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Articolo scritto, in ricordo dell’alto prezzo pagato dal nostro Signore Yahoshua Cristo per la nostra salvezza eterna , il 14 Nisan del calendario ebraico. Questa data quest’anno, cioè nel 2026 corrisponde al giorno biblico che inizia al tramonto del 2 Aprile .
Nel mentre che la situazione in Medio Oriente e nel mondo si fa sempre più difficile, nel mentre che la guerra israelo-americana si fa sempre più preoccupante , i veri cristiani diventano sempre più consapevoli di star vivendo nel tempo della fine predetto nelle profezie bibliche. Come una belva impazzita che sbrana e lacera la propria carne, i poteri che gestiscono il mondo di Satana, stanno combattendo ferocemente tra loro.
Cosa possiamo aspettarci da questa situazione?
Noi ci aspettiamo che da questa situazione e da altre situazioni che sorgeranno, che il mondo di Satana sprofondi completamente. Ci aspettiamo che Babilonia la grande, che nel nostro tempo rappresenta il connubio tra la politica e la religione , sprofondi miseramente nella sua distruzione più completa. Dio farà in modo che la caduta di Babilonia la grande, avvenga inevitabilmente e rapidamente. Questo vale anche per quella parte di Babilonia che potremmo definire, il suo zoccolo duro. Ci stiamo riferendo alle società più o meno segrete, sataniste e praticanti della magia e dello spiritismo, società che di fatto governano Babilonia la grande. Si, anche quelle realtà per quanto potenti ed intoccabili, per mano Divina, verranno completamente e miseramente eliminate.
Analizzando la situazione che si è creata con la guerra in Medio Oriente, non vi ricorda un po’ le parole di Apocalisse 18: 9,10 in merito alla caduta di Babilonia?
Si legge:
“E i re della terra, che con lei hanno commesso immoralità sessuale e hanno vissuto nel lusso sfrenato, piangeranno e si batteranno il petto per il dolore quando vedranno il fumo del suo incendio. Si terranno a distanza per paura del suo tormento e diranno: ‘Che disastro, Babilonia, città grande, città potente, perché il tuo giudizio è arrivato in un attimo!’
Avete visto che i re della terra, che erano in relazioni intime con Babilonia, se ne stanno a distanza? Potete notare come afferma il versetto 10, che hanno tutti paura di essere travolti con lei nella sua caduta?
Ora, come abbiamo spiegato negli articoli precedenti, il conflitto che si sta consumando in Medio Oriente, è di natura fondamentalista e religiosa. Da una parte abbiamo il fondamentalismo islamico rappresentato dall’Iran, e dall’altra parte, abbiamo il fondamentalismo giudaico-sionista accompagnato dal fondamentalismo delle chiese evangeliche, chiese in questione rappresentate dagli Stati Uniti d’America. Curiosamente, come nel caso della caduta di Babilonia di cui abbiamo letto nei versetti sopra, nel conflitto mediorientale attuale, nessuna delle Nazioni cosiddette alleate degli stati uniti ed Israele, come per esempio le nazioni membri della Nato, vuole entrare nel conflitto. Hanno tutti paura di essere in qualche modo intrappolati in una situazione senza via d’uscita, perciò se ne stanno tutti a distanza!
Inoltre, se questa situazione permane per molti mesi, a risentirne non saranno solo le nazioni belligeranti, ma con loro trascineranno tutto il mondo, tutta l’economia con tutto ciò che ne consegue. Vi rendete conto della grave situazione in cui ci troviamo. A rigor di logica, in un contesto così incerto, è solo saggio farsi qualche scorta alimentare o d’altro genere, consapevoli che la situazione potrebbe degenerare da un giorno all’altro. Certo, Dio provvederà sempre il necessario ai suoi fedeli adoratori in difficoltà, tuttavia, laddove possiamo individualmente fare qualcosa preventivamente per noi è per la nostra famiglia , sarebbe solo saggio fare la nostra parte. Vi ricordate delle code ai supermercati durante la pandemia? Potrebbe darsi che, a un certo punto , i vari governi provvedano al razionamento alimentare. In tal caso, se abbiamo fatto bene i nostri compiti, ci troveremo decisamente meglio.
Nell’articolo che si aprirà Cliccando sul link sotto, troverete ciò che abbiamo capito dall’analisi dei capitoli 19, 20 e 21 del libro biblico di Giudici, in merito all’anno 2026 e 2027. Link: QUI.
Ora, riguardo alle profezie bibliche, sapevate che il capitolo 4 di Esodo, non è altro che una complessa profezia che ci riguarda tutti da vicino? In questo articolo, esamineremo appunto il capitolo 4 di Esodo, e progressivamente, ci renderemo sempre più conto che il suo contenuto straordinario, riguarda la nostra salvezza eterna. Inoltre, scopriremo che implica anche gli eventi traumatici degli ultimi 6 anni, inclusi gli eventi eccezionali che stiamo vedendo accadere in questo 2026.
- I tre segni che Mosè compirà.
Iniziamo quindi con la lettura di Esodo capitolo 4, al versetto 1. Si legge:
Tuttavia Mosè rispose: “Supponiamo però che non mi credano e non ascoltino la mia voce, e che invece dicano: ‘YAHWEH non ti è apparso’”.
Avete notato l’obiezione di Mosè nel presentarsi ad Israele, quale rappresentante di Dio?
