State prestando attenzione alle profezie ed agli avvenimenti mondiali?  (1 Re 13:1-32)

State prestando ascolto agli avvertimenti divini  ed alle profezie contenute nella parola di Dio,  cioè contenute  nella Bibbia, per i nostri giorni ?

Non sempre siamo consapevoli del valore che hanno le Sacre Scritture per quanto riguarda la nostra vita ed  il nostro futuro. Molti purtroppo, per ignoranza , perché hanno cattivi motivi o per qualunque altro motivo, sono arrivati a denigrare alcune parti delle Sacre Scritture, come per esempio, la parte delle scritture che molti chiamano l’Antico Testamento. Alcuni addirittura arrivano a criticare il padre YAHWEH e suo figlio Yahoshua  Cristo, considerandosi di conseguenza più Giusti più amorevoli  e più saggi di loro. Vi rendete conto?

Circa l’utilità delle Sacre Scritture, notate Cosa scrisse l’apostolo Paolo nella sua seconda lettera a Timoteo, al capitolo 3, nei versetti da 16 a 17. Si legge:

“Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per rimproverare, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona”. (2 Timoteo  3:16, 17).

Avete notato Cosa scrisse l’apostolo Paolo sull’utilità delle Sacre Scritture?

Si, anche quei racconti  della Bibbia che sembrano apparentemente strane ad alcuni, molto probabilmente la ragione risiede nel fatto che non l’hanno approfondito nella giusta misura, o non hanno avuto l’aiuto del padre YAHWEH per giungere alla piena comprensione di questi  passi scritturali.

In questo articolo, prenderemo in considerazione uno di quei racconti che potrebbero apparire molto strani ad alcuni. Tuttavia noi crediamo che il racconto che ora prenderemo in considerazione, non sia altro che una profezia ben nascosta in bella vista. Stiamo parlando del racconto che si trova nel primo libro dei re, al capitolo 13, i versetti da 1 a 32. Analizzeremo in chiave profetica questo racconto, e cercheremo di capire in che modo il contenuto di questa profezia, si è realizzato nel nostro tempo ed in che modo ci riguarda molto da vicino.  Attenzione, per rendere un po’ più difficile decriptare la profezia nascosta in questo racconto, alcuni elementi di questo enigma biblico, sono stati da Dio  per così dire,  rovesciati.

  • Profezia contro l’altare di Betel.

Iniziamo quindi la nostra lettura di 1Re capitolo 13, al versetto 1. Si legge:

Per ordine di YAHWEH , un uomo di Dio arrivò a Bètel da Giuda mentre Geroboàmo stava offrendo fumo di sacrificio presso l’altare

Avete notato cosa stava facendo il re Geroboàmo quando arrivò un uomo di Dio proveniente da Giuda a bètel?

Come possiamo leggere al versetto sopra, il re Geroboàmo stava offrendo fumo di sacrificio presso l’altare.

Ora, in senso profetico, chi potrebbe rappresentare l’uomo di Dio che venne da Giuda?

Nel nostro tempo, come capiremo più avanti, l’uomo di Dio proveniente da Giuda in senso profetico, rappresenta i due testimoni di Apocalisse capitolo 11.

Possiamo accostare questi due testimoni in senso simbolico, ai membri dei 144000 prima, ed anche ai membri della grande folla di Apocalisse capitolo 7, nel tempo della fine  in cui viviamo.

Tuttavia in senso più generale, l’uomo di Dio proveniente da Giuda, rappresenta tutti coloro che all’interno delle organizzazioni religiose, hanno spinto per un miglioramento, o per un’applicazione più seria dei comandamenti   di Dio. Questi veri cristiani durante la pandemia ed anche dopo, hanno denunciato a più riprese  l’ipocrisia dei leader religiosi della cristianità, a causa della loro adesione alle vaccinazioni anti Covid-19, vaccinazioni che per noi rappresentano il marchio della bestia predetto in Apocalisse capitolo 13. 

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re capitolo 13, ai versetti 2 e 3 leggiamo:

 Allora, per ordine di YAHWEH , l’uomo gridò contro l’altare: “O altare, altare! Questo è ciò che YAHWEH  dice: ‘Ecco, nella casa di Davide nascerà un figlio di nome Giosìa! Lui sacrificherà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che offrono su di te fumo di sacrificio, e brucerà su di te ossa umane’”.  Quel giorno diede un segno, dicendo: “Questo è il segno di cui YAHWEH  ha parlato: l’altare si spaccherà e le ceneri che sono su di esso si spargeranno”.

