La morte di Stefano ed il rapimento in cielo (Atti 7:1-60).

Tema dell’articolo

Era un uomo pieno di spirito santo, con una genuina e forte fede in colui che creò ogni cosa e da cui tutti dipendiamo, il padre YAHWEH. Era anche un discepolo del Signore Yahoshua Cristo, un giovane pieno di sapienza ed opere potenti per mano dello Spirito Santo. Stiamo parlando del discepolo Stefano, un uomo che si distinse rispetto ai suoi contemporanei per il suo coraggio ed il suo forte attaccamento alle verità scritturali. In Atti 6:8-11 leggiamo di lui, in merito all’episodio che poi lo porterà alla morte: 

Ora Stefano, pieno di favore divino e potenza, compiva grandi prodigi e segni in mezzo al popolo. Tuttavia alcuni uomini della cosiddetta Sinagoga dei Liberti, insieme ad alcuni cirenei e alessandrini e ad altri della Cilìcia e dell’Asia, vennero a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo spirito con cui lui parlava.  Allora istigarono di nascosto degli uomini perché dicessero: “Lo abbiamo sentito dire cose blasfeme contro Mosè e contro Dio”.

Atti 6:8-11

Avete notato in che modo i suoi oppositori non riuscivano a tenergli testa in quanto Stefano era pieno di favore divino?

Di conseguenza i suoi nemici, istigarono alcuni uomini che lo presero con la forza e lo portarono davanti al Sinedrio. In questo articolo, prenderemo in considerazione il capitolo 7 degli Atti degli Apostoli, dove scopriremo in che modo Stefano si difese davanti al Sinedrio, ma soprattutto scopriremo in che modo Dio espresse il suo amore leale nei confronti di Stefano in punto di morte. Come abbiamo scritto nell’articolo precedente, noi riteniamo che Stefano e i sette che furono scelti dagli Apostoli per la distribuzione dei viveri, come leggiamo al capitolo 6 di Atti, rappresentino la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Di conseguenza la nostra analisi profetica, metterà in luce la correlazione tra Stefano e la grande folla di Apocalisse capitolo 7.


La domanda dal sommo sacerdote

Iniziamo quindi con la nostra lettura del capitolo 7 di Atti degli Apostoli. Al versetto 1 si legge:

Il sommo sacerdote chiese: “Le cose stanno veramente così?” 

Atti 7:1

1. Chi potrebbe rappresentare il sommo sacerdote che, prima di esprimersi, chiese a Stefano se le accuse mosse contro di lui erano vere?

Proprio come il sommo sacerdote, anche i veri cristiani, hanno imparato a porsi domande o a fare un’analisi critica di qualunque cosa gli venga esposta. Non prendono posizioni a partito preso o sulla base di ciò che dice una qualunque figura religiosa più o meno carismatica. Si prendono il tempo di verificare se ciò che gli viene proposto è in armonia con la parola di Dio.

Purtroppo, la carenza di spirito critico ha portato oltre il 70% dell’umanità ad accettare il marchio della bestia, cioè i vaccini anti-covid-19, a scatola chiusa, senza le dovute verifiche, firmando di conseguenza la loro condanna agli occhi di Dio.


Stefano ripercorre l’epoca dei patriarchi

Yahweh appare ad Abraamo

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 2 a 4 leggiamo:

Stefano rispose: “Uomini, fratelli e padri, ascoltate. L’Iddio della gloria apparve al nostro antenato Abraamo mentre era in Mesopotamia, prima che si stabilisse ad Hàran,  e gli disse: ‘Esci dal tuo paese e lascia i tuoi parenti, e vieni nel paese che io ti mostrerò’.  Allora Abraamo lasciò il paese dei caldei e si stabilì ad Hàran. E di là, dopo la morte di suo padre, Dio lo fece venire in questo paese in cui ora vivete voi.

Atti 7:2-4

2. Cosa potrebbe rappresentare l’apparizione di Yahweh ad Abraamo?

Avete fatto caso al modo in cui esordisce Stefano in sua difesa? Afferma che il padre YAHWEH apparve ad Abraamo mentre era ancora in Mesopotamia. Allo stesso modo, se abbiamo rifiutato il marchio della bestia e siamo veri cristiani, è perché anche a noi il padre YAHWEH, attraverso il nostro Signore Yahoshua Cristo, ci è in qualche modo apparso.

  • in che modo ci è apparso?

Ci è per così dire apparso grazie al consiglio di un amico, grazie ad una lettura particolare, o in qualunque altro modo è stata toccata la nostra sensibilità spirituale, tanto da spingerci a rigettare il marchio-vaccino. Vi rendete conto?


3. Cosa potrebbe rappresentare l’ordine che Yahweh diede ad Abraamo di “uscire dal paese”?

Proprio come Abraamo, vi ricordate che anche noi siamo stati invitati a lasciare “Babilonia la grande”, in un contesto difficile? Naturalmente Babilonia la grande, rappresenta l’insieme delle organizzazioni religiose, ed è strettamente connessa al mondo politico.

  • quando siamo usciti da Babilonia?

Siamo, per così dire, usciti da Babilonia, quando abbiamo rifiutato il marchio-vaccino. Ve lo ricordate? Quindi in sostanza, non abbiamo permesso alla matrice Babilonia di imprigionarci nella sua rete vaccinale, con tutto ciò che questo comporta. Da allora, cioè da quando siamo usciti dalla matrice Babilonia, siamo in attesa di ereditare Dio volendo, il nuovo mondo.


La tribolazione e il giudizio

Continuando con la nostra lettura di Atti degli Apostoli capitolo 7, nei versetti da 5 a 7 leggiamo:

Eppure non gli diede nessuna eredità in esso, no, nemmeno lo spazio per posarvi un piede; ma promise di darlo in possesso a lui e ai suoi discendenti dopo di lui, anche se ancora non aveva figli. Inoltre Dio gli disse che i suoi discendenti sarebbero stati stranieri in un paese non loro, e là ridotti in schiavitù e oppressi per 400 anni.  ‘Ma io giudicherò la nazione della quale saranno schiavi’, disse Dio, ‘dopodiché usciranno e mi renderanno sacro servizio in questo luogo’.

