventi

Quindi, volendo tracciare una cronologia degli eventi, abbiamo che:

1.- il tutto comincia con la grande tribolazione o prova, rappresentata dalla pandemia e dagli obblighi vaccinali nel periodo: autunno 2019 – primavera 2023. Questa prova riguardò tutti e tre i tre gruppi, cioè i 144.000, la grande folla, ed il resto dei salvati che vivranno sulla terra.

2.– in seguito, l’autunno del 2024, fino al 12 giugno 2025, furono caratterizzati da una seconda prova o selezione di coloro che avrebbero fatto parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Oltre ad una casta condotta, bisognava rifiutare dottrine babiloniche come la trinità, l’immortalità dell’anima, l’inferno di fuoco ecc. Proprio nell’autunno del 2024, i rimanenti dei 144.000 ancora sulla terra al suono della settima tromba, furono rapiti o trasformati in gloria, essendo mutati in potentissime creature spirituali.

3.- Dopo la selezione definitiva della grande folla entro il 12 giugno 2025, sarebbe seguito, in una data non ben definita, la trasformazione in gloria  della grande folla. Ricordiamo al lettore che la grande folla avrà una natura in parte angelica ed in parte umana.

4.- Dopo che la grande folla sarà stata trasformata in gloria, inizierà ad intraprendere l’opera di insegnamento e conforto al resto dei salvati che vivrà sulla terra. Questo momento è rappresentato, come abbiamo scritto sopra, dall’angelo che scende dal cielo per confortare Yahoshua in agonia.

5.- Con la grande folla glorificata, come agenti di Cristo attivi sulla terra, inizierà il giudizio finale su questo mondo, giudizio che comporterà, a quanto pare, come minimo, oltre 5,6 miliardi di morti. Noi riteniamo che questo giudizio comincerà in modo catastrofico ed evidente a tutti, probabilmente in qualche data sconosciuta subito dopo il 12 novembre 2025. Per subito dopo intendiamo giorni, non mesi. Quello che per noi è certo è che la grande folla verrà glorificata in qualche data prima che inizi la catastrofe finale! Ad essere attaccati per primi saranno i leader religiosi che, in combutta con i leader politici, hanno contribuito a spingere i popoli ad accettare il marchio della bestia, cioè i vaccini anti covid-19. Naturalmente, con i leader religiosi, cadrà anche la componente politica o, se vogliamo, i poteri forti che sono dietro ai leader religiosi e che hanno governato il nostro mondo per secoli.


Conclusione

In conclusione, l’esame dei versetti che abbiamo preso in considerazione in questo articolo, conferma ciò che avevamo già capito e cioè che la grande folla verrà glorificata poco prima che inizi la catastrofe totale, catastrofe che viene chiamata comunemente Armageddon. In questa “guerra”, tutti coloro che hanno accettato il marchio della bestia, cioè i vaccini anti Covid-19 periranno, mentre l’attuale ordine mondiale sarà sostituito da uno nuovo, sorretto e sostenuto dal Cristo Re.

I versetti successivi di Matteo capitolo 26, cioè i versetti da 47 a 75, raccontano ciò che poi accade a Cristo. Stiamo parlando del  suo arresto e delle varie angherie che dovette subire, concludendosi con Pietro che rinnega Cristo. A quel punto il gallo canta e Pietro piange amaramente ricordando le parole di Yahoshua: “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. Quindi, dato che la realizzazione delle promesse divine è più vicina che mai, continuiamo ad attendere con pazienza il grande Dio YAHWEH e suo figlio Cristo Yahoshua, consapevoli che la visione profetica non mentirà e non tarderà. Ci rendiamo conto di cosa significherà tutto questo per la qualità della nostra vita?

Una replica a “Soluzione dell’enigma: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai  tre volte! (Matteo 26:31-75)”

  1. […] Nell’articolo che si aprirà Cliccando sul link sotto, avevamo spiegato che in senso profetico, il monte degli Ulivi può rappresentare una condizione di giudizio provvisorio, mentre il Getsemani, rappresenta una condizione di giudizio o di valutazione definitiva e finale. Ciò significa che nei decenni prima del 2019, sia il rimanente  dei 144000, rappresentati dal vangelo di Marco, che la grande folla , rappresentata dal Vangelo di Matteo, non era ancora sotto il giudizio definitivo. Il giudizio definitivo che  avrebbe portato alla trasformazione in gloria di questi due gruppi, sarebbe arrivato nel periodo che iniziò da fine 2019, fino al 12 giugno 2025. Mentre per il resto dei salvati che vivrà sulla terra, rappresentati dal Vangelo di Luca, il Giudizio o valutazione  finale,  arriverà  alla fine del millennio messianico. Link:  QUI. […]

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