In effetti, proprio come nel caso degli israeliti, era necessaria una prova ulteriore indicante che Mosè aveva l’approvazione di Dio. Nel caso di Mosè, Dio gli diede la possibilità di operare alcuni miracoli, come certificazione della provenienza Divina del suo messaggio profetico. Nel nostro tempo, poiché abbiamo la Bibbia per intera, essa garantisce l’autorevolezza di base del nostro messaggio. Inoltre, poiché le Sacre Scritture sono una emanazione dello Spirito Santo di Dio, cioè la sua forza attiva , è evidente che per comprenderle correttamente, è assolutamente necessario che Dio ci conceda in dono il suo spirito.
Naturalmente tutti i veri cristiani hanno lo Spirito Santo di Dio, ed in una certa misura, Dio concede loro di comprendere sempre più chiaramente la sua parola.
Tuttavia la risoluzione degli enigmi biblici più complessi naturalmente, richiede una presenza straordinaria dello Spirito Santo in tali individui, Spirito Santo che naturalmente va richiesto al padre YAHWEH. Inoltre, proprio come nel caso di Mosè, è il padre YAHWEH a scegliere le persone a cui dare queste informazioni, quindi non dipende semplicemente dall’uomo, ma è Dio che sceglie.
In merito , in Ecclesiaste 2:26, nella parte A, leggiamo:
All’uomo che gli è gradito egli dà sapienza, conoscenza e gioia, ma al peccatore dà il compito di raccogliere e accumulare semplicemente per dare a chi è gradito al vero Dio.
Continuando con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 2 a 3 leggiamo:
Allora YAHWEH gli chiese: “Che cos’hai in mano?” Mosè rispose: “Un bastone”. Dio gli disse: “Gettalo a terra”. Così Mosè lo gettò a terra ed esso diventò un serpente, al che Mosè balzò indietro.
Avete visto il miracolo che Dio fece compiere a Mosè con la sua verga? In termini profetici, cosa potrebbe rappresentare il bastone con cui Dio permetterà a Mosè di compiere miracoli?
Poiché è lo strumento che permette a Mosè di compiere miracoli, noi riteniamo che il bastone di Mosè, rappresenti lo Spirito Santo di Dio. Inoltre può anche rappresentare lo scettro o l’autorità che Dio diede a Mosè quale suo rappresentante principale , autorità che in termini assoluti, Dio poi darà al Cristo Re, il più grande Mosè.
Inoltre, avete notato che una volta gettato a terra in obbedienza al comando divino, il bastone di Mosè si trasformò in un grosso serpente?
Cosa potrebbe rappresentare quel grosso serpente?
Noi riteniamo che il serpente appena trasformato, rappresenti il nostro Signore Yahoshua Cristo. In altre parole, mediante il suo spirito santo, rappresentato dal bastone di Mosè, Dio avrebbe agito miracolosamente sulla vita del nostro Signore Yahoshua Cristo, che allora era ancora in cielo. Prima di tutto, il padre YAHWEH avrebbe trasferito l’essenza vitale di suo figlio nel grembo di Maria. Una volta nato e cresciuto sulla terra , e dopo aver offerto la sua vita per noi, mediante il suo potente spirito santo, Dio trasformò nuovamente il nostro Signore, in una potentissima creatura spirituale seconda solo a Dio.
Ma perché il nostro Signore Yahoshua Cristo dovrebbe essere rappresentato da un grosso serpente, non è Satana il diavolo Il serpente per definizione?
Per rispondere a questa domanda, vi invitiamo a seguirci nella lettura di Esodo 7: 8-12. Si legge:
Ora YAHWEH disse a Mosè e ad Aronne: “Se il faraone vi dirà: ‘Fate un miracolo’, tu dirai ad Aronne: ‘Prendi il tuo bastone e gettalo davanti al faraone’. Diventerà un grosso serpente”. Mosè e Aronne andarono dunque dal faraone e fecero esattamente come YAHWEH aveva comandato. Aronne gettò il suo bastone davanti al faraone e ai suoi servitori, ed esso diventò un grosso serpente. Comunque, il faraone convocò i sapienti e i maghi; e anche i sacerdoti dell’Egitto che praticavano la magia fecero la stessa cosa con le loro arti magiche. Ognuno di loro gettò a terra il proprio bastone, ed essi diventarono grossi serpenti; ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni.
Ora, avete notato cosa fece il serpente generato dal bastone di Mosè ai serpenti generati dai maghi egiziani?
Come possiamo leggere al versetto 12, il serpente generato dal bastone di Mosè, inghiottì i serpenti generati dai maghi d’Egitto.
Questo significa, che Cristo, cioè il grosso serpente generato dal bastone di Mosè, avrebbe distrutto sia le opere di Satana, che Satana stesso ed i suoi demoni, rappresentati dai serpenti generati dai bastoni dei maghi egiziani. Cristo al tempo stabilito da Dio, li avrebbe eliminati completamente dall’esistenza. (1 Giovanni 3:8).
Per quale motivo quindi Cristo è rappresentato da un serpente?
Da ciò che possiamo intuire dal racconto sopra, Cristo è simboleggiato da un serpente, per indicarci che come Satana, anche Cristo che poi distruggerà Satana, è una creatura spirituale. Sono quindi entrambi esseri spirituali o se vogliamo, creature angeliche. Hanno una medesima natura.
Nelle scritture ebraiche, cioè nell’Antico Testamento, Cristo si manifesta come l’Arcangelo Michele. Dopo la sua morte e risurrezione nel primo secolo, Dio elevò Cristo ad una posizione Superiore rispetto agli angeli comuni, rivestendolo di immortalità, proprio come è immortale il nostro padre celeste YAHWEH.