Atti 7:5-7

4. Cosa potrebbe rappresentare i 400 anni di tribolazione che subirono gli israeliti?

Avete notato che gli israeliti prima di ereditare la Terra promessa, dovettero aspettare almeno 400 anni in mezzo a tribolazioni? Allo stesso modo il popolo di Dio, nei nostri giorni, prima di entrare per così dire nel nuovo mondo, ha dovuto passare tre anni e mezzo di tribolazione, finché il 5 novembre 2023 siamo finalmente entrati nel millennio messianico. Anche se Cristo è stato incoronato il 5 novembre 2023 in cielo, sulla terra abbiamo cominciato a vedere gli effetti tangibili di questa incoronazione, poco più di un anno dopo, cioè dal 20 gennaio 2025


5. Cosa potrebbe rappresentare il giudizio di Dio verso l’Egitto?

Proprio come l’Egitto che rese schiavo gli ebrei fu severamente giudicato da Dio, allo stesso modo, Dio giudicherà sia Babilonia la grande che la bestia politica, cioè il potere sovranazionale che ci ha imposto il marchio-vaccino. Sicuramente i membri di spicco di queste organizzazioni sovranazionali, a un certo punto verranno arrestati e poi distrutti. Se facciamo attenzione, noteremo che in parte questo si sta già verificando, anche se nel prossimo futuro gli arrestati e i condannati saranno in grande numero in tutto il mondo. Riuscite ad immaginare lo shock per gli abitanti di tutta la terra?


La circoncisione

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 8 leggiamo:

“Poi gli diede il patto della circoncisione, e Abraamo generò Isacco e lo circoncise l’ottavo giorno, e Isacco generò Giacobbe, e Giacobbe i 12 patriarchi.

Atti 7:8

6. Nel nostro tempo, a che cosa potremmo associare simbolicamente la circoncisione?

Essere circoncisi, in Israele, significava appartenere al grande Dio YAHWEH ed essere inclusi nel patto della legge. Anche il popolo di Dio, nei tempi moderni, avendo rifiutato il marchio-vaccino, ha di fatto detto al mondo di appartenere a YAHWEH ed al suo Cristo. Proprio come gli antichi israeliti circoncidevano la carne, oggi il popolo di Dio è stato per così dire circonciso ricevendo lo Spirito Santo di Dio. Quindi è la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita che ci definisce veri cristiani appartenenti a Dio.


Giuseppe venduto dai fratelli

Proseguendo con la nostra lettura di Atti degli Apostoli capitolo 7, nei versetti 9 e 10 leggiamo:

E i patriarchi diventarono gelosi di Giuseppe e lo vendettero, e così fu portato in Egitto. Ma Dio era con lui, e lo liberò da tutte le sue tribolazioni e gli concesse favore e sapienza agli occhi del faraone, re d’Egitto, che gli affidò il governo dell’Egitto e di tutta la sua casa. 

Atti 7 9,10

7. In questa speciale rappresentazione profetica, a chi potremmo associare i dieci figli di Giacobbe che divennero gelosi di Giuseppe?

Primariamente, Giuseppe può essere associato a Cristo, mentre i dieci fratelli di Giuseppe, possono essere accostati agli ebrei naturali che poi lo rigettarono e lo uccisero. 

Proprio come Giuseppe fu in seguito esaltato alla posizione di primo ministro secondo solamente al Faraone, allo stesso modo Dio esaltò il Signore Yahoshua ad una posizione simile, essendo davanti a Dio la seconda persona più importante dell’universo, ed al quale Dio ha affidato tutta la sua casa.


8. A chi potremmo accostare i dieci figli di Giacobbe nel nostro tempo?

Nel nostro tempo, potremmo associare i dieci figli di Giacobbe, che divennero gelosi di Giuseppe, al resto dei salvati che vivranno sulla terra. Mentre Giuseppe lo potremmo accostare ai 144000 ed alla grande folla di Apocalisse capitolo 7.

Proprio come Dio affidò a Cristo la gestione di tutta la sua “casa”, allo stesso modo Cristo affiderà sia ai 144000 che alla grande folla, la gestione ed il governo della terra per 1000 anni.

Inoltre, proprio come Dio diede sapienza a Giuseppe, nel nostro tempo, Dio avrebbe dato grande sapienza sia ai 144000 che alla grande folla, sapienza che questi ultimi avrebbero utilizzato nei loro ruoli di re e sacerdoti.


La grande tribolazione di Canaan

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 11 a 16 leggiamo:

Ma su tutto l’Egitto e su Cànaan si abbatté una carestia, una grande tribolazione, e i nostri antenati non trovavano niente da mangiare.  Giacobbe venne a sapere che in Egitto c’erano viveri e vi mandò i nostri antenati una prima volta.  La seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli, e il faraone venne a sapere della famiglia di Giuseppe.  E Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutti i suoi parenti, in tutto 75 persone

Così Giacobbe scese in Egitto e lì morì, come pure i nostri antenati.  Furono poi portati a Sìchem e deposti nella tomba che Abraamo aveva comprato con denaro d’argento dai figli di Èmor, a Sìchem.

Atti 7:11-16

9. A cosa potremmo accostare la grande tribolazione che si abbattè su Cànaan?

Questi versetti sono una specie di riassunto di ciò che finora Stefano ha narrato. La grande tribolazione che si abbatté su Cànaan nel nostro tempo naturalmente, rappresenta i tre anni e mezzo di tribolazione che abbiamo subìto durante il periodo della pandemia da covid-19.

Proprio come gli israeliti dovettero fuggire in Egitto da Giuseppe per avere il necessario per vivere, allo stesso modo, sia durante che dopo la pandemia, i servitori di Dio sono dovuti fuggire da Giuseppe, cioè il Cristo ed i suoi insegnamenti, per avere sostegno spirituale ed affrontare la grande prova. Inoltre ci aspettiamo che nel prossimo futuro, i servitori di Dio in tutto il mondo, fuggano, per così dire, da Giuseppe cioè la grande folla glorificata, per avere il giusto nutrimento spirituale che permetterà loro di crescere spiritualmente ed avere la vita.


La meraviglia della sapienza divina:

l’enigma di Genesi 46

10. Cosa notiamo confrontando Atti 7 con Genesi 46?

Avete notato che al versetto 14, si afferma che i componenti della famiglia di Giacobbe che entrarono in Egitto furono 75Eppure Genesi 46: 26, 27 parla di 70 persone.

  • in che modo possiamo risolvere questo enigma?

Prima di tutto, tenete presente che la nostra analisi è di tipo simbolico-profetico, perciò noi ci concentreremo, speriamo con l’aiuto di Dio, a dare un significato prettamente simbolico. In secondo luogo è utile leggere e analizzare i versetti di Genesi sopracitati. Facciamolo subito.

