La resa dei conti (1 Re 2:1-46)

Introduzione

In un mondo in cui persone malvagie continuano a prosperare, ci si chiede se un giorno ci sarà mai giustizia. Il mondo di Satana, purtroppo, ci ha abituato a vedere delinquenti, siano essi potenti o meno, che la fanno franca, mentre persone innocenti continuano ad essere sfruttate e brutalizzate senza conseguenze per i delinquenti, anzi, alcuni di questi, anche se vengono arrestati, dopo poco tempo escono dalle prigioni e continuano a fare ciò che facevano prima, o peggio. Arriverà mai il giorno in cui tutte queste persone pagheranno per i loro crimini, mentre le persone giuste e oneste dal punto di vista di Dio, vivranno finalmente in pace e sicurezza? 

Noi riteniamo che, dal 5 novembre 2023, Cristo sia stato incoronato in cielo, mentre dal 12 giugno 2025, Satana il diavolo è stato detronizzato quale entità spirituale sovrana sulla terra. Non è stato ancora confinato  nell’abisso, una condizione simile ad una prigione, tuttavia gradualmente sta perdendo terreno finché, a un certo punto, sarà definitivamente scagliato nell’abisso dal Cristo Re per un periodo di 1000 anni.

Dal momento in cui Satana è stato detronizzato ed il nostro Signore Yahoshua Cristo ha assunto il potere affinché le cose comincino a girare a livello mondiale secondo la volontà del Cristo Re e di Dio, è bene sapere che c’è un periodo di transizione non ben definito. Gradualmente, ma inesorabilmente, Cristo ristabilirà l’ordine, la pace e la sicurezza che oggi mancano. 

Ma in che modo il Cristo Re ristabilirà la giustizia su tutta la terra?

Come abbiamo scritto sopra, il nostro Signore Yahoshua Cristo è stato incoronato in cielo il 5 novembre 2023.Sappiamo che dopo la sua incoronazione, a un certo punto, Cristo avrebbe eseguito il giudizio su questo mondo, nella modalità che ora scopriremo dall’analisi profetica del capitolo 2 del primo libro dei Re; (1Re capitolo 2).


1 Davide e Salomone

Cominciamo quindi con la lettura dei primi due versetti di 1 Re capitolo 2. Si legge:

Quando si avvicinò il tempo della sua morte, Davide diede a suo figlio Salomone queste istruzioni:  “Sto per morire. Quindi sii forte e mostrati uomo. 

1 Re 2:1,2

Ora, nel dramma profetico che ci accingiamo ad esaminare, chi potrebbe rappresentare il re Davide morente?

Il re Davide morente metaforicamente, in questo capitolo, potrebbe rappresentare la vecchia era che sta per sparire. In questa vecchia era, Cristo viene incoronato, anche se proprio come Davide, sulla terra e nei reami spirituali permangono ancora impuniti i suoi nemici. Stiamo parlando di Satana il diavolo e dei suoi demoni dalla dimensione spirituale, mentre sulla terra ci riferiamo a uomini malvagi ed ingiusti ancora attivi. Quindi, in termini temporali, siamo dopo la grande tribolazione di cui leggiamo in Matteo 24:21.

Re Davide = vecchia era che sta per scomparire

  • quando è avvenuta la grande tribolazione?

Ricordiamo al lettore che per noi la grande tribolazione è avvenuta durante il periodo della pandemia da COVID-19, con i suoi obblighi vaccinali e le sue restrizioni.

Mentre, per il re Davide, possiamo dire che il periodo della grande tribolazione, fu il periodo in cui il re Davide fu costretto a fuggire da Absalom che cercò di detronizzarlo con la forza, ma Dio intervenne a favore di Davide ed Absalom fu sconfitto; (2 Samuele cap. 17).


Chi potrebbe rappresentare il re Salomone in questo contesto?

Il Re Salomone, in questo contesto profetico, potrebbe rappresentare la nuova “era” governata da Cristo, i 144000, ed in seguito anche dalla  grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questa nuova era, inizia con Cristo che fa guerra a Satana il diavolo ed ai suoi demoni, confinandoli definitivamente nell’abisso per mille anni. In seguito, il Re messia si concentrerà sul purificare la terra da quelli che secondo Dio non sono meritevoli, come vedremo. Ricordiamoci che nel suo regno millenario, Cristo governerà col pugno di ferro, agendo tempestivamente e decisamente per mantenere la pace e la sicurezza per tutti i cittadini del nuovo mondo; (Apocalisse 2:26,27), (Apocalisse 12:5, 6).

Re Salomone = nuova era governata da Cristo, 144.000 e grande folla


2 Le istruzioni di Davide per Salomone

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 3 leggiamo: 

Devi osservare i tuoi obblighi verso YAHWEH tuo Dio camminando nelle sue vie e osservando i suoi decreti, i suoi comandamenti, le sue decisioni giudiziarie e le sue esortazioni, così come sono scritti nella Legge di Mosè; allora riuscirai in ogni cosa che farai e ovunque andrai. 

1 Re 2:3

Avete notato il consiglio che Davide diede a suo figlio Salomone?

Quel consiglio, naturalmente è valido per tutti coloro che amano Dio e che desiderano vivere nella nuova era. Infatti, gli abitanti della nuova era, per progredire spiritualmente e fisicamente fino alla perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo prima del peccato, dovranno  inevitabilmente mettere in pratica i comandamenti di Dio, obbedendo alle esortazioni della sua parola ed alle direttive della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questi ultimi, una volta glorificati, saranno preposti su di loro come istruttori e insegnanti, oltre a giudicare quali governanti e giudici stabiliti da Cristo; (Geremia 23:4).


