Introduzione
Vi piacerebbe essere felici per davvero?
Forse guardandovi intorno avete notato che ci sono molte persone infelici per varie ragioni. Purtroppo molti cercano la felicità non tenendo conto di Dio. Per esempio cercano la felicità nel denaro o nelle ricchezze, nei divertimenti o nei piaceri, nella gloria o nella fama, tutte cose che non garantiscono una felicità duratura. A proposito della felicità, notate ciò che dice la Bibbia nel Salmo 112:1. Si legge:
Lodate Iah! Felice è l’uomo che teme YAHWEH, che è entusiasta dei suoi comandamenti.
Salmo 112:1
Avete notato in che modo la parola di Dio mette in relazione la felicità con il santo timore verso YAHWEH ed i suoi comandamenti?
Perciò, stringere una stretta relazione con il nostro padre Celeste, ci permetterà di vivere una felicità straordinaria non solo ora, ma per tutta l’eternità.
Ora il nostro Dio, oltre a renderci straordinariamente felici, è anche un rivelatore di segreti, specialmente per quanto riguarda il nostro prossimo futuro.
Perché è meraviglioso servire un Dio che ci rivela i segreti sul futuro?
Perché conoscere il futuro ci permette di capire dove ci troviamo nel tempo rispetto al suo proposito. Per esempio, grazie allo studio della sua parola, abbiamo potuto comprendere che, nella primavera del 2019, Satana il Diavolo ed i suoi demoni sono stati scagliati nelle vicinanze della terra, mentre la pandemia da Covid-19 con le sue restrizioni e gli obblighi vaccinali, rappresenta la grande tribolazione di cui si parla in Matteo 24:21. Inoltre, studiando sempre più a fondo le sacre scritture, ci è stato dato modo di comprendere che il 5 novembre 2023, Cristo è stato incoronato da Dio in cielo e quindi è iniziato ufficialmente il millennio messianico. Sulla terra, le ripercussioni dovute all’intronizzazione di Yahoshua, si sarebbero cominciate a vedere un po’ più chiaramente, circa un anno dopo, cioè a partire dal 20 gennaio 2025.
Tema dell’articolo
In questo articolo prenderemo in considerazione tutto il capitolo 19 del libro biblico di primo Re (1 Re), oltre ad alcuni versetti del capitolo 18 e 17, sempre dello stesso libro.
1 Re 17:1
Il profeta Elia predice la siccità
Iniziamo quindi la nostra trattazione con la lettura di 1 Re 17:1. Si legge:
Elìa il tisbita, che abitava in Gàlaad, disse ad Àcab: “Com’è vero che vive YAHWEH, l’Iddio d’Israele che io servo, in questi anni non cadrà né rugiada né pioggia, se non per mio ordine!”
1 Re 17:1
1. Quanto durò la siccità di cui si parla nei versetti sopra?
Avete notato che in questo versetto il profeta Elia predice una siccità in Israele? Vi ricordate quanto durò quella siccità in termini di tempo? Per scoprirlo, lasciamo che sia il nostro Signore Yahoshua Cristo stesso a dircelo, in Luca capitolo 4, versetto 25. Si legge:
Anzi, vi posso assicurare che in Israele c’erano molte vedove al tempo di Elìa, quando il cielo rimase chiuso per tre anni e sei mesi, e una grande carestia si abbatté su tutto il paese.
Luca 4:25
Avete notato che la siccità durò tre anni e mezzo?
2. Volendo applicare questi versetti al nostro tempo, cosa potrebbe rappresentare la siccità?
Noi riteniamo che, questa siccità di cui si parla sopra, rappresenti la grande tribolazione che anche noi abbiamo subìto durante il periodo della pandemia. Come la siccità, cioè un periodo di difficoltà, durò tre anni e mezzo, anche la grande tribolazione del nostro tempo ha perdurato per tre anni e mezzo, cioè dalla primavera del 2019 al 1°novembre 2022, quando cominciarono a cessare le restrizioni in tutto il mondo.
Ricordiamo che in quel periodo, la classe politica ed i leader religiosi, si allearono per spingere il gregge all’inoculazione dei vaccini anti Covid-19. Cosa avrebbe causato, in senso spirituale, questo connubio tra politica e religione? Vediamolo analizzando ciò che accadde ai tempi della malvagia regina Izebel.
1 Re 18:39-46
Politica e religione
4. Chi era Izebel e cosa fece?
Al tempo di Elia la malvagia e pagana regina Izebel instaurò in Israele una dominazione politico-religiosa di tipo Pagana. Dio determinò, con un’azione miracolosa, che l’adorazione di Baal non era altro che un’illusione, una menzogna. Di conseguenza, i profeti di Baal riuniti in quell’occasione, furono giustiziati. Ma leggiamolo direttamente dai versi della Bibbia, in 1Re 18:39,40. Si legge:
Vedendo questo, [cioè il fuoco che Dio fece scendere dal cielo in risposta alla preghiera di Elia] tutto il popolo si inginocchiò immediatamente con il viso a terra e disse: “YAHWEH è il vero Dio! YAHWEH è il vero Dio!” Quindi Elìa disse loro: “Prendete i profeti di Bàal! Non lasciatene scappare nemmeno uno!” Subito li presero, ed Elìa li fece scendere al torrente Chìson e là li scannò.
1 Re 18:39,40
5. Cosa successe ai profeti di Baal e che collegamento c’è con i nostri giorni?
Avete notato che i profeti di Baal in quell’occasione, furono giustiziati? Allo stesso modo, nel nostro tempo, anche il connubio tra politica e religione, portò alla disintegrazione spirituale o morte spirituale delle religioni a favore della politica. Da quel periodo in poi, in effetti, le religioni persero quel po’ di autonomia che avevano prima. Questo divenne molto evidente durante la pandemia, quando i leader religiosi, nello spingere per la vaccinazione, parlavano con la stessa voce dei leader politici. Erano diventati, di fatto, in quel periodo, cloni, esecutori o propagatori dell’ordine del giorno proveniente dalla “bestia politica”. La bestia li aveva simbolicamente sbranati. Ora, per queste organizzazioni religiose, non resta che la distruzione fisica e totale.
in sintesi…
- I tre anni e mezzo di siccità che ci furono ai tempi di Elia potrebbero rappresentare i tre anni e mezzo di tribolazione che ci furono dal 2019 al 2022.