Inoltre in Genesi 3:1, ci viene detto che il serpente Satana il diavolo, era il più astuto tra le creature selvatiche, creature selvatiche che in questo caso, rappresentano gli angeli ribelli.
Poiché il serpente generato dal bastone di Mosè rappresentante Cristo, inghiotte gli altri serpenti generati dai bastoni dei maghi egiziani, si può dire che il Cristo come entità spirituale, non è solo più potente di Satana ed i suoi demoni, ma è anche più furbo o astuto di loro. Perciò metaforicamente, Cristo rappresenta un serpente di qualità superiore.
Proseguendo con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 4 a 5 leggiamo:
Quindi YAHWEH gli disse: “Stendi la mano e afferralo per la coda”. Mosè stese dunque la mano e lo afferrò, e nella sua mano esso diventò un bastone. Dio disse poi: “Questo è perché credano che YAHWEH , l’Iddio dei loro antenati, l’Iddio di Abraamo, l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe, ti è apparso”.
Avete notato in che modo Mosè deve afferrare il bastone trasformato in serpente, in obbedienza al comando divino?
Al versetto 4 leggiamo che Dio gli dice di afferrarlo per la coda. Allo stesso modo gli adoratori di Dio, in particolare quelli dell’era Cristiana, per avere l’approvazione di Dio, devono per così dire afferrare il serpente che rappresenta Cristo, per la coda, cioè dobbiamo andare dietro o seguire l’esempio e gli insegnamenti del Cristo nella nostra vita.
Infatti fu Yahoshua stesso a dire ai suoi discepoli quanto troviamo in Matteo 16:24:
“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo”. (Matteo 16:24).
Se invece vogliamo fare di testa nostra, non prendendo per così dire il serpente per la coda in atto di sfida, rischieremo infine di essere morsi o divorati da questo grande serpente, al più tardi, durante la guerra del gran giorno dell’iddio onnipotente comunemente chiamato da molti, Armageddon.
Continuando con la nostra lettura, al versetto 6 leggiamo:
YAHWEH gli disse ancora una volta: “Per favore, metti la mano nella piega della veste”. Mosè mise dunque la mano nella piega della veste. Quando la tirò fuori, ecco, la sua mano era stata colpita dalla lebbra ed era diventata bianca come la neve!
Ora, non è meravigliosa la garbatezza con cui Dio si rivolge a Mosè nonostante la sua elevatissima posizione quale grande creatore? Non è meraviglioso servire un Dio così delicato ed amorevole con i suoi figli terreni, nonostante la nostra miseria?
Quindi , ritornando al serpente, una volta stabilito che il serpente generato dal bastone di Mosè rappresenta il nostro Signore Yahoshua Cristo, possiamo procedere nell’esame degli altri elementi dell’enigma profetico.
In senso profetico, cosa potrebbe rappresentare la lebbra?
Per scoprirlo, torniamo indietro di qualche migliaio d’anni, ai tempi del profeta Eliseo. L’occasione fu quando il servitore di Eliseo, cioè Gheàzi, cercò di appropriarsi indebitamente di doni che non gli appartenevano, in piena contrapposizione con la volontà di Dio. Notate cosa accade quando Dio per mano di Eliseo , emise la sentenza contro di lui. In merito, in 2Re 5: 27 leggiamo:
La lebbra di Naàman si attaccherà dunque a te e ai tuoi discendenti per sempre!” Immediatamente Gheàzi se ne andò dalla sua presenza lebbroso, bianco come la neve.
Avete notato cosa accadde a Gheàzi dopo la sentenza Divina per mano di Eliseo?
Gheàzi fu colpito dalla lebbra. Inoltre proprio come il peccato originale commesso da Adamo ed Eva si estese ai suoi discendenti, in modo simile la lebbra di Gheàzi, si sarebbe estesa ai suoi discendenti. Perciò la lebbra in senso profetico, può ben rappresentare il peccato ereditato da Adamo. Infatti se fate caso, noterete che ci sono diversi episodi in cui Dio colpisce o maledice qualcuno, e questi diventa lebbroso.
Ma per capirci un po’ meglio, proseguiamo con la lettura del versetto 7. Si legge:
Dopodiché Dio disse: “Rimetti la mano nella piega della veste”. Mosè rimise dunque la mano nella veste. Quando la tirò fuori, era tornata sana come il resto della sua carne!
Ora, cosa potrebbe rappresentare l’azione di Mosè di mettere la mano nella piega della veste?
La prima volta, riportata al versetto 6, notiamo che quando Mosè tira fuori la mano dalla piega della veste, la sua mano diventa lebbrosa, bianca come la neve. Quella mano lebbrosa, rappresenta la nostra condizione peccaminosa quali discendenti di Adamo. Quindi il mettere la mano nella veste la prima volta e tirarla fuori, ci mostra dal punto di vista spirituale, qual è la nostra condizione agli occhi di Dio.

La seconda volta, rappresenta il momento della purificazione del nostro corpo, da imperfetti peccatori, a puri e santi agli occhi di Dio. Mettere la mano nella veste, ci mette a contatto con il corpo. Naturalmente nel nostro caso il corpo che ci purifica, è quello del nostro Signore Yahoshua Cristo, grazie al suo sacrificio di riscatto per noi. In merito, in Matteo 26: 26 leggiamo:
Mentre continuavano a mangiare, Yahoshua prese un pane e, dopo aver pronunciato una preghiera, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo rappresenta il mio corpo”.