Avete notato contro chi grida profeticamente l’uomo di Dio venuto da Giuda?

Come abbiamo letto sopra , l’uomo di Dio venuto da Giuda, grida contro l’altare  dei sacrifici, un altare dedicato alla religione apostata creata   dal Re Geroboàmo, in opposizione a Dio ed al tempio di Gerusalemme. 

Cosa potrebbe rappresentare o simboleggiare questo altare per i sacrifici?

Poiché questi sacrifici vengono offerti In opposizione al padre YAHWEH, questo altare può ben rappresentare, come abbiamo accennato sopra,  Babilonia la grande, vale a dire la religione deviata, in particolare la parte Cristiana di Babilonia la grande.

 In questi ultimi anni, avendo praticamente tutte le religioni aderito alla campagna vaccinale anti Covid-19, di fatto tutte queste organizzazioni religiose si sono ritrovate membri di Babilonia la grande. Questo perché lo ricordiamo ancora una volta, i vaccini anti Covid-19, rappresentano il marchio della bestia predetto in Apocalisse capitolo 13,vaccini dal quale ogni  Cristiano deve stare alla larga. 

Ritornando ai versetti sopra, avete notato che l’uomo di Dio venuto da Giuda, profetizza anche in merito ad un futuro discendente di Davide?

Infatti l’uomo di Dio proveniente da Giuda, profetizza che in un futuro lontano, sarebbe nato un discendente di Davide  cioè il re Giosia , il quale avrebbe operato una purificazione da questa falsa adorazione idolatrica praticata da Geroboàmo e dai suoi sudditi. Nel nostro tempo come vedremo, il più grande  re Giosia che avrebbe  cancellato la falsa adorazione al tempo stabilito da Dio, è il Re Messia Yahoshua  Cristo, anch’egli  discendente di Davide.

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re capitolo 13, al versetto 4 leggiamo:

Appena ebbe sentito quello che l’uomo del vero Dio aveva gridato contro l’altare di Bètel, il re Geroboàmo ritirò la mano dall’altare e la puntò contro di lui dicendo: “Afferratelo!” Immediatamente la mano che aveva puntato si paralizzò, e non riuscì a ritirarla

Avete visto cosa cerca di fare il re Geroboàmo all’uomo di Dio venuto da Giuda?

Da ordini ai suoi uomini di afferrare l’uomo di Dio venuto da Giuda, tuttavia ciò non avviene, poiché Dio interviene immediatamente seccando o paralizzando la mano che il re Geroboàmo  aveva puntato contro  l’uomo di Dio venuto da Giuda.

Ora, in questa particolare occasione, chi potrebbe rappresentare in senso profetico il re Geroboàmo

  Poiché   Geroboàmo si scaglia contro l’uomo di Dio venuto da Giuda, il quale rappresenta i due testimoni di Apocalisse capitolo 11, in questa particolare occasione, il re Geroboàmo rappresenta la bestia politica, la quale si scaglierà nel nostro tempo contro i due testimoni allo scopo di ucciderli. Poiché in questo momento buona parte dei veri cristiani è ancora all’interno di Babilonia la grande, la quale Babilonia ora  è una sola cosa con la bestia politica, si può dire che il re Geroboàmo, cioè la bestia politica, rappresenta in parte anche i veri cristiani che fino a quel momento, sono ancora all’interno di Babilonia, anche se poco dopo come vedremo, i veri cristiani usciranno infine  definitivamente da  Babilonia la grande. 

Per capirci un po’ meglio, dobbiamo immaginare la bestia politica come un grande cerchio. Questo Grande cerchio , cioè la bestia politica,  a un certo punto divora un grande  triangolo rappresentativo di Babilonia la grande. Il problema è che all’interno di questo grande  triangolo, cioè all’interno di Babilonia la grande, sono ancora prigionieri i veri cristiani, i quali sono rappresentati da un quadrato all’interno del triangolo. Presto però Dio aprirà una breccia, che permetterà ai cristiani all’interno di Babilonia e quindi della bestia politica, di scappare ed uscire da quella prigionia.

Inoltre, avete visto che in questo episodio Dio paralizza o secca  la mano del presuntuoso re  GeroboàmoQuale potrebbe essere il significato profetico di questo episodio particolare?