- Così come, ai tempi della regina Izebel, il connubio tra politica e religione portò alla distruzione dei profeti di Baal, oggi l’unione politica e religione, portò alla morte spirituale delle religioni a favore della politica.
Finiscono i tre anni e mezzo di siccità
Proseguiamo ora con la lettura di 1 Re 18:41, 42. Si legge:
Elìa disse poi ad Àcab: “Sali, mangia e bevi, perché si sente già lo scrosciare di un violento temporale”. Àcab salì per mangiare e bere, mentre Elìa salì in cima al Carmelo e si chinò a terra, tenendo la faccia fra le ginocchia.
1Re 18:41,42
6. Volendo fare un’applicazione di questi versetti nel nostro tempo, dove ci troviamo a questo punto del racconto secondo la cronologia biblica?
A questo punto del racconto profetico, ci troviamo alla fine della pandemia o dei 3,5 anni della grande tribolazione.
7. Cosa potrebbe rappresentare la pioggia?
La pioggia, nel caso di Elia, segnerà la fine della siccità e quindi della tribolazione in Israele. Nel nostro caso, la pioggia segnerà il periodo del progressivo versamento dello spirito di Dio, versamento che culminerà con la glorificazione dei 144000 nell’autunno del 2024 e della grande folla in seguito.
8. Cosa potrebbe rappresentare il fatto che Elia fosse sul monte Carmelo?
Il fatto che Elia sia in cima al monte Carmelo, potrebbe rappresentare, nel nostro tempo, che i servitori di Dio, in particolare i 144000 e la grande folla, si sarebbero messi nella giusta posizione di sentinelle o vedette spirituali in attesa della discesa dello spirito di Dio.
in sintesi…
- Fine della siccità= fine dei 3,5 anni di tribolazione;
- Pioggia= versamento dello spirito santo;
- Elia sul monte Carmelo= 144.000+ grande folla sono sentinelle spirituali.
Le sette volte
Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 43 e 44 leggiamo :
Disse quindi al suo servitore: “Sali, ti prego, e guarda verso il mare”. Lui salì a guardare e disse: “Non c’è assolutamente nulla”. Per sette volte Elìa gli disse di tornare a guardare. La settima volta il servitore disse: “Ecco, c’è una nuvola, piccola come il palmo di una mano, che sale dal mare”. Allora Elìa disse: “Va’ a dire ad Àcab: ‘Attacca i cavalli al carro! E scendi, così che la pioggia non ti trattenga!’”
1 Re 18:43,44
9. Quante volte Elia manda il suo servitore a controllare se c’è qualche nuvola indicante che sta per piovere?
Il versetto 44 dice che Elia manda il suo servitore a controllare per ben 7 volte.
- come possiamo applicare questi versetti nel nostro tempo?
Anche nel nostro tempo, dopo la pandemia, cioè dopo i tre anni e mezzo di tribolazione terminati nell’autunno del 2022, i servitori di Dio hanno controllato a cadenza regolare se stesse per piovere, o meglio se fosse arrivato il momento in cui lo spirito sarebbe sceso copiosamente sugli eletti operando la trasformazione in gloria. Alcuni hanno considerato questa estrema vigilanza spirituale come eccessiva, tuttavia dal racconto impariamo che i veri profeti di Dio sono vigilanti ed attenti. Era la cosa giusta da fare!
10. In che modo, oggi, è stato controllato sette volte se “stava per piovere”?
Ora, se le sette volte in cui Elia manda il suo servitore a controllare non sono simboliche, ma letterali, allora possiamo associarle, nel nostro tempo, ai cicli di 185 giorni che possiamo suddividere in questo modo:
1) Il 1° novembre 2022. In quel periodo finirono i tre anni e mezzo di tribolazione e ci aspettavamo che la fine ed il rapimento o mutamento degli eletti sarebbe arrivato subito, o al massimo nei restanti 75 giorni, per chiudere il primo ciclo dei 1335 giorni di Daniele capitolo 12. E invece dal 1°novembre in Italia, come paese campione, cessarono le restrizioni legate alla pandemia per tutti i lavoratori in Italia, compresi, inaspettatamente, i lavoratori impegnati nell’ambito sanitario. Le restrizioni legate alla pandemia in tutto il mondo, infine cessarono il 5 maggio 2023, quando l’Oms decretò, a livello internazionale, la fine della pandemia.
2) Il 5 maggio 2023. Anche intorno a questa data, 185 giorni dopo il 1°novembre 2022, ci aspettavamo che sarebbe potuta arrivare la conclusione di questo sistema di cose, ma Dio aveva altri piani. Infatti il 5 maggio 2023, non arrivò la fine del mondo, ma cessò definitivamente la pandemia in tutto il mondo. Infatti l’Oms dichiarò la fine della pandemia, proprio Il 5 maggio 2023.
3) Il 5 novembre 2023. Anche intorno a questa data, 185 giorni dopo il 5 maggio 2023, ci aspettavamo potesse arrivare la fine, poiché il 5 novembre 2023, scadeva il secondo ciclo di 1335 giorni partendo dal 11 marzo 2020, cioè da quando l’Oms dichiarò lo stato di pandemia globale. Inoltre, la precisissima tabella legata al marchio della bestia che ci fu permesso dall’alto di calcolare, indicava il 5 novembre 2023 come data in cui sarebbe iniziato il millennio messianico. Infatti noi riteniamo che, in questa data, sia effettivamente iniziato in cielo il millennio messianico, con ripercussioni sulla terra dall’anno successivo, cioè precisamente dal 20 gennaio 2025.
Link per la tabella: ATTENZIONE I CONTI TORNANO: LA LIBERAZIONE È INIZIATA!
4) Il 7 maggio 2024. Anche in questa data, cioè 185 giorni dopo il 5 novembre 2023, ci aspettavamo che iniziasse, in maniera decisa, la caduta di quelli che ci avevano imposto il marchio vaccino. In effetti quella data fu effettivamente simbolica per quanto riguarda l’inizio della caduta di questi ultimi, come spiegato negli articoli che si apriranno cliccando sul link sotto.