Quindi grazie al sacrificio del nostro Signore Yahoshua Cristo, rappresentato in questo racconto dal grosso serpente originato dalla Verga di Mosè, il genere umano potrà ottenere a suo tempo, un corpo perfetto, cioè un corpo puro privo di peccato.
Proseguendo con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 8 a 9 leggiamo:
Dio disse: “Se non ti crederanno e non daranno peso al primo segno, sicuramente crederanno al segno successivo. Ma se anche non credessero a questi due segni e rifiutassero di ascoltare la tua voce, prenderai un po’ d’acqua dal Nilo e la verserai sull’asciutto; e sull’asciutto l’acqua che avrai preso dal Nilo diventerà sangue”.
Avete notato che nei versetti sopra, Dio dice a Mosè di versare l’acqua del Nilo sull’asciutto come ulteriore segno, e questa acqua diventerà sangue?
Se ci avete seguito fin qua, allora avrete già capito che il sangue che viene versato a terra in questo caso, rappresenta il sangue del nostro Signore Yahoshua Cristo, versato per la redenzione e salvezza dell’umanità peccatrice.
In merito, sempre Matteo capitolo 26, nei versetti da 27 a 28, il nostro Signore Yahoshua Cristo disse tra le altre cose:
E [Yahoshua ], preso un calice, rese grazie a Dio e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo rappresenta il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati.
Quindi riepilogando, con questi primi versetti, Dio stava rappresentando in maniera simbolica , ciò che sarebbe stato necessario per la salvezza e la redenzione dell’umanità peccatrice. A suo tempo Dio avrebbe mandato un Salvatore proprio come Mosè, il nostro Signore Yahoshua Cristo, il serpente generato dal bastone di Mosè, il quale avrebbe offerto il suo corpo ed il suo sangue a favore dell’umanità. Questo grosso profetico serpente, avrebbe divorato i serpenti generati dalle verghe dei maghi egiziani, serpenti in questo caso rappresentanti Satana ed i suoi demoni. Per la liberazione del suo popolo, Dio avrebbe agito con mano forte, distruggendo il mondo di Satana rappresentato dall’Egitto dei Faraoni del tempo di Mosè.
- Mosè non si sente all’altezza.
Proseguendo con la nostra lettura , nei versetti da 10 a 12 leggiamo:
Mosè disse a YAHWEH : “Perdonami, YAHWEH , ma non sono mai stato bravo nel parlare, né in passato né da quando hai cominciato a parlare al tuo servitore: sono infatti impacciato con la bocca e con la lingua”. E YAHWEH gli disse: “Chi ha dato la bocca all’uomo, e chi lo rende muto, sordo, vedente o cieco? Non sono io, YAHWEH ? Pertanto va’: io sarò con te quando parlerai e ti insegnerò quello che dovrai dire”.
Avete notato la perplessità di Mosè nell’assumere l’incarico di portavoce di Dio?
Infatti afferma di avere difficoltà o di essere impacciato con la bocca e con la lingua. Ad ogni modo, Dio lo rassicura che sarebbe stato con lui, e che gli avrebbe insegnato quello che avrebbe dovuto dire. In modo simile, i veri cristiani nel corso della storia, hanno avuto bisogno e sono stati aiutati sia ieri che oggi,dallo spirito di Dio nel dare testimonianza delle verità bibliche. Inoltre, la difficoltà nella padronanza della lingua o delle parole, può essere accostata simbolicamente, alla natura imperfetta dell’uomo peccatore. Infatti Giacomo 3:2, sottolinea, che chi è capace di padroneggiare perfettamente la lingua, è un uomo perfetto. Perciò si può dire che Mosè si presenta a Dio per quello che è, cioè un uomo imperfetto e peccatore. Ad ogni modo, nonostante le rassicurazioni di Dio, Mosè rimane riluttante.
Ma cosa gli dice in seguito Dio? Scopriamolo leggendo i versetti da 13 a 17. Si legge:
Ma lui disse: “Perdonami, YAHWEH . Manda qualcun altro, ti prego, chiunque tu voglia”. Allora YAHWEH si adirò con Mosè e disse: “Non c’è forse tuo fratello, Aronne il levita? So che parla molto bene. In questo momento ti sta venendo incontro; quando ti vedrà, il suo cuore gioirà. Perciò devi parlargli e mettere le parole nella sua bocca; quando parlerete io sarò con te e con lui, e vi insegnerò quello che dovrete fare. Sarà lui a parlare al popolo per te; lui agirà da portavoce per te e tu agirai in veste di Dio per lui. E porterai questo bastone per compiere con esso i segni”.
Avete visto in che modo Dio va incontro a Mosè?
Gli dice che a parlare sarà suo fratello Aaronne, mentre lui cioè Mosè, agirà in veste di Dio. Volendo farne un’applicazione ad ampio raggio, proveremo a definire i ruoli.
Il fratello di Mosè, cioè Aaronne, il quale divenne sommo sacerdote e portavoce di Mosè, rappresenta il nostro Signore Yahoshua Cristo. (Ebrei 3:1). Infatti in Giovanni 1:1, Yahoshua viene definito la parola o il verbo di Dio. Inoltre Yahoshua stesso in varie occasioni, disse chiaramente di parlare in nome del Padre. In merito, in Giovanni 12:48, 49 leggiamo:
Chi respinge me e non accetta le mie parole ha chi lo giudica: sarà la parola che ho detto a giudicarlo nell’ultimo giorno. Io infatti non ho parlato di mia iniziativa, ma è il Padre, che mi ha mandato, ad avermi ordinato cosa devo dire e di cosa devo parlare.
