Il regno di Dio  sta per manifestarsi!  (Atti 1:1-26; 2:1-4)

Introduzione

Giovedì 12 giugno 2025 sono scaduti i 1335 giorni di Daniele capitolo 12, (cominciando il conteggio dal 15 ottobre 2021, quando cioè gli obblighi vaccinali si fecero più stringenti). Da quel giorno siamo entrati nell’era in cui Babilonia la grande, vale a dire la religione globale con i suoi sostenitori politici, cioè il Deep state, è ormai senza difese. Da quella data in poi è come se, il muro difensivo che protegge queste fortezze del potere, fosse definitivamente crollato. Presto Cristo darà l’ordine e queste fortezze del potere, insieme ai leader religiosi ormai totalmente compromessi, verranno catturati e distrutti completamente. La ragione sta nel fatto che i leader politici, insieme ai leader religiosi, hanno spinto il popolo a inocularsi i vaccini contro il Covid-19, vaccini che per noi rappresentano il marchio della bestia di cui si parla in Apocalisse capitolo 13.

Ora, in merito all’agitazione dei popoli che avrebbe preceduto la fine dell’attuale ordine mondiale, con i suoi leader religiosi e politici, in un precedente articolo avevamo scritto quanto segue:

E sulla terra le nazioni saranno in preda all’angoscia, non vedendo via d’uscita a causa del fragore del mare in tempesta.”

Luca 21:25b

Il mare in tempesta può ben rappresentare masse di persone in agitazione, poiché il mare spesso viene associato a folle o persone in movimento, in agitazione. Infatti Isaia 57:20 dice:

Ma i malvagi sono come il mare agitato, che non può calmarsi e le cui acque cacciano fuori alghe e fango

Isaia 57:20

Detto in altre parole, per via di ciò che starà accadendo, le masse dell’umanità saranno in agitazione e di conseguenza risulteranno incontrollabili per i governanti, che non sapranno come uscirne. Prima c’era la religione che permetteva loro di tenerle sotto controllo. Ora la religione non c’è più: Babilonia è caduta e distrutta. In poche parole il mondo diventerà davvero ingovernabile.

A proposito di masse di persone, il versetto successivo afferma:

La gente si sentirà mancare per il timore e per la paurosa attesa delle cose che staranno per accadere sulla terra abitata, perché le potenze dei cieli saranno scrollate.“ 

Luca 21:26

Ricollegandolo al nostro tempo, questo pauroso timore delle cose che staranno per accadere, potrebbe essere anche legato alla paura degli effetti avversi dei vaccini e di ciò che i vaccini stessi rappresentano, cioè il marchio della bestia?

Fonte: LA FINE DEL MONDO

Ora, con questi presupposti, cosa possiamo attenderci nel prossimo futuro?

Nel prossimissimo futuro, possiamo attenderci grandi agitazioni e sommosse popolari, tanto che l’attuale ordine mondiale morirà per lasciare il posto a un nuovo ordine mondiale sostenuto dal Cristo Re.


Tema dell’articolo

Mentre che nel mondo assisteremo a questi grandi eventi, cosa accadrà di straordinario tra i veri cristiani ancora sulla terra?

Per scoprirlo, in questo articolo prenderemo in considerazione il capitolo 1 del libro biblico degli Atti degli Apostoli, insieme ai primi 4 versetti del capitolo 2 dello stesso libro.


Atti 1

Atti degli Apostoli

Cominciamo quindi con la lettura dei primi due versetti. Si legge:

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho narrato tutte le cose che Yahoshua fece e insegnò dagli inizi fino al giorno della sua ascensione, avvenuta dopo che ebbe dato istruzioni per mezzo dello spirito santo agli apostoli che aveva scelto.  

Atti: 1:1,2

1. In base a questi primi 2 versetti, cosa si può dedurre sullo scrittore e sul libro di Atti?

Lo scrittore del libro degli Atti degli Apostoli, ci ricorda che ha già scritto tutte le cose che Yahoshua fece ed insegnò dagli inizi fino al giorno della sua ascensione in un altro libro. Il libro in questione è il Vangelo secondo Luca. Quindi lo scrittore di Atti è il discepolo Luca. Nel libro degli Atti, in sostanza, Luca riprende da dove ha interrotto e narra quello che i discepoli di Yahoshua dissero e fecero.