Link per approfondire:
5) Il 7-8 novembre 2024. Anche in questa data, cioè 185 giorni dopo il 7 maggio 2024, ci aspettavamo che si potessero realizzare alcuni aspetti legati alla profezia, come per esempio il rapimento della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Invece la cronologia biblica, due linee temporali che si intersecavano perfettamente, e gli eventi successi in quel periodo a livello internazionale (e non solo), ci hanno aiutato a comprendere che, proprio in quelle date specifiche, partendo dall’ 1-2 ottobre 2024, stava avvenendo il rapimento dell’esiguo rimanente ormai molto anziano dei 144000. Mentre 75 giorni dopo, cioè alla fine di un altro ciclo di 1335 giorni, il 20 gennaio 2025, Cristo ha cominciato a rendere sempre più manifesta la sua influenza sul nostro mondo.
6) Il 12 giugno 2025. Anche intorno a questa data, cioè 7 mesi dopo l’8 novembre 2024, ci aspettavamo potesse avvenire il rapimento della grande folla, poiché avevamo capito che, entro il 12 giugno 2025, la grande folla sarebbe stata definitivamente suggellata. Ma, come stiamo constatando, nonostante il suggello, la trasformazione in gloria non sarebbe avvenuta immediatamente: sarebbe stato necessario aspettare ancora un po’, il tempo stabilito da Dio. Più avanti nell’articolo, accenneremo ancora a questo aspetto.
7) Il 12 novembre 2025. Anche entro il 12 novembre 2025, cioè alla conclusione dell’anno profetico di 370 giorni, iniziato l’8 novembre 2024, ci aspettiamo grandi cose. Poiché è il settimo ciclo di sorveglianza o sentinella, ci aspettiamo, come nel caso del profeta Elia sopra, di vedere finalmente nel cielo, la nuvola simbolica che presto diventerà un grande temporale.
La corsa
Continuando con la nostra lettura di 1 Re capitolo 18, nei versetti 45 e 46 leggiamo:
Nel frattempo i cieli si oscurarono per le nubi, si alzò il vento e si scatenò un violento temporale. Àcab, alla guida del suo carro, si diresse verso Izreèl. E la mano di YAHWEH fu su Elìa, così che si avvolse le vesti intorno ai fianchi e corse davanti ad Àcab per tutta la strada verso Izreèl.
1 Re 18:45,46
11. Nel nostro tempo, cosa potrebbe rappresentare la pioggia o meglio il temporale?
Nel nostro tempo, la pioggia potrebbe rappresentare come abbiamo già accennato sopra la discesa dello Spirito Santo sul suo popolo in generale. Mentre, per quanto riguarda i 144000 e la grande folla, la discesa dello Spirito Santo avrebbe significato, infine, la trasformazione in gloria.
12. Cosa potrebbe rappresentare la corsa di Elia?
Avete notato che lo spirito di Dio fu su Elia ed egli cominciò a correre praticamente alla velocità doppia di quella di un uomo normale, percorrendo una lunga distanza?
Il fatto che Elia corra a velocità doppia, ci fa pensare che in questa occasione Elia stia rappresentando un altro personaggio, cioè il profeta Eliseo, il suo successore. Vi ricordate che Eliseo fu benedetto col doppio dello spirito che aveva Elia? In merito, in 2 Re 2:9 leggiamo:
Appena furono passati, Elìa disse a Eliseo: “Dimmi cosa vuoi che faccia per te prima che io ti sia portato via”. Eliseo allora disse: “Ti prego, che io riceva una doppia porzione del tuo spirito”.
2 Re 2:9
Proprio come un figlio che riceve la primogenitura con una doppia porzione, Eliseo, da quel momento in poi, divenne il profeta principale in sostituzione di Elia. Infatti lo spirito santo di Dio, permise al profeta Eliseo di compiere 16 miracoli, il doppio di quelli attribuiti a Elia.
- come si può applicare tutto questo nel nostro tempo?
Volendo applicare questa vicenda al nostro tempo, potremmo associare Eliseo ad una figura profetica, che emerge dopo la grande tribolazione (la siccità), cioè subito dopo l’anno 2022. Questa figura profetica, avrebbe lavorato in senso spirituale ad una velocità doppia rispetto ai suoi predecessori. Questo avrebbe significato molto materiale di studio e di approfondimento spirituale o profetico, che avrebbe richiesto, da parte dei lettori, una certa costanza e dedizione per rimanere al passo.
1 Re 19: Elia fugge da Izebel
Izebel e Acab
Il racconto che ora prenderemo in considerazione è un po’ una ripetizione delle vicende narrate sopra, scritte o rappresentate in un altro modo. Infatti, il racconto che ora ci apprestiamo a prendere in considerazione, è la prova del nove della correttezza dell’analisi che abbiamo fatto finora.
Iniziamo quindi con la lettura dei primi due versetti di 1 Re capitolo 19. Si legge:
Àcab riferì a Ìzebel tutto quello che Elìa aveva fatto e come aveva ucciso tutti i profeti con la spada. Allora Ìzebel mandò un messaggero da Elìa per dirgli: “Gli dèi mi puniscano e lo facciano con severità se domani a quest’ora non ti avrò fatto fare la fine di tutti loro!”
1 Re 19:1,2
13. A chi potremmo associare Izebel in combutta con Acab se applichiamo questi versetti nel nostro tempo?
Possiamo associare Izebel e Acab al potere politico-religioso che ci ha imposto la vaccinazione durante la pandemia da Covid-19. In termini assoluti, quando Izebel minaccia Elia, siamo agli inizi della grande tribolazione, cioè nella primavera del 2019, anche se la tribolazione vera e propria iniziò nell’autunno di quell’anno. Infatti, dal punto di vista profetico, la tribolazione inizia a metà della settimana di sette anni di cui parlò il profeta Daniele in Daniele 9:27. La metà di quella settimana cade nella primavera di quell’anno, precisamente nel periodo della “vera” Pasqua ebraica del 2019.
Il deserto
Continuando con la nostra lettura, nei versetti 3 e 4 leggiamo:
Elìa ebbe paura, e fuggì per mettersi in salvo. Arrivò a Beèr-Seba, nel territorio di Giuda, e lì lasciò il suo servitore. Si addentrò nel deserto per un giorno di cammino, poi andò a sedersi sotto una ginestra. E chiese di morire, dicendo: “Ora basta! O YAHWEH, toglimi la vita, perché non sono migliore dei miei antenati”.
1 Re 19:3,4
14. A cosa potremmo associare Elia che fugge nel deserto?
Cosa ci fa venire in mente questa fuga nel deserto? È vero che ci fa pensare alla donna di Apocalisse capitolo 12 che fugge nel deserto?