Perciò in questa seconda parte del capitolo 4 di Esodo, il sommo sacerdote Aaronne, rappresenta il nostro Signore Yahoshua Cristo.
Chi rappresenta Mosè in questa seconda parte del capitolo 4 di Esodo?
Come abbiamo già scritto sopra, in questa seconda parte di Esodo, Mosè rappresenta il padre YAHWEH. Infatti sarà poi Mosè a dare le direttive a suo fratello Aaronne come stabilito da Dio, e Aaronne sarà il suo portavoce.
Mentre la verga o il bastone di Mosè come abbiamo scritto sopra, essendo lo strumento visibile che permette a Mosè di compiere miracoli, noi riteniamo che il bastone di Mosè rappresenti lo Spirito Santo di Dio. Dio nella sua infinita potenza, può concedere o immergere i suoi servitori di questa sua particolare energia, permettendo a chi ne è pieno, di compiere miracoli o imprese straordinarie. Infatti prima di cominciare il suo Ministero quale Messia ed operatore di miracoli , al suo battesimo, Yahoshua venne pervaso dallo spirito santo sotto forma di Colomba. Ve lo ricordate? In merito, in Marco 1:10-12 leggiamo:
Immediatamente, uscendo dall’acqua, vide i cieli dividersi e lo spirito scendere su di lui come una colomba. E dai cieli venne una voce: “Tu sei mio Figlio, il mio amato Figlio. Io ti ho approvato”.
Perciò a questo punto del racconto, abbiamo tutti gli elementi profetici pronti per la loro realizzazione. Più volte nei nostri articoli, abbiamo spiegato che affinché ci sia una corretta interpretazione profetica di un brano biblico , Dio lascia sempre la prova del nove. Spesso nello stesso capitolo o nei capitoli successivi, ci viene lasciata la prova del nove che in genere consiste, nel raccontare la stessa storia di fondo, in una forma enigmatica diversa, e in questo modo, sulla base di due testimonianze, soddisfiamo un requisito biblico fondamentale per stabilire la verità. In merito, in Matteo 18:16, il nostro Signore Yahoshua Cristo disse tra le altre cose:
Ma se [un fratello] non ti ascolta, prendi con te uno o due altri, così che ogni questione sia stabilita sulla base della dichiarazione di due o tre testimoni.
Anche in Giovanni 8:17, Yahoshua espresse lo stesso pensiero quando disse agli ebrei:
Inoltre nella vostra stessa Legge è scritto: ‘La testimonianza di due uomini è vera’.
Perciò quello che prenderemo ora in considerazione, rappresenta la prova del nove riguardo alla correttezza della nostra interpretazione profetica dei versetti sopra.
- Mosè ritorna in Egitto.
Continuando con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, ai versetti da 18 a 20 leggiamo:
Mosè tornò dunque da suo suocero Ietro e gli disse: “Lascia che io vada, ti prego, e che torni dai miei fratelli in Egitto per vedere se sono ancora vivi”. E Ietro disse a Mosè: “Va’ in pace”. Dopo ciò YAHWEH disse a Mosè in Màdian: “Va’, torna in Egitto, perché tutti gli uomini che volevano ucciderti sono morti”.
Mosè prese quindi sua moglie e i suoi figli e li fece montare su un asino, e se ne tornò nel paese d’Egitto. Inoltre portò con sé il bastone del vero Dio.
Avete notato l’atteggiamento di Mosè nei confronti di suo suocero?
Nonostante fosse un adulto , ed avesse circa 80 anni, nel suo intento di ritornare in Egitto, Mosè tenne in considerazione suo suocero. Infatti Mosè tornò in Egitto con l’approvazione del suocero che gli disse: “ va in pace”.
In modo simile , quando il nostro Signore Yahoshua Cristo venne sulla terra, non venne di sua propria iniziativa, ma fu mandato da Dio e quindi venne con l’approvazione e la benedizione del padre YAHWEH. Infatti a rafforzare questo concetto, sono le parole successive di Dio che abbiamo letto al versetto 19, dove Dio ripete esplicitamente a Mosè di tornare in Egitto.
Ma avete notato che Dio aggiunge che tutti gli uomini che volevano ucciderlo erano morti?
In modo simile, quando il nostro Signore Yahoshua divenne il messia, cioè al momento del suo battesimo, i suoi nemici, cioè coloro che lo volevano morto da bambino, in particolare Erode detto il grande, colui che fece un massacro dei bambini, era morto. Proprio come Mosè che per circa 40 anni rimase nascosto in un paese lontano dall’Egitto, in modo simile il nostro Signore Yahoshua Cristo , rimase fondamentalmente sconosciuto e nascosto al popolo d’Israele per circa 30 anni , cioè fino al momento del suo battesimo. Dopo il suo Battesimo, Yahoshua divenne il messia, e cominciò a predicare in lungo ed in largo.
Ritornando al versetto 20 che abbiamo letto sopra, Mosè quindi prese sua moglie e suoi figli in ubbidienza a Dio, e tornò in Egitto, portando con sé il bastone del vero Dio, rappresentante come abbiamo detto, sia lo Spirito Santo di Dio, che il simbolo dell’autorità che Dio diede a Mosè in questa grande impresa.