Ricordiamoci che il Vangelo di Luca, in senso profetico, è destinato al resto dei salvati che non sarà rapito in cielo ma vivrà sulla terra. Il libro di Atti, invece, contempla la comunità dei primi cristiani, e quindi si può dire che riguarda l’insieme dei Cristiani nel primo secolo, con un adempimento profetico anche nel tempo della fine in cui noi viviamo.

in sintesi…

A. Luca è lo scrittore del libro degli Atti.

B. Il libro degli Atti si può dire che è destinato sia ai cristiani del primo secolo che ai cristiani del tempo della fine.


I 40 giorni

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 3 leggiamo:

A questi, dopo aver sofferto, si mostrò vivo con molte prove convincenti. Apparve loro nel corso di 40 giorni e parlò del Regno di Dio

Atti 1:3

Abbiamo scritto sopra che, gli eventi narrati nel libro biblico di Atti, sono, in una certa misura, speculari a ciò che è accaduto e sta accadendo nel nostro tempo. 

2. In che modo i veri cristiani, nel nostro tempo, hanno sofferto e sono stati uccisi  proprio come Cristo nel primo secolo?

Proprio come Cristo dovette superare una dura prova ed essere ucciso per la salvezza dell’umanità, anche il popolo di Dio, nel tempo della fine, ha dovuto superare la grande tribolazione, cioè il periodo pandemico con i suoi obblighi vaccinali e le sue restrizioni. In quel periodo, i veri cristiani, in senso simbolico, erano come morti dal punto di vista sociale.


3. Cosa potrebbero rappresentare, nel nostro tempo, i 40 giorni in cui Cristo appare ai suoi discepoli, come sottolinea il versetto sopra?

Come abbiamo sottolineato in altri articoli, i 40 giorni successivi alla grande tribolazione, nel nostro tempo sono simbolici. Non si tratta di 40 giorni letterali, ma di un periodo di prova che inizia fondamentalmente dalla fine della pandemia, nel 2022/2023, fino al 12 giugno 2025.

Questi 40 giorni sono relativi alla prova che “Giuda”, cioè quelli con la speranza di conoscere la dimensione spirituale, avrebbero dovuto superare per essere confermati; (leggi Ezechiele 4:6). Stiamo parlando quindi del rimanente dei 144000, che allora erano ancora sulla terra, e soprattutto della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Per superare la prova, questi due gruppi avrebbero dovuto, per così dire, rimanere a “Gerusalemme”, vale a dire rimanere negli insegnamenti della parola di Dio che i membri destinati a questi due gruppi già conoscevano molto bene, senza tornare indietro a dottrine pagane come: la trinità, l’inferno di fuoco, l’immortalità dell’anima e simili.


4. In che modo oggi Cristo si è “mostrato vivo con molte prove”?

Il versetto sopra, cioè il versetto 3, sottolinea che Cristo, in questi 40 giorni, parlò ai discepoli del regno di Dio e si mostrò vivo con molte prove. Anche nel nostro tempo, durante e dopo la pandemia, Cristo si è mostrato vivo e presente ai suoi discepoli in molti modi. Prima di tutto  interrompendo la pandemia e gli obblighi vaccinali. Ve lo ricordate? 

Inoltre, Cristo ha dimostrato di essere vivo e presente, aiutando i suoi discepoli a comprendere sempre meglio la parola di Dio. Verità bibliche  nascoste da secoli, grazie all’intervento dello spirito di Dio e con la mediazione di Cristo, sono venute alla ribalta.


5. Quali aspetti scritturali sono emersi durante questi 40 giorni simbolici?

– In questi 40 giorni simbolici, abbiamo compreso per esempio che, dopo la grande tribolazione, sarebbe seguito un periodo di pace e sicurezza. Questo periodo di pace e sicurezza, sarebbe stato caratterizzato dall’incoronazione del nostro Signore Yahoshua Cristo in cielo, il 5 novembre 2023.

– Inoltre, siamo stati anche aiutati a comprendere che, la settima tromba di Apocalisse 11, ha cominciato a suonare nell’autunno del 2024. È stato proprio come se Cristo fosse stato accanto a noi, indirizzando la nostra ricerca e correggendola laddove era necessario.

in sintesi…

I 40 giorni in cui Cristo apparve ai suoi discepoli, potrebbero rappresentare un periodo simbolico di 40 giorni iniziato subito dopo la grande tribolazione e in cui i cristiani con speranza celeste sono messi alla prova.


Rimanere a Gerusalemme

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 4 e 5 leggiamo:

Mentre si trovava insieme a loro, comandò: Non vi allontanate da Gerusalemme, ma continuate ad aspettare ciò che il Padre ha promesso e di cui io vi ho parlato. Giovanni, infatti, battezzò con acqua, ma fra non molti giorni voi sarete battezzati con spirito santo.