In merito ad essa, in Apocalisse 12: 6 leggiamo:
La donna invece fuggì nel deserto, dove ha un posto preparato da Dio e dove viene nutrita per 1260 giorni.
Apocalisse 12:6
Ricordiamoci che 1260 giorni sono tre anni e mezzo, laddove ogni anno profetico corrisponde a 360 giorni. Questi 1260 giorni corrispondono appunto al periodo della tribolazione di tre anni e mezzo che nell’analisi precedente corrispondeva ai tre anni e mezzo di siccità.
15. Perché al versetto quattro Elia chiede di morire?
Nel nostro tempo questa morte simbolica è rappresentata dal periodo di isolamento o esclusione sociale che, coloro che hanno rifiutato il marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti Covid-19, hanno vissuto durante la pandemia.
Il nutrimento
Proseguendo con la nostra lettura di 1 Re capitolo 19, nei versetti 5 e 6 leggiamo:
Alla fine si sdraiò sotto la ginestra e si addormentò. All’improvviso un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati, mangia”. Quando guardò, trovò vicino alla sua testa un pane rotondo su pietre roventi e una brocca d’acqua. Mangiò e bevve, dopodiché si sdraiò di nuovo.
1 Re 19: 5,6
16. A cosa potremmo associare la scena rappresentata nei versetti sopra?
È vero che, questo episodio in cui Elia viene nutrito, ci fa pensare sempre alla donna di Apocalisse capitolo 12? In Apocalisse capitolo 12:6. che abbiamo già citato sopra, si afferma che la donna sarebbe stata nutrita da Dio nel deserto per 1260 giorni, proprio come Elia fu nutrito miracolosamente in quel periodo.
Naturalmente la donna in questione, per semplificare, rappresenta la chiesa nel tempo della fine, ed il nutrimento consiste non tanto nel cibo fisico, ma soprattutto nel nutrimento spirituale provveduto da Dio attraverso il suo spirito santo.
Il viaggio di Elia
Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 7 e 8 leggiamo:
Più tardi l’angelo di YAHWEH tornò una seconda volta, lo toccò e gli disse: “Alzati, mangia, altrimenti non riuscirai ad affrontare il viaggio”. Elìa allora si alzò, mangiò e bevve, e con la forza datagli da quel cibo proseguì per 40 giorni e 40 notti finché non raggiunse l’Hòreb, il monte del vero Dio.
1 Re 19: 7,8
17. Per quanto tempo Elia prosegue il suo viaggio verso il monte Horeb sostenuto dal nutrimento miracoloso di Dio?
Il versetto 8 afferma che va avanti per 40 giorni e 40 notti.
- nel nostro tempo, cosa rappresentano questi 40 giorni e 40 notti?
Per rispondere a questa domanda, prenderemo in considerazione alcuni versetti inerenti all’episodio in cui Yahoshua fu tentato dal diavolo nel deserto, dopo aver digiunato per 40 giorni. Noi riteniamo che simbolicamente, l’episodio delle tentazioni di Yahoshua nel deserto, rappresenti gli anni di tribolazione o prova che abbiamo subìto durante gli anni della pandemia ed anche dopo. Questi concetti, li abbiamo spiegati nell’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto. I versetti che ora prenderemo in considerazione, rivelano alcuni aspetti molto interessanti magistralmente criptati da Dio nella sua parola, come vedremo.
Link: Il marchio della bestia (Matteo 4:1-11)
I Vangeli in chiave profetica
Prima di continuare, vi ricordiamo che dalle nostre analisi risulta che:
– Il Vangelo di Giovanni è stato scritto profeticamente per il nostro Signore Yahoshua Cristo. È in questo Vangelo, in particolare, che impariamo a conoscere in profondità il nostro Signore.
– Il Vangelo di Marco è stato scritto profeticamente per i 144000 di Apocalisse capitolo 14. Noi riteniamo che, tutti i membri dei 144000, abbiano già ricevuto il premio essendo tutti già trasformati in creature spirituali.
– Il Vangelo di Matteo è stato scritto profeticamente per la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questo gruppo, riteniamo stia per essere trasformato in gloria, che nel loro caso significa avere una doppia natura, cioè sia angelica che umana. A differenza dei 144000, la grande folla avrà dimora permanente sulla terra, ma potrà accedere alla dimensione spirituale.
– Il Vangelo di Luca, è stato scritto per il resto dei salvati che vivrà sulla terra. Questi saranno esseri umani al 100%, e raggiungeranno la perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo verso la fine del regno messianico.
la meraviglia della comunicazione divina
Prima di parlare dei 40 giorni, analizziamo due aspetti molto interessanti, relativi alle tentazioni di Yahoshua, che emergono confrontando i Vangeli di Matteo Marco e Luca. Sotto riportiamo i versetti paralleli dei Vangeli che intendiamo analizzare:
Matteo: Yahoshua fu quindi condotto dallo spirito nel deserto per essere tentato dal Diavolo. Dopo aver digiunato per 40 giorni e 40 notti, ebbe fame. (Matteo 4:1,2)
Marco: Subito lo spirito lo spinse ad andare nel deserto. Lui rimase nel deserto per 40 giorni, e là fu tentato da Satana. Era con gli animali selvatici, e gli angeli lo servivano. (Marco 1:12,13)
Luca: Poi Yahoshua, pieno di spirito santo, si allontanò dal Giordano, e fu condotto dallo spirito nel deserto per 40 giorni, e là fu tentato dal Diavolo. In quei giorni non mangiò nulla, per cui, quando furono trascorsi, ebbe fame. (Luca 4:1,2)
1 Satana e Diavolo
18. Qual è la prima cosa che notiamo confrontando i tre Vangeli?
Prima di tutto possiamo notare che sia Matteo che Luca, per la maggior parte delle tre tentazioni, chiamano il tentatore “Diavolo“, mentre il vangelo di Marco chiama il tentatore direttamente Satana.
- perché?
Il titolo o termine “Satana”, significa letteralmente oppositore, colui che si oppone. Mentre il termine “Diavolo”, significa semplicemente “il calunniatore”.
19. Satana è oppositore di chi?
Ovviamente del Padre YAHWEH e dei suoi servitori, compreso il nostro Signore Yahoshua. Ora, cambiando prospettiva, se Satana è oppositore di Dio e dei suoi servitori, di conseguenza anche Dio ed i suoi veri servitori, sono oppositori di Satana e dei suoi demoni; (leggi Levitico 26:23,24).