Noi riteniamo che l’episodio in cui al malvagio Re Geroboàmo viene miracolosamente  paralizzata la mano per intervento Divino, rappresenti il periodo della grande tribolazione, quando ai veri cristiani venne negata la possibilità di lavorare per il loro rifiuto di accettare il marchio-bacino. Infatti la mano destra nella Bibbia, rappresenta simbolicamente l’azione o in questo caso, il lavoro. Perciò avere la mano destra paralizzata, significa simbolicamente non poter lavorare. Ricordiamoci come abbiamo scritto sopra,che  i veri cristiani durante la pandemia,  erano ancora all’interno di Babilonia la grande, quindi per così dire, all’interno della bestia politica. Questa tribolazione infatti, permetterà ai veri cristiani all’interno di Babilonia e quindi della bestia, di uscire finalmente  da codesta organizzazione politico-religiosa, alla fine della pandemia. 

In merito a quel periodo  ed alle restrizioni legate al lavoro e ad altre cose,  in Apocalisse 13:16,17 leggiamo:

Essa [cioè la bestia politica] fa in modo che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte  e che nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, cioè il nome della bestia feroce o il numero del suo nome.

Avete notato che le Sacre Scritture predicevano che nel tempo della fine, la bestia politica avrebbe fatto pressione su tutti, ma in particolare sui veri cristiani, per i loro rifiuto di accettare il marchio della bestia, cioè i vaccini anti covid-19? Questo periodo di tribolazione durò in tutto tre anni e mezzo o 42 mesi. 

Perciò ricapitolando,  il momento in cui l’uomo del vero Dio rappresentativo dei due testimoni profetizza contro l’altare scatenando l’ira del re Geroboàmo, al quale re poi per intervento Divino viene paralizzata la mano, rappresenta il periodo della grande tribolazione, cioè il periodo  della pandemia con le sue restrizioni ed i suoi obblighi vaccinali. La paralisi della mano del re Geroboàmo, rappresenta la paralisi dal lavoro ed anche la  morte sociale, che subirono i veri cristiani in quegli anni, per il loro rifiuto di accettare il marchio-vaccino. Infatti i veri cristiani  in quel periodo, erano ancora all’interno del sistema della bestia e quindi di Babilonia, ma stavano finalmente  per uscire definitivamente da quella prigionia babilonica.

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re capitolo 13, al versetto 5 leggiamo:

Quindi l’altare si spaccò e le ceneri che erano sull’altare si sparsero, secondo il segno che l’uomo del vero Dio aveva dato per ordine di YAHWEH .

Avete notato cosa accade in quel momento all’altare, cioè quando la mano del re Geroboàmo fu paralizzata o seccata per intervento divino?

Il versetto sopra ci dice che quasi contemporaneamente, l’altare si spaccò, e le ceneri che erano sull’altare si sparsero, realizzando ciò che aveva profetizzato poco prima  l’uomo di Dio venuto da Giuda.

L’altare abbiamo scritto più sopra che nel tempo della fine, rappresenta Babilonia la grande, ovvero l’insieme delle religioni in opposizione a Dio. Perciò nel nostro tempo, il fatto che l’altare si spacca, indica che da quel momento in poi cioè dal momento in cui le religioni  nel 2019 si coalizzarono con la bestia politica per imporre il marchio-vaccino ai popoli , di fatto in senso  spirituale, esse morirono. Da allora  siamo in attesa della loro distruzione o dissoluzione fisica che sarebbe arrivata più tardi.

Continuando con la nostra lettura 1Re capitolo 13, al versetto 6 leggiamo:

Il re allora disse all’uomo del vero Dio: “Ti prego, implora il favore di YAHWEH  tuo Dio e prega per me, così che la mia mano guarisca”. L’uomo del vero Dio implorò il favore di YAHWEH , e la mano del re tornò sana come prima

Avete notato che il re Geroboamo supplica l’uomo di Dio venuto da Giuda per la guarigione della sua mano, mano che fu paralizzata per intervento divino?

Ora, a questo punto del racconto, chi potrebbe rappresentare il Geroboamo che supplica l’intervento di Dio?

A questo punto del racconto , il Geroboamo che supplica l’intervento divino, rappresenta i veri cristiani  che fino a quel momento erano ancora prigionieri all’interno del sistema babilonico, e quindi all’interno della bestia politica. Il fatto che il re Geroboamo venga poi sanato per intervento divino, rappresenta il momento in cui i veri cristiani escono da Babilonia, e quindi anche dalla bestia politica. Perciò a livello temporale, siamo alla fine della pandemia da covid-19  con le sue restrizioni. Il fatto che la mano del re Geroboamo non sia più paralizzata, indica proprio il fatto che vennero tolte le restrizioni che ci impedivano di lavorare o di agire liberamente durante quel difficile periodo.  Ve lo ricordate?