Atti 1:4,5

6. In cosa consisteva, profeticamente, il “non allontanarsi da Gerusalemme”?

Come abbiamo già scritto sopra, rimanere a Gerusalemme fino alla fine, come raccomandato da Yahoshua, avrebbe portato infine ad acquistare la giusta condizione, dal punto di vista di Dio, per far parte della grande folla o dei 144000. Questa condizione approvata da Dio è possibile, come abbiamo scritto sopra, solo superando la prova del marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti-Covid19 ed avendo anche superato la seconda prova, cioè rifiutando dottrine pagane come la trinità, l’immortalità dell’anima, l’inferno di fuoco ecc. Quindi, i veri cristiani usciti dalla grande tribolazione dal primo novembre 2022, avrebbero dovuto attendere con pazienza, senza deviare dal punto di vista dottrinale, fino al tempo stabilito da Cristo. Allora e solo allora, sarebbero stati glorificati o, se vogliamo, “battezzati” con lo spirito Santo.

in sintesi…

“Rimanere a Gerusalemme”, per i cristiani odierni ha significato:

  • rifiutare il marchio della bestia (vaccino Covid),
  • rifiutare insegnamenti pagani contrari alla Bibbia.

Informazioni

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 6 e 7 leggiamo:

Quando si furono riuniti, gli chiesero: Signore, è questo il tempo in cui ristabilirai il regno per Israele? Lui rispose: Non sta a voi conoscere i tempi o i periodi che il Padre ha posto sotto la propria autorità. 

Atti 1:6,7

7. Cosa possiamo imparare dal fatto che Yahoshua rifiutò di dare una risposta ai suoi discepoli in merito a quando sarebbe stato ristabilito il regno di Israele?

Da questi versetti comprendiamo ancora una volta che il Padre YAHWEH ed il figlio Yahoshua sono due persone diverse con autorità diverse. Infatti, nell’episodio che stiamo prendendo in considerazione, Yahoshua è già stato risuscitato, essendo ora un’entità spirituale. Ma anche in questa nuova condizione, Yahoshua riconosce che certe informazioni legate ai tempi e alle stagioni sono poste sotto l’autorità unica del padre YAHWEH. È il padre YAHWEH stesso che, a un certo punto, avrebbe dato informazioni in merito ai tempi della fine.


8. Quand’è che Dio diede ulteriori informazioni sui tempi della fine?

Ciò accade quando Dio permise che fosse messo per iscritto il libro biblico di Apocalisse, circa 60 anni dopo la morte e resurrezione di Cristo. Infatti, in Apocalisse 1:1 troviamo scritto:

Rivelazione di Yahoshua Cristo, che Dio gli ha dato per mostrare ai suoi schiavi le cose che dovranno accadere fra breve. E lui ha mandato il suo angelo e per mezzo suo l’ha presentata in segni al suo schiavo Giovanni. 

Apocalisse 1:1

Quindi, in base al versetto sopra, a un certo punto, nel primo secolo, Dio diede a Yahoshua Cristo informazioni inerenti ai tempi della fine e a sua volta, Yahoshua Cristo, mandò il suo angelo per presentare tali informazioni a Giovanni, lo scrittore di Apocalisse.


9. Quali altre informazioni sono emerse negli ultimi anni?

Secoli dopo, nel nostro tempo, Dio ha dato, ad alcuni suoi servitori, l’informazione secondo cui, gli ultimi sette anni prima dell’instaurazione del regno messianico, sarebbero cominciati nell’autunno del 2015. In seguito, Dio ha fatto in modo che comprendessimo che il 5 novembre 2023 Cristo è stato finalmente incoronato in cielo, dando così inizio al regno tanto atteso del Messia. Sulla terra, la manifestazione di questo regno avrebbe cominciato ad essere un po’ più evidente circa un anno dopo, precisamente dal 20 gennaio 2025. Da allora, l’ingerenza del regno messianico negli affari del mondo si è fatto sempre più pressante, operando attivamente per il rovesciamento dell’attuale ordine mondiale.  Quando, a suo tempo, la grande folla verrà trasformata in gloria e sarà visibilmente attiva sulla terra quale agente del regno, si potrà finalmente dire che il regno di Dio è in mezzo a noi.

in sintesi…
  • Il fatto che Cristo specifichi che il Padre ha posto sotto la sua autorità i tempi o i periodi, differenzia il Padre Yahweh da suo figlio Yahoshua (al quale tali informazioni sono state date successivamente).
  • Secoli dopo Yahweh ha comunicato ad alcuni suoi servitori determinate tempistiche inerenti al tempo della fine.