In matematica diremo che:
(F = – F)
Ora approfondiamo questo aspetto analizzando un Vangelo per volta.
A. Marco
20. Perché nel Vangelo di Marco compare subito il nome “Satana”?
Il fatto che nel Vangelo di Marco, che è indirizzato profeticamente ai 144000, il tentatore venga direttamente chiamato Satana invece di Diavolo, significa che probabilmente, quando cominciarono i tre anni e mezzo di tribolazione nel 2019, i membri dei 144000 ancora in vita in quel periodo, erano già stati suggellati ed erano pronti per ricevere il premio della vita immortale. Avevano già raggiunto, per così dire, la posizione stabile di oppositori del Diavolo. Erano già stati probabilmente suggellati, o vennero suggellati poco dopo!
B. Luca
21. Perché nel Vangelo di Luca viene utilizzato il termine “Diavolo” anziché Satana?
Come controprova, se analizzate il vangelo di Luca, che è destinato a coloro che vivranno sulla terra e non saranno rapiti nella dimensione spirituale, in Luca 4:1-13, noterete che il tentatore non viene mai chiamato “Satana”, ma semplicemente “Diavolo”. Questo perché, i componenti di questo gruppo, non saranno suggellati per la vita eterna in questo periodo, ma alla fine del millennio messianico. Non hanno ancora raggiunto lo status di oppositori definitivi del Diavolo, status che raggiungeranno alla fine del millennio messianico.
C. Matteo
22. Cosa notiamo, in merito ai titoli “Satana” e “Diavolo”, leggendo Matteo?
Se esaminate il Vangelo di Matteo, in Matteo 4: 1- 11, noterete che solo alla fine della tentazione, cioè al versetto 10, il tentatore viene chiamato Satana. Per buona parte della tentazione il tentatore viene chiamato semplicemente Diavolo.
- cosa significa tutto questo?
– Significa che i membri della grande folla, ai quali è dedicato il Vangelo di Matteo, raggiungono lo status di oppositori definitivi del Diavolo solo alla fine delle tentazioni.
– Inoltre significa anche che la grande folla viene suggellata definitivamente alla fine delle prove. Secondo quanto abbiamo capito, il periodo di prova per la grande folla è terminato il 12 giugno 2025. Perciò, da quella data, riteniamo che i membri della grande folla siano stati definitivamente suggellati e pronti per ricevere il premio. Vi rendete conto?
Una volta che si viene suggellati definitivamente in attesa del premio, cosa accade a questi cristiani privilegiati?
Per scoprirlo, sarà sufficiente esaminare che cosa accade al nostro Signore, una volta superate le tre tentazioni di Satana, come riportato nei vari Vangeli.
2 Gli angeli
A. Marco
Rileggiamo i versetti 12 e 13 di Marco 1.
Subito lo spirito lo spinse ad andare nel deserto. Lui rimase nel deserto per 40 giorni, e là fu tentato da Satana. Era con gli animali selvatici, e gli angeli lo servivano.
Marco 1:12,13
23. Quale seconda cosa notiamo leggendo questi versetti?
Un’altra cosa che notiamo leggendo questi versetti è che, dopo che Yahoshua fu tentato, dice il versetto 13, “gli angeli lo servivano“. Attenzione: il gruppo rappresentato da Marco, cioè i 144000, ovviamente sono sulla terra quando vengono tentati; infatti il versetto 13 specifica che Yahoshua era nel deserto insieme agli animali selvatici.
- cosa potrebbe rappresentare tutto questo?
Perciò, in base a questi versetti, possiamo dedurre che, una volta suggellati, i servitori di Dio godono di una speciale ed accentuata assistenza angelica, in attesa del rapimento o mutamento vero e proprio. È curioso il fatto che, dopo il suggello, nella primavera del 2019, i componenti dei 144000 ancora in vita, hanno dovuto attendere qualche anno prima di essere finalmente rapiti in cielo nell’autunno del 2024.
B. Matteo e Luca
24. Cosa notiamo leggendo i versetti paralleli di Matteo e Luca?
– A riprova della correttezza della nostra analisi, anche il Vangelo di Matteo in Matteo 4:11, precisa che finite le tentazioni, vennero gli angeli e lo servivano.
– Mentre, coerentemente, il Vangelo di Luca, che è scritto per il resto dei salvati che vivrà sulla terra, in Luca 4:1- 13, non menziona che gli angeli servirono Yahoshua dopo le 3 tentazioni.
- cosa significa tutto questo?
Quindi solo i due gruppi pronti e definitivamente approvati da Dio per la trasformazione in gloria, furono serviti dagli angeli alla fine delle tentazioni. Questo implica che avrebbero avuto una particolare ed accentuata assistenza angelica che li avrebbe accompagnati fino al momento della trasformazione in gloria! State comprendendo che non è una coincidenza?
3 I 40 giorni e le 40 notti
Ma ora torniamo al motivo di partenza per cui abbiamo iniziato la nostra analisi dei tre Vangeli, cioè i 40 giorni e 40 notti di 2 Re 19:8.
25. Quali differenze notiamo confrontando i tre Vangeli?
Se rileggete i versetti dei tre Vangeli riportati sopra, noterete che, sia il vangelo di Marco che il Vangelo di Luca, parlano di 40 giorni di permanenza di Yahoshua nel deserto. Mentre il Vangelo di Matteo, menziona che la permanenza di Yahoshua nel deserto fu di 40 giorni e 40 notti.
- in senso profetico, cosa potrebbe indicare questa differenza?
I 40 giorni in generale, rappresentano simbolicamente un periodo definito e completo di tribolazione o prova. Il fatto che sia il Vangelo di Luca che quello di Marco parlino solo di 40 giorni, significa che, in pratica, i due gruppi rappresentativi dei due Vangeli, cioè i 144000 ed il resto dei salvati che vivrà sulla terra, avrebbero affrontato fondamentalmente una sola prova completa.
In particolare:
– Il resto dei salvati che vivrà sulla terra, avrebbe affrontato con successo solo la prova del marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti Covid-19.
– I 144000 avrebbero affrontato con successo la prova del marchio della bestia, anche se, come abbiamo capito, quando nel 2019 iniziò la prova, i 144000 ancora vivi sulla terra, erano molto anziani e probabilmente già suggellati e pronti per ricevere il premio della vita immortale. Perciò la prova del marchio della bestia, non era per loro, in quanto loro avevano già dimostrato, lungo tutta la loro vita, di essersi già posizionati definitivamente dalla parte di Dio.