3 La promessa di Yahweh

Continuando con la nostra lettura, al versetto 4 leggiamo:

E YAHWEH adempirà questa promessa che fece riguardo a me: ‘Se i tuoi figli presteranno attenzione alla loro via, camminando fedelmente davanti a me con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima, nella tua discendenza non mancherà mai un uomo che sieda sul trono d’Israele’

1 Re 2:4

Non è meravigliosa la promessa che Dio fece a Davide ed ai suoi discendenti, per la ragione che Davide si era dimostrato fedele e leale a Dio?

In che modo Dio ha mantenuto questa promessa?

Per esempio, suscitando Yahoshua Cristo, un discendente di Davide,  quale messia governante del millennio a venire. Per estensione, anche i 144000 quali governatori sotto il comando di Cristo, ed anche la grande folla di Apocalisse capitolo 7, sono di fatto partecipi nell’adempimento di questa promessa divina.

Poiché il nostro Signore Yahoshua Cristo, i 144000 e la grande folla saranno governanti immortali, i benefici che la  loro gestione della terra apporterà all’umanità, perdurano per sempre. Infatti, in special modo la grande folla sotto la direttiva di Cristo, vivrà sempre qui sulla Terra, garantendo in questo modo la pace e la sicurezza dell’umanità in eterno.


4 Giòab

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 5 e 6 leggiamo:

“Inoltre sai bene ciò che mi fece Giòab, figlio di Zerùia, ciò che fece a due capi degli eserciti d’Israele: Àbner, figlio di Ner, e Amàsa, figlio di Ièter. Li uccise spargendo sangue di guerra in tempo di pace, e mise sangue di guerra sulla cintura che aveva intorno alla vita e sui sandali che aveva ai piedi.  Agisci secondo la tua sapienza e non far scendere in pace nella Tomba i suoi capelli bianchi.

1 Re 2: 5,6

Avete notato la raccomandazione di Davide a Salomone in merito ai crimini di Giòab? 

Chi potrebbe rappresentare Giòab nel nostro tempo?

Giòab, nel nostro tempo, potrebbe rappresentare tutte quelle persone che sono in attesa di giudizio da parte del Cristo Re. Stiamo parlando di tutti coloro che hanno preso il marchio della bestia, vale a dire i vaccini anti COVID-19, e tutte quelle persone, vaccinate o meno, che dal punto di vista di Dio meritano la morte per crimini da loro commessi.

Nella nuova era, al momento stabilito, Cristo farà in modo che i loro crimini siano scoperti e puniti. Alcuni verranno semplicemente arrestati per scontare la pena, ma altri verranno infine giustiziati. Nessun criminale o latitante che nel vecchio ordine mondiale si aggirava libero ed impunito,  potrà farla franca; proprio come Giòab, verranno in capo a pochi anni tutti arrestati e giustiziati. Quindi possiamo dire che, dopo la sgrossatura rappresentata da coloro che moriranno a causa del marchio-vaccino, e parliamo di oltre 5 miliardi e mezzo di  persone, Cristo andrà a cercare uno ad uno coloro che sono scampati, anche se non hanno preso il marchio-vaccino, ma che tuttavia dal punto di vista di Dio, meritano la morte. Cristo eseguirà i giudizi naturalmente mediante le istituzioni governative che lascerà in essere e forse anche con altri mezzi.


5 I figli di Barzillài il galaadita

Proseguendo con la nostra lettura di 1 Re capitolo 2, al versetto 7 leggiamo:

“Verso i figli di Barzillài il galaadita, invece, devi mostrare amore leale, facendoli stare fra quelli che mangiano alla tua tavola, perché in questo modo mi sostennero mentre fuggivo da tuo fratello Àbsalom.

1 Re 2:7

Ora, nel nostro dramma profetico, chi potrebbero rappresentare i figli di Barzillài il galaadita, meritevoli di amore leale dal punto di vista di Davide e di Dio?

Prima di definire chi sono i figli di Barzillai il galaadita, dobbiamo ripassare chi sono Salomone e gli uomini del suo governo e definire chi sono gli israeliti in generale in questo dramma profetico.

  • chi potrebbero rappresentare Salomone e gli uomini del suo governo?

Salomone e gli uomini del suo governo, abbiamo scritto sopra che rappresentano la nuova era, ma allo stesso tempo rappresentano anche la classe governante, cioè il Cristo Re, i 144000, ma in particolare la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Insieme a questi due gruppi, il Cristo Re lascerà in essere un governo secolare strettamente controllato da lui, che garantirà pace e sicurezza a tutti. Ricordiamoci quindi che Cristo governa invisibilmente dai cieli.

  • chi potrebbero rappresentare gli israeliti in generale?

Gli israeliti in generale, quindi, cioè i sudditi, rappresentano coloro che entreranno nel nuovo ordine mondiale stabilito da Cristo, in particolar modo, il resto dei salvati che vivranno sulla terra.

  • chi potrebbero rappresentare quindi i figli di Barzillai?

In questo contesto, perciò, possiamo associare la figura di Barzillai il galaadita, ai sinceri cristiani fedeli, che però hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra. Non fanno parte degli eletti, cioè dei 144000 e della grande folla, tuttavia hanno aiutato questi fratelli di Cristo durante la grande tribolazione, proprio come Barzillai aiutò Davide ed il suo seguito  durante il periodo in cui Davide era in fuga a causa di Absalom.