La predicazione

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 8 leggiamo:

ma riceverete potenza quando lo spirito santo sarà arrivato su di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa, e fino alla più distante parte della terra.

Atti 1:8

10. Come si può applicare questa scrittura nel nostro tempo?

Avete notato che, gli apostoli ed i discepoli di Cristo in generale, avrebbero dovuto predicare in tutto il mondo? Allo stesso modo, nel nostro tempo, dopo che la grande folla sarà trasformata in gloria, verrà incaricata di predicare ed insegnare la parola di Dio in tutto il mondo. Nel loro caso, la loro opera di insegnamento durerà circa mille anni, cioè quanto dura il regno millenario di Cristo. Grazie al loro insegnamento, al materiale di studio fornito dai 144000 ed alla direzione di Cristo, quelli che accetteranno il messaggio e faranno progresso, raggiungeranno, alla fine dei mille anni, la perfezione fisica e spirituale di cui godevano Adamo ed Eva.

in sintesi…

Così come gli apostoli e i discepoli furono incaricati di predicare a tutto il mondo, la grande folla, nel prossimo futuro, svolgerà una grande opera di predicazione.


La nube

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 9 leggiamo:

Detto questo, mentre loro guardavano, fu portato in alto e una nube lo nascose alla loro vista

Atti 1:9

11. Cosa potrebbe simboleggiare “l’essere nascosti da una nube”?

Avete notato che Cristo, dopo essere stato portato in alto, fu nascosto da una nube? Essere nascosto da una nube, come nel caso di Cristo, significa, in senso simbolico, essere invisibile. Infatti, quando Cristo fu nascosto da una nube, di fatto divenne invisibile ai suoi discepoli mentre lo guardavano andare in alto. Ma, per comprendere ancora meglio cosa significa tutto questo, continuiamo la lettura.


Il ritorno di Cristo

Leggiamo i versetti 10 e 11.

Stavano ancora fissando il cielo mentre lui se ne andava, quando all’improvviso apparvero accanto a loro due uomini in vesti bianche  che dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Yahoshua, che di mezzo a voi è stato portato in cielo, verrà nella stessa maniera in cui l’avete visto andare in cielo.

Atti 1:10,11

12. Cosa potrebbe significare il fatto che Cristo sarebbe tornato nella stessa maniera e in cui l’hanno visto andare in cielo?

Noi riteniamo che questo significhi almeno due cose.

Prima spiegazione. Avete fatto caso al modo in cui Cristo è andato in cielo? Mentre parlava con i suoi discepoli, improvvisamente ha cominciato a salire verso i cieli con i soli discepoli come testimoni. Dopodiché, come abbiamo scritto sopra, è stato coperto da una nube che lo ha nascosto dalla vista dei discepoli.

Perciò possiamo affermare che, la seconda venuta di Cristo, sarebbe stata invisibile dai cieli, con i soli discepoli, in un primo momento, nel tempo della fine, come testimoni della sua presenza. Questa spiegazione è certamente uno dei modi classici in cui vengono spiegati questi versetti. Quindi Cristo avrebbe rivolto la sua attenzione ed agito sulla terra dalla dimensione spirituale.

Seconda spiegazione. In secondo luogo, Cristo sarebbe tornato nella stessa maniera in cui l’hanno visto andare attraverso i suoi discepoli. In altre parole, i suoi discepoli glorificati, vale a dire i 144000, ma specialmente la grande folla di Apocalisse capitolo 7, sarebbero stati il Cristo ritornato nella stessa maniera. 

  • in che maniera?

Con un corpo spirituale glorificato, capace di attraversare muri e lunghe distanze in pochissimo tempo. Un corpo, o meglio una forma di vita angelica, capace di apparire e scomparire a piacimento, ma anche di mangiare e dimorare col genere umano.


13. Chi potrebbero rappresentare i due angeli che appaino improvvisamente?

I due angeli che appaiono improvvisamente in vesti splendenti ai discepoli mentre Cristo veniva coperto dalla nuvola, rappresentano proprio i due gruppi di salvati con la speranza celeste, vale a dire i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Ricordiamoci che i rimanenti dei  144000 sono già stati glorificati, nell’autunno del 2024,, quali entità spirituali al 100%, ed avranno la loro dimora nei reami spirituali. Mentre la grande folla, quando presto sarà glorificata, avrà in parte natura umana, ed in parte natura Angelica. Questo secondo gruppo, avrà la sua dimora permanente sulla terra, anche se potrà accedere alla dimensione spirituale. Questi due gruppi glorificati, proprio come Cristo, avranno il compito di aiutare il genere umano, con l’insegnamento e l’esempio, a raggiungere la perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo ed Eva  prima del peccato.

in sintesi…

Cristo sarebbe tornato nella sessa maniera in cui i discepoli l’hanno visto andare via nel senso che:

  1. sarebbe tornato in maniera invisibile,
  2. i 144.000 e la grande folla sarebbero stati il Cristo tornati come lui, cioè con corpi spirituali glorificati.