Anche la seconda prova, quella relativa alla integrità cristiana contro dottrine pagane come la trinità, l’inferno di fuoco e simili, li riguardò solo minimamente. Infatti, quando il 12 ottobre 2024 iniziò il giudizio definitivo relativo alla seconda prova, non passò neanche un mese e questo gruppo di fratelli fu rapito in cielo. Ricordiamo al lettore che, la prova o giudizio che iniziò il 12 ottobre 2024, terminò il 12 giugno 2025, quindi mancavano ancora sette mesi. Perciò, in termini assoluti, superarono le due prove, ma in termini pratici, non conclusero la seconda prova, perché poco meno di un mese dopo l’inizio della seconda prova, furono rapiti in cielo, mentre il numero 40 indica completezza o pienezza della prova. Perciò nel Vangelo di Marco, non si poteva scrivere 40 giorni e 40 notti, ma solo 40 giorni.
– Quindi abbiamo scritto sopra che solo il Vangelo di Matteo parla di 40 giorni e 40 notti. Perché, come avrete già capito, il gruppo rappresentativo del Vangelo di Matteo, cioè la grande folla, avrebbe affrontato pienamente due prove. Stiamo parlando della prova relativa al marchio della bestia, i tre anni e mezzo, e la prova relativa alla nostra integrità cristiana contro dottrine pagane come la trinità, immortalità dell’anima e simili.
Quindi, in termini profetici, in Matteo come in 2Re, parlando di 40 giorni e 40 notti, si intende una doppia prova, o, se volete, due prove intere, complete, secondo i termini stabiliti da Dio.
YAHWEH appare a Elia sull’Horeb
Proseguendo con la nostra lettura di 1Re 19, nei versetti da 9 a 10 leggiamo:
Lì [Elia] entrò in una caverna e vi passò la notte; ed ecco che la parola di YAHWEH gli fu rivolta, dicendo: “Che fai qui, Elìa?” Lui rispose: “Ho avuto grande zelo per YAHWEH, l’Iddio degli eserciti, perché il popolo d’Israele ha abbandonato il tuo patto, ha demolito i tuoi altari e ha ucciso con la spada i tuoi profeti. Io sono l’unico rimasto, e ora cercano di togliermi la vita”.
1 Re 19:9,10
26. Cosa chiese YAHWEH ad Elia?
Gli chiese cosa stesse facendo lì sul monte tutto solo. In altre parole YAHWEH stava dicendo che, come profeta, non sarebbe dovuto stare lì, ma in mezzo al popolo ad eseguire la volontà di Dio. Inoltre sicuramente, YAHWEH voleva anche che Elia esternasse i suoi sentimenti. Allo stesso modo, Dio desidera che noi esterniamo i nostri sentimenti ed i nostri pensieri a lui mediante le nostre sentite preghiere.
27. Cosa potrebbe indicare il fatto che Elia sia entrato in una caverna?
Potrebbe indicare che, nonostante il periodo di tribolazione, Elia godesse ancora della protezione divina. Allo stesso modo, anche i servitori di Dio dei tempi moderni, nonostante le prove, godono ancora della protezione divina. Dio non li aveva e non li ha abbandonati completamente.
28. Avete notato la delusione di Elia riguardo al voltafaccia dei suoi connazionali, che si sono convertiti all’adorazione di Baal? Cosa potrebbe significare profeticamente?
Allo stesso modo molti di noi, specialmente durante il periodo di prova della pandemia, ci sentivamo un po’ come Elia. Intorno a noi, vedevamo i cosiddetti “fratelli in Cristo“, voltare le spalle a Dio accettando il marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti Covid-19. Che delusione.
Vento, terremoto e fuoco
Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 11 a 12 leggiamo:
Ma Egli disse: “Esci e sta’ sul monte alla presenza di YAHWEH ”. Ed ecco che YAHWEH passava, e un grande e forte vento spaccava i monti e frantumava le rocce davanti a YAHWEH, ma YAHWEH non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma YAHWEH non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma YAHWEH non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu una voce calma, sommessa.
1 Re 19:11, 12
Avete notato i tre eventi soprannaturali a cui dovette assistere Elia? Sicuramente quelle manifestazioni aiutarono Elia a comprendere che il nostro creatore è dotato di una grande potenza, perciò Elia non aveva nulla da temere da Izebel ed Acab.
29. Cosa potrebbero rappresentare queste tre manifestazioni di potenza divina nel nostro tempo?
In buona sostanza noi riteniamo che, queste tre manifestazioni, traccino il percorso di liberazione ed elezione del popolo di Dio dalla tribolazione nel tempo della fine. In poche parole, Dio sta facendo vedere ad Elia ciò che avrebbe fatto nel tempo della fine per liberare il suo popolo.
Le tre manifestazioni di potenza divina sono rispettivamente:
- il forte vento;
- il terremoto;
- il fuoco.
Analizziamole ora una ad una.
A. Il forte vento
30. A cosa potremmo associare il forte vento?
Quando pensiamo ad un forte vento, ci viene in mente il forte vento che Dio scatenò ai tempi del diluvio per asciugare, appunto, le acque del diluvio, come leggiamo in Genesi 8:1. Nel Vangelo di Matteo al capitolo 24, Yahoshua stesso paragona la grande tribolazione al diluvio di Noè.
- cosa fece effettivamente questo vento simbolico?
Nel caso di Noè ad essere asciugate furono le acque letterali. Mentre, nel nostro caso, il vento simbolico causato da Dio, prima di tutto spaccò i monti e frantumò le rocce, cioè creò subbuglio all’interno delle realtà politiche internazionali che ora erano obbligate a far cessare gli obblighi vaccinali.
In secondo luogo, quel vento asciugò anche le acque, cioè fece cessare a livello globale l’ostilità dei popoli nei confronti di coloro che non avevano accettato il marchio-vaccino. Quindi il vento liberò il popolo di Dio dai tre anni e mezzo di tribolazione; (Apocalisse 12: 15-16).