I veri cristiani erano finalmente fuggiti dalla prigionia babilonica, ed anche  dalla prigionia della bestia politica.

Proseguendo con la nostra lettura, ai versetti da 7 a 9 leggiamo:

Il re quindi disse all’uomo del vero Dio: “Vieni a casa con me a mangiare qualcosa, e lascia che ti faccia un regalo”.  Ma l’uomo del vero Dio gli rispose: “Anche se tu mi dessi metà della tua casa, non verrei con te e non mangerei pane né berrei acqua in questo posto. Per ordine di YAHWEH , infatti, mi è stato comandato questo: ‘Non devi mangiare pane né bere acqua, e non devi tornare per la strada dalla quale sei venuto’”. 

Avete notato che l’uomo di Dio venuto da Giuda,  rifiuta di fermarsi  a mangiare e bere con il Re Geroboamo in obbedienza ad un preciso comando divino?

Abbiamo scritto sopra che il re Geroboamo sanato dalla sua mano paralizzata, rappresenta i veri cristiani che escono da Babilonia la grande, e quindi anche dalla bestia politica. Tuttavia dobbiamo ricordare che ci sono tre categorie, tre gruppi  di persone che verranno salvate per la vita eterna.  Il primo gruppo è rappresentato dai membri dei 144000. Il secondo gruppo è rappresentato dalla grande folla di Apocalisse capitolo 7. Infine   il terzo gruppo, è rappresentato dal gruppo che abbiamo denominato “il resto dei salvati che vivranno sulla terra”. 

Benché i membri del terzo gruppo, cioè “il resto dei salvati che vivranno sulla terra” abbiano anche loro  rifiutato  il marchio-vaccino, uscendo in questo modo in una certa misura da Babilonia la grande, purtroppo  non avendo abbandonato tutte le dottrine religiose babiloniche, questo terzo gruppo in una certa misura, è ancora legato alla matrice  Babilonia.  Anche perché questo gruppo non è composto solo da veri cristiani con la speranza di vivere sulla terra per sempre, ma anche da persone delle nazioni, che verranno salvate grazie alla legge della coscienza espressa nella lettera  ai Romani, al capitolo 2, ed anche perché hanno   aiutato in qualche modo  “i fratelli di Cristo” durante la pandemia. (Matteo cap. 25).  Quindi all’interno di questo terzo gruppo, ci sono tracce di dottrine ed abitudini non cristiane. Parliamo di dottrine non cristiane come la dottrina della Trinità, l’inferno di fuoco, l’immortalità   dell’anima e simili. Durante il millennio messianico, i membri della grande folla glorificati, aiuteranno il resto dei salvati che vivranno sulla terra, a  purificarsi da queste dottrine, ed infine, a raggiungere la perfezione fisica e spirituale alla maniera di Adamo prima del peccato.

Ora, abbiamo scritto sopra che l’uomo di Dio venuto da Giuda  rifiuta di fermarsi a mangiare col re Geroboamo.  

Che significato simbolico potrebbe avere fermarsi a mangiare col re Geroboamo?

Naturalmente per cibo in senso profetico, si intende cibo spirituale. Poiché il resto dei salvati che vivranno sulla terra sono ancora implicati in dottrine come la trinità, l’inferno di fuoco, l’immortalità dell’anima e simili, l’uomo di Dio venuto da Giuda, che in questo caso rappresenta i 144000 e la grande folla, cioè gli eletti,  non può condividere lo stesso pasto spirituale con loro. Deve necessariamente staccarsi da loro, sia  in senso dottrinale che sotto altri aspetti. Infatti in merito, continuando con la nostra lettura di 1Re 13,  al versetto 10 leggiamo:

Così [l’uomo di Dio venuto da Giuda], se ne andò per un’altra strada, non riprendendo quella che aveva fatto per venire a Bètel.

Avete visto che l’uomo di Dio venuto da Giuda ,oltre a  rifiutare di fermarsi a mangiare col re Geroboamo  secondo quanto comandato  da Dio, percorre una strada diversa da quella  che aveva fatto per venire a Bètel? Cosa potrebbe significare tutto questo?