I discepoli tornano a Gerusalemme

Proseguendo con la nostra lettura di Atti capitolo 1, al versetto 12 leggiamo:

Allora tornarono a Gerusalemme lasciando il monte chiamato Monte degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme e dista solo il cammino di un Sabato

Atti 1:12

14. Cosa potrebbe indicare, profeticamente, questo versetto?

Il versetto appena letto potrebbe segnare la fine della prima scena profetica. Ora i versetti che seguiranno saranno una specie di conferma di ciò che abbiamo capito nei versetti sopra. 


Nei versetti 13 e 14 leggiamo:

Una volta arrivati, salirono nella stanza al piano di sopra dove alloggiavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfèo, Simone lo zelante e Giuda figlio di Giacomo. Di comune accordo tutti questi perseveravano nella preghiera, insieme ad alcune donne, a Maria madre di Yahoshua e ai fratelli di lui.

Atti 1:13,14

14. In che periodo sono ambientati questi versetti e cosa potrebbe significare questo da un punto di vista profetico?

Ricordiamoci che siamo nel periodo successivo alla grande tribolazione che Yahoshua dovette affrontare essendo ucciso su un palo di tortura e risuscitato il terzo giorno da Dio. Ora, volendo adattare questi versetti al nostro tempo, ciò che ora verrà preso in considerazione, si può dire che anche per noi inizia subito dopo la grande tribolazione

La grande tribolazione, nel nostro tempo, è rappresentata dal periodo della pandemia con le sue restrizioni ed i suoi obblighi vaccinali, terminati a partire dal 1° novembre 2022. Perciò, il periodo a cui si riferisce il racconto nel nostro tempo, è il periodo successivo al 1° novembre 2022.


15. Chi potrebbero rappresentare gli Apostoli, le donne e il resto dei presenti?

Gli Apostoli, in questa fase, potrebbero rappresentare i 144000 ancora sulla terra, mentre le donne ed il resto dei presenti, rappresentano i cristiani in generale usciti dalla tribolazione. In questa prima fase, la grande folla deve ancora essere ben definita ed appartata come gruppo.

in sintesi…

Il momento in cui i discepoli si riuniscono nella stanza si riferisce profeticamente al periodo successivo alla grande tribolazione, quindi dopo il 1° novembre 2022.

  • Gli apostoli rappresentano i 144.000,
  • le donne e tutti gli altri rappresentano i cristiani usciti dalla grande tribolazione.

Giuda

Proseguendo con la nostra lettura di Atti capitolo 1, nei versetti da 15 a 17 leggiamo:

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (nell’insieme il numero dei presenti era di circa 120) e disse:  Uomini, fratelli, era necessario che si adempisse quello che nelle Scritture lo spirito santo, per bocca di Davide, aveva detto profeticamente riguardo a Giuda, il quale diventò la guida di quelli che arrestarono Yahoshua.  Giuda era uno di noi e aveva ricevuto una parte in questo ministero.

Atti 1:15-17

16. A chi potremmo associare Giuda il traditore nel nostro tempo?

Nel nostro tempo, potremmo associare Giuda a tutti i leader religiosi della cristianità, che poi accettarono il marchio della bestia. Proprio come Giuda, che divenne la guida di quelli che arrestarono Yahoshua, anche i leader religiosi del nostro tempo, hanno spinto i fratelli ad accettare il marchio della bestia. Utilizzando scritture in modo improprio, hanno convinto alcuni fratelli che accettare il marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti Covid-19, sia una cosa gradita a Dio. Purtroppo, anche tra quelli che hanno rifiutato il marchio della bestia, alcuni in seguito hanno spinto i fratelli, direttamente o indirettamente, a ritornare, dal punto di vista spirituale, a dottrine blasfeme come la dottrina della Trinità, l’immortalità dell’anima, l’inferno di fuoco, impedendo di fatto a questi fratelli di poter far parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7.


Giuda precipita

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 18 e 19 leggiamo:

(Quest’uomo acquistò quindi un campo con il salario della sua ingiustizia. Precipitando a capofitto, si squarciò e le sue viscere si sparsero.  La notizia si diffuse fra tutti gli abitanti di Gerusalemme, così che quel campo fu chiamato nella loro lingua Akeldamà, che significa campo di sangue.) 