Tutti quelli della famiglia di Giacobbe che andarono con lui in Egitto, a parte le mogli dei figli di Giacobbe, furono 66.  I figli di Giuseppe, che nacquero in Egitto, furono 2. Tutti quelli della casa di Giacobbe che andarono in Egitto furono 70.

Genesi 46:26, 27

Volendo dare un significato profetico a questi numeri, quale potrebbe essere il significato dei numeri 70, 75, 66, 4 e 2? Vediamoli uno alla volta.


A. Il numero 70

11. Chi potrebbe rappresentare il numero 70 e perché?

Il numero 70, come abbiamo più volte spiegato nei nostri articoli, rappresenta la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infatti in Luca 9:1 e 10:1, oltre a mandare a predicare e dare autorità ai dodici apostoli, che rappresentano i 144000, Yahoshua manda anche un altro gruppo formato da 70 persone. Questo gruppo secondario, essendo più numeroso, rappresenta correttamente la grande folla di Apocalisse capitolo 7.

Perciò i 70 membri della famiglia di Giacobbe che entrarono in Egitto, rappresentano collettivamente e simbolicamente, la grande folla di Apocalisse capitolo 7. 

  • cosa potrebbe rappresentare l’Egitto?

Mentre l’Egitto, in questo caso, rappresenta il regno messianico di Cristo, un posto pieno di viveri a livello spirituale.

Ricordiamo che Cristo è stato incoronato il 5 novembre 2023, anche se la manifestazione della sua incoronazione sulla terra si sarebbe vista circa un anno dopo. Inoltre, Giuseppe, in questo dramma profetico, rappresenta Cristo, o forse una figura profetica che Cristo metterà a capo della grande folla.

70= grande folla


B. Il numero 75

12. Cosa notiamo osservando il numero 75?

Osservando il numero 75 vediamo che è composto da 70 + 5. Se il numero 70 rappresenta la grande folla, il numero 5 deve rappresentare il numero di anni che ci sono voluti affinché la grande folla fosse ben definita e chiusa.

  • dove iniziano e dove finiscono questi 5 anni?

Partendo dall’autunno del 2019, e contando 5 anni circa, arriviamo al 7/8 settembre 2024, quando il numero della grande folla, secondo quanto abbiamo capito, è stato chiuso. Dal 7/8 settembre 2024, la grande folla dovette aspettare circa 270 + 7 giorni, affinché fosse definitivamente suggellata, come abbiamo spiegato nell’articolo che si aprirà cliccando il link sotto.

Link: L’enigma di Sàul ed il mutamento o trasformazione in gloria degli eletti (1 Samuele 10:1-10)

  • cosa potrebbe rappresentare, quindi, il numero 75?

Quindi il numero 75 rappresenta la grande folla ben definita e chiusa come gruppo. Ricordiamoci che, i componenti della grande folla, avranno natura in parte umana ed in parte angelica.

75= grande folla una volta definita e chiusa


C. Il numero 66

13. Cosa potrebbe rappresentare, quindi, il numero 66?

Il 66 è un numero d’uomo, poiché il numero 6 rappresenta l’uomo. (Apocalisse 13:18).

Se Israele o Giacobbe può rappresentare la fede di derivazione ebraica, i suoi 66 discendenti devono rappresentare ciò che è venuto dopo, cioè il cristianesimo. Perciò, i 66 discendenti di Giacobbe, rappresentano i cristiani con la speranza di vivere su una terra paradisiaca essendo al 100% umani, da qui il numero 66. Quindi il numero 66, rappresenta i cristiani con la speranza di vivere sulla terra che saranno salvati.

66= cristiani con speranza terrena


D. Il numero 4

14. Cosa potrebbe rappresentare il numero 4?

Il numero successivo è il 4. Il numero 4 che ci permette, aggiungendolo al 66, di arrivare al numero 70. Nella Bibbia di solito rappresenta la totalità, un po’ come i quattro punti cardinali rappresentano la totalità delle direzioni. Nel caso specifico, il numero 4 indica le mogli dei figli di Giacobbe, come abbiamo letto sopra. Poiché sono “persone” che si aggiungono ai figli di Giacobbe, ma non sono discendenti di Giacobbe, il numero 4 potrebbe indicare la totalità del resto dell’umanità non cristiana che sarà salvata.

4= resto dell’umanità non cristiana che sarà salvata


E. Il numero 2

15. Cosa potrebbe rappresentare il numero 2?

Il numero successivo è il 2. Noi riteniamo che il numero 2, in questo caso, possa avere due significati. 

Da una parte, il numero 2 potrebbe rappresentare i membri dei 144000  che sono già insieme a Cristo in “Egitto” a regnare. Questo gruppo in Apocalisse capitolo 11, è simboleggiato dai 2 testimoni.

Dall’altra parte, proprio come il numero 5 rappresentava 5 anni nella formula (75 = 70 + 5), anche il numero 2 potrebbe rappresentare 2 anni. Questi due anni, quindi, andrebbero aggiunti ai 5 per arrivare al numero 77, cioè (70 +5+2 =77).

2= 144.000/ 2 anni


F. Il numero 77

16. Cosa potrebbe rappresentare il numero 77?

In questo caso, il numero 77 rappresenterebbe la pienezza dello sviluppo psico-spirituale della grande folla come gruppo. 5 anni più 277 giorni sono serviti affinché la grande folla, dopo essere stata chiusa, fosse definitivamente suggellata.  

Altri 2 anni, partendo dal 12 novembre 2025 per arrivare all’autunno del 2027, per la definitiva elevazione in gloria della grande folla di Apocalisse capitolo 7? Supponiamo che presto lo scopriremo, specialmente le settimane successive al 12 novembre 2025.

77= grande folla nella sua pienezza dello sviluppo psico- spirituale


I bambini abbandonati

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 17 a 19 leggiamo:

“Mentre si avvicinava il tempo dell’adempimento della promessa che Dio aveva fatto ad Abraamo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,  finché in Egitto andò al potere un altro re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Questi usò astuzia contro la nostra gente e maltrattò i nostri padri, costringendoli ad abbandonare i loro bambini perché non fossero lasciati in vita.