Questi cristiani fedeli, proprio come i figli di Barzillai il galaadita, collaboreranno lungo il millenio messianico, con la grande folla nelle varie comunità cristiane che si formeranno in tutto il mondo.


6 Simèi

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 8 e 9 leggiamo:

“Non lontano da qui vive Simèi, figlio di Ghera, beniaminita di Baurìm. Fu lui a pronunciare contro di me una terribile maledizione il giorno in cui andavo a Maanàim; ma quando mi scese incontro al Giordano, gli giurai su YAHWEH: ‘Non ti metterò a morte con la spada’.  Tu, però, non lo lasciare impunito, perché sei un uomo saggio e sai che cosa gli devi fare: devi far scendere i suoi capelli bianchi nella Tomba con il sangue”.

1 Re 2:8,9

Avete notato che nei versetti sopra Davide fa riferimento a Simèi, un beniaminita che irrispettosamente pronunciò delle offese contro Davide in un momento molto delicato? 

Chi potrebbe rappresentare Simei in questo dramma profetico?

Come vedremo più avanti, Simèi rappresenta quelle persone potenzialmente malvagie che non hanno preso il marchio della bestia, alle quali però, per varie ragioni, il Cristo Re, darà la possibilità di portare alla luce ciò che hanno veramente nel cuore, come vedremo più avanti.


Che differenza potrebbe esserci tra le persone rappresentate da Simei e le persone rappresentate da Gioab di cui abbiamo parlato prima?

Le persone rappresentate da Gioab l’assassino, subiranno inevitabilmente la condanna di morte o d’altro genere, mentre le persone rappresentate da Simei sono condannabili, ma per misericordia il Signore darà loro la possibilità di salvarsi, se rispetteranno alcune restrizioni per un certo periodo di tempo.


7 La morte del Re Davide

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 10 a 11 leggiamo:

 Alla fine Davide morì, e fu sepolto nella Città di Davide.  La durata del suo regno su Israele fu di 40 anni: a Èbron regnò 7 anni e a Gerusalemme 33 anni.

1 Re 2:10,11

Il re Davide, come abbiamo detto più sopra, rappresenta la vecchia era che muore, lasciando il posto al nuovo ordine che il Cristo Re stabilirà. Questo significherà a livello internazionale, che i vecchi politici verranno infine poco alla volta sostituiti o arrestati da coloro che il Cristo Re costituirà. I nuovi governanti ai quali Cristo permetterà di rimanere al potere, saranno sicuramente uomini con uno spiccato senso di giustizia e di amore per la collettività, e che quindi lavoreranno per il bene comune. Se uno di questi dovesse deviare, Cristo ed i 144000 faranno in modo che venga rapidamente scoperto ed allontanato.


8 Salomone sale al trono

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 12 leggiamo:

Salomone allora sedette sul trono di suo padre Davide, e un po’ alla volta il suo regno fu saldamente stabilito.

1 Re 2:12

Avete notato che il regno di Salomone fu fermamente stabilito “un po’ alla volta“?

Allo stesso modo anche il Cristo Re, per evitare eccessivi scossoni che andrebbero a pesare sui suoi sudditi, sta facendo in modo che il cambio di potere a livello internazionale, proceda in maniera graduale, tanto che, a un certo punto, molti cominceranno a rendersi conto che la vecchia guardia ha perso il potere e che al suo posto sono entrati altri protagonisti. Naturalmente ci sarà una accelerazione quando inizierà ciò che abbiamo chiamato il diluvio di morti, cioè quando miliardi di persone cominceranno a morire in modo esponenziale, come conseguenza del marchio-vaccino.


9 Adonia

Continuando con la nostra lettura di primo Re capitolo 2, nei versetti da 13 a 16 leggiamo:

Tempo dopo Adonìa, figlio di Agghìt, andò da Betsabèa, madre di Salomone. Lei gli chiese: “È pacifica la tua visita?” Lui rispose: “È pacifica”.  E proseguì: “Ho qualcosa da dirti”. E lei: “Parla”.  Lui continuò: “Tu sai bene che il regno doveva diventare mio, e tutto Israele si aspettava che io diventassi re; ma il regno mi è sfuggito di mano ed è diventato di mio fratello, perché è stata volontà di YAHWEH che diventasse suo.  Ma ora ho una sola richiesta da farti. Non respingerla”. Pertanto lei gli disse: “Di’ pure”.

1 Re 2:13-16

Avete notato che Adonìa, figlio del re Davide e fratello maggiore di Salomone, va a trovare Betsabea, la madre di Salomone?

Vi ricordate che qualche tempo prima Adonia aveva cercato di proclamarsi re all’insaputa di Davide? In quel caso, una volta incoronato, Salomone l’aveva graziato


Nel nostro dramma profetico, a chi potremo associare Adonìa?

Noi riteniamo che Adonìa, nel nostro dramma profetico, rappresenti tutte quelle persone potenti o di potere e che erano molto influenti, nel vecchio ordine. Parliamo di persone potenti in campo economico, politico e così via, ma che, a differenza di altri potenti che inevitabilmente moriranno, questi ultimi non hanno preso il marchio-vaccino, quindi su molti di loro, verosimilmente, non c’è sentenza di morte. Queste persone, come nella vecchia era, cercheranno, utilizzando vari strumenti e macchinazioni, di riprendere il potere dalle mani di quelli che il Cristo Re costituirà al posto dei vecchi governanti che saranno deposti e giustiziati. 