Atti 1:18,19

17. Perché si può dire che i leader religiosi del nostro tempo mandarono i veri cristiani nel campo di sangue?

Come abbiamo scritto sopra, con il loro tradimento il leader religiosi uccisero, per così dire, i veri cristiani, mandandoli nel campo di sangue o Akeldamà. Questo campo di sangue potrebbe essere paragonato simbolicamente allo sheol o tomba.


18. In che senso i leader religiosi, nel nostro tempo, precipitarono proprio come Giuda?

Questi leader religiosi, in senso simbolico, precipitarono, proprio come Giuda, nella disapprovazione divina, avendo accettato il marchio della bestia e spinto altri ad accettarlo. Il fatto che Giuda, precipitando a capofitto, si squarciò, come afferma il versetto 18, ci ricorda che anche i leader religiosi del nostro tempo, insieme a tutta Babilonia la grande, presto saranno violentemente e completamente distrutti. Inoltre, proprio come la notizia della morte di Giuda si diffuse fra tutti gli abitanti di Gerusalemme, allo stesso modo, quando i leader religiosi insieme a Babilonia la grande saranno completamente distrutti, la notizia si diffonderà in ogni dove.

in sintesi…

Giuda potrebbe rappresentare i leader della cristianità che, proprio come Giuda:

  • hanno ucciso simbolicamente i veri cristiani con il loro tradimento;
  • sono “precipitati” nella disapprovazione divina per aver accettato il marchio-vaccino e indotto altri a fare lo stesso.

La dimora di Giuda diventa desolata

Continuando con la nostra lettura, al versetto 20 leggiamo:

Nel libro dei Salmi è infatti scritto: ‘La sua dimora diventi desolata, e non vi abiti più nessuno’, e: ‘Prenda qualcun altro il suo incarico di sorveglianza’.

Atti 1:20

19. Applicato al nostro tempo, in che senso la dimora di Giuda sarebbe diventata desolata?

Abbiamo detto sopra che Giuda può essere paragonato ai leader religiosi del nostro tempo e, per estensione, a tutti coloro che hanno seguito la loro guida accettando il marchio della bestia, cioè i vaccini anti-Covid-19. La loro dimora va intesa come il loro corpo, che è paragonabile ad un tempio; (1 Corinti 3:9, 16, 17). In questo Tempio dovrebbe dimorare lo spirito santo di Dio. I leader religiosi, proprio come Giuda, hanno commesso il peccato contro lo spirito, un tipo di peccato che non può essere perdonato, di conseguenza lo spirito di Dio non può più dimorare in queste persone. La loro casa, il loro tempio, diventa perciò desolato, cioè privo dello Spirito Santo di Dio; (Matteo 12:31).

in sintesi…

La dimora di Giuda che diventa desolata potrebbe rappresentare il corpo (tempio) dei leader religiosi che, dopo aver commesso il peccato contro lo spirito, rimane, appunto, privo di spirito santo.


Il dodicesimo apostolo

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 21 e 22 leggiamo:

Perciò è necessario che uno degli uomini che ci hanno accompagnato per tutto il tempo in cui il Signore Yahoshua ha svolto la sua attività tra noi (a cominciare dal suo battesimo a opera di Giovanni fino al giorno in cui di mezzo a noi è stato portato in cielo) diventi con noi testimone della sua risurrezione.

Atti 1:21.22

20. Cosa potrebbero significare questi versetti?

Avete notato che gli apostoli decidono di scegliere come dodicesimo apostolo, in sostituzione di Giuda, uno di quelli che ha accompagnato Yahoshua dal suo battesimo? E poi al versetto 22 Pietro aggiunge: “diventi con noi testimone della sua resurrezione”.

Come vedremo fra poco, per noi chi verrà scelto in sostituzione di Giuda, rappresenta la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questi due versetti quindi sembrerebbero indicare che, in senso figurato, i due testimoni di Apocalisse capitolo 11 sono:

  • i 144000, rappresentati dagli 11 apostoli
  • e la grande folla, rappresentata dal discepolo scelto in sostituzione di Giuda Iscariota.

Giuseppe e Mattia

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 23 a 26 leggiamo:

Ne proposero due: Giuseppe chiamato Barsàbba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.  E pregarono dicendo: YAHWEH , tu che conosci il cuore di tutti, indica quale di questi due uomini hai scelto  perché prenda il posto in questo ministero e apostolato che Giuda abbandonò per andarsene per la sua strada.  Così gettarono le sorti su di loro, e la sorte cadde su Mattia, che fu aggiunto al gruppo degli 11 apostoli.