Atti 7:17-19

17. Nella nostra applicazione moderna, chi potrebbero rappresentare i bambini che il nuovo re determinò di uccidere?

Poiché i veri cristiani devono essere come bambini per poter ereditare il regno, è evidente che questi bambini rappresentano i discepoli di Cristo. Questa uccisione di massa nel nostro tempo, avvenne, come abbiamo già scritto, durante il periodo della pandemia.


18. Chi potrebbero rappresentare i genitori che abbandonarono i loro bambini?

I genitori che abbandonarono i loro bambini perché fossero uccisi, potrebbero rappresentare le varie organizzazioni religiose che, durante la pandemia, invitarono i loro confratelli ad accettare il marchio della bestia.

  • perché si parla in particolare dei padri?

Il fatto che in questi versetti venga detto che furono i padri ad abbandonare i loro bambini affinché fossero uccisi, ci ricorda che durante la pandemia, i genitori, in particolare i padri, avevano la responsabilità di proteggere i loro figli evitando che fossero inoculati col siero maledetto. Purtroppo molti padri, invece di proteggere i loro figli, furono i primi ad esporli al pericolo. Vi ricordate?


Stefano parla della vita e dell’incarico di Mosè

Mosè e la sua istruzione

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 20 a 22 leggiamo:

A quel tempo nacque Mosè, che era divinamente bello. Fu allevato per tre mesi nella casa di suo padre.  Ma quando fu abbandonato, la figlia del faraone lo prese e lo allevò come fosse suo figlio.  Così Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli egiziani, e diventò potente in parole e in opere.

Atti 7:20-22

19. Chi potrebbe rappresentare Mosè?

Avete notato che Mosè si distinse tra i suoi contemporanei? In effetti Mosè potrebbe rappresentare sia i 144000 che la grande folla, che poi sarebbero stati scelti da Dio per un ruolo speciale.

  • cosa potrebbe rappresentare il fatto che fosse stato istruito dagli egiziani?

Inoltre, proprio come Mosè crebbe nella casa del faraone e fu istruito in tutta la sapienza degli egiziani, anche molti di noi sono cresciuti in seno alle religioni di questo mondo. In queste religioni abbiamo ricevuto una certa istruzione  biblica, e molti di noi abbiamo ricoperto anche ruoli di responsabilità, come per esempio,  anziani di congregazione, o sacerdoti. Ci siamo per diverso tempo, per così dire,  cibati delle risorse delle nazioni. 


Mosè e l’israelita maltrattato

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 23 e 24 leggiamo:

“Arrivato a 40 anni, decise di fare visita ai suoi fratelli, i figli d’Israele. Quando vide uno di loro trattato ingiustamente, difese l’uomo maltrattato e lo vendicò uccidendo l’egiziano

Atti 7:23,24

20. Cosa potrebbe rappresentare la reazione di Mosè vedendo maltrattato ingiustamente il suo fratello israelita?

Mosè difese l’uomo maltrattato e lo vendicò uccidendo l’egiziano. Allo stesso modo nel nostro tempo anche noi, durante i tre anni e mezzo di tribolazione legati alla pandemia, ed anche dopo, non accettammo passivamente ciò che stava accadendo in seno alle congregazioni della fede. Per quanto dipese da noi, cercammo anche noi di aiutare i nostri simili a rifiutare il marchio-vaccino, denunciando di fatto il tradimento dei leader religiosi della cristianità. Non siete felici di aver fatto la vostra parte nell’aiutare il vostro prossimo sia prima che dopo la pandemia?


La fuga di Mosè

Proseguendo con la nostra lettura di Atti capitolo 7, nei versetti da 25 a 29 leggiamo:

[Mosè] Pensava che i suoi fratelli avrebbero capito che Dio stava per salvarli per mano sua, ma loro non lo capirono.  Il giorno dopo si presentò loro mentre lottavano e cercò di rappacificarli, dicendo: ‘Uomini, siete fratelli. Perché vi maltrattate l’un l’altro?’  Ma quello che maltrattava il suo prossimo lo spinse via, dicendo: ‘Chi ti ha nominato capo e giudice su di noi?  Vuoi forse uccidere me come ieri hai ucciso l’egiziano?’  A quelle parole Mosè fuggì e visse da straniero nel paese di Màdian, dove ebbe due figli.

Atti 7:25-29

Avete notato cosa fu costretto a fare Mosè, dopo che divenne noto ciò che aveva fatto all’egiziano che maltrattava ingiustamente l’israelita? Come sottolinea Il versetto 29, Mosè fu costretto a fuggire e vivere come straniero nel paese di Màdian.

21. Cosa potrebbe rappresentare questa fuga di Mosè a Madian?

Allo stesso modo, durante la pandemia ed anche dopo, la nostra posizione contraria all’intruglio maledetto, divenne infine nota ed osteggiata, tanto che fummo costretti ad abbandonare le vecchie organizzazioni della cristianità. Purtroppo, anche alcuni fratelli che avevamo cercato di aiutare durante quel periodo difficile, ci divennero ostili.

Un secondo motivo che ci spinse a dissociarci dalle organizzazioni religiose della cristianità, era il fatto che ora esse erano sotto la maledizione divina. Presto Dio si sarebbe fatto vendetta contro i leader religiosi che avevano spinto i fedeli delle loro chiese ad accettare il marchio della bestia, e che quindi avevano maltrattato i suoi servitori.


Gli anni di Mosè

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 30 leggiamo:

 “Dopo 40 anni un angelo gli apparve [a Mosè] nel deserto del monte Sinai nella fiamma di un roveto ardente. 

Atti 7:30

22. Come è suddivisa la vita di Mosè?

Avete fatto caso al fatto che la vita di Mosè è divisa in tre periodi di 40 anni?

  • cosa accadde nei suoi primi ottant’anni?

I primi 40 anni egli visse come figlio della figlia del faraone. Questo periodo si concluse quando Mosè fu costretto a fuggire a Madian.

Il secondo periodo di 40 anni, terminò quando l’angelo di Dio si presentò a Mosè nel deserto del monte Sinai, nella fiamma di un roveto ardente.


23. Cosa potrebbero rappresentare questi primi due periodi?

– Possiamo associare i primi 40 anni di Mosè, al periodo della grande tribolazione che durò tre anni e mezzo circa.

– Mentre, il secondo periodo di 40 anni, potrebbe essere associato al periodo in cui gli eletti dovettero affrontare la seconda prova.