10 Abisàg la sunamita

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 17 a 19 leggiamo:

Lui allora proseguì: “Ti prego, chiedi al re Salomone — perché lui non ti respingerà — che mi dia in moglie Abisàg la sunamita”.  Betsabèa rispose: “Va bene! Parlerò al re in tuo favore”.  Betsabèa entrò dunque dal re Salomone per parlargli in favore di Adonìa. Subito il re si alzò per andarle incontro e si inchinò davanti a lei. Quindi sedette sul suo trono e fece mettere un trono per sua madre, perché potesse sedersi alla sua destra.

1 Re 2:17-19

Avete notato cosa chiese Adonìa a Betsabea?

Le chiese di intercedere affinché Salomone gli desse in moglie Abisàg la sunamita, che anche se non si poteva definire moglie o concubina di Davide, di fatto sarebbe stata percepita così dal popolo, qualora Adonìa  l’avesse sposata.


Nel nostro dramma profetico, chi potrebbe rappresentare Abisàg la sunamita?

Prima di tutto, ricordiamoci che nella Bibbia spesso le donne rappresentano organizzazioni, così come Israele, come nazione, è spesso paragonata da Dio ad una donna. Detto in altre parole, in questo caso, Adonìa sottilmente sta chiedendo a Salomone di cedergli una fetta del suo potere, del suo regno, transazione che sarebbe stata legittimata agli occhi del popolo dal suo matrimonio con Abisàg la sunamita. Probabilmente partendo da lì, Adonìa avrebbe cercato di riconquistare tutto il regno.


Avete notato che Betsabea andò a parlare a favore di Adonìa?

Proprio come Abisàg la sunamita, Betsabea, madre di Salomone, rappresenta anche lei una fetta di potere che ingenuamente, invece di raccogliersi intorno a Salomone, si stava raccogliendo o schierando dalla parte di Adonia.


11 La risposta di Salomone

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 20 a 22 leggiamo:

Lei gli disse: “Ho una piccola richiesta da farti. Non respingerla”. Il re le rispose: “Falla, madre mia; non la respingerò”.  Lei continuò: “A tuo fratello Adonìa sia data in moglie Abisàg la sunamita”.  Il re Salomone rispose a sua madre: “Perché chiedi Abisàg la sunamita per Adonìa? A questo punto chiedi per lui anche il regno, visto che è mio fratello maggiore, e ad appoggiarlo ci sono il sacerdote Abiatàr e Giòab, figlio di Zerùia!”

1 Re 2:20-22

Avete notato che Salomone, che in questo caso rappresenta il Cristo, capisce immediatamente la situazione?

Capisce subito che è un tentativo astuto di presa del potere da parte di Adonìa, consapevole che ci sono ancora alcune situazioni irrisolte. Infatti Salomone parla di Abiatàr il sacerdote e di Gioab, l’assassino di cui abbiamo parlato sopra. Se questo gruppo fosse stato legittimato dal matrimonio con Abisàg la sunamita, sarebbero stati, insieme ad Adonìa, una spina nel fianco per la stabilità del regno di Salomone.

In modo simile, lasciare a piede libero persone che cercano di riprendere il potere dalle mani di quelli che Cristo costituirà sulla Terra, potrebbe diventare un problema per la stabilità, la pace e la sicurezza per il nuovo ordine mondiale che il re messia stabilirà.

Ma cosa avrebbe fatto Salomone per far fronte alla situazione? Scopriamolo leggendo i versetti successivi.


12 La morte di Adonìa

Nei versetti da 23 a 25 si legge:

 Allora il re Salomone giurò su YAHWEH: “Dio mi punisca e lo faccia con severità se Adonìa non pagherà con la vita questa sua richiesta.  E ora, com’è vero che vive YAHWEH, colui che ha mantenuto la promessa di stabilirmi saldamente, di farmi sedere sul trono di Davide mio padre e di edificarmi una casa, Adonìa sarà messo a morte oggi stesso”.  Immediatamente il re Salomone inviò Benaìa, figlio di Ieòiada, il quale andò e colpì Adonìa, così che morì.

1 Re 2:23-25

Avete notato quale fu la reazione di Salomone alla richiesta di Adonia?

Comprendendo che quello di Adonia era un tentativo di colpo di stato, Salomone reagisce immediatamente mandando Benaìa a giustiziare Adonìa.

Allo stesso modo, il Cristo Re reagirà immediatamente contro tutti coloro che tenteranno di capovolgere l’ordine da lui stabilito, cercando di riprendere il potere. Quindi tutti i complottisti che mirano al potere, verranno definitivamente stroncati sul nascere, garantendo in questo modo pace e sicurezza per tutti.


13 L’allontanamento di Abiatàr il sacerdote

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 26 a 27 leggiamo:

Al sacerdote Abiatàr il re disse: “Vattene ad Anatòt, nei tuoi campi! Meriti di morire, ma oggi non ti metterò a morte, perché hai portato l’Arca del Sovrano Signore YAHWEH davanti a mio padre Davide e perché hai condiviso con mio padre tutte le difficoltà che ebbe”. Salomone allontanò dunque Abiatàr dall’incarico di sacerdote di YAHWEH, perché si adempisse quello che YAHWEH aveva detto contro la casa di Eli a Silo.

1 Re 2:26,27

Avete notato cosa disse Salomone ad Abiatàr il sacerdote?