Atti 1:23-26

21. A chi potremmo associare i due discepoli che furono proposti per sostituire Giuda, cioè Giuseppe soprannominato Giusto e Mattia?

Dato che fu scelto Mattia, Giuseppe soprannominato Giusto, potrebbe rappresentare i cristiani (giusti) con la speranza di vivere sulla terra, mentre Mattia, come abbiamo scritto sopra, potrebbe rappresentare la grande folla di Apocalisse capitolo 7.


Mattia

22. Qual è la radice o l’etimologia del nome Mattia?

In merito a Mattia, in un precedente articolo avevamo scritto quanto segue:

Una enciclopedia afferma:

Il significato biblico del nome Mattia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, è “dono di Dio” o “dono di Yahweh”. Deriva dall’ebraico “Mattityahu”, che significa “dono di Dio”, composto da “mattath” (dono) e “Yah” (abbreviazione di YHWH, il nome ebraico di Dio). 

La forma greca è “Matthias”, e da questa si sono sviluppate le varianti latine “Mattheus” (da cui Matteo) e “Matthias” (da cui Mattia). Link: QUI.

23. Cosa notiamo dall’etimologia del nome Mattia?

Quindi, come avete potuto notare, il nome Mattia ha lo stesso significato del nome Matteo, cioè dono di Dio. In altri articoli, abbiamo spesso sottolineato che il Vangelo di Matteo è indirizzato profeticamente alla grande folla di Apocalisse capitolo 7. Perciò, in senso profetico, si può dire che il dodicesimo apostolo è Mattia, il quale, nel tempo della fine in cui viviamo, rappresenta la grande folla di Apocalisse capitolo 7.

  • Mattia = 12° apostolo = grande folla di Apocalisse capitolo 7.

Quindi, anche se nel primo secolo la grande folla non era ancora presente, la sua futura presenza, è rappresentata dal posto vacante di Giuda Iscariota.

Fonte: ULTIMA ORA! (Matteo 10:1-42)
in sintesi…
  • Giuseppe che era uno dei due uomini proposti per sostituire Giuda, potrebbe rappresentare i salvati con speranza terrena.
  • Mattia, l’apostolo che fu poi effettivamente scelto per sostituire Giuda, potrebbe invece rappresentare la grande folla.

Atti 2:1-4

Pentecoste e Giubileo

Proseguendo con la nostra lettura, in Atti capitolo 2 al versetto 1 leggiamo:

Durante il giorno di Pentecoste erano tutti insieme nello stesso luogo

Atti 2:1

24. Cos’hanno in comune la Pentecoste e il Giubileo?

Sapevate che il giorno di Pentecoste è speculare all’anno del Giubileo? In pratica è come se il giorno di Pentecoste fosse un piccolo anno del Giubileo.

‘Il Giubileo cadeva l’anno successivo a sette periodi consecutivi di 7 anni ciascuno, contando dall’entrata di Israele nella Terra Promessa’, afferma una fonte.

Mentre, per quanto riguarda la Pentecoste, una fonte afferma:

Pentecoste, che significa “cinquantesimo giorno”, è il nome usato nelle Scritture Greche Cristiane per quella che le Scritture Ebraiche chiamano Festa della Mietitura o Festa delle Settimane. Veniva celebrata il 50º giorno a partire dal 16 nisan.

Pentecoste = 7×7 = 49 giorni. Il 50º giorno dal 16 Nisan è il giorno di  Pentecoste. 

Giubileo = 7×7 = 49 anni.  Il 50º anno è l’anno del Giubileo.

Avete notato la somiglianza nel conteggio tra le due ricorrenze, cioè la festa di  Pentecoste e l’anno  del Giubileo?


25. Cosa hanno a che fare la Pentecoste e il Giubileo con l’anno 2025?

Secondo più di una fonte, il 2025 corrisponde a un anno del Giubileo, come molti di voi sicuramente già sapete.

Ora, vista l’evidente somiglianza nel calcolo delle due ricorrenze, potrebbe essere che, in senso profetico, il giorno di pentecoste per noi corrisponda all’anno del Giubileo? Se così fosse, significherebbe che il 2025, in linea di massima, oltre ad essere l’anno del Giubileo, sarebbe anche una Pentecoste della durata di un anno.