Continuando con la nostra lettura, al versetto 21 leggiamo:
Allora YAHWEH disse a Mosè: “Quando sarai tornato in Egitto, assicurati di compiere davanti al faraone tutti i miracoli che ti ho dato il potere di compiere. Comunque lascerò che il suo cuore diventi ostinato, e lui non manderà via il popolo.
Avete notato che Dio avrebbe lasciato che il cuore del faraone divenisse ostinato?
In che modo il cuore del faraone, cioè Satana il diavolo, divenne ostinato, sia nel primo secolo che nel nostro tempo?
Il cuore del faraone, inteso come Satana il diavolo, divenne ostinato nel primo secolo, per esempio, arrivando ad uccidere il nostro Signore Yahoshua Cristo su un palo di tortura. In seguito l’ostinazione del suo cuore, continuò perseguitando i discepoli di Yahoshua sia a Gerusalemme che all’interno dell’Impero Romano in generale. Non voleva che i servitori di Dio fossero liberi di servire i loro creatore con gioia.
Mentre per quanto riguarda il nostro tempo, il cuore del faraone divenne ostinato, impedendo ai servitori di Dio di vivere liberamente la loro fede. Questa ostinazione ed ostilità nei confronti dei servitori di Dio, raggiunse l’apice durante la grande tribolazione, cioè il periodo della pandemia con i suoi obblighi vaccinali e le sue restrizioni. In quel periodo il diavolo ed i suoi agenti, arrivarono ad uccidere simbolicamente i servitori di Dio dal punto di vista sociale.
L’intento del diavolo, era quello di indurre i servitore di Dio, ad accettare il marchio della bestia, inteso come i vaccini anti covid-19.
Come predetto dalle profezie, dopo tre anni e mezzo di tribolazione, Dio interruppe quella prova di fede, come tutti ben sapete.
Continuando con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, ai versetti 22 e 23 leggiamo:
Dovrai dire al faraone: ‘Questo è ciò che YAHWEH dice: “Israele è mio figlio, il mio primogenito. E io ti dico: manda via mio figlio perché mi serva. Ma se rifiuti di mandarlo via ucciderò tuo figlio, il tuo primogenito”’”.
Avete sentito che Dio Chiama Israele mio figlio, il mio primogenito?
Questo concorda perfettamente con l’analisi che abbiamo fatto dei versetti sopra, dove abbiamo parlato del serpente che rappresenta Cristo, il quale si sarebbe sacrificato per noi, versando il suo sangue.
In merito alla primogenitura di Cristo, in Colossesi 1:15 leggiamo:
Lui [Yahoshua ], è l’immagine dell’Iddio invisibile, il primogenito di tutta la creazione.
Avete notato che Yahoshua viene chiamato il primogenito?
Dato che Cristo sarebbe venuto dal popolo d’Israele , si può dire in senso simbolico che:
- Israele = Cristo.
Anche i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7, possono essere definiti primogeniti, in quanto tra le creature imperfette, cioè tra i discendenti di Adamo, saranno i primi a essere purificati ed a ricevere la vita eterna, divenendo a tutti gli effetti figli di Dio. (Ebrei 12: 22-23).
- Israele = Cristo = (144000 + grande folla) = primogeniti.
Ma in che modo Satana il diavolo ha impedito ai servitori di Dio, i primogeniti, di servirlo liberamente? Inoltre, qual’è stata la reazione di Dio in passato , e quale sarà la reazione di Dio nel prossimo futuro in difesa dei suoi primogeniti?
Come abbiamo scritto più sopra, Satana impedisce ai servitori di Dio di servirlo liberamente in vari modi. Nel primo secolo abbiamo scritto che arrivò persino a uccidere il figlio di Dio ed a scatenare la persecuzione dei primi cristiani. Per questa ragione, e per aver infranto il patto della legge, nel 70 della nostra Era volgare, Dio mandò l’esercito Romano, che uccise per così dire i primogeniti di Satana, il simbolico faraone.
Mentre nel nostro tempo, il simbolico faraone si rifiutò di liberare i servitori di Dio durante la grande tribolazione, cioè durante il periodo della pandemia da covid-19. Di conseguenza Dio tramite suo figlio Yahoshua Cristo, intervenne liberando i suoi servitori da quella prigionia, a partire dall’autunno del 2022. In seguito , noi riteniamo già in questo anno 2026, Dio interverrà contro i cosiddetti primogeniti di Satana. Stiamo parlando in particolare dei leader di Babilonia la grande, cioè quella realtà politico-religiosa che attualmente governa il nostro mondo. Dio distruggerà questa confraternita babilonese, i cosiddetti primogeniti di Satana, con i loro rituali esoterici e le loro società più o meno segrete, annientandole completamente.
Vi rendete conto del periodo speciale che stiamo vivendo in questo 2026?
Continuando con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 24 a 26 leggiamo:
Ora durante il viaggio, nel luogo in cui pernottavano, YAHWEH gli venne incontro e cercò di metterlo a morte. Allora Zìppora prese una selce, circoncise suo figlio e fece in modo che il prepuzio gli toccasse i piedi, e disse: “Questo è perché mi sei sposo di sangue”. Così Dio lo lasciò andare. In quel momento lei aveva detto “sposo di sangue” a motivo della circoncisione.
I versetti che abbiamo appena letto, sono tra i versetti più oscuri della parola di Dio. Nella nostra analisi profetica, abbiamo riscontrato che quei versetti che appaiono oscuri, in genere nascondono una qualche particolare profezia.