B. Il Terremoto
31. A cosa potremmo associare il terremoto?
Quando pensiamo in termini biblici al terremoto, sicuramente ci viene in mente quello dovuto al fatto che i due testimoni di Apocalisse vengono chiamati in cielo, sulle nubi, da una voce. In merito, in Apocalisse 11:12,13 leggiamo:
E si sentì una voce possente dal cielo che diceva loro: “Salite quassù”. Così essi salirono in cielo nella nube, e i loro nemici li videro. In quell’ora ci fu un grande terremoto e crollò un decimo della città; nel terremoto morirono 7000 persone, e i superstiti ebbero paura e diedero gloria all’Iddio del cielo.
Apocalisse 11:12,13
32. Cosa accade quando i due testimoni, rappresentativi dei 144000, vengono chiamati in cielo?
Il versetto 13 dice appunto che in quell’ora ci fu un grande terremoto che:
- fece crollare un decimo della città,
- 7000 persone morirono,
- i superstiti resero gloria a Dio.
In altri articoli avevamo spiegato che:
- i due testimoni rappresentano i 144000;
- i 7000 che morirono nel crollo della città, rappresentano la grande folla di Apocalisse capitolo 7;
- il resto dei superstiti che diedero gloria a Dio, rappresentano il resto dei salvati che vivranno sulla terra.
33. In definitiva, cosa potrebbe rappresentare quindi il terremoto?
Quindi, tirando le somme, il terremoto a cui assiste Elia, indica che, dopo i tre anni e mezzo di tribolazione, Dio avrebbe cominciato a separare e distinguere tre gruppi di salvati: i 144000, la grande folla ed il resto dei salvati che vivranno sulla terra. Questa azione divina avrebbe rappresentato, per così dire, un grande terremoto.
C. Il fuoco
34. Quando pensiamo al fuoco in relazione al popolo di Dio, cosa ci viene in mente?
È vero che ci vengono in mente versetti relativi alla purificazione del popolo di Dio attraverso il fuoco? Per esempio, in Malachia 3:2,3 leggiamo:
“Ma chi potrà resistere nel giorno della sua venuta, e chi riuscirà a stare in piedi quando apparirà? Egli sarà infatti come il fuoco di un raffinatore e come la liscivia dei lavandai. E siederà come un raffinatore e purificatore d’argento, e purificherà i figli di Levi; li raffinerà come l’oro e come l’argento, e loro certamente diventeranno per YAHWEH persone che presentano offerte con giustizia.
Malachia 3:2,3
- a chi è rivolta profeticamente questa raffinatura nel fuoco?
Come potete immaginare, in questi versetti Dio predice che avrebbe purificato e raffinato i figli di Levi, che nel nostro caso sono rappresentati dalla grande folla di Apocalisse capitolo 7 attraverso il fuoco, quali suoi sacerdoti.
35. Quale potrebbe essere, quindi, in definitiva, il significato profetico del fuoco che vide Elia?
Perciò, il fuoco che Elia vide, rappresenta la seconda prova dopo il marchio della bestia, prova che avrebbe riguardato soprattutto i figli di Levi, vale a dire la grande folla di Apocalisse capitolo 7. In questo modo, i tre gruppi di cui abbiamo parlato sopra, si sarebbero distinti e separati definitivamente:
- i 144000 avrebbero avuto infine una natura spirituale al 100%;
- la grande folla avrebbe avuto dimora sulla terra, ma sarebbe stata dotata di doppia natura, umana ed angelica;
- il resto dei salvati, avrebbe avuto la speranza di vivere sulla terra quali esseri umani al 100%.
La domanda
Proseguendo con la nostra lettura di 1Re 19, nei versetti da 13, 14 leggiamo:
Non appena la sentì [la voce], Elìa si coprì la faccia con la veste ufficiale, uscì e stette all’ingresso della caverna. Quindi una voce gli chiese: “Che fai qui, Elìa?” Lui rispose: “Ho avuto grande zelo per YAHWEH, l’Iddio degli eserciti, perché il popolo d’Israele ha abbandonato il tuo patto, ha demolito i tuoi altari e ha ucciso con la spada i tuoi profeti. Io sono l’unico rimasto, e ora cercano di togliermi la vita”.
1 Re 19:13,14
36. Cosa chiede di nuovo Yahweh ad Elia e perché?
Avete notato, al versetto 13, che YAHWEH richiede di nuovo ad Elia che cosa facesse lì? Si può supporre che Dio stesse ribadendo ad Elia che, in qualità di profeta, avrebbe dovuto stare con il popolo e non si sarebbe dovuto rifugiare in un posto lontano ed isolato. Come risposta, Elia ripete a Dio di essere rimasto l’unico profeta, perché gli altri sono stati uccisi con la spada, ed ora cercano di uccidere anche lui.
- come si può applicare tutto questo al prossimo futuro?
Proprio come Elia avrebbe dovuto stare con il popolo, allo stesso modo, quando la grande folla sarà stata glorificata, dovrà stare con il popolo per insegnare loro le vie di Dio, sia con le parole che con l’esempio.
Elia deve ungere Azael, Ieu ed Eliseo
Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 15 e 16 leggiamo:
YAHWEH gli disse: “Torna indietro e va’ nel deserto di Damasco. Una volta arrivato, ungi Azaèl come re sulla Siria. Poi devi ungere Ieu, nipote di Nimsi, come re su Israele; e devi ungere Eliseo, figlio di Safàt, di Abèl-Meòla, come profeta al tuo posto.
1 Re 19:15,16
37. Avete notato i tre personaggi che Elia deve ungere, cioè Azael, Ieu ed Eliseo? Chi potrebbero rappresentare questi personaggi nel nostro tempo?
Noi riteniamo che:
– Azael. Azael, come re sulla Siria, potrebbe rappresentare i re, o governanti, che sostituiranno i governanti attuali quando Cristo eliminerà finalmente l’attuale ordine mondiale. Vogliamo ricordare che, nel millennio messianico in cui siamo già immersi dal 5 novembre 2023, anche se gli attuali governanti verranno rovesciati, Cristo comunque lascerà in essere un governo secolare, su cui eserciterà potentemente la sua pressione per garantire pace e sicurezza a tutti. Accanto alla società secolare, instaurerà la pura congregazione Cristiana che si espanderà fino a raggiungere i confini del mondo.
– Eliseo. L’unzione di Eliseo, rappresenta un passaggio di consegne. Dal momento in cui Eliseo viene unto, ma soprattutto dalla partenza di Elia, Eliseo diventerà, dal punto di vista di Dio, il novello profeta principale. Possiamo associare Eliseo alla grande folla di Apocalisse capitolo 7, mentre Elia ai 144000. Come abbiamo già spiegato in altri articoli, queste due figure rappresentano in realtà un’unità simbolica.