Abbiamo scritto sopra, che l’uomo di Dio  venuto da Giuda,  rappresenta i due testimoni di Apocalisse capitolo 11, 2 testimoni che infine, saranno simbolicamente rappresentati  sia dai  rimanenti dei 144000 che dalla grande folla di Apocalisse capitolo 7, cioè gli eletti. 

Il percorso spirituale sia dei 144000 che della grande folla, va in una sola direzione, cioè verso il progresso, fino a quando infine saranno trasformati in gloria. Perciò l’uomo di Dio venuto da Giuda  che li rappresenta simbolicamente , non può che andare avanti  in una sola direzione, e non può tornare indietro in “senso spirituale”. Dopo i tre anni e mezzo di tribolazione, i quali terminarono il primo novembre 2022, i membri sia dei 144000 che della grande folla, continuarono a progredire spiritualmente. Non tornarono indietro a dottrine babiloniche come la trinità, l’inferno di fuoco e simili. Infatti per poter far parte degli eletti, era assolutamente necessario andare avanti senza tornare indietro a codeste dottrine o pratiche. 

  • Il vecchio profeta.

Bene, terminata la prima parte di questo capitolo, la seconda parte del racconto che ora prenderemo in considerazione, è in realtà la prova del nove della correttezza dell’analisi che abbiamo fatto sopra. Infatti la seconda parte del racconto che ora prenderemo in considerazione iniziando  dal versetto 11, è una ripetizione in forma diversa delle vicende che abbiamo considerato nella prima parte. 

Iniziamo quindi con la lettura dei versetti da 11 a 19. Si legge:

A Bètel abitava un vecchio profeta. I suoi figli, rientrati a casa, gli riferirono tutto quello che l’uomo del vero Dio aveva fatto quel giorno a Bètel e le parole che aveva pronunciato al re. Quando finirono il loro racconto,  il padre chiese: “Quale strada ha preso?” I suoi figli gli indicarono la strada che aveva preso l’uomo del vero Dio venuto da Giuda.  Allora il padre disse ai suoi figli: “Sellatemi l’asino”. Gli sellarono l’asino e lui ci montò sopra.

 Seguì l’uomo del vero Dio e lo trovò seduto sotto un grosso albero. Quindi gli chiese: “Sei tu l’uomo del vero Dio che è venuto da Giuda?” Lui rispose: “Sono io”.  Gli disse: “Vieni a casa mia a mangiare del pane”.  Ma lui rispose: “Non posso tornare indietro con te né accettare il tuo invito, e non posso mangiare pane né bere acqua con te in questo posto.  Per ordine di YAHWEH , infatti, mi è stato detto: ‘Lì non devi mangiare pane né bere acqua, e non devi tornare per la strada dalla quale sei venuto’”.  L’altro gli disse: “Anche io sono un profeta come te, e per ordine di YAHWEH  un angelo mi ha detto: ‘Fallo tornare con te e portalo a casa tua così che possa mangiare pane e bere acqua’”. (Lo ingannò.)  L’uomo del vero Dio tornò quindi con lui per mangiare pane e bere acqua a casa sua.

Avete notato in che modo il vecchio profeta inganna l’uomo di Dio venuto da Giuda?

Mentendo, afferma di aver ricevuto una comunicazione da Dio secondo la quale, l’uomo di Dio venuto da Giuda, sarebbe dovuto tornare indietro a casa dell’uomo anziano e mangiare bere con lui.

Ora, volendo applicare questo racconto al tempo della fine in cui viviamo, chi potrebbe rappresentare il vecchio profeta?

Durante il corso della storia, il vecchio profeta può essere associato a tutti coloro che all’interno delle organizzazioni religiose della cristianità in particolare, hanno cercato di sviare i fratelli dalla retta via. Tuttavia nel tempo della fine in cui viviamo, il vecchio profeta che ingannò l’uomo di Dio venuto da Giuda, rappresenta sicuramente i leader della cristianità che durante la pandemia, ingannarono i fratelli spingendoli ad accettare il marchio-vaccino. 

Usando le Scritture in maniera impropria, fecero credere a molti fratelli che accettare il marchio-vaccino,  rientrasse nelle responsabilità del cristiano, e che in qualche modo l’intruglio maledetto fosse un dono di Dio. Ve lo ricordate?

Come veri cristiani, quale responsabilità davanti a Dio avevamo in quel periodo difficile?

La responsabilità dei veri cristiani in quel periodo difficile, visto il tradimento dei leader religiosi, era quello di andare  ad attingere la conoscenza direttamente dalla fonte, cioè dalla parola di Dio.