Ora, delineando chi sono i vari personaggi dell’enigma biblico, riusciremo a trovare la soluzione.
Chi potrebbe rappresentare YAHWEH o se vogliamo, l’angelo di YAHWEH che cercò di mettere a morte il ragazzo?
Naturalmente noi sappiamo che si trattò di un Angelo di YAHWEH ad apparire a Mosè sul Monte, ed anche in questo caso, ad apparire a Zippora. Probabilmente, si trattò del nostro Signore Gesù Cristo nella sua vita pre-umana, cioè in veste di arcangelo Michele e portavoce principale di Dio. Eppure si potrebbe pensare, per come è scritto il racconto, che fu direttamente il padre YAHWEH a cercare di uccidere il ragazzo.
Ovviamente non è così. (Giovanni 1:18). (Atti 7:30).
Perché?
Perché in questo caso, noi riteniamo che YAHWEH in senso profetico, rappresenti simbolicamente la legge universale di YAHWEH , legge al quale ogni creatura intelligente deve sottostare. La legge di Dio infatti, richiede la morte dei discendenti di Adamo, a causa del peccato che abbiamo ereditato dal nostro primo genitore. In merito al peccato, in Romani 5:12 leggiamo:
Ecco perché, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini perché tutti hanno peccato.
Chi potrebbe rappresentare il ragazzo che stava per essere ucciso?
Si può dire che il figlio di Zippora, prima di essere circonciso, figlio che stava per essere ucciso dall’angelo di Dio, rappresenta simbolicamente gli eletti prima che Cristo offrisse la sua vita per noi. Infatti i discendenti di Adamo essendo peccatori, secondo la legge universale di Dio, meritano la morte.
Mentre dal momento in cui Dio mandò suo figlio primogenito sulla terra nel primo secolo, il profetico figlio di Zippora, include Cristo quale figura principale, e gli eletti con la speranza Celeste, cioè i 144000 e la grande folla di Apocalisse capitolo 7.
Chi potrebbe rappresentare Zippora in questa seconda applicazione?
In questa seconda applicazione , Zippora potrebbe rappresentare l’insieme degli adoratori di Dio nel corso della storia, in particolare, gli adoratori di Dio nell’era Cristiana. È da questa donna simbolica che in seguito, nascerà un figlio, un primogenito. Quindi per semplificare, potremmo definire questa donna, cioè Zippora, la chiesa.
Ora, cosa potrebbe rappresentare la circoncisione o il gesto di togliere il prepuzio in questo caso?
L’atto della circoncisione o il togliere il prepuzio al ragazzo in questo caso, potrebbe essere associato alla morte in sacrificio del nostro Signore Yahoshua Cristo. Infatti, in Matteo 20:28, Yahoshua stesso disse:
Proprio come il Figlio dell’uomo è venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto in cambio di molti”.
Grazie al suo sacrificio di riscatto, ora miliardi di persone possono beneficiare, se lo vogliono, del perdono divino ed ottenere infine la vita eterna. Infatti Zippora circoncidendo prontamente il ragazzo, diede a Dio la base legale che permise al ragazzo, cioè gli eletti, di continuare a vivere, proprio come il sacrificio di Cristo, permette a tutti noi di avere la speranza della vita eterna.
Avete notato che Zippora definisce Dio, o se vogliamo, l’Angelo di Dio, sposo di sangue?
Perché?
La ragione profetica, sta nel fatto che la salvezza dell’umanità, in particolare la salvezza dei veri adoratori di Dio nel corso di tutta la storia, è dipesa da un sacrificio, cioè dal sacrificio propiziatorio del nostro Signore Yahoshua Cristo.
Riepilogando possiamo quindi affermare che:
Dopo la caduta dell’uomo nel peccato, i discendenti di Adamo ereditarono il peccato quindi la morte. Metaforicamente, è come se i discendenti di Adamo fossero inseguiti dall’angelo di Dio con una sentenza di morte. Alcuni dei discendenti di Adamo , avrebbero cercato di riconciliarsi con Dio, sforzandosi di fare la volontà di Dio al meglio delle loro possibilità. Questi discendenti di Adamo, sono rappresentati da zippora, mentre il figlio di Zippora che rischiò di essere ucciso dall’angelo, rappresenta gli eletti. Per eletti in questo caso intendiamo Prima di tutto Cristo Yahoshua , insieme ai 144000 ed alla grande folla di Apocalisse capitolo 7. Questi avrebbero rappresentato il primogenito di Zippora.
Anche se eletti, sia i 144000 che la grande folla essendo imperfetti, rischiavano ancora di essere uccisi dall’angelo di Dio, non soddisfacendo i requisiti della legge di Dio, a causa del peccato ereditato da Adamo. Di conseguenza per poter salvare l’umanità, ma in particolare in questo caso, per salvare i 144000 e la grande folla , si rese necessario un sacrificio di sangue. L’unico discendente di Adamo che poteva soddisfare i requisiti di questo sacrificio, essendo perfetto e senza peccato, fu il nostro Signore Yahoshua Cristo, il quale non ebbe un padre umano imperfetto, ma fu Dio stesso a rendere possibile la sua nascita sulla terra. Questo suo sacrificio di sangue , è rappresentato simbolicamente in questo dramma profetico, dall’atto di circoncidere il ragazzo, togliendo il prepuzio. Perciò il ragazzo senza più prepuzio, rappresenta il resto dei primogeniti, cioè i 144000 e la grande folla, persone che ora grazie al sacrificio di Cristo possono essere salvati.