Ricordiamo che la seconda prova richiedeva che mantenessimo la nostra posizione dottrinale per quanto riguarda dottrine come la trinità, l’inferno di fuoco, l’immortalità dell’anima e simili, oltre sicuramente  ad altri parametri stabiliti da Dio. Ricordiamo al lettore che, coloro che erano stati scelti per far parte per esempio della grande folla, erano perfettamente a conoscenza delle argomentazioni contrarie alle suddette dottrine, perché già debitamente istruiti da Dio mentre erano nelle vecchie organizzazioni della cristianità. I prescelti lo sapevano, ma comunque alcuni di loro hanno preferito seguire la massa per varie ragioni, perdendo di fatto la possibilità di poter far parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7. 


24. Cosa potrebbe rappresentare l’apparizione dell’angelo di Yahweh?

Alla fine dei 40 anni a Madian, come abbiamo scritto sopra, l’angelo di YAHWEH apparve a Mosè. Allo stesso modo dopo la seconda tribolazione che si è chiusa il 12 giugno 2025, possiamo aspettarci una qualche forma di manifestazione della presenza divina nella nostra vita, sotto forma per esempio di un accentuato aiuto angelico. Lo state notando nella vostra vita?


L’incarico di Mosè

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 31 a 34 leggiamo:

Mosè si meravigliò di quella visione e, mentre si avvicinava per osservare meglio, si sentì la voce di YAHWEH dire:  ‘Io sono l’Iddio dei tuoi antenati, l’Iddio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe’. Mosè, tremante, non osò continuare a osservare. YAHWEH gli disse: ‘Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo in cui stai è suolo santo.  Ho visto i maltrattamenti che il mio popolo subisce in Egitto, ho udito i suoi gemiti e sono sceso per liberarlo. Ora vieni: ti manderò in Egitto’

Atti 7:31-34

25. Volendo fare un’applicazione moderna di questi versetti, a cosa potremmo paragonare l’Egitto?

Potremmo paragonare l’Egitto al mondo, specialmente al mondo dopo che coloro che hanno accettato il marchio-vaccino non ci saranno più.


26. Cosa potrebbe rappresentare l’incarico che Dio diede a Mosè?

Proprio come nel caso di Mosè, presto Cristo incaricherà la grande folla di Apocalisse capitolo 7, guidata e sostenuta dai 144000, ad aiutare i sopravvissuti alla fine dell’attuale ordine mondiale, a conoscere le vere vie di Dio. Durante tutti i mille anni, avranno la responsabilità di insegnare ai residenti che lo vorranno, a liberarsi da tutte le false dottrine derivanti da Babilonia la grande.

Oltre ai sopravvissuti all’attuale ordine mondiale, la grande folla sarà incaricata anche di aiutare coloro che verranno risuscitati alla vita nel nuovo ordine mondiale. Ricordiamo che, secondo quanto abbiamo capito, la prima risurrezione di massa, se escludiamo la resurrezione dei 144000 che è già avvenuta e l’elevazione della grande folla, che è ormai prossima, dovrebbe cominciare tra circa 200 anni.


La liberazione

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 35 e 36 leggiamo:

Questo Mosè, che loro avevano rinnegato dicendo: ‘Chi ti ha nominato capo e giudice?’, è colui che Dio mandò come capo e liberatore per mezzo dell’angelo che gli era apparso nel roveto.  Quest’uomo li condusse fuori, compiendo prodigi e segni in Egitto, al Mar Rosso e nel deserto per 40 anni.

Atti 7:35,36

27. Quando avverrà la vera liberazione da Babilonia la grande?

Quindi, come abbiamo scritto sopra, proprio come Mosè condusse Israele fuori dall’Egitto, la grande folla di Apocalisse capitolo 7, sostenuta dai 144000, condurrà i sopravvissuti da quello che alcuni chiamano Armageddon, a conoscere pienamente le vie di Dio. Perciò la vera liberazione da Babilonia la grande, avviene durante il millennio messianico. Si tratta di un’opera di istruzione mondiale che in parte è già cominciata. 


28. Cosa potrebbe rappresentare il fatto che Mosè fu all’inizio rinnegato?

Inoltre, proprio come Mosè fu dapprima rinnegato dai suoi fratelli, allo stesso modo, alcuni membri della grande folla che oggi potrebbero essere osteggiati, saranno tra coloro che aiuteranno quelli che lo vorranno ad abbandonare dottrine blasfeme di origine babilonica. 


La profezia

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 37 e 38 leggiamo:

“Questi è il Mosè che disse ai figli d’Israele: ‘Fra i vostri fratelli Dio susciterà per voi un profeta come me’.  Questi è colui che fu in mezzo alla congregazione nel deserto con l’angelo che gli parlò sul monte Sinai e con i nostri antenati, e che ricevette sacre dichiarazioni viventi per darle a noi

Atti 7:37,38

29. Cosa predisse Mosè e come si potrebbe applicare tutto questo al nostro tempo?

Avete notato che Mosè predisse l’arrivo del Cristo, cioè un profeta come lui che gli israeliti avrebbero dovuto ascoltare? Allo stesso modo, tra gli scritti dei discepoli del Cristo, ci sono molte indicazioni che parlano del radunamento dei 144000 e della grande folla di Apocalisse capitolo 7.

Proprio come Cristo, questi due gruppi avrebbero aiutato i fratelli, nel tempo della fine e nel millennio, a conoscere la volontà di Dio per quel tempo. Una volta insediati e glorificati, chiunque avesse volontariamente rifiutato di ascoltare la parola di Dio dalla loro bocca, rifiutando di mettere in pratica le indicazioni provenienti da Dio, avrebbe rischiato di perdere l’approvazione di Dio.

  • cosa comporterà perdere l’approvazione di Dio?

Perdere l’approvazione di Dio, in quel nuovo contesto, significa perdere lo spirito santo di Dio, la cosiddetta “pioggia”, elemento assolutamente necessario per progredire e raggiungere la perfezione fisica e spirituale.


30. Chi potrebbe rappresentare l’angelo che giudò Mosè?

Inoltre, proprio come Mosè fu guidato da un angelo che gli parlò sul monte Sinai, angelo che probabilmente è il nostro Signore Yahoshua Cristo prima di venire sulla terra, anche la grande folla trasformata in gloria e sostenuta dai 144000 seguirà le indicazioni del nostro Signore Yahoshua Cristo per aiutare i sopravvissuti all’attuale ordine mondiale a conoscere più pienamente Dio. Chi ascolterà questi incaricati di Dio, avrà benedizioni, guarigione fisica e spirituale ed un buon rapporto col nostro padre celeste YAHWEH. Chi invece rifiuterà di ascoltarli per così dire, rimarrà nel suo peccato. (Giovanni 9:41).