Quelli che lo hanno fatto in maniera seria, hanno compreso l’inganno dei leader religiosi, poiché accettare il marchio-vaccino, implica la violazione di diversi principi biblici. In modo simile, l’uomo di Dio venuto da Giuda, avrebbe dovuto credere a ciò che Dio gli comunicò direttamente, piuttosto che al messaggio    che un uomo, anche se si presentava come un profeta,  gli stava comunicando, un messaggio che andava nella direzione opposta alla primaria comunicazione di Dio, cioè quello di non fermarsi a mangiare in quel luogo. (Leggi Galati 1:6-9). 

In merito ai principi biblici violati con le vaccinazioni anti Covid-19, di seguito metteremo il link ad un nostro vecchio articolo sul soggetto. Link: QUI.

  • La condanna di YAHWEH

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re 13, nei versetti da 20 a 22 leggiamo.

Mentre erano a tavola, il profeta che l’aveva fatto tornare indietro ricevette un messaggio di YAHWEH ,  e gridò all’uomo del vero Dio venuto da Giuda: “Questo è ciò che YAHWEH  dice: ‘Visto che ti sei ribellato all’ordine di YAHWEH  e non hai osservato il comando che YAHWEH  tuo Dio ti ha dato,  ma sei tornato indietro a mangiare pane e bere acqua nel posto riguardo al quale ti era stato detto: “Lì non mangiare pane né bere acqua”, il tuo cadavere non entrerà nella tomba dei tuoi antenati’”.

Avete notato la dura condanna di Dio nei confronti dell’uomo di Dio venuto da Giuda, che ritornò indietro a mangiare con il vecchio profeta, disobbedendo alla direttiva Divina?

Anche in questa seconda parte del racconto, l’uomo di Dio venuto da Giuda  rappresenta i due testimoni, quindi stiamo parlando dei 144000 e  della grande folla di Apocalisse capitolo 7. Ma per estensione, possiamo includere tutti i cristiani che vissero le difficoltà della pandemia da covid-19, vale a dire che affrontarono la grande tribolazione.

In che senso i veri cristiani durante la pandemia da Covid-19, come l’uomo di Dio venuto da Giuda, si fermarono a mangiare disobbedendo al diretto  comando divino?

Dobbiamo comprendere che durante la pandemia, o poco prima che iniziasse la pandemia, il leader della cristianità avevano fatto compromesso con i leader politici in merito alle vaccinazioni. Poiché i vaccini  anti Covid-19 rappresentano il marchio della bestia predetto in Apocalisse capitolo 13, l’errore dei leader religiosi fu davvero grave. Si trattò infatti di una grave apostasia  religiosa, la quale per così dire, rinchiuse anche i veri cristiani che erano all’interno di queste religioni nella matrice chiamata Babilonia la grande. Stavano ora mangiando il cibo di Babilonia.   A questo punto i veri cristiani avevano bisogno di una liberazione da Babilonia.

Attenzione: le dure parole del padre YAHWEH  contro l’uomo di Dio venuto da Giuda, vanno perciò lette in senso inverso. È come se con quelle parole, Dio stesse dicendo ai veri cristiani nel tempo della fine, che per poterli liberare da Babilonia la grande, sarebbe stata  necessaria  una purificazione, purificazione che avrebbe comportato  una morte simbolica, una morte di fuoco.

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re 13, nei versetti da 23 a 24 leggiamo:

Dopo che l’uomo del vero Dio ebbe mangiato e bevuto, il vecchio profeta, che l’aveva fatto tornare indietro, gli sellò l’asino,  e questi si mise in viaggio. Per strada però si imbatté in un leone, che lo uccise. Il suo cadavere rimase sulla strada, e l’asino gli restò accanto; anche il leone restò lì accanto al cadavere.

Avete notato cosa accade all’uomo del vero Dio dopo aver lasciato la casa del vecchio profeta

Nei versetti  sopra, abbiamo letto che l’uomo di Dio venuto da Giuda si imbatte in un leone, e come predetto da Dio, l’uomo in questione venne  ucciso dal leone.

Cosa potrebbe rappresentare il leone aggressore  in questa prima fase?