Tutto questo naturalmente, si collega con ciò di cui abbiamo parlato nei primi versetti di questo capitolo , cioè quando abbiamo parlato in merito al serpente che rappresenta Cristo , ed all’acqua che fu trasformata in sangue, sangue che rappresenta il sangue che Cristo avrebbe versato per noi. Perciò questa seconda parte del racconto , rappresenta di fatto, la prova del nove che certifica la correttezza dell’analisi fatta nei primi versetti di questo capitolo.
- Mosè si ricongiunge con Aronne.
Proseguendo con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 27 a 28 leggiamo:
YAHWEH disse poi ad Aronne: “Va’ nel deserto incontro a Mosè”. Allora lui andò; incontrò Mosè sul monte del vero Dio e lo baciò. E Mosè gli riferì tutte le parole di YAHWEH , colui che lo aveva mandato, e tutti i segni che gli aveva comandato di fare.
Cosa potrebbe rappresentare il momento in cui Mosè incontra Aaronne sul Monte del vero Dio?
Nel nostro dramma profetico, questo incontro particolare, rappresenta una specie di riepilogo. In questo caso Mosè rappresenta il padre YAHWEH, mentre Aaronne, che poi diventerà il sommo sacerdote di Israele, rappresenta il nostro Signore Yahoshua Cristo. Il monte del vero Dio in questo dramma profetico, rappresenta i cieli altissimi, là dove dimora Dio. In altre parole questi versetti, rappresentano il momento in cui Dio dà istruzione al nostro Signore Yehoshua , su quale sarà il suo ruolo sulla terra, e ciò che si dovrà compiere per la salvezza dell’umanità. Naturalmente il nostro Signore Yahoshua Cristo, accetta volontariamente l’incarico, sia in obbedienza al padre YAHWEH , che per amore dei figli di Adamo. Infatti, Yahoshua stesso conferma la sua libera scelta nel deporre la sua vita in sacrificio, dicendo:
“Per questo il Padre mi ama, perché cedo la mia vita, onde la riceva ancora. Nessun uomo me l’ha tolta, ma io la cedo di mia propria iniziativa”. (Giovanni 10:17, 18)
Avete notato l’indole straordinaria ed amorevole del nostro Signore Yahoshua Cristo nei nostri confronti?
Inoltre, verosimilmente, Dio comunicò al suo figlio primogenito ciò che intendeva fare per la salvezza dell’umanità, immediatamente dopo la caduta di Adamo ed Eva nel peccato, quindi stiamo parlando di una conversazione avvenuta circa 6000 anni fa.
Proseguendo con la nostra lettura di Esodo capitolo 4, nei versetti da 29 a 30 leggiamo:
Dopodiché Mosè e Aronne andarono e radunarono tutti gli anziani degli israeliti. Aronne riportò loro tutte le parole che YAHWEH aveva detto a Mosè, e lui compì i segni davanti agli occhi del popolo.
Nel nostro dramma profetico, a cosa corrisponde il momento in cui Mosè ed Aaronne andarono a parlare agli anziani degli israeliti?
Nel nostro dramma profetico, il momento in cui Mosè ed Aaronne vanno a parlare agli anziani del popolo d’Israele, corrisponde al periodo in cui nel primo secolo, il nostro Signore fu mandato sulla terra e predicò per circa tre anni e mezzo al popolo di Israele, sul proposito di Dio e sul regno di Dio.
Proprio come Mosè ed Aaronne compirono segni davanti a tutto il popolo, anche Yahoshua ed i suoi discepoli, compirono segni e miracoli davanti alla nazione di Israele, arrivando perfino a risuscitare i morti. Che periodo entusiasmante fu quello per i veri adoratori di Dio di quel tempo!
Proseguendo con la nostra lettura, al versetto 31 leggiamo:
A quel punto il popolo credette. Quando udirono che YAHWEH aveva rivolto loro la sua attenzione e aveva visto le loro sofferenze, gli israeliti si inginocchiarono con il viso a terra.
Avete notato che nel caso di Mosè, dopo che ebbe parlato col popolo e compiuto miracoli, il popolo credette?
Similmente nel primo secolo, molti ebrei anche se non tutti ,credettero a Yahoshua e divennero suoi seguaci. Quando nel 70 Era volgare Gerusalemme fu distrutta dai Romani, questi fedeli discepoli di Yahoshua in obbedienza al comando di Yahoshua di fuggire ai monti, sopravvissero a quella catastrofe nazionale.
In modo simile i veri seguaci di Yahoshua dei nostri giorni, in obbedienza al comando divino di rifiutare il marchio della bestia, cioè i vaccini anti covid-19, hanno la prospettiva di essere salvati da questo vecchio mondo che deve scomparire , ed entrare nella nuova Era, governata dal Cristo Re.
In conclusione, continuiamo perciò a mantenere viva la nostra spiritualità, studiando ogni giorno la parola di Dio e meditando su di essa. Continuiamo ogni giorno a rendere pure le nostre mani, evitando di conformarci al mondo di Satana che presto sparirà, e la cui moralità va sempre più alla deriva. Inoltre, continuiamo a rivolgere sentite preghiere al nostro Dio, l’uditore di preghiere, ben consapevoli che il nostro padre Celeste ha a cuore il nostro bene ed il nostro avvenire eterno.


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