Nel nostro caso sarebbe dal 7/8 novembre 2024, fino al 12 novembre 2025.

in sintesi…

La Pentecoste e il Giubileo sono speculari perché la prima si festeggia il 50° giorno, la seconda il 50° anno. L’anno che inizia il 7/8 novembre 2024 e termina il 12 novembre 2025 potrebbe quindi essere sia un anno di Pentecoste che di Giubileo.


Il versamento dello spirito santo

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 2 a 4 leggiamo:

All’improvviso si sentì dal cielo un rumore come quello di una forte raffica di vento, e riempì tutta la casa in cui erano seduti.  Apparvero loro lingue come di fuoco che si distribuirono, posandosi una su ciascuno di loro. Furono tutti pieni di spirito santo e cominciarono a parlare lingue diverse, come lo spirito permetteva loro di esprimersi.

Atti 2:2-4

Abbiamo letto, qualche versetto sopra, che circa 120 discepoli erano riuniti in una stanza superiore. 

26. Che significato possiamo dare al numero 120?

Poiché il numero 120 si ricava dalla moltiplicazione di 10 per 12, si può supporre che il numero 12 rappresenti i 144000, mentre il numero 10 la grande folla.


27. Cosa potrebbe rappresentare il potente versamento dello Spirito Santo su questi 120 discepoli?

Nel nostro tempo, il versamento dello Spirito Santo, potrebbe rappresentare il momento in cui i due gruppi con la speranza celeste,  vengono glorificati e trasformati con corpi immortali. Abbiamo scritto sopra che, nel nostro caso, il giorno di Pentecoste corrisponde ad un anno della durata di 370 giorni.  Quest’anno riteniamo sia cominciato intorno all‘8 novembre 2024, con la trasformazione in gloria dei rimanenti dei 144000. Se il 2025 è l’anno corretto, come noi supponiamo, entro fine anno, cioè entro il 12 novembre 2025, dovremmo anche assistere alla trasformazione in gloria della grande folla di Apocalisse capitolo 7.


28. Ora, cosa sarebbe accaduto dopo la trasformazione in gloria della grande folla?

Come sottolinea il versetto 4, dopo aver ricevuto lo spirito santo, i discepoli cominciarono a parlare lingue diverse come lo spirito permetteva loro di esprimersi.

Allo stesso modo, dopo la trasformazione in gloria della grande folla in particolare, questi ultimi, sotto la direttiva di Cristo e dei 144000, cominceranno la loro opera di insegnamento mondiale che durerà mille anni. Grazie al loro insegnamento e alla supervisione del Cristo Re, coloro che metteranno in pratica i loro insegnamenti, cominceranno evidentemente a progredire o migliorare non solo spiritualmente, ma anche fisicamente fino alla perfezione fisica e spirituale di cui godevano Adamo ed Eva; (Giovanni 17:3).

in sintesi…

I 120 (12×10) discepoli ai quali fu versato spirito santo potrebbero rappresentare i 144.000 (12) e la grande folla (10). Il versamento dello spirito santo potrebbe rappresentare il l’anno in cui questi due gruppi vengono glorificati.


Conclusione

In conclusione, vogliamo ricordare che siamo, già dal 12 giugno 2025, nel periodo in cui la grande folla potrebbe essere trasformata in gloria in qualsiasi momento. Continuiamo dunque ad attendere con pazienza il giorno della liberazione e della manifestazione del nostro Dio e del suo Cristo.


Per memorizzare…

  • In che senso Cristo sarebbe “tornato nella stessa maniera in cui i discepoli l’avevano visto andare in cielo”?
  • Chi rappresentano Giuda Giuseppe e Mattia?
  • Che relazione c’è tra Pentecoste e Giubileo?
  • Chi rappresentano i 120 discepoli a cui fu versato lo spirito santo?

3 risposte a “Il regno di Dio  sta per manifestarsi!  (Atti 1:1-26; 2:1-4)”

  1. Giuda buttati i sicli nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi.

    Matteo 27:5

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  2. E Precipitando a capofitto, si squarciò e le sue viscere si sparsero.

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  3. […] Nell’articolo che si aprirà Cliccando sul link sotto , avevamo già preso in considerazione i primi quattro versetti di questo capitolo, perciò inizieremo la nostra trattazione partendo dal versetto 5. Ad ogni modo in poche parole, i primi quattro versetti raccontano da una prospettiva simbolica, il momento in cui sia la grande folla che i 144000 vengono glorificati. Abbiamo già scritto che noi riteniamo che i 144000, hanno già ricevuto il premio della vita immortale, nell’autunno del 2024. Mentre per quanto riguarda la grande folla, riteniamo che la loro trasformazione in Gloria sia prossima, anche se non sappiamo esattamente quale giorno. Link: QUI. […]

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