In questa prima fase, possiamo accostare il leone che aggredisce l’uomo del vero Dio venuto da Giuda, alla bestia politica di Apocalisse , la quale bestia in Apocalisse capitolo 11,  aggredisce e uccide  i due testimoni. Infatti abbiamo scritto sopra che l’uomo di Dio venuto da Giuda, rappresenta i due testimoni, due testimoni che rappresenteranno  a loro volta i 144000 e la grande folla, ma per estensione, tutti i veri cristiani nel tempo della fine. In riferimento ai due testimoni ed alla bestia, in Apocalisse 11:7-8 leggiamo: 

Quando [i due testimoni] avranno finito la loro testimonianza, la bestia feroce che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.  I loro cadaveri rimarranno sulla strada principale della grande città che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu messo al palo.

Proseguendo con la nostra lettura di 1Re capitolo 13, al versetto 25 leggiamo:

Alcuni passanti videro il cadavere rimasto sulla strada e il leone accanto al cadavere. Entrati nella città in cui abitava il vecchio profeta, raccontarono la cosa.

Avete notato cosa fecero i passanti quando Videro il cadavere dell’uomo di Dio venuto da Giuda sulla strada, ed il leone accanto al cadavere? Non fecero nulla, ma entrati nella città in cui abitava il vecchio profeta, raccontarono la cosa. Anche questo particolare episodio, ci ricorda ciò che accade ai due testimoni in Apocalisse capitolo 11, al versetto 9. Si legge:

E uomini dei vari popoli, tribù, lingue e nazioni guarderanno i loro cadaveri  [i cadaveri dei due testimoni] per tre giorni e mezzo, e non lasceranno che siano deposti in una tomba.

Avete notato la somiglianza tra i due testi? 

Quindi l’episodio narrato sopra, racconta il periodo di tribolazione di tre anni e mezzo che i servitori di Dio dovettero affrontare durante la pandemia, Quando in senso simbolico, subirono quella che viene chiamata la morte sociale.  Ricordiamo che i tre anni e mezzo iniziarono nella primavera del 2019, e finirono il primo novembre 2022.

State notando il parallelismo tra la prima parte del racconto, quando la mano del re Geroboamo fu paralizzato miracolosamente, con la seconda parte in cui si parla    dell’aggressione del leone?

Continuando con la nostra lettura di 1Re 13, nei versetti da 26 a 28 leggiamo:

Quando il profeta che l’aveva fatto tornare indietro lo venne a sapere, immediatamente disse: “È l’uomo del vero Dio, che si è ribellato all’ordine di YAHWEH ; per questo YAHWEH  lo ha consegnato al leone perché lo sbranasse e lo uccidesse, come YAHWEH  gli aveva detto”.  Poi disse ai suoi figli: “Sellatemi l’asino”. E loro glielo sellarono.  Quindi si avviò e trovò il cadavere rimasto sulla strada, con accanto l’asino e il leone. Il leone non aveva divorato il cadavere, né aveva sbranato l’asino.

Ora, riuscite a immaginare la scena rappresentata sopra?

Da una parte abbiamo l’uomo di Dio venuto da Giuda morto lungo la strada. A fianco abbiamo un leone che non lo sbrana, proprio come la bestia politica di Apocalisse capitolo 11, non sbrana i due testimoni dopo averli uccisi. Infine abbiamo l’asino lì fermo, anch’esso non scappa e non viene sbranato dal leone.

Cosa potrebbe rappresentare questa scena particolare?

Noi riteniamo che in questa scena, il leone a questo punto del racconto, non rappresenta più la bestia politica, ma uno dei due testimoni morti in senso simbolico, così come anche l’asino. Infatti i due animali in piedi davanti al cadavere , furono effettivamente una testimonianza stupefacente per i passanti che qualcosa di straordinario stava accadendo. Allo stesso modo anche l’uomo di Dio disteso per terra morto, rappresenta i due testimoni. È un po’ come dire, che i due testimoni morti, in qualche modo per mano Divina riprenderanno vita, proprio come sono vivi il leone e l’asino. 

Come vedremo più avanti, anche il vecchio profeta una volta morto, finirà per rappresentare  uno dei due testimoni. Ma per capirci un po’ di più, continuiamo con la lettura dei versetti da 29 a 32. Si legge:

 Il profeta sollevò il cadavere dell’uomo del vero Dio, lo mise sull’asino e lo riportò indietro nella propria città per fare cordoglio e seppellirlo.  Depose il cadavere nella propria tomba, e si misero a fare lamento su di lui, dicendo: “Oh, fratello mio!”  Dopo averlo sepolto, disse ai suoi figli: “Quando muoio, mi dovete seppellire dov’è sepolto l’uomo del vero Dio. Mettete le mie ossa accanto alle sue.  Ciò che lui ha gridato per ordine di YAHWEH  contro l’altare di Bètel e contro tutte le case per il culto sugli alti luoghi che sono nelle città di Samarìa di sicuro si avvererà”.