In poche parole, oltre ad intimarlo di tornare ad Anatòt, nei suoi campi, Salomone allontana Abiatàr dall’incarico di sacerdote di YAHWEH, in adempimento di una profezia pronunciata contro i discendenti di Eli a Silo; (1Samuele 2:31; 3:12).


Ora, nel nostro dramma profetico, chi potrebbe rappresentare Abiatàr il sacerdote?

Noi riteniamo che Abiatàr il sacerdote, rapresenti quei cristiani non vaccinati, che avevano i numeri per far parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7 o dei 144000, ma che infine si misero ad osteggiare la grande folla, spingendola ad adottare dottrine pagane come la trinità, l’inferno di fuoco, l’immortalità dell’anima e simili. Agendo in questo modo, cioè proprio come Abiatàr che si associò con il ribelle Adonia, si resero non più idonei per far parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7, gruppo che avrà, nel millennio messianico, il ruolo, oltre che di governante, anche di sacerdote ed insegnante.


14 Il comando di Salomone

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 28 e 29 leggiamo:

Quando la notizia arrivò a Giòab, che aveva appoggiato Adonìa (anche se non aveva appoggiato Àbsalom), Giòab fuggì alla tenda di YAHWEH e si aggrappò ai corni dell’altare.  Al re Salomone fu riferito: “Giòab è fuggito alla tenda di YAHWEH , ed è lì accanto all’altare”. Salomone inviò dunque Benaìa, figlio di Ieòiada, dicendogli: “Va’, colpiscilo!”

1 Re 2:28,29

Avete visto quale fu la decisione finale di Salomone nei confronti di Gioab l’assassino di cui avevamo parlato sopra, quando fuggì alla tenda di YAHWEH per scampare dal giudizio?

Salomone comandò a Benaìa di seguire Gioab e colpirlo


Vi ricordate chi avevamo detto rappresentava Gioab?

Avevamo scritto che Gioab rappresenta tutti coloro che verranno giustiziati dal Cristo Re. Alcuni verranno giustiziati o perderanno la vita come conseguenza del marchio-vaccino. (Noi riteniamo infatti che, nell’arco di un anno, oltre 5 miliardi e mezzo di persone perderanno la vita come conseguenza diretta o indiretta del marchio-vaccino.)

Molti altri delinquenti e malvagi dal punto di vista di Dio non hanno preso il marchio-vaccino. Per questi ultimi, il re messia, insieme ai suoi collaboratori, faranno un’attenta ricerca. In capo a pochi anni, probabilmente, tutte queste persone verranno prese e giustiziate. Nella nuova era, ad un certo punto, su tutta la terra non ci saranno latitanti, ma tutti i criminali verranno scovati e pagheranno per i loro crimini, proprio come Giòab. Contro tutte queste persone malvagie che nel mondo di Satana prosperavano ed erano temute, Cristo userà il cosiddetto pugno di ferro e saranno tutti scovati ed annientati.


15 La resistenza di Giòab

Proseguendo con la nostra lettura di primo Re capitolo 2, nei versetti 30 e 31 leggiamo:

Benaìa andò alla tenda di YAHWEH e disse a Giòab: “Questo è ciò che dice il re: ‘Vieni fuori!’” Ma lui replicò: “No! Morirò qui”. Allora Benaìa riferì al re: “Questo è ciò che ha detto Giòab, e questo è ciò che mi ha risposto”. Quindi il re gli disse: “Fa’ come ha detto lui, colpiscilo e seppelliscilo; togli da me e dalla casa di mio padre il sangue che Giòab ha sparso senza un giusto motivo

1 Re 2:30,31

Ora, avete visto che Gioab si rifiuta di uscire dalla tenda di YAHWEH, ma sceglie di morire proprio in quel luogo?

In modo simile, molti di coloro che moriranno perché hanno accettato il marchio della bestia, cioè i vaccini anti Covid-19, lo hanno fatto in obbedienza ai leader religiosi di questo mondo.

Quando il giudizio di Dio arriverà su di loro, durante quello che noi chiamiamo il diluvio di morti, molte di queste persone continueranno a rifugiarsi all’interno di queste organizzazioni religiose, proprio nel caso di Gioab che pensò di farla franca scappando nella tenda di YAHWEH. Purtroppo, immersi nella loro forma di adorazione deviata dai loro leader religiosi, queste persone soccomberanno sotto la condanna ed il giudizio divino. Continueranno a scegliere queste organizzazioni religiose, cioè Babilonia la grande, piuttosto che Dio. Vi rendete conto?

Infatti, proprio come accadde nel 70 della nostra era volgare, quando i romani rasero al suolo Gerusalemme, molti ebrei, invece di ubbidire al comando di Yahoshua di fuggire da Gerusalemme, rimasero a Gerusalemme. Furono circondati dall’esercito di Roma, ed infine, proprio come Giòab, morirono intrappolati all’interno di quella città insieme ai loro leader religiosi, ai quali avevano dato fiducia invece che a Cristo.


16 La colpa di sangue di Giòab

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 32 leggiamo:

YAHWEH farà ricadere il suo sangue sulla sua testa perché, all’insaputa di mio padre Davide, colpì e uccise con la spada due uomini migliori e più giusti di lui: Àbner, figlio di Ner, capo dell’esercito d’Israele, e Amàsa, figlio di Ièter, capo dell’esercito di Giuda.

1 Re 2:32

Avete notato in che modo Giòab si era reso colpevole di spargimento di sangue? 

All’insaputa del re Davide, Gioab aveva ucciso due generali dell’esercito di Israele.