– Ieu. In senso simbolico, Ieu potrebbe rappresentare il nostro Signore Yahoshua Cristo. Purtroppo Elia non portò a termine l’incarico che Dio gli aveva dato. Infatti, a ungere sia Ieu che Azael, fu il profeta Eliseo.
38. In che senso Eliseo unge Ieu, cioè il Cristo, ed Azael, cioè i governanti che sostituiranno gli attuali governanti?
Nel senso che, sia Cristo che gli altri re che sostituiscono l’attuale ordine mondiale, prendono potere durante il periodo in cui Eliseo è attivo come profeta. Sappiamo che Cristo è stato intronizzato nell’autunno del 2023. Sembra infatti che, il moderno profeta Eliseo, sia attivo, come profeta, qualche tempo dopo i tre anni e mezzo di tribolazione terminati il primo novembre 2022.
Proseguendo con la nostra lettura di 1Re capitolo 19, ai versetti 17 e 18 leggiamo:
Chi sfuggirà alla spada di Azaèl sarà messo a morte da Ieu, e chi sfuggirà alla spada di Ieu sarà messo a morte da Eliseo. E in Israele ho ancora 7000 persone, tutti coloro che non hanno piegato le ginocchia davanti a Bàal e che non lo hanno baciato con la loro bocca”.
1 Re 19:17,18
39. Volendo applicare il versetto 17 al nostro tempo, in che senso “chi sfuggirà alla spada di Azael sarà messo a morte da Ieu”, e “chi sfuggirà alla spada di Ieu sarà messo a morte da Eliseo”?
Il senso di questa scrittura è che, quando Dio giudicherà finalmente questo mondo e il nuovo ordine mondiale prenderà definitivamente piede, nessun malvagio dal punto di vista di Dio, sfuggirà alla sua punizione. Cristo Yahoshua, insieme a quelli che governeranno con lui, non permetteranno che i malvagi riprendano potere nel nuovo ordine ristabilito.
40. Quante persone in Israele non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal e cosa potrebbe significare questo?
Il versetto 18 dice che sono 7000 persone, proprio come abbiamo letto prima in Apocalisse capitolo 11. Vi ricordate cosa rappresentavano le 7000 persone di Apocalisse 11, i versetti 12-13?
Abbiamo scritto sopra che, le 7000 persone che morirono, rappresentano la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Perciò, l’applicazione che abbiamo fatto di questi versetti al nostro tempo, al tempo dell’Apocalisse, hanno solide fondamenta profetiche, infatti anche Giovanni, lo scrittore di Apocalisse, mette in relazione i 7000 al tempo della fine.
Eliseo nominato successore di Elia
Proseguendo con la nostra lettura, ai versetti 19 e 20 leggiamo:
Elìa allora se ne andò e trovò Eliseo, figlio di Safàt, che arava con 12 paia di tori davanti a sé, e lui era con il 12º paio. Elìa gli si avvicinò e gli mise addosso la sua veste ufficiale. Allora Eliseo lasciò i tori, corse dietro a Elìa e gli disse: “Ti prego, lasciami baciare mio padre e mia madre. Poi ti seguirò”. Lui rispose: “Va’ pure; che cosa ho fatto per impedirtelo?”
1 Re 19:19,20
41. Cosa potrebbero rappresentare le 12 paia di tori con i quali Eliseo stava arando?
Quando pensate al numero 12, cosa vi viene in mente? È vero che ci vengono in mente le dodici tribù d’Israele di cui Eliseo faceva parte? Perciò, volendo fare un’applicazione ai nostri giorni, possiamo dire che quando la figura profetica di Elia dei nostri giorni investe di potere la figura profetica di Eliseo dei nostri giorni, evidentemente quest’ultimo era impegnato in attività o studi legate alle 12 tribù di Israele carnale o terrena. Arare la terra con dodici tori, un lavoro sicuramente molto faticoso, potrebbe essere associato, appunto, alla ricerca sulle dodici tribù di Israele. Chi erano e chi sono oggi? Com’era la loro lingua cioè il paleo-ebraico?
Quindi Eliseo stava, per così dire, arando in profondità in questo senso.
Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 21 leggiamo:
Eliseo quindi tornò indietro, prese un paio di tori e li sacrificò. Prese gli arnesi per arare e li bruciò per cuocere la carne dei tori; la diede poi alle persone che erano lì e queste mangiarono. Dopodiché si alzò e seguì Elìa, iniziando a servirlo.
1 Re 19:21
42. Cosa fa Eliseo quando decise di seguire Elia?
Il versetto sopra dice che prese un paio di tori e li sacrificò. Inoltre prese gli arnesi per arare e li utilizzò per cuocere la carne dei tori che poi condivise con gli astanti.
- cosa potrebbe significare tutto questo nel nostro tempo?
Significa semplicemente che, la figura di Eliseo moderno, a questo punto cessa di fare la sua attività di ricerca sulle dodici tribù di Israele, per concentrare totalmente la sua ricerca spirituale sulle profezie, seguendo la “pista lasciata da Elia”. Allo stesso tempo, proprio come Eliseo condivise la carne dei tori con gli astanti, il moderno Eliseo mette a disposizione di tutti, in forma anonima, i risultati delle sue ricerche sulle 12 tribù di Israele e sul paleo-ebraico.
Conclusione
In conclusione, cosa abbiamo imparato da questi capitoli?
Prima di tutto, abbiamo ancora una volta imparato che la parola di Dio si adempie sempre e che Dio è davvero in grado di sapere millenni prima ciò che sarebbe accaduto nei nostri giorni. Inoltre siamo sempre più consapevoli che, il momento in cui la grande folla sarà finalmente trasformata in gloria e la terra avrà un nuovo inizio, è veramente vicino. Abbiamo anche ricordato che Dio è in grado di utilizzare i suoi angeli per darci il sostegno sia materiale che spirituale, come nel caso di Elia. Inoltre, se qualche volta siamo un po’ giù di corda, come accade ad Elia, ricordiamoci che è normale e succede ogni tanto a tutti. Ma continuiamo a porre la nostra fede in Dio, che è in grado di risollevarci. Infatti in Ebrei 13:5 ci promette:
“Non ti lascerò né ti abbandonerò mai”.
Ebrei 13:5


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