Ritornare indietro

Proseguendo con la nostra lettura di Atti capitolo 7, nei versetti da 39 a 41 leggiamo:

 I nostri antenati, però, si rifiutarono di ubbidirgli, lo respinsero e con il cuore tornarono in Egitto  dicendo ad Aronne: ‘Facci degli dèi che ci guidino, perché non sappiamo cosa sia successo a questo Mosè che ci ha fatto uscire dal paese d’Egitto’.  In quei giorni si fecero quindi un vitello, portarono all’idolo un sacrificio e si rallegrarono di ciò che avevano fatto con le loro mani. 

Atti 7:39-41

31. Quale fu il comportamento degli israeliti nei confronti di YAHWEH e del suo profeta Mosè?

Il versetto 39 dice che rifiutarono di obbedirgli e lo respinsero. Ed addirittura, con il loro cuore, tornarono in Egitto.

  • come si potrebbe applicare tutto questo al nostro tempo?

Allo stesso modo, molti che per decenni avevano abbandonato dottrine pagane come la trinità, l’immortalità dell’anima, l’inferno di fuoco e simili, durante il periodo di “pace e sicurezza”, cioè dopo la pandemia da Covid-19 con le sue restrizioni, sono infine gradualmente tornati indietro a quelle dottrine. In questo modo, hanno vanificato la loro “primogenitura”. Infatti, proprio perché Dio aveva dato loro quelle conoscenze, insieme ad una casta condotta, erano di base i candidati prescelti da Cristo per essere gli eletti. Avrebbero dovuto semplicemente, mantenere la posizione. Vi rendete conto a cosa porta il conformismo?


32. In che modo oggi è stato fatto un simbolico vitello d’oro?

Proprio come gli israeliti si fecero un vitello d’oro, alcuni nel nostro tempo, di fatto, sono tornati in Egitto non con un vitello d’oro, ma con dottrine pagane come la Trinità. Naturalmente, quando la grande folla sarà infine insediata ed in seguito glorificata, sarà importante fare dietrofront per non esaurire la “pazienza” divina. 

Vi ricordate a quale divinità pagana gli israeliti si dedicarono? I versetti successivi lo chiariscono molto bene.


La deportazione

Nei versetti 42 e 43 leggiamo:

E Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto dell’esercito dei cieli, come è scritto nel libro dei Profeti: ‘È forse a me che faceste offerte e sacrifici per 40 anni nel deserto, o casa d’Israele?  Portaste invece con voi la tenda di Mòloc e la stella del dio Refàn, le immagini che avevate fatto per poterle adorare. Per questo vi deporterò oltre Babilonia’.

Atti 7:42,43

33. Quale fu la reazione di Dio al fatto che gli israeliti continuavano ad adorare disgustose divinità pagane?

Come possiamo leggere al versetto 43, Dio decise che li avrebbe infine  deportati oltre Babilonia.

  • come si potrebbe applicare tutto questo al prossimo futuro?

In modo simile, dopo l’insediamento della grande folla, quindi nel prossimo futuro, qualora qualcuno dovesse continuare a tornare indietro all’idolatria ed al paganesimo dopo essere stato avvisato ed istruito correttamente, rischierebbe di non terminare i mille anni del regno messianico indenne, mentre altri cristiani progrediranno spiritualmente e fisicamente. E, grazie allo spirito di Dio, i fedeli e leali raggiungeranno infine  la perfezione fisica e spirituale di cui godevano Adamo ed Eva prima del peccato.


La presenza divina

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 44 e 45 leggiamo:

“Nel deserto i nostri antenati avevano la tenda della testimonianza, come Egli aveva comandato a Mosè dicendogli di farla secondo il modello che aveva visto.  I nostri antenati la ricevettero e la portarono con Giosuè nel paese posseduto dalle nazioni che Dio scacciò davanti a loro. Lì rimase fino ai giorni di Davide

Atti 7:44,45

34. Cosa avevano gli israeliti nel deserto indicante la presenza divina?

Come sottolinea il versetto 44, nel deserto gli israeliti avevano la tenda della testimonianza.

  • come si potrebbe applicare al nostro tempo?

Proprio come Dio diede agli israeliti la tenda della testimonianza, allo stesso modo nel nostro tempo invece, Dio ci ha dato la testimonianza di suo figlio Yahoshua Cristo, ma soprattutto, come guida, ci ha dato il suo spirito santo e la sua parola, la Bibbia.

Grazie al suo spirito santo, e studiando assiduamente la sua parola, per i veri cristiani sarà come se Dio e Cristo fossero proprio accanto a loro. Chiedendo a Dio la sua guida grazie alla mediazione di Cristo, potremmo camminare nel sentiero della vita, fino al raggiungimento della perfezione fisica e spirituale, per chi vivrà sulla terra, ed alla trasformazione in gloria, per chi ha la speranza Celeste.


Stefano parla del tempio di Salomone

Dio non vive in templi fatti dagli uomini

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 46 a 50 leggiamo:

 Davide ottenne il favore di Dio e chiese di poter provvedere una dimora per l’Iddio di Giacobbe.  Ma fu Salomone a costruirgli una casa. Tuttavia l’Altissimo non dimora in case fatte da mani umane, proprio come dice il profeta:  ‘Il cielo è il mio trono, e la terra è lo sgabello dei miei piedi. Quale casa potrete mai costruirmi, dice YAHWEH , o dove sarà la mia dimora?  Non è forse stata la mia mano a fare tutte queste cose?’

Atti 7:46-50

35. A chi potremo associare il re Davide e suo figlio Salomone?

Sia il re Davide che suo figlio Salomone, sono notoriamente prefigurazioni del nostro Signore Yahoshua Cristo, discendente di Davide.

  • in che modo Yahoshua edificò un tempio per Dio?

Proprio come Davide e Salomone si impegnarono nella costruzione di un tempio per Dio, in modo simile il Signore Yahoshua per così dire, edificò un tempio per Dio, vale a dire il tempio del suo corpo. (Giovanni 2:19-21).

  • in che modo Yahoshua rese stabile l’adorazione di Yahweh?

Proprio come il re Davide rese stabile l’adorazione del padre YAHWEH in Israele, allo stesso modo anche il nostro Signore Yahoshua, aprì le porte per una stabile e duratura adorazione per i fedeli servitori di Dio. Grazie al suo sacrificio di riscatto, ricordiamolo sempre, ora tutti noi possiamo accostarci a Dio con approvazione, e sperare in un futuro glorioso.

Vogliamo fare del nostro meglio anche noi, nel rendere il nostro corpo e la nostra persona una vera e propria dimora per lo spirito santo di Dio. In questo modo cammineremo ogni giorno, per così dire, a pari passo con il nostro Dio e con il nostro Signore Yahoshua Cristo. 

Non vi riempie il cuore avere questa straordinaria prospettiva? E se saremo fedeli, cammineremo con il nostro Dio non solo per un certo periodo, ma per tutta l’eternità. Vi rendete conto?


la lapidazione di Stefano e la sua visione

Voi opponete resistenza allo spirito santo

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti da 51 a 53 Stefano continua dicendo:

“Uomini ostinati e incirconcisi nel cuore e negli orecchi, voi opponete sempre resistenza allo spirito santo. Come fecero i vostri antenati, così fate voi. Qual è il profeta che i vostri antenati non perseguitarono? Uccisero quelli che preannunciarono la venuta del Giusto, di cui voi ora siete diventati i traditori e gli assassini,  voi che avete ricevuto la Legge come fu trasmessa dagli angeli, ma non l’avete osservata”.

Atti 7: 51-53

36. Cosa notiamo leggendo questi versetti?

Avete fatto caso alla franchezza e schiettezza di Stefano, nonostante fosse circondato da nemici? Non vi ricorda la franchezza e schiettezza con cui il nostro Signore Yahoshua Cristo parlava pubblicamente ai suoi ascoltatori, alcuni dei quali erano suoi oppositori?

  • come si potrebbe applicare tutto questo nel nostro tempo?

Allo stesso modo, i servitori di Dio nel nostro tempo, hanno parlato con franchezza ai loro oppositori, specialmente ai leader della cristianità. Abbiamo detto schiettamente ai leader della cristianità che, appoggiare la campagna vaccinale anti Covid-19, significava di fatto rinnegare Dio e la sua parola, oltre ad un vero e proprio tradimento nei confronti dei loro confratelli. Anche se ci duole il cuore, abbiamo dovuto spiegare chiaramente che accettare il marchio vaccino, significava commettere un peccato irreversibile. Infatti, in merito ad accettare il marchio della bestia, in Apocalisse 14:9,10 leggiamo:

 Seguì un altro angelo, il terzo, che diceva a gran voce: “Se qualcuno adora la bestia feroce e la sua immagine e riceve il marchio sulla fronte o sulla mano,  anche lui berrà il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira, e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello.

Apocalisse 14:9,10

La visione di Stefano

Proseguendo con la nostra lettura di Atti degli Apostoli capitolo 7, nei versetti da 54 a 56 leggiamo:

A quelle parole si infuriarono in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma lui, pieno di spirito santo, fissò il cielo e vide la gloria di Dio, e Yahoshua in piedi alla destra di Dio, e disse: “Ecco, vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo in piedi alla destra di Dio”. 

Apocalisse 7: 54-56

37. Cosa vide Stefano nella visione?

Avete notato che Stefano ebbe il privilegio di avere una visione dei cieli? Nella sua visione, infatti, Stefano ebbe il privilegio di vedere la gloria di Dio e Yahoshua in piedi alla destra di Dio.


38. Che connessione potrebbe avere la visione di Stefano con la grande folla?

Nell’articolo precedente avevamo spiegato che Stefano, insieme agli altri sette che furono scelti per la distribuzione dei viveri ai fratelli, rappresentano collettivamente la grande folla di Apocalisse capitolo 7, mentre i dodici apostoli rappresentano i 144000. Abbiamo inoltre  spiegato che i 144000 saranno entità spirituali al 100%, mentre la grande folla sarà in parte umana ed in parte angelica. Questo significa che la grande folla, potrà accedere alla dimensione spirituale.

Quindi, il fatto che Stefano abbia una visione della dimensione spirituale, noi riteniamo significhi che la grande folla avrà accesso ai cieli invisibili, anche se la  dimora permanente della grande folla, sarà la terra paradisiaca.

Inoltre, avete notato che Stefano vede due persone distinte, cioè il Padre YAHWEH e Yahoshua, mentre lo “spirito santo” è mancante? Questo dimostra ancora una volta che la dottrina della Trinità non trova fondamenti nella Bibbia ma nel paganesimo. La Bibbia non suggerisce nulla del genere.

Purtroppo la franchezza di Stefano, suscitò tutte le ire dei suoi oppositori. Ma cosa accade in seguito? Scopriamolo continuando con la lettura.


La lapidazione di Stefano

Leggiamo i versetti 57 e 58. Si legge:

Allora gridarono a gran voce, si coprirono le orecchie con le mani e si scagliarono tutti insieme contro di lui. Dopo averlo trascinato fuori dalla città, iniziarono a tirargli pietre. I testimoni posarono i loro mantelli ai piedi di un giovane di nome Sàulo. 

Atti 7:57,58

39. Cosa fecero i detrattori di Stefano?

Avete fatto caso ai gesti che fecero i detrattori di Stefano? Il versetto 57 ci dice che gridarono a gran voce e si coprirono le orecchie, e quindi si scagliarono tutti contro Stefano. Dopodiché lo trascinarono fuori dalla città ed iniziarono a lapidarlo. Vi rendete conto?

  • cosa potrebbe significare tutto questo nel nostro tempo?

Similmente, anche i veri cristiani, durante il periodo della pandemia ed anche dopo, furono per così dire lapidati dai loro confratelli, per essersi opposti al marchio-vaccino. Alcuni addirittura pensavano di fare cosa gradita a Dio, accusandoci di non obbedire a Cesare. Tuttavia, dimenticavano di citare il versetto che afferma che bisogna dare le cose di Dio a Dio. Piegarsi alla bestia politica accettando il marchio-vaccino, avrebbe significato compiere un atto di adorazione alla bestia politica, dando in questo modo alla bestia politica ciò che appartiene unicamente  a Dio, cioè l’adorazione; (Matteo 22:21). Quindi per così dire, siamo stati lapidati e buttati fuori dalla città, ovvero da Babilonia la grande.

  • chi altri ha lapidato simbolicamente Stefano?

Da notare che tra i lapidatori di Stefano, che rappresenta la grande folla di Apocalisse capitolo 7, oltre a coloro che hanno preso il marchio della bestia e subiranno il giudizio eterno, vanno inclusi anche molti dei salvati che non hanno preso il marchio-vaccino, ma purtroppo hanno combattuto i membri della grande folla per quanto concerne le dottrine come la trinità, l’inferno di fuoco e simili. Purtroppo anche questi ultimi hanno lapidato e per così dire ucciso Stefano, cioè la grande folla. 


Le ultime parole di Stefano

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 59 e 60 leggiamo:

 Mentre veniva lapidato, Stefano supplicò: “Signore Yahoshua, ricevi il mio spirito”.  Poi si inginocchiò e gridò a gran voce: “YAHWEH, non imputare loro questo peccato”. Detto questo, si addormentò nella morte.

Atti 7:59,60

Vi ricordate che Stefano ha una visione dei cieli in cui vede la gloria di YAHWEH ed il Signore Yahoshua? Tenendo bene a mente questo fattore, cerchiamo di comprendere il significato delle parole e dei gesti di Stefano.

A. La supplica a Yahoshua

40. Cosa chiede Stefano a Yahoshua?

Prima di tutto, Stefano, mentre veniva lapidato dai suoi nemici, supplicò Yahoshua e gli chiese di ricevere il suo spirito.


41. Perché Stefano si rivolge a Yahoshua?

Evidentemente perché Stefano sapeva che Dio ha affidato al figlio il privilegio di riportare alla vita i nostri cari che sono morti; (confronta Giovanni 11:25, 26).

La domanda che molti si pongono è questa:

  • la richiesta di Stefano a Yahoshua era una preghiera, un atto di adorazione?

Noi rispondiamo subito di no, perché era più simile ad una richiesta fatta ad un Re o ad un alto dignitario, di cui, ricordiamo, Stefano aveva una visione.


B. La preghiera a Yahweh

42. Ora la seconda domanda che ci poniamo è questa: 

La richiesta fatta da Stefano al padre YAHWEH era una preghiera ed un atto di adorazione? Era qualcosa di diverso dalla richiesta fatta a Yahoshua?

La nostra risposta è !

  • perché?

Avete notato che prima di rivolgersi al padre YAHWEH Stefano si inginocchia? Perché Stefano si è inginocchiato quando si è rivolto a Dio, mentre è rimasto in piedi quando si è rivolto a Yahoshua? Ancora una volta rispondiamo: per farci capire la differenza tra una richiesta fatta ad un alto dignitario ed una preghiera fatta a Dio!

Stefano non stava pregando Yahoshua, ma, poiché l’aveva visto o lo stava vedendo in visione, si è rivolto a Yahoshua proprio come se fosse davanti a lui. Ma la stessa cosa non si può fare quando ci si trova al cospetto del grande Dio. Si deve necessariamente fare un atto di adorazione o, se vogliamo, per così dire, ”piegare le ginocchia”.


43. Cosa chiede Stefano in preghiera a Yahweh?

Entrando ora nel merito della supplica di Stefano a Dio, avete notato che Stefano chiede a Dio che non venga imputato ai presenti questo peccato? Da notare che, tra i presenti che usufruirono della richiesta di Stefano a Dio, c’era anche Saulo, colui che sarebbe diventato in seguito l’apostolo Paolo.

Inoltre, questa intermediazione di Stefano, ci ricorda che i membri della grande folla una volta insediati e glorificati, fungeranno da sacerdoti o intermediari tra Dio e gli uomini. In altre parole, la grande folla, sotto la direttiva di Cristo e dei 144000, avrà il compito di riappacificare ed avvicinare nuovamente l’umanità redenta a Dio.


44. Cos’altro notiamo in merito alla preghiera di Stefano?

Avete fatto caso al fatto che la supplica a Dio di Stefano di perdonare i suoi lapidatori è praticamente identica a ciò che disse il Signore Yahoshua in punto di morte? Vi ricordate cosa disse il Signore in punto di morte? Stefano infatti fa eco alle parole che Yahoshua rivolse al Padre e che sono riportate in Luca 23:34

Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.

È da notare che, le succitate parole di Yahoshua, si trovano solo nel Vangelo di Luca. Ricordiamo ancora una volta ai lettori che il Vangelo di Luca è scritto, in senso profetico, per il resto dei salvati che vivrà sulla terra, mentre il Vangelo di Matteo è scritto per la grande folla di Apocalisse capitolo 7, ed infine il vangelo di Marco è scritto per i 144000.

  • perché le parole di Yahoshua citate sopra sul perdono divino si trovano solo nel Vangelo di Luca?

Perché, in questo caso, Yahoshua si sta rivolgendo al resto dei salvati che non sarà rapita in cielo ma vivrà sulla terra. Ricordiamo che, tra coloro che saranno salvati, molti non conoscono debitamente Dio, ed alcuni hanno agito per ignoranza. Viene data loro l’opportunità di entrare nel nuovo ordine di Dio, perché hanno rifiutato il marchio-vaccino e in qualche modo, durante la pandemia, hanno aiutato i fratelli di Cristo. Perciò Dio dà loro l’opportunità di conoscere il vero messaggio evangelico, ed eventualmente dedicarsi a lui se lo desiderano. Per questo motivo possiamo affermare che, la preghiera di Stefano a Dio di non imputare ai suoi lapidatori questo peccato, è rivolta a Dio solamente a favore del resto dei salvati che vivrà sulla terra, anche se questi ultimi, in qualche modo, per esempio con la promozione di dottrine pagane come la Trinità, hanno osteggiato la grande folla ed i 144000. La preghiera di Stefano simbolicamente, nel nostro tempo, non è quindi a favore di quelli che hanno preso il marchio della bestia e quindi hanno commesso il peccato irrevocabile.


Conclusione

Sì, il grande programma di Dio per il nostro prossimo futuro è davvero meraviglioso. Proprio come Stefano, presto la grande folla conoscerà la dimensione spirituale o i cieli, mentre, il resto dei salvati che vivrà sulla terra, avrà il privilegio di collaborare con la grande folla e con i 144000. Quelli che metteranno strettamente in pratica le direttive che Dio stabilirà per quel tempo, progrediranno rapidamente verso la maturità cristiana e la perfezione fisica e spirituale alla maniera del nostro Signore Yahoshua, quando era qui sulla Terra. Ci sia consentito di essere parte dei benedetti di YAHWEH.

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