Avete visto cosa fece il vecchio profeta una volta giunto al luogo in cui si trovava il cadavere dell’uomo di Dio venuto da Giuda?

Portò con sé l’uomo del vero Dio morto, fece il lutto per lui, e lo seppellì nella tomba in cui sarebbe stato seppellito anche lui una volta morto. Ciò che è importante da ritenere in questi versetti secondo noi, è il fatto che sia il vecchio profeta, che l’uomo di Dio venuto da Giuda, vennero seppelliti nel medesimo luogo. Perciò si può dire che alla sua morte, anche il vecchio profeta nella tomba, divenne  come uno dei due testimoni. Infatti la tomba per definizione è una testimonianza che qualcuno ha vissuto. Nel caso del vecchio profeta e dell’uomo di Dio venuto da Giuda, la loro tomba fu una testimonianza che le cose predette da Dio si sarebbero avverate. Inoltre erano anche una testimonianza sull’importanza di ubbidire ai comandi di Dio, piuttosto che agli uomini, chiunque essi siano, anche se le informazioni  provengono da qualcuno che si definisce profeta di Dio.

  • Giosìa.

Vi ricordate che nella maledizione pronunciata contro l’altare per i sacrifici, l’uomo di Dio venuto da Giuda, predisse che un discendente di Davide avrebbe operato  l’epurazione della falsa religione fino a Betel e anche alle città della Samaria?

Nella sua opera di purificazione, notate cosa accade quando il re Giosia, circa 300 anni dopo, si imbatté nella tomba in cui erano seppelliti l’uomo di Dio venuto da Giuda, ed  il vecchio Profeta che lo aveva ingannato.   In 2 Re 23:17, 18 leggiamo:

Poi [il re Giosia] chiese: “Che cos’è la pietra tombale che vedo lassù?” Gli uomini della città gli risposero: “È la tomba dell’uomo del vero Dio venuto da Giuda che predisse le cose che hai fatto contro l’altare di Bètel”.  Lui disse: “Lasciatelo stare. Nessuno tocchi le sue ossa”. Perciò non toccarono le sue ossa, né quelle del profeta che era venuto da Samarìa.

Avete notato la reazione del re    Giosia, una volta che fu informato che la pietra tombale alla sua vista, era la tomba dell’uomo di Dio venuto da Giuda e del vecchio profeta? 

Diede ordine di non toccarla, in modo tale che quella tomba continuasse ad essere una testimonianza ed un insegnamento

Nel nostro tempo , il più grande  re Giosia che avrebbe  cancellato la falsa adorazione al tempo stabilito da Dio, è come abbiamo scritto sopra,  il Re Messia Yahoshua  Cristo, anch’egli  discendente di Davide. Anche se oggi le organizzazioni religiose  esistono ancora , tuttavia durante e dopo la pandemia, persero tutti la loro autonomia, avendo dovuto obbedire al diktat vaccinale emanato dalla bestia politica. Ora non ci resta che attendere la completa dissoluzione di tutte queste organizzazioni religiose, con i loro dogmi e con i loro rituali di origine demoniache.  Il più grande Giosia,  cioè il Re Messia Yahoshua  Cristo, governa ormai dal 5 novembre 2023. 

In conclusione, nel mentre che stiamo scrivendo questo articolo, i poteri forti che hanno governato il nostro mondo per secoli, vengono gradualmente eliminati dal Re messia,  così come anche i loro personaggi più illustri, alcuni dei quali, la maggioranza delle persone non sa nemmeno che sono in realtà  già  morti. Continuiamo a seguire le vie di Dio obbedendo alle direttive di Dio e del Cristo contenute nelle sacre scritture. Eliminiamo in noi tracce di idolatria verso uomini o organizzazioni, tenendo sempre bene a mente che stiamo vivendo il periodo della grande  transizione verso il nuovo mondo. Non torniamo indietro alle false dottrine di origine babilonica, dottrine che andranno ad ostacolare la nostra crescita spirituale ed il nostro buon rapporto con Dio. Ma ci sia consentito di essere tra coloro che sono scritti nel libro della vita , e che godranno delle benedizioni promesse da Dio per l’eternità.

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