Proprio come Giòab, molti assassini e delinquenti sono tuttora impuniti, ma quando il re messia comincerà a stringere il cerchio, tutte queste persone verranno prese e pagheranno per i loro crimini, come abbiamo già scritto sopra. Non sarà meraviglioso quando si potrà camminare per strada a qualsiasi ora, senza temere di essere aggrediti da qualche delinquente?


Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 33 leggiamo:

Il loro sangue ricadrà sulla testa di Giòab e sulla testa dei suoi discendenti per sempre; ma per Davide, i suoi discendenti, la sua casa e il suo trono ci sia pace da YAHWEH per sempre”.

1 Re 2:33

Se applichiamo il versetto sopra al nostro tempo, in che modo la colpa di sangue di Gioab ricadrà sulla testa dei suoi discendenti per sempre?

Giòab, come figura simbolica, abbiamo detto che rappresenta tutti coloro che infine verranno distrutti dal Cristo Re. Perciò, i simbolici discendenti di Gioab, rappresentano tutti coloro che seguono e seguiranno, nel prossimo futuro, la sua medesima condotta violenta. Su tutti loro ricadrà la maledizione riservata a Gioab ed ai suoi discendenti e cioè che, come conseguenza delle loro azioni violente ed in aperta contrapposizione con la legge divina, la pagheranno con la vita.


17 La morte di Giòab

Proseguendo con la nostra lettura, nei versetti 34 e 35 leggiamo:

Quindi Benaìa, figlio di Ieòiada, salì, colpì Giòab e lo mise a morte, e Giòab fu sepolto a casa sua nel deserto.  Al suo posto il re nominò capo dell’esercito Benaìa, figlio di Ieòiada, e al posto di Abiatàr nominò il sacerdote Zàdoc.

1 Re 2:32,35

Infine, eseguendo il comando del Re Salomone come avete letto sopra, Giòab fu giustiziato da Benaìa, il quale fu poi nominato capo dell’esercito di Israele, mentre Abiatàr il sacerdote, fu sostituito da Zàdoc.

Questi eventi ci ricordano che, con l’ingresso nella nuova era, ci saranno grandi cambiamenti a livello sia di coloro ai quali verrà affidato il potere, che anche a livello di popolo.

Zàdoc, il cui nome significa basilarmente “essere giusto”, può ben rappresentare i membri della grande folla che sulla terra, svolgeranno il ruolo di sacerdoti oltre che di governanti Giusti. Mentre Benaìa, potrebbe rappresentare i governi secolari che Cristo stabilirà sulla terra,  per garantire la pace, la sicurezza e la giustizia.


18 La morte di Simèi

Continuando con la nostra lettura, nei versetti da 36 a 38 leggiamo:

Poi il re convocò Simèi e gli disse: “Costruisciti una casa a Gerusalemme e va’ ad abitare lì; non devi uscirne per andare altrove.  Il giorno in cui ne uscirai e passerai la Valle del Chìdron, puoi star certo che morirai. Il tuo sangue ricadrà sulla tua testa”.  Simèi rispose al re: “Quello che hai detto è giusto. Il tuo servitore farà come ha detto il mio signore il re”. Così Simèi rimase a Gerusalemme per molto tempo.

2 Re 2:36-38

Vi ricordate chi avevamo detto che rappresenta Simèi il beniaminita?

Avevamo detto, che Simèi rappresenta quelle persone potenzialmente malvagie che non hanno preso il marchio della bestia, alle quali però, per varie ragioni, il Cristo Re, darà la possibilità di portare alla luce ciò che hanno veramente nel cuore. In un certo senso sono persone “in bilico“, ma alle quali Cristo, per misericordia, darà la possibilità di entrare nella nuova era sotto stretta sorveglianza. Probabilmente verranno imposte loro delle limitazioni, una sorta di libertà vigilata che sarà per loro una prova di lealtà e fidatezza. Superato il periodo di libertà vigilata, verranno infine definitivamente riabilitate.


18.1 Simèi esce da Gerusalemme

Continuando con la nostra lettura, nei versetti 39 e 40 leggiamo:

Ma alla fine di tre anni due schiavi di Simèi fuggirono da Àchis, figlio di Maàca, re di Gat. Quando gli fu detto: “Ecco, i tuoi schiavi sono a Gat”,  Simèi sellò immediatamente il suo asino e andò da Àchis a Gat per cercare i suoi schiavi. Quando Simèi tornò da Gat con i suoi schiavi

2 Re 2:39,40

Avete notato cosa fece Simei dopo tre anni, nonostante il severo avvertimento di Salomone?

Simei non rispettò le restrizioni impostegli da Salomone, ma uscì da Gerusalemme nell’intento di recuperare i suoi schiavi che erano fuggiti da Àchis, figlio di Maàca, re di Gat.

In modo simile, molti di quelli che saranno sotto restrizioni, quando entreremo nella nuova era, dopo un certo tempo, a quanto pare, riveleranno cosa hanno nel cuore. Proprio come Simei, forse per una questione di materialismo, o  per qualunque altro motivo egoistico, supereranno la linea rossa tracciata loro dal più grande Salomone, il nostro Signore Yahoshua Cristo. Ora, quale fu la reazione di Salomone quando venne a sapere della violazione delle restrizioni da parte di Simèi? Scopriamolo leggendo i versetti successivi.


18.2 Salomone convoca Simèi

Nei versetti da 41 a 43 si legge:

a Salomone fu riferito: “Simèi è uscito da Gerusalemme; è andato a Gat ed è tornato”.  Allora il re convocò Simèi e gli disse: “Non ti avevo fatto giurare su YAHWEH e non ti avevo avvertito: ‘Il giorno in cui uscirai da qui per andare altrove, puoi star certo che morirai’? E tu non mi avevi detto: ‘Quello che dici è giusto; ubbidirò’?  Perché dunque non hai osservato il giuramento fatto davanti a YAHWEH e il comando che ti avevo imposto?” 

1 Re 2:41-43

Avete notato cosa fece Salomone per prima cosa, dopo aver scoperto che Simei aveva violato le restrizioni che gli aveva imposto?

Per prima cosa, Salomone lo convoca e gli ricorda che, sotto giuramento davanti a Dio, aveva accettato le restrizioni impostegli tre anni prima.

In modo simile, anche a molti di quelli che come Simei saranno per così dire in libertà vigilata, ma che infrangeranno le restrizioni che gli saranno imposte, verrà probabilmente ricordato che il giuramento o  l’autocertificazione che avevano fatto o accettato, era solennemente vincolante. Perciò, il mancato rispetto di tali restrizioni, avrebbe potuto portare alla morte.


18.3 Salomone ricorda a Simèi il male che ha fatto

Continuando con la nostra lettura nei versetti da 44 a 45 leggiamo:

Il re disse inoltre a Simèi: “Tu sai in cuor tuo tutto il male che hai fatto a mio padre Davide, e YAHWEH farà ricadere quel male sulla tua testa.  Ma il re Salomone sarà benedetto e il trono di Davide sarà saldamente stabilito davanti a YAHWEH  per sempre”. 

1 Re 2:44,45

Avete notato cosa ricorda il Re Salomone a Simei come secondo elemento di giudizio?

In poche parole, Salomone ricorda a Simei che per ciò che aveva fatto a suo padre Davide, era già meritevole di morte. La proroga di una sentenza di morte da parte di Salomone nei suoi confronti, era un atto di misericordia da parte di YAHWEH e non andava sprecata come nel suo caso.

In modo simile, molti di quelli che nella nuova era saranno nelle condizioni simili a quelle di Simei, faranno bene a riflettere attentamente su come Dio starà mostrando loro misericordia. Evidentemente, il Cristo Re prenderà in considerazione alcune circostanze attenuanti a loro favore, anche se evidentemente, dovranno dimostrare in modo pratico e verificabile di essersi pentiti nel profondo del loro cuore. È per questa ragione che, evidentemente, verranno imposte loro le restrizioni di cui abbiamo parlato sopra. 


18.4 Simei viene messo a morte

Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 46 leggiamo:

Allora il re diede l’ordine a Benaìa, figlio di Ieòiada, il quale andò e colpì Simèi, così che morì. In questo modo il regno fu saldamente stabilito nelle mani di Salomone.

1 Re 2:46

Avete notato cosa avvenne dopo la morte di Simei a Salomone ed al suo regno?

Come avete potuto leggere sopra, infine Simei fu giustiziato da Salomone per mezzo di Benaìa, di conseguenza il regno d’Israele fu saldamente stabilito nelle mani di Salomone. Allo stesso modo, dopo che verranno definite le questioni legali aperte di cui abbiamo parlato nell’articolo, il regno sarà saldamente stabilito nelle mani di Cristo e degli eletti, cioè dei 144000 e della grande folla di Apocalisse capitolo 7.


La meraviglia della sapienza divina

Ma come si fa a stabilire che gli eletti che regneranno con Cristo, il più grande Salomone, sono solo i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7?

Nei nostri articoli, abbiamo già dimostrato più volte con l’aiuto delle scritture e quindi di Dio, che gli eletti che regneranno con Cristo sono i 144000 e la grande folla. In questo caso ci serviremo di un paio di scritture per dimostrarlo.

Ora, prima di procedere, vogliamo ricordare che, dalla nostra analisi, risulta che i vari Vangeli sono stati scritti profeticamente per specifiche categorie di persone. Infatti:

– Il Vangelo di Giovanni è stato scritto profeticamente per il nostro Signore Yahoshua Cristo. È in questo Vangelo, in particolare, che impariamo a conoscere in profondità il nostro Signore.

– Il Vangelo di Marco, è stato scritto profeticamente per i 144.000 di Apocalisse capitolo 14. Noi riteniamo che tutti i membri dei 144000 abbiano già ricevuto il premio, essendo tutti già trasformati in creature spirituali.

– Il Vangelo di Matteo è stato scritto profeticamente per la grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questo gruppo, riteniamo verrà, nel prossimo futuro, trasformato in gloria, che nel loro caso significa avere una doppia natura, che sarà per circa l‘80% angelica e per circa il 20% umana. A differenza dei 144.000, la grande folla avrà dimora permanente sulla terra, ma potrà accedere alla dimensione spirituale.

– Il Vangelo di Luca, è stato scritto per il resto dei salvati che vivrà sulla terra. Questi saranno esseri umani al 100% e raggiungeranno la perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo, verso la fine del regno messianico.

Ora procediamo nel rispondere alla domanda su chi sono gli eletti di cui si parla nei Vangeli, i quali regneranno con Cristo nella nuova era. I capitoli nei tre Vangeli in cui Yahoshua parla della fine dei tempi sono rispettivamente:

  • Il vangelo di Matteo nel capitolo 24;
  • il vangelo di Marco nel capitolo 13;
  • il Vangelo di Luca nel capitolo 21.

Parlando della grande tribolazione e degli eletti, in Matteo  24:22 Yahoshua disse:

“A meno che quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne sarebbe salvata; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.

Matteo 24:22.

Il versetto corrispondente nel Vangelo di Marco, è Marco 13:20. Si legge:

In effetti, se YAHWEH non abbreviasse i giorni, nessuno sarebbe salvato; ma a motivo degli eletti che egli ha scelto, ha abbreviato i giorni.

Marco 13:20

Ora, se cercate attentamente nel capitolo 21 del Vangelo di Luca, noterete che questa espressione è mancante. Non si fa accenno agli eletti come nei Vangeli di Matteo e Marco. Questo significa, come abbiamo dimostrato più volte nei nostri articoli, che il gruppo rappresentato dal Vangelo di Luca non fa parte degli eletti. Gli eletti sono unicamente i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, i quali saranno salvati per la vita eterna, all’inizio del regno millenario di Cristo.


Inoltre, avete notato un altro particolare che emerge dall’esame dei due versetti sopra, cioè di Matteo 24:22 e Marco 13:20?

Nell’articolo che si aprirà cliccando sul link sotto, in base all’analisi dell’episodio della donna che aveva una perdita da 12 anni e fu guarita, avevamo dedotto che a scegliere chi farà parte dei 144000 è il padre YAHWEH. Mentre a scegliere chi farà parte della grande folla di Apocalisse capitolo 7, sarebbe stato il nostro Signore Yahoshua Cristo.

Ora, se fate attenzione a Marco 13:20, Vangelo che è scritto profeticamente per i 144000, noterete che Yahoshua dice specificamente che a scegliere gli eletti, in questo caso i 144000 visto che siamo nel Vangelo di Marco, è Dio. Mentre nel Vangelo di Matteo, Yahoshua non specifica che a scegliere gli eletti è Dio, e questo è coerente con ciò che avevamo dedotto mesi addietro. Vi rendete conto?

Link: Salvati attraverso la grande tribolazione

Sulla stessa scia, anche la profezia di Yahoshua inerente alla predicazione della buona notizia in tutta la terra abitata in testimonianza a tutte le nazioni, riportata in Matteo 24:14, riguarda per lo più gli eletti. 

Abbiamo spiegato inoltre che, nel tempo della fine in cui viviamo da oltre un secolo ormai, gli eletti derivano quasi totalmente dai Testimoni di Geova e dal loro entourage. Fino al 2019, erano loro il gruppo di cristiani che Cristo si era scelto come serbatoio dal quale sarebbero derivati gli eletti, cioè i rimanenti dei 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7.

Dopo il 2019, tutti i veri cristiani all’interno dei Testimoni di Geova  e di tutte le altre religioni, avrebbero dovuto uscire da esse. Ora sui Testimoni di Geova, così come su tutte le altre organizzazioni religiose, pendeva una condanna da parte di Dio, per la ragione che, come organizzazioni in merito al marchio-vaccino, avevano fatto compromesso con la bestia politica, cioè il potere politico e internazionale che ha imposto i vaccini anti COVID-19. 


Ma come dimostrare che la profezia in merito alla predicazione mondiale nel tempo della fine che è riportata in Matteo 24:14 riguarda solo gli eletti, che fino al 2019 erano praticamente tutti all’interno dei Testimoni di Geova? 

Ancora una volta rispondiamo come abbiamo fatto sopra: dal confronto dei tre Vangeli, vale a dire Matteo capitolo 24, Marco capitolo 13, e Luca capitolo 21.

Il versetto corrispondente nel Vangelo di Matteo, è Matteo 24:14. Si legge: 

E questa buona notizia del Regno sarà predicata in tutta la terra abitata, perché sia resa testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la fine.

Matteo 24:14

Ora, il versetto corrispondente nel Vangelo di Marco, è Marco 13:10. Si legge:

E in tutte le nazioni si deve prima predicare la buona notizia.

Marco 13:10

Ora, se cercate attentamente nel capitolo corrispondente di Luca, cioè in Luca capitolo 21, noterete che questa affermazione di Yahoshua è mancante. Luca semplicemente non menziona la predicazione, a dimostrazione che l’opera di predicazione nel tempo della fine, non riguarda la cristianità in generale, gruppo generico rappresentato dal Vangelo di Luca, ma riguarda esclusivamente gli eletti, che abbiamo detto nel tempo della fine, sono stati selezionati quasi esclusivamente, salvo poche eccezioni, dai Testimoni di Geova e dal loro entourage.


Conclusione

In conclusione, come abbiamo imparato nel capitolo 2 di primo Re, presto dalla vecchia era, entreremo definitivamente nella nuova era. In questa nuova era, Cristo insieme agli eletti, cioè i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, stabiliranno giustizia, pace e sicurezza per tutti. Tutti quelli che Dio giudicherà malvagi alla maniera di Gioab l’assassino, verranno presto giustiziati. Inoltre, tutti quelli che cercheranno di rovesciare il governo che Cristo stabilirà come Adonia, verranno stroncati sul nascere. Mentre, a coloro che per varie ragioni hanno delle attenuanti per il loro cattivo comportamento del passato come Simèi, verrà data la possibilità di dimostrare la loro lealtà a Dio, sottomettendosi ad alcune restrizioni. Una volta trascorso il periodo necessario, quelli che non infrangeranno le restrizioni loro imposte, verranno riabilitati. Mentre quelli che le infrangeranno, dovranno subire le conseguenze dovute al loro errore. Ci sia consentito di essere tra quelli che saranno approvati da Dio e dal Cristo Re per la vita